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giovedì 6 marzo 2008

Emergenza rifiuti


Domenica 9 marzo

(l'assemblea è aperta a tutti. Inizio 10,30)




(Clicca sulla foto per ingrandirla)



(Via degli aceri 1 tel. 055 711362 (traversa di via Torcicoda-Isolotto)



"Il nostro impegno di cittadini e di istituzioni responsabili di fronte al problema dei rifiuti", questo il tema dell' Incontro comunitario aperto che si svolgerà la mattina di domenica 9 marzo 2008 alle ore 10,30 alle "baracche" in via degli Aceri 1 Firenze con la partecipazione di Eugenio Baronti, assessore regionale alla casa, il quale socializzerà l'eperienza di Capannori (Lucca), primo comune in Italia verso "rifiuti zero", di cui egli è stato animatore quando era assessore all’ambiente di quel Comune, che va nella stessa direzione da noi auspicata con ottimi risultati sia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, la sostenibilità economica del nuovo sistema, sia per quanto riguarda il livelli di partecipazione e di consenso popolare. 

La Comunità dell'Isolotto


COMUNE DI CAPANNORI

 

primo comune in Italia verso “rifiuti zero”

 

Alessio Ciacci

Assessore all’ambiente del comune di Capannori

 

“A più riprese gli scienziati ci hanno avvertito che è in gioco la sopravvivenza della specie umana”

Don Lorenzo Milani “L’obbedienza non è più una virtù”

 

Capannori (LU) è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero” al 2020, un obiettivo che rappresenta l’unica strada possibile per cercare di garantire un futuro al nostro pianeta e alle future generazioni, combinando vantaggi ambientali, economici ed occupazionali.

Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” il Comune di Capannori si è posto questi obiettivi: “di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%”.

Il nostro modello di sviluppo, improntato su uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e su una quantità enorme di rifiuti prodotti e smaltiti nonché di emissioni inquinanti in atmosfera non può più essere definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro posibile” il modo di vivere il rapporto uomo-ambiente vincolando le attività umane (produzione, mobilità, consumo...) al massimo risparmio energetico e di materie prime. Tutti i livelli dell’attività legislativa nazionale, dell’azione amministrativa degli enti locali e gli stili di vita delle famiglie dovrebbero ri-orientarsi verso un vero benessere che non sia un ritorno al passato ma la riscoperta dei valori veri del rapporto uomo-natura, della filiera corta, della produzione e di un’economia locale.

Negli ultimi 15 anni la produzione di rifiuti in Toscana è aumentata ad un ritmo anno di circa 100 mila tonnellate, andando a produrre vere e proprie montagne di scarti che finiscono ogni giorno in discariche o inceneritori, con ulteriore produzione di inquinanti e di scarti che a sua volta finiscono in discariche.

 

In questi tre anni e mezzo il Comune di Capannori ha dimostrato un’attenzione particolare all’ambiente sui temi più importanti per il nostro futuro: acqua, rifiuti ed energia. In questi anni stiamo dimostrando che anche in Toscana l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile.

 

La questione rifiuti in tutto il mondo ha dimostrato in questi anni la centralità del nostro stile di vita ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento. Una questione nodale e fondamentale per una comunità e un sistema che rischia di inciampare nelle proprie contraddizioni.

 

A Capannori abbiamo dunque voluto costruire una politica ambientale i cui punti fondamentali fossero essenzialmente due: SOSTENIBILITA’ e PARTECIPAZIONE.

 

Il primo elemento cardine su cui siamo intervenuti è il sistema della raccolta.

E’ ampliamente dimostrato, infatti, che il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi che non riescono a superare, se non in casi eccezionali, il 40%..

Il Comune di Capannori ed ASCIT hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del servizio andando a eliminare tutti i cassonetti ed avviando la raccolta domiciliare “Porta a porta” con la consegna a tutte le famiglie di contenitori per la raccolta differenziata, sacchetti ed istruzioni per l’uso.

Questa scelta non ha rappresentato per noi solo una scelta tecnica o amministrativa di diversa gestione della raccolta dei rifiuti, ma è stata una scelta politica coraggiosa, una rivoluzione sia per l’azienda ASCIT che per tutte le famiglie a cui si è chiesto con fiducia un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e finalmente riciclata.

Abbiamo investito in questa scelta come in una scelta per il FUTURO, l’unica possibile per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata e per dimostrare che i benefici sono per tutti: per i cittadini, per l’ambiente, per i lavoratori, per il decoro urbano.

 

Siamo stati dunque il primo Comune in Italia ad avviare una politica integrata sui rifiuti e sull’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro riutilizzo, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella sensibilizzazione volto a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”.

A Capannori il “Porta a porta” è un sistema ormai consolidato su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini del comune di Capannori, con una raccolta differenziata che supera l’80% di differenziazione (con punte dell’84%).

Sono bastate queste cifre per far schizzare la raccolta differenziata a livello comunale al 53,66% nel 2006 ed oltre il 57% nel 2207. Capannori è il PRIMO comune toscano per raccolta differenziata. 

 

I benefici di questo servizio sono tanti ed hanno dimostrato questi successi:

-         Dall’avvio del “Porta a porta” abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di ben 9.638 tonnellate;

-         Se queste tonnellate fossero andate in discarica avrebbero avuto un costo di circa 1.542.080 euro;

-         A Marlia e Lammari (le due frazioni più popolose) abbiamo avviato a riciclo, dal Gennaio 2006 al Dicembre 2007, ben 8.288 tonnellate di rifiuti;

-         Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, abbiamo riconosciuto il 20% di riduzione sulla parte variabile della tariffa per tutti i cittadini serviti.

 

Il materiale raccolto in maniera differenziata è stato poi avviato a riciclo attraverso specifici impianti:

-         l’organico attraverso l’impianto di compostaggio di Montespertoli;

-         la carta attraverso il consorzio COMIECO per il recupero della carta che ci viene acquistata;

-         il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) attraverso l’impianto Revet di Pontedera dove il materiale è selezionato ed avviato ai rispetti consorzi del riciclo.

 

Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 abbiamo risparmiato:

-         l’abbattimento di 100.000 alberi;

-         il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua;

-         l’emissione di 9.100 tonnellate di CO2.

Per un termine di paragone più comprensibile, 2.85 milioni di litri di acqua risparmiati equivale al risparmio idrico del consumo annuo di 31.647 cittadini.

 

Grazie al riciclo del vetro e della plastica la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2.

 

La mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio risparmiati.

 

Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare a Capannori è l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state 40 nuove assunzioni. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi sono stati compensati dagli enormi risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi li abbiamo investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.

Le famiglie che abitano nelle frazioni dove è presente la raccolta “porta a porta” hanno uno sconto del 20% sulla parte variabile della tariffa.

Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica.

Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, iniziata fin dal 2005, abbiamo tolto dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni invece che finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica abbiamo riconosciuto un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano l’autocompostaggio.

Nel corso del 2007 abbiamo abbinato una grande campagna per l’autocompostaggio ad un verifica su una campione del 10% di quanti avevano finora aderito. I controlli hanno dimostrato che oltre il 98% dei casi stavano facendo in maniera corretta il compostaggio domestico.

Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Capannori, primo in Toscana, ha adottato dal 2005 il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acuisti dell’ente comunale sono stati vincolati ad una procedura che selezioni solo i prodotti fatti con materiale riciclato, meno inquinanti in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale.

Ma la strada verso rifiuti zero non finisce qui!

L’Italia è il paese Europeo con il maggior consumo di acque minerali. Un consumo che non è certo motivato dalla minor qualità delle acque di acquedotto bensì da una massiccia campagna pubblicitaria che ci induce all’acquisto dell’acqua al supermercato con costi superiori del 1000% rispetto a quella “pubblica” e con una qualità non certo migliore. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa.

Con l’inizio dell’anno scolastico 2007 abbiamo deciso di sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto. Questo ci fa risparmiare, solo dalle prime tre scuole da cui è partito il progetto, ben 8.500 confezioni di acqua minerale all’anno. Nel corso del 2008 altre 4 scuole hanno aderito al progetto.

Con lo stesso obiettivo di diminuire l’utilizzo delle acque minerali ma anche per far conoscere ai cittadini i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene comune”, abbiamo costruito un percorso denominato: “La Via della Buona Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.

Il 2 Febbraio 2008 abbiamo inaugurato un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore:

-         il cittadino potrà avere un latte più fresco e più genuino,

-         il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco;

-         all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte e di fatto è un modo per sostenere l’economia locale a la “filiera corta”;

-         il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.

Abbiamo inoltre costituito un tavolo con tutti i comitati paesani che organizzano le sagre (circa di 10 nel territorio comunale), e con loro abbiamo concordato un percorso che vada ad eliminare progressivamente l’utilizzo dello stovigliame “usa e getta” per i coperti. Le sagre che aderiranno a questo percorso avranno il marchio “Ecosagra” che sarà divulgato nel materiale pubblicitario dall’amministrazione comunale.

Grazie all’impegno del Comune di Capannori l’ATO Due Rifiuti della Provincia di Lucca ha avviato un grande lavoro sulla riduzione dei rifiuti che ha coinvolto 28 dei 35 comuni della provincia nella firma di un Protocollo d’Intesa per la riduzione dei rifiuti.

 

La Partecipazione è per noi l’elemento centrale di tutte queste politiche ed in primis dell’avvio del “porta a porta”.

La chiave del successo di questa esperienza è stata proprio il consenso della popolazione. Un consenso che non è stato scontato ma che abbiamo condiviso con i cittadini di Capannori in decine e decine di assemblee. Sale comunali, bar, sale parrocchiali, circoscrizioni, condomini, ovunque abbiamo fatto assemblee pubbliche su questo tema.

In questi momenti pubblici abbiamo condiviso la complessità della problematica rifiuti, la necessità di una maggiore differenziazione ed abbiamo portato una proposta concreta e con vantaggi per tutta la collettività.

Per la distribuzione del materiale (sacchetti e bidoncini) abbinato alle istruzioni per effettuare la separazione, abbiamo fatto una convenzione specifica con le associazioni del territorio (Associazione per Lammari, Legambiente, Centro culturale di Tassignano…) che, con un nostro piccolo incentivo per ogni famiglia visitata, hanno inviato i loro volontari in ogni casa, abitazione e condominio per spiegare a tutti il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Una politica che è cresciuta dal basso, che ha ascoltato e coinvolto migliaia di cittadini, e che ha visto il successo grazie alla loro vera partecipazione.

Il “porta a porta” chiede inevitabilmente un impegno a tutti, impone un cambio di abitudini, un piccolo sforzo, ma permette di avere molto. Innanzi tutto un ambiente più pulito, privo di cassonetti e delle minidiscariche che questi spesso attirano, di un maggior decoro, una maggiore consapevolezza, una maggiore responsabilità che il differenziare ci insegna. Contro la cultura dell’usa e getta e dello spreco e dell’abbandono, il porta a porta aiuta ad insegnarci che i nostri comportamenti hanno un effetto immediato sull’ambiente e sta a noi cittadini fare per primi la nostra parte. Dall’altra parte l’amministrazione riconosce ai cittadini uno sconto sulla tariffa e la prospettiva, quando il “porta a porta” sarà diffuso a tutto il territorio comunale, è quella di cambiare il sistema tariffario in modo da collegare la tariffa alla produzione effettiva di rifiuto indifferenziato.

 

La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia e il protagonismo delle comunità Unire queste urgenze di partecipazione all’urgenza di salvare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di un buona amministrazione.

L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata in scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile.

 

 

Per contatti a.ciacci@comune.capannori.lu.it oppure 3291718456

 

 

SCHEDA TECNICA

COMUNE DI CAPANNORI

 

Popolazione: 45000 abitanti in 40 Frazioni

Azienda: ASCIT SpA servizi ambientali, completamente pubblica

               Presidente: Tiziano Bianconcini

               Direttore: Ing. Lorenzo Matteucci

               Reposnsabile Raccolta Differenziata: Alessandro Bianchi

Frazioni coinvolte dal “Porta a porta”:

-         Guamo dal 1 Febbraio 2005     (600 abitanti)

-         Lammari e Marlia dal 1 Febbraio 2006 (9.920 abitanti e 610 utenze non domestiche)

-         Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno, Berciano dal 6 Novembre 2006 (3.300 abitanti e 360 utenze non domestiche)

-         Capannori, Lunata, Santa Margherita, Carraia, Pieve San Paolo, Toringo, Paganico, Tassignano, dal 4 Febbraio 2008 (12.330 abitanti e 800 utenze non domestiche)

Totale numero abitanti coinvolti: 26.150

Numero Famiglie:                         10.100

Numero utenze non domestiche:   1.770

Percentuale popolazione servita: 58,45%

Utenze che attuano l’autocompostaggio domestico: 2.023

 

 

SISTEMA DI RACCOLTA

Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche.

 

ORGANICO:

1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi

1 contenitore colore marrone di 25 litri con chiusura antirandagismo per deposito dei sacchetti in mater-bi.

 

CARTA:

1 cestone in plastica bianco

 

MUTIMATERIALE

1 contenitore di colore blu abbinato ad un Sacco in polietilene di colore blu da inserire nel contenitore

1 contenitore per gli olii esausti di cucina.

 

INDIFFERENZIATO

Sacco in polietilene di colore grigio neutro trasparente per la raccolta del rifiuto indifferenziato.

 

Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini.

Contenitore “SANGENIC” dotato internamente di una ricarica di sacchetti, consente una volta inserito il pannolino di sigillarlo, viene consegnato a tutte le famiglie che hanno un bambino di età inferiore agli 8 mesi.

 

Tutti i contenitori e i sacchetti sono distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.

 

Calendario settimanale ritiri:

·        3 ritiri per l’organico,

·        2 ritiri per il multimateriale

·        1 ritiro per carta e cartone

·        1 ritiro per indifferenziato

 

inoltre:

·        ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti

·        ritiro mensile per olii esausti

·        ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini

·        ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.

·         

RISULTATO CONSOLIDATO nelle frazioni servite dal “Porta a porta” 82% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Raccolta differenziata 2004: 37,37% (dato complessivo intero territorio comunale prima della partenza del porta a porta).

Raccolta differenziata 2006: 53,66% (dato complessivo raccolta differenziata intero comune con il 32% della popolazione coinvolta dal porta a porta)

Dal 4 Febbraio 2008 la popolazione servita è passata al 58,45% e la raccolta differenziata in previsione (i primi dati non sono ancora consolidati) sul 2008 sarà attorno al 70%.

Dall’avvio del “Porta a porta” abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di ben 9.638 tonnellate;

Nel 2007 a livello comunale sono raccolte 15.782 tonnellate di materiale differenziato e 14.349 tonnellate di indifferenziato

Il costo medio di conferimento dell’indifferenziato nella nostra provincia è di 160 euro alla tonnellata di RSU

 

Grazie alla raccolta differenziata abbiamo avuto nel 2007 questi risultati economici:

 


































































UMIDO


Costo di conferimento impianto di Compostaggio: euro 79,00 ton.


3.931 ton.


Euro 310.549,00


POTATURE E SFALCI


Costo conferimento: 41,00


1.535 ton


Euro 62.935,00


MULTIMATERIALE


Costo conferimento: 7,74 euro ton.


2.053 ton.


Euro 15.890,22


INGOMBRANTI


costo conferimento: 67,14 euro ton


1.013 ton


Euro 68.012,82


ASSIMILATI


Costo conferimento: 120 euro ton


1.967 ton


Euro 236.040,00


 


 


 


 


 


Costo conferimento


totale


Euro 693.426,22


 


 


 


 


CARTA SELETTIVA


Ricavo dalla raccolta ( euro 90,98 ton)


2687 ton


Euro 244.463,26


CARTA CONGIUNTA


Ricavo dalla raccolta ( euro 21,80 ton)


3.752 ton


Euro 81.793,6



 

Nella provincia di Lucca per conferire 16.938 tonnellate di RSU sono necessari 2.710.080,00 euro.

 

La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio con la raccolta “porta a porta” di 16.938 tonnellate è di euro 693.426,22 se si considera i 326.256,00 euro di ricavo dalla carta e cartone si ha un costo complessivo di 367.170.22 euro.

 

Un risparmio nel conferimento agli impianti di 2.342.910 nel solo anno 2007.

 

Per quanto concerne la frazione organica occorre sottolineare che è in previsione la realizzazione di un impianto di compostaggio a Capannori, al momento viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli.

Emergenza rifiuti


Domenica 9 marzo

(l'assemblea è aperta a tutti. Inizio 10,30)




(Clicca sulla foto per ingrandirla)



(Via degli aceri 1 tel. 055 711362 (traversa di via Torcicoda-Isolotto)



"Il nostro impegno di cittadini e di istituzioni responsabili di fronte al problema dei rifiuti", questo il tema dell' Incontro comunitario aperto che si svolgerà la mattina di domenica 9 marzo 2008 alle ore 10,30 alle "baracche" in via degli Aceri 1 Firenze con la partecipazione di Eugenio Baronti, assessore regionale alla casa, il quale socializzerà l'eperienza di Capannori (Lucca), primo comune in Italia verso "rifiuti zero", di cui egli è stato animatore quando era assessore all’ambiente di quel Comune, che va nella stessa direzione da noi auspicata con ottimi risultati sia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, la sostenibilità economica del nuovo sistema, sia per quanto riguarda il livelli di partecipazione e di consenso popolare. 

La Comunità dell'Isolotto


COMUNE DI CAPANNORI

 

primo comune in Italia verso “rifiuti zero”

 

Alessio Ciacci

Assessore all’ambiente del comune di Capannori

 

“A più riprese gli scienziati ci hanno avvertito che è in gioco la sopravvivenza della specie umana”

Don Lorenzo Milani “L’obbedienza non è più una virtù”

 

Capannori (LU) è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero” al 2020, un obiettivo che rappresenta l’unica strada possibile per cercare di garantire un futuro al nostro pianeta e alle future generazioni, combinando vantaggi ambientali, economici ed occupazionali.

Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” il Comune di Capannori si è posto questi obiettivi: “di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%”.

Il nostro modello di sviluppo, improntato su uno spreco insostenibile di materie prime, di energia e su una quantità enorme di rifiuti prodotti e smaltiti nonché di emissioni inquinanti in atmosfera non può più essere definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro posibile” il modo di vivere il rapporto uomo-ambiente vincolando le attività umane (produzione, mobilità, consumo...) al massimo risparmio energetico e di materie prime. Tutti i livelli dell’attività legislativa nazionale, dell’azione amministrativa degli enti locali e gli stili di vita delle famiglie dovrebbero ri-orientarsi verso un vero benessere che non sia un ritorno al passato ma la riscoperta dei valori veri del rapporto uomo-natura, della filiera corta, della produzione e di un’economia locale.

Negli ultimi 15 anni la produzione di rifiuti in Toscana è aumentata ad un ritmo anno di circa 100 mila tonnellate, andando a produrre vere e proprie montagne di scarti che finiscono ogni giorno in discariche o inceneritori, con ulteriore produzione di inquinanti e di scarti che a sua volta finiscono in discariche.

 

In questi tre anni e mezzo il Comune di Capannori ha dimostrato un’attenzione particolare all’ambiente sui temi più importanti per il nostro futuro: acqua, rifiuti ed energia. In questi anni stiamo dimostrando che anche in Toscana l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile.

 

La questione rifiuti in tutto il mondo ha dimostrato in questi anni la centralità del nostro stile di vita ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento. Una questione nodale e fondamentale per una comunità e un sistema che rischia di inciampare nelle proprie contraddizioni.

 

A Capannori abbiamo dunque voluto costruire una politica ambientale i cui punti fondamentali fossero essenzialmente due: SOSTENIBILITA’ e PARTECIPAZIONE.

 

Il primo elemento cardine su cui siamo intervenuti è il sistema della raccolta.

E’ ampliamente dimostrato, infatti, che il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi che non riescono a superare, se non in casi eccezionali, il 40%..

Il Comune di Capannori ed ASCIT hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del servizio andando a eliminare tutti i cassonetti ed avviando la raccolta domiciliare “Porta a porta” con la consegna a tutte le famiglie di contenitori per la raccolta differenziata, sacchetti ed istruzioni per l’uso.

Questa scelta non ha rappresentato per noi solo una scelta tecnica o amministrativa di diversa gestione della raccolta dei rifiuti, ma è stata una scelta politica coraggiosa, una rivoluzione sia per l’azienda ASCIT che per tutte le famiglie a cui si è chiesto con fiducia un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e finalmente riciclata.

Abbiamo investito in questa scelta come in una scelta per il FUTURO, l’unica possibile per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata e per dimostrare che i benefici sono per tutti: per i cittadini, per l’ambiente, per i lavoratori, per il decoro urbano.

 

Siamo stati dunque il primo Comune in Italia ad avviare una politica integrata sui rifiuti e sull’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il loro riutilizzo, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e nella sensibilizzazione volto a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”.

A Capannori il “Porta a porta” è un sistema ormai consolidato su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini del comune di Capannori, con una raccolta differenziata che supera l’80% di differenziazione (con punte dell’84%).

Sono bastate queste cifre per far schizzare la raccolta differenziata a livello comunale al 53,66% nel 2006 ed oltre il 57% nel 2207. Capannori è il PRIMO comune toscano per raccolta differenziata. 

 

I benefici di questo servizio sono tanti ed hanno dimostrato questi successi:

-         Dall’avvio del “Porta a porta” abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di ben 9.638 tonnellate;

-         Se queste tonnellate fossero andate in discarica avrebbero avuto un costo di circa 1.542.080 euro;

-         A Marlia e Lammari (le due frazioni più popolose) abbiamo avviato a riciclo, dal Gennaio 2006 al Dicembre 2007, ben 8.288 tonnellate di rifiuti;

-         Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, abbiamo riconosciuto il 20% di riduzione sulla parte variabile della tariffa per tutti i cittadini serviti.

 

Il materiale raccolto in maniera differenziata è stato poi avviato a riciclo attraverso specifici impianti:

-         l’organico attraverso l’impianto di compostaggio di Montespertoli;

-         la carta attraverso il consorzio COMIECO per il recupero della carta che ci viene acquistata;

-         il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) attraverso l’impianto Revet di Pontedera dove il materiale è selezionato ed avviato ai rispetti consorzi del riciclo.

 

Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 abbiamo risparmiato:

-         l’abbattimento di 100.000 alberi;

-         il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua;

-         l’emissione di 9.100 tonnellate di CO2.

Per un termine di paragone più comprensibile, 2.85 milioni di litri di acqua risparmiati equivale al risparmio idrico del consumo annuo di 31.647 cittadini.

 

Grazie al riciclo del vetro e della plastica la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2.

 

La mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio risparmiati.

 

Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare a Capannori è l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state 40 nuove assunzioni. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi sono stati compensati dagli enormi risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi li abbiamo investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.

Le famiglie che abitano nelle frazioni dove è presente la raccolta “porta a porta” hanno uno sconto del 20% sulla parte variabile della tariffa.

Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica.

Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, iniziata fin dal 2005, abbiamo tolto dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni invece che finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica abbiamo riconosciuto un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano l’autocompostaggio.

Nel corso del 2007 abbiamo abbinato una grande campagna per l’autocompostaggio ad un verifica su una campione del 10% di quanti avevano finora aderito. I controlli hanno dimostrato che oltre il 98% dei casi stavano facendo in maniera corretta il compostaggio domestico.

Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Capannori, primo in Toscana, ha adottato dal 2005 il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acuisti dell’ente comunale sono stati vincolati ad una procedura che selezioni solo i prodotti fatti con materiale riciclato, meno inquinanti in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale.

Ma la strada verso rifiuti zero non finisce qui!

L’Italia è il paese Europeo con il maggior consumo di acque minerali. Un consumo che non è certo motivato dalla minor qualità delle acque di acquedotto bensì da una massiccia campagna pubblicitaria che ci induce all’acquisto dell’acqua al supermercato con costi superiori del 1000% rispetto a quella “pubblica” e con una qualità non certo migliore. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa.

Con l’inizio dell’anno scolastico 2007 abbiamo deciso di sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto. Questo ci fa risparmiare, solo dalle prime tre scuole da cui è partito il progetto, ben 8.500 confezioni di acqua minerale all’anno. Nel corso del 2008 altre 4 scuole hanno aderito al progetto.

Con lo stesso obiettivo di diminuire l’utilizzo delle acque minerali ma anche per far conoscere ai cittadini i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene comune”, abbiamo costruito un percorso denominato: “La Via della Buona Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.

Il 2 Febbraio 2008 abbiamo inaugurato un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore:

-         il cittadino potrà avere un latte più fresco e più genuino,

-         il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco;

-         all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte e di fatto è un modo per sostenere l’economia locale a la “filiera corta”;

-         il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.

Abbiamo inoltre costituito un tavolo con tutti i comitati paesani che organizzano le sagre (circa di 10 nel territorio comunale), e con loro abbiamo concordato un percorso che vada ad eliminare progressivamente l’utilizzo dello stovigliame “usa e getta” per i coperti. Le sagre che aderiranno a questo percorso avranno il marchio “Ecosagra” che sarà divulgato nel materiale pubblicitario dall’amministrazione comunale.

Grazie all’impegno del Comune di Capannori l’ATO Due Rifiuti della Provincia di Lucca ha avviato un grande lavoro sulla riduzione dei rifiuti che ha coinvolto 28 dei 35 comuni della provincia nella firma di un Protocollo d’Intesa per la riduzione dei rifiuti.

 

La Partecipazione è per noi l’elemento centrale di tutte queste politiche ed in primis dell’avvio del “porta a porta”.

La chiave del successo di questa esperienza è stata proprio il consenso della popolazione. Un consenso che non è stato scontato ma che abbiamo condiviso con i cittadini di Capannori in decine e decine di assemblee. Sale comunali, bar, sale parrocchiali, circoscrizioni, condomini, ovunque abbiamo fatto assemblee pubbliche su questo tema.

In questi momenti pubblici abbiamo condiviso la complessità della problematica rifiuti, la necessità di una maggiore differenziazione ed abbiamo portato una proposta concreta e con vantaggi per tutta la collettività.

Per la distribuzione del materiale (sacchetti e bidoncini) abbinato alle istruzioni per effettuare la separazione, abbiamo fatto una convenzione specifica con le associazioni del territorio (Associazione per Lammari, Legambiente, Centro culturale di Tassignano…) che, con un nostro piccolo incentivo per ogni famiglia visitata, hanno inviato i loro volontari in ogni casa, abitazione e condominio per spiegare a tutti il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Una politica che è cresciuta dal basso, che ha ascoltato e coinvolto migliaia di cittadini, e che ha visto il successo grazie alla loro vera partecipazione.

Il “porta a porta” chiede inevitabilmente un impegno a tutti, impone un cambio di abitudini, un piccolo sforzo, ma permette di avere molto. Innanzi tutto un ambiente più pulito, privo di cassonetti e delle minidiscariche che questi spesso attirano, di un maggior decoro, una maggiore consapevolezza, una maggiore responsabilità che il differenziare ci insegna. Contro la cultura dell’usa e getta e dello spreco e dell’abbandono, il porta a porta aiuta ad insegnarci che i nostri comportamenti hanno un effetto immediato sull’ambiente e sta a noi cittadini fare per primi la nostra parte. Dall’altra parte l’amministrazione riconosce ai cittadini uno sconto sulla tariffa e la prospettiva, quando il “porta a porta” sarà diffuso a tutto il territorio comunale, è quella di cambiare il sistema tariffario in modo da collegare la tariffa alla produzione effettiva di rifiuto indifferenziato.

 

La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia e il protagonismo delle comunità Unire queste urgenze di partecipazione all’urgenza di salvare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di un buona amministrazione.

L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata in scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile.

 

 

Per contatti a.ciacci@comune.capannori.lu.it oppure 3291718456

 

 

SCHEDA TECNICA

COMUNE DI CAPANNORI

 

Popolazione: 45000 abitanti in 40 Frazioni

Azienda: ASCIT SpA servizi ambientali, completamente pubblica

               Presidente: Tiziano Bianconcini

               Direttore: Ing. Lorenzo Matteucci

               Reposnsabile Raccolta Differenziata: Alessandro Bianchi

Frazioni coinvolte dal “Porta a porta”:

-         Guamo dal 1 Febbraio 2005     (600 abitanti)

-         Lammari e Marlia dal 1 Febbraio 2006 (9.920 abitanti e 610 utenze non domestiche)

-         Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno, Berciano dal 6 Novembre 2006 (3.300 abitanti e 360 utenze non domestiche)

-         Capannori, Lunata, Santa Margherita, Carraia, Pieve San Paolo, Toringo, Paganico, Tassignano, dal 4 Febbraio 2008 (12.330 abitanti e 800 utenze non domestiche)

Totale numero abitanti coinvolti: 26.150

Numero Famiglie:                         10.100

Numero utenze non domestiche:   1.770

Percentuale popolazione servita: 58,45%

Utenze che attuano l’autocompostaggio domestico: 2.023

 

 

SISTEMA DI RACCOLTA

Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche.

 

ORGANICO:

1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi

1 contenitore colore marrone di 25 litri con chiusura antirandagismo per deposito dei sacchetti in mater-bi.

 

CARTA:

1 cestone in plastica bianco

 

MUTIMATERIALE

1 contenitore di colore blu abbinato ad un Sacco in polietilene di colore blu da inserire nel contenitore

1 contenitore per gli olii esausti di cucina.

 

INDIFFERENZIATO

Sacco in polietilene di colore grigio neutro trasparente per la raccolta del rifiuto indifferenziato.

 

Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini.

Contenitore “SANGENIC” dotato internamente di una ricarica di sacchetti, consente una volta inserito il pannolino di sigillarlo, viene consegnato a tutte le famiglie che hanno un bambino di età inferiore agli 8 mesi.

 

Tutti i contenitori e i sacchetti sono distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.

 

Calendario settimanale ritiri:

·        3 ritiri per l’organico,

·        2 ritiri per il multimateriale

·        1 ritiro per carta e cartone

·        1 ritiro per indifferenziato

 

inoltre:

·        ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti

·        ritiro mensile per olii esausti

·        ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini

·        ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.

·         

RISULTATO CONSOLIDATO nelle frazioni servite dal “Porta a porta” 82% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Raccolta differenziata 2004: 37,37% (dato complessivo intero territorio comunale prima della partenza del porta a porta).

Raccolta differenziata 2006: 53,66% (dato complessivo raccolta differenziata intero comune con il 32% della popolazione coinvolta dal porta a porta)

Dal 4 Febbraio 2008 la popolazione servita è passata al 58,45% e la raccolta differenziata in previsione (i primi dati non sono ancora consolidati) sul 2008 sarà attorno al 70%.

Dall’avvio del “Porta a porta” abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica di ben 9.638 tonnellate;

Nel 2007 a livello comunale sono raccolte 15.782 tonnellate di materiale differenziato e 14.349 tonnellate di indifferenziato

Il costo medio di conferimento dell’indifferenziato nella nostra provincia è di 160 euro alla tonnellata di RSU

 

Grazie alla raccolta differenziata abbiamo avuto nel 2007 questi risultati economici:

 


































































UMIDO


Costo di conferimento impianto di Compostaggio: euro 79,00 ton.


3.931 ton.


Euro 310.549,00


POTATURE E SFALCI


Costo conferimento: 41,00


1.535 ton


Euro 62.935,00


MULTIMATERIALE


Costo conferimento: 7,74 euro ton.


2.053 ton.


Euro 15.890,22


INGOMBRANTI


costo conferimento: 67,14 euro ton


1.013 ton


Euro 68.012,82


ASSIMILATI


Costo conferimento: 120 euro ton


1.967 ton


Euro 236.040,00


 


 


 


 


 


Costo conferimento


totale


Euro 693.426,22


 


 


 


 


CARTA SELETTIVA


Ricavo dalla raccolta ( euro 90,98 ton)


2687 ton


Euro 244.463,26


CARTA CONGIUNTA


Ricavo dalla raccolta ( euro 21,80 ton)


3.752 ton


Euro 81.793,6



 

Nella provincia di Lucca per conferire 16.938 tonnellate di RSU sono necessari 2.710.080,00 euro.

 

La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio con la raccolta “porta a porta” di 16.938 tonnellate è di euro 693.426,22 se si considera i 326.256,00 euro di ricavo dalla carta e cartone si ha un costo complessivo di 367.170.22 euro.

 

Un risparmio nel conferimento agli impianti di 2.342.910 nel solo anno 2007.

 

Per quanto concerne la frazione organica occorre sottolineare che è in previsione la realizzazione di un impianto di compostaggio a Capannori, al momento viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli.

mercoledì 5 marzo 2008

Il crocifisso in tribunale

Milano, 23 feb. – Giovedì 21 febbraio presso il Tribunale penale dell’Aquila è stata emessa la sentenza di condanna nei confronti del giudice Luigi Tosti, al quale è stata inflitta una pena di un anno di reclusione ed un anno di interdizione dai pubblici uffici perché ritenuto colpevole di omissione in atti d'ufficio e interruzione di pubblico servizio.


La vicenda giudiziaria di Luigi Tosti è iniziata nel 2005, anno in cui ha subito un processo che è culminato in una condanna a 7 mesi di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici a causa del suo rifiuto di tenere udienze in aule giudiziarie dove fossero esposti crocifissi. Tosti aveva chiesto che venisse rimosso il simbolo cattolico oppure che gli fosse concessa l’autorizzazione ad esporre anche i suoi simboli religiosi, ovvero la menorà ebraica.


La Voce d’Italia ha intervistato il giudice Luigi Tosti, personaggio divenuto scomodo, che trova poco spazio sui media nazionali.




Giudice Tosti, potrebbe commentarci questa sentenza?


E’ vero che nel corso dell’udienza Lei ha affermato questa frase: “La Chiesa cattolica è la più grande associazione a delinquere della storia e la più grande banda di falsari”?


Quali sono le prove storiche che renderebbero la Chiesa cattolica la più grande associazione a delinquere della storia?


Leggi le risposte


Il crocifisso in tribunale

Milano, 23 feb. – Giovedì 21 febbraio presso il Tribunale penale dell’Aquila è stata emessa la sentenza di condanna nei confronti del giudice Luigi Tosti, al quale è stata inflitta una pena di un anno di reclusione ed un anno di interdizione dai pubblici uffici perché ritenuto colpevole di omissione in atti d'ufficio e interruzione di pubblico servizio.


La vicenda giudiziaria di Luigi Tosti è iniziata nel 2005, anno in cui ha subito un processo che è culminato in una condanna a 7 mesi di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici a causa del suo rifiuto di tenere udienze in aule giudiziarie dove fossero esposti crocifissi. Tosti aveva chiesto che venisse rimosso il simbolo cattolico oppure che gli fosse concessa l’autorizzazione ad esporre anche i suoi simboli religiosi, ovvero la menorà ebraica.


La Voce d’Italia ha intervistato il giudice Luigi Tosti, personaggio divenuto scomodo, che trova poco spazio sui media nazionali.




Giudice Tosti, potrebbe commentarci questa sentenza?


E’ vero che nel corso dell’udienza Lei ha affermato questa frase: “La Chiesa cattolica è la più grande associazione a delinquere della storia e la più grande banda di falsari”?


Quali sono le prove storiche che renderebbero la Chiesa cattolica la più grande associazione a delinquere della storia?


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mercoledì 27 febbraio 2008

Fece un gran danno alla chiesa

Il santo padre


 Ho ritrovato questo pezzo - con traduzione italiana - del Guardian, ormai vecchio di 3 anni. Ogni riferimento ai giorni che stiamo vivendo oggi è puramente casuale. Saluti a chi legge. Urbano.


 Il papa che fece un gran danno alla chiesa e ad un numero infinito di cattolici. Giovanni Paolo II divenne papa nel 1978, proprio mentre il periodo  progressista iniziato negli anni '60 stava declinando nella lunga notte politica di Ronald Reagan e Margaret Thatcher. Non appena la  recessione dei primi anni '70 iniziò a farsi sentire, il mondo  occidentale virò decisamente a destra e la trasformazione di un  ignoto vescovo polacco da Karol Wojtyla in Giovanni Paolo II fu parte  di tale - più vasta - transizione. La Chiesa Cattolica era sopravvissuta negli anni '60 al suo  tipo particolare di periodo hippy, noto col nome di Concilio  Ecumenico Vaticano II; ed erano maturi i tempi per richiamare  all'ordine monaci sinistrorsi, suore progressiste e cattolici  sudamericani marxisti, usciti allo scoperto grazie all'opera di  Giovanni XXIII, che i cattolici più conservatori consideravano  strambo se non un agente sovietico. Quel che ci voleva per portare a termine un compito del  genere era proprio qualcuno ben introdotto nelle tecniche di guerra fredda. Come prelato polacco, Wojtyla proveniva da quello che era  probabilmente l'avamposto nazionale più reazionario di tutta la Chiesa Cattolica, pieno di piagnucolosi adoratori di Maria, fervidi  nazionalisti e feroci anticomunisti. L'aver avuto a che fare per anni  con i comunisti polacchi aveva trasformato Wojtyla e la sua compagnia  di vescovi in consumati attori politici. In effetti, Wojtyla aveva  dato alla chiesa polacca un'organizzazione spesso non differente da  quella della burocrazia stalinista. Entrambe le istituzioni erano dogmatiche, ottuse, censorie e gerarchiche, impregnate di miti e culti della personalità. In realtà, gli uni e gli altri erano nemici  mortali tra loro, ingabbiati nella loro battaglia per la conquista  dell'anima polacca.

Consapevoli di quanto poco avessero ottenuto dal dialogo col regime  polacco, i vescovi erano poco inclini a prestar orecchio (a  differenza dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams) a entrambe  le fazioni del conflitto religioso che stava prendendo piede in seno  alla chiesa universale. In una visita al Vaticano di prima che  divenisse papa, l'autoritario Wojtyla era inorridito alla vista dei  litigiosi teologi. Non era così che si faceva a Varsavia. L'ala  conservatrice del Vaticano, che fin dalle origini detestava il  Concilio II e tentato di tutto per sabotarlo, guardò quindi ai  polacchi come ancora di salvezza. Quando il trono di Pietro si  liberò, i conservatori si turarono il naso e vinsero la loro  avversione per un non-italiano, eleggendone uno per la prima volta  dal 1522. Una volta investito dei poteri papali, Giovanni Paolo II fece marcia  indietro su tutte le liberalità concesse dal Concilio Vaticano II. I  più importanti teologi liberali vennero chiamati al suo cospetto per  una strigliata. Uno dei suoi primi obiettivi fu quello di  ripristinare in mano papale il potere fin lì decentrato presso le  chiese e le curie locali. I primi cristiani eleggevano - uomini e  donne - i loro ministri. Il Vaticano II non arrivò a sostenere la  necessità di tornare a tale istituto, tuttavia aveva insistito  sulla  dottrina della collegialità, nella quale il papa non era il capo dei  capi, ma il primus inter pares.

Giovanni Paolo, però, non riconosceva eguaglianza con nessuno.  Dall'inizio della sua carriera ecclesiastica, era sempre stato noto  per la sconfinata fiducia nei suoi mezzi spirituali e intellettuali.  Graham Greene una volta disse di aver sognato un titolo di giornale  che diceva «Papa Giovanni Paolo beatifica Gesù Cristo». I vescovi erano convocati a Roma per ricevere ordini, non consigli fraterni.  Destrorsi gallonati filofranchisti venivano onorati, e i teologi  della liberazione sudamericani sgridati ad alta voce. L'autorità del  papa era così indiscutibile che il capo di un seminario spagnolo  riuscì a convincere i suoi studenti di aver ricevuto dal papa stesso  l'autorità per masturbarli. Come risultato dell'accentramento di tutto il potere a Roma,  vi fu una regressione di tutte le chiese locali. Il clero si trovò  incapace di assumere decisioni autonome senza guardarsi alle spalle,  verso il Sant'Uffizio. In questo clima esplose lo scandalo degli  abusi su minori. La risposta di Giovanni Paolo fu quella di  trasferire a Roma e premiare con un alto incarico il cardinale  americano che aveva assiduamente cercato di coprire lo scandalo  finché era stato possibile.

Il più grosso crimine di questo papato, comunque, non è stato né il suo atteggiamento di copertura di tali fatti, né il suo  atteggiamento troglodita verso le donne. È stata la grottesca ironia  con la quale il Vaticano ha condannato - come "cultura della morte" -  i profilattici, che avrebbero potuto salvare non si sa quanti  cattolici del terzo mondo da una lenta e dolorosa morte per AIDS. Il  papa va verso la sua gloria eterna portando in braccio tutti questi  morti. È stato una delle più grandi disgrazie per il cristianesimo dai tempi di Darwin.


Terry Eagleton insegna all'Università di Manchester, Regno Unito.  [«The Guardian», 4/4/2005]

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The Pope did great damage to the church, and to countless Catholics

Terry Eagleton - Monday April 4, 2005 - The Guardian


John Paul II became Pope in 1978, just as the emancipatory 60s were declining

into the long political night of Ronald Reagan and Margaret Thatcher. As

the economic downturn of the early 70s began to bite, the western world made

a decisive shift to the right, and the transformation of an obscure Polish

bishop from Karol Wojtyla to John Paul II was part of this wider transition.

The Catholic church had lived through its own brand of flower power in the

60s, known as the Second Vatican Council; and the time was now ripe to rein

in leftist monks, clap-happy nuns and Latin American Catholic Marxists. All

of this had been set in train by a pope - John XIII - whom the Catholic conservatives

regarded as at best wacky and at worst a Soviet agent.

What was needed for this task was someone well-trained in the techniques

of the cold war. As a prelate from Poland, Wojtyla hailed from what was probably

the most reactionary national outpost of the Catholic church, full of maudlin

Mary-worship, nationalist fervour and ferocious anti-communism. Years of

dealing with the Polish communists had turned him and his fellow Polish bishops

into consummate political operators. In fact, it turned the Polish church

into a set-up that was, at times, not easy to distinguish from the Stalinist

bureaucracy. Both institutions were closed, dogmatic, censorious and hierarchical,

awash with myth and personality cults. It was just that, like many alter

egos, they also happened to be deadly enemies, locked in lethal

combat over the soul of the Polish people.

Aware of how little they had won from dialogue with the Polish regime, the

bishops were ill-inclined to bend a Rowan-Williams-like ear to both sides

of the theological conflict that was raging within the universal church.

On a visit to the Vatican before he became Pope, the authoritarian Wojtyla

was horrified at the sight of bickering theologians. This was not the way

they did things in Warsaw. The conservative wing of the Vatican, which had

detested the Vatican Council from the outset and done its utmost to derail

it, thus looked to the Poles for salvation. When the throne of Peter fell

empty, the conservatives managed to swallow their aversion to a non-Italian

pontiff and elected one for the first time since 1522.

Once ensconced in power, John Paul II set about rolling back the liberal

achievements of Vatican 2. Prominent liberal theologians were summoned to

his throne for a dressing down. One of his prime aims was to restore to papal

hands the power that had been decentralised to the local churches. In the

early church, laymen and women elected their own bishops. Vatican 2 didn't

go as far as that, but it insisted on the doctrine of collegiality - that

the Pope was not to be seen as capo di tutti capi, but as first among equals.

John Paul, however, acknowledged equality with nobody. From his early years

as a priest, he was notable for his exorbitant belief in his own spiritual

and intellectual powers. Graham Greene once dreamed of a newspaper headline

reading "John Paul canonises Jesus Christ". Bishops were summoned to Rome

to be given their orders, not for fraternal consultation. Loopy far-right

mystics and Francoists were honoured, and Latin American political liberationists

bawled out. The PopÈs authority was so unassailable that the head of a Spanish

seminary managed to convince his students that he had the PopÈs personal

 permission to masturbate them.

The result of centring all power in Rome was an infantilisation of the local churches.

Clergy found themselves incapable of taking initiatives without nervous glances

over their shoulders at the Holy Office. It was at just this point, when the local churches were least capable of handling a crisis maturely, that the child sex abuse scandal broke. John Paul's response was to reward

an American cardinal who had assiduously covered up the outrage with a plush posting in Rome.

The greatest crime of his papacy, however, was neither his part in this cover up nor his neanderthal attitude to women. It was the grotesque irony by which the Vatican condemned - as a "culture of death" - condoms, which might have saved countless Catholics in the developing world from an agonising Aids death. The Pope goes to his eternal reward with those deaths on his hands.

He was one of the greatest disasters for the Christian church since Charles Darwin.

 Terry Eagleton is professor of cultural theory at Manchester University