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sabato 5 dicembre 2009

Le modificazioni climatiche.

Assemblea settimanale


Carissime/i,

l'incontro di domenica 6 sarà dedicato a riflettere sul tema delle modificazioni climatiche.

- Giuseppe leggerà un brano biblico con una riflessione

- Giuliano e Chaby leggeranno una bella lettera di padre Rutilio Sanchez dal Salvador che informa sull'alluvione che ha devastato quel paese già disastrato e denuncia le modificazioni climatiche generate soprattutto dal mondo cosiddetto sviluppato. La lettera, tradotta in italiano da Giuliano, è roportata qui sotto.

- Roberto prendendo spunto dalla lettera di Rutilio inizierà una socializzazione del tema delle modificazioni climatiche anche in vista del summit delle Nazioni Unite che si aprirà lunedì prossimo a Copenaghen.

- Noemi porta il pane.

Un caro saluto

                            Enzo

_______


Facciamo giungere a tutti voi questo messaggio inviato da parte di SERCOBA (Gruppi di Appoggio alle Comunità di Base).

I fenomeni atmosferici che si verificano nel globo terracqueo sono costanti e ogni volta più allarmanti. Lo stato di deterioramento dell'ambiente è galoppante e le grandi potenze economiche, nella loro smisurata ambizione, non si assumono le responsabilità dei molteplici disastri. E' noto che il cambiamento climatico, prodotto dall'avanzare dell'industrializzazione nei paesi del Nord, si accanisce sul Sud del mondo.

Senza dubbio alcuno si tratta di cosa nota che i paesi del Sud del mondo hanno sofferto per l'estrazione indiscriminata di ogni loro ricchezza e risorsa da parte del potere economico del Nord. La storia del colonialismo ci consente di riconoscere questa spoliazione e la situazione indifesa in cui si sono venute a trovare le aree di ciò che oggi è detto, chiamandolo con nomi diversi, il Terzo Mondo o il Mondo in via di sviluppo: si tratta dei medesimi paesi che nel corso dei secoli hanno sopportato lo sviluppo del cosiddetto Primo Mondo. Ogni Nord ha il suo proprio Sud, e ne ha creato i presupposti nella misura data dalla storia dello sviluppo della sua economia.

Indichiamo la "Economia" come il motore delle diseguaglianze esistenti, e tale Economia, con il proporre il proprio modello di sviluppo, produce nel corrispondente Sud di riferimento, le modalità di distruzione ecologica.

L'Oceania è stata depredata, con queste modalità, del suo mare e delle sue terre a favore del Giappone...Nello stesso modo, l'Africa è stata depredata rafforzando le economie dell'Europa, e l'America Latina (Sudamerica), nella forma di continente invaso, con la sua propria specificità ha un galoppante deterioramento ambientale.

Il cambiamento climatico è la sintesi di tutto ciò che produce: i modelli di "sviluppo".

La terra come hábitat ci fa sentire l'oppressione dell'umanità.

I tradizionali regni minerale, vegetale, animale, risentono di tali correlazioni così squilibrate: gli uomini sono da una parte i colpevoli e responsabili di ciò, dall'altra le vittime (hay diferencias entre víctimas y victimarios).

Tali indicazioni sono ogni volta di più ripetitive, ma proprio perché sono ripetitive saranno, appunto ogni volta di più, cariche di risonanza.

Oggi ci vogliamo riferire a quanto accaduto in Centro America (dintorni del Caribe e della costa meridionale degli Stati Uniti) e in particolare al paese più piccolo, sovrappopolato y disboscato dell'America Continentale.

Di anno in anno, si succedono nel sud del mondo le epoche degli uragani, è un fatto noto e tradizionale, come se fosse qualcosa senza via d'uscita: proprio così i grandi e potenti capitali del Nord continuano a non tutelare il nostro Sud, sia che ciò accada con le estrazioni minerarie, i consorzi turistici, l'attività edilizia e le grandi autostrade, o con la ricerca di risorse energetiche e la costruzione di impianti idroelettrici: un insieme ininterrotto di offerte che vanno sotto il nome di "sviluppo" ma che non portano progresso ai nostri popoli. Continuando con un sistema coloniale subdolo ma reale, coperto dietro una occulta DEMOCRAZIA, si dà appoggio a governanti che favoriscono i cosiddetti Trattati del Libero Commercio, per legalizzare questa continua spoliazione; non mi dilungo qui nell'esporre la situazione di presa di coscienza popolare che si sta verificando a questo proposito in Sudamerica.

Dall'America Centrale, e in particolar modo da "El Salvador" faccio giungere a tutti voi le spoglie risparmiate dall'Uragano "IDA" nel suo passaggio dal nostro paese.

Inoltre, dopo l'evento tragico viene ora la cosa più difficile: la ricostruzione.

Il nuovo governo ha ereditato profonde carenze strutturali e molte lacune quanto ai rischi e alla capacità di farvi fronte.

Ci troviamo sempre in mezzo all'emergenza per lo stato di abbandono strutturale.

Come contraddizione inevitabile, gli eventi tragici non hanno un calendario ma il succedersi del calendario porta con sé tragedie sempre più grandi.

In mezzo a tutto ciò che accade, siamo invasi in modo aggressivo dalla grande pubblicità consumistica tipica del periodo di fine anno.

Tali intonazioni propagandistiche sono offensive, non producono allegria, proprio per le esigenze che l'offerta commerciale ha, anche di fronte alla povertà.

Mostrare cibo e ostentare qualcosa di fronte a popoli disastrati rappresenta quindi una provocazione.

Da parte nostra, come SERCOBA, siamo giunti al tempo delle feste per i bambini, grazie all'appoggio morale, di amicizia, fraterno ed economico dei fratelli ed amici di SERCOBA. Abbiamo ottenuto un sorriso e l'allegria nel cuore di varie migliaia di bambini e dei genitori di queste famiglie.

Descrizione:

Bambini: 10,249

Piñatas (Giochi per bambini) 219

Dolci per piñatas 60,450

Bustine con 8 dolcetti 10,249

Biscotti 10,249

Vejigas 10,249

Estímulos 00 , 440


Cogliamo l'occasione di questa comunicazione per condividere con voi la benedizione di Dio e la gioia che nasce in mezzo al servizio e alla sofferenza.

Da alcuni decenni (secoli) il Terzo Mondo è un cammino per il quale Gesù transita portando una croce...e per questo risalta luminoso il ricordo della sua nascita, nel cuore dei poveri è sempre Natale quando si riceve un gesto di appoggio, di solidarietà e fratellanza.

Per tutti questi motivi, al termine dell'anno in corso, inizierà una fase di amore ed impegno per l'anno venturo.


Per tutti voi, tutto il Gruppo SER.CO.BA (Servizio Comunità di Base) con fratellanza, unione, speranza e amore

Le modificazioni climatiche.

Assemblea settimanale


Carissime/i,

l'incontro di domenica 6 sarà dedicato a riflettere sul tema delle modificazioni climatiche.

- Giuseppe leggerà un brano biblico con una riflessione

- Giuliano e Chaby leggeranno una bella lettera di padre Rutilio Sanchez dal Salvador che informa sull'alluvione che ha devastato quel paese già disastrato e denuncia le modificazioni climatiche generate soprattutto dal mondo cosiddetto sviluppato. La lettera, tradotta in italiano da Giuliano, è roportata qui sotto.

- Roberto prendendo spunto dalla lettera di Rutilio inizierà una socializzazione del tema delle modificazioni climatiche anche in vista del summit delle Nazioni Unite che si aprirà lunedì prossimo a Copenaghen.

- Noemi porta il pane.

Un caro saluto

                            Enzo

_______


Facciamo giungere a tutti voi questo messaggio inviato da parte di SERCOBA (Gruppi di Appoggio alle Comunità di Base).

I fenomeni atmosferici che si verificano nel globo terracqueo sono costanti e ogni volta più allarmanti. Lo stato di deterioramento dell'ambiente è galoppante e le grandi potenze economiche, nella loro smisurata ambizione, non si assumono le responsabilità dei molteplici disastri. E' noto che il cambiamento climatico, prodotto dall'avanzare dell'industrializzazione nei paesi del Nord, si accanisce sul Sud del mondo.

Senza dubbio alcuno si tratta di cosa nota che i paesi del Sud del mondo hanno sofferto per l'estrazione indiscriminata di ogni loro ricchezza e risorsa da parte del potere economico del Nord. La storia del colonialismo ci consente di riconoscere questa spoliazione e la situazione indifesa in cui si sono venute a trovare le aree di ciò che oggi è detto, chiamandolo con nomi diversi, il Terzo Mondo o il Mondo in via di sviluppo: si tratta dei medesimi paesi che nel corso dei secoli hanno sopportato lo sviluppo del cosiddetto Primo Mondo. Ogni Nord ha il suo proprio Sud, e ne ha creato i presupposti nella misura data dalla storia dello sviluppo della sua economia.

Indichiamo la "Economia" come il motore delle diseguaglianze esistenti, e tale Economia, con il proporre il proprio modello di sviluppo, produce nel corrispondente Sud di riferimento, le modalità di distruzione ecologica.

L'Oceania è stata depredata, con queste modalità, del suo mare e delle sue terre a favore del Giappone...Nello stesso modo, l'Africa è stata depredata rafforzando le economie dell'Europa, e l'America Latina (Sudamerica), nella forma di continente invaso, con la sua propria specificità ha un galoppante deterioramento ambientale.

Il cambiamento climatico è la sintesi di tutto ciò che produce: i modelli di "sviluppo".

La terra come hábitat ci fa sentire l'oppressione dell'umanità.

I tradizionali regni minerale, vegetale, animale, risentono di tali correlazioni così squilibrate: gli uomini sono da una parte i colpevoli e responsabili di ciò, dall'altra le vittime (hay diferencias entre víctimas y victimarios).

Tali indicazioni sono ogni volta di più ripetitive, ma proprio perché sono ripetitive saranno, appunto ogni volta di più, cariche di risonanza.

Oggi ci vogliamo riferire a quanto accaduto in Centro America (dintorni del Caribe e della costa meridionale degli Stati Uniti) e in particolare al paese più piccolo, sovrappopolato y disboscato dell'America Continentale.

Di anno in anno, si succedono nel sud del mondo le epoche degli uragani, è un fatto noto e tradizionale, come se fosse qualcosa senza via d'uscita: proprio così i grandi e potenti capitali del Nord continuano a non tutelare il nostro Sud, sia che ciò accada con le estrazioni minerarie, i consorzi turistici, l'attività edilizia e le grandi autostrade, o con la ricerca di risorse energetiche e la costruzione di impianti idroelettrici: un insieme ininterrotto di offerte che vanno sotto il nome di "sviluppo" ma che non portano progresso ai nostri popoli. Continuando con un sistema coloniale subdolo ma reale, coperto dietro una occulta DEMOCRAZIA, si dà appoggio a governanti che favoriscono i cosiddetti Trattati del Libero Commercio, per legalizzare questa continua spoliazione; non mi dilungo qui nell'esporre la situazione di presa di coscienza popolare che si sta verificando a questo proposito in Sudamerica.

Dall'America Centrale, e in particolar modo da "El Salvador" faccio giungere a tutti voi le spoglie risparmiate dall'Uragano "IDA" nel suo passaggio dal nostro paese.

Inoltre, dopo l'evento tragico viene ora la cosa più difficile: la ricostruzione.

Il nuovo governo ha ereditato profonde carenze strutturali e molte lacune quanto ai rischi e alla capacità di farvi fronte.

Ci troviamo sempre in mezzo all'emergenza per lo stato di abbandono strutturale.

Come contraddizione inevitabile, gli eventi tragici non hanno un calendario ma il succedersi del calendario porta con sé tragedie sempre più grandi.

In mezzo a tutto ciò che accade, siamo invasi in modo aggressivo dalla grande pubblicità consumistica tipica del periodo di fine anno.

Tali intonazioni propagandistiche sono offensive, non producono allegria, proprio per le esigenze che l'offerta commerciale ha, anche di fronte alla povertà.

Mostrare cibo e ostentare qualcosa di fronte a popoli disastrati rappresenta quindi una provocazione.

Da parte nostra, come SERCOBA, siamo giunti al tempo delle feste per i bambini, grazie all'appoggio morale, di amicizia, fraterno ed economico dei fratelli ed amici di SERCOBA. Abbiamo ottenuto un sorriso e l'allegria nel cuore di varie migliaia di bambini e dei genitori di queste famiglie.

Descrizione:

Bambini: 10,249

Piñatas (Giochi per bambini) 219

Dolci per piñatas 60,450

Bustine con 8 dolcetti 10,249

Biscotti 10,249

Vejigas 10,249

Estímulos 00 , 440


Cogliamo l'occasione di questa comunicazione per condividere con voi la benedizione di Dio e la gioia che nasce in mezzo al servizio e alla sofferenza.

Da alcuni decenni (secoli) il Terzo Mondo è un cammino per il quale Gesù transita portando una croce...e per questo risalta luminoso il ricordo della sua nascita, nel cuore dei poveri è sempre Natale quando si riceve un gesto di appoggio, di solidarietà e fratellanza.

Per tutti questi motivi, al termine dell'anno in corso, inizierà una fase di amore ed impegno per l'anno venturo.


Per tutti voi, tutto il Gruppo SER.CO.BA (Servizio Comunità di Base) con fratellanza, unione, speranza e amore

giovedì 3 dicembre 2009

Testamento biologico della Chiesa valdese

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro

 

“Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Con questo principio ispiratore, tratto dal Vangelo, la Chiesa valdese di Milano ha attivato uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, valdesi e non.


Nel modulo da riempire, si può dare o negare l’autorizzazione a trattamenti sanitari nel caso ci si trovasse “in situazione di perdita della capacità di decidere o di impossibilità di comunicare, temporaneamente o permanentemente le decisioni ai medici”. Tra i trattamenti, anche idratazione e alimentazione forzata, trasfusioni di sangue, respirazione meccanica, chirurgia d’urgenza.


Tutt’altra posizione rispetto alla Chiesa cattolica (e di conseguenza alla maggioranza parlamentare). Eppure i testi ispiratori sono gli stessi, Bibbia e Vangelo. La differenza è che la Chiesa cattolica si pone come intermediario – attraverso il Papa – tra l’uomo e Dio, mentre per i valdesi il filo è diretto. Il che significa sfrondare la “parola di Dio” da tutte le infallibili interpretazioni  papali trasformate nei secoli in “leggi divine”.

E infatti i Valdesi promuovono la ricerca scientifica e sulle staminali (bollata da Santa Romana Chiesa), la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia. E ora anche il testamento biologico.


Già nel 2007, il Sinodo della Chiesa valdese aveva dichiarato in un documento: “E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione“.


I Valdesi ci dimostrano, ancora una volta, che credere nel dio cristiano non significhi necessariamente  negare all’uomo i diritti fondamentali o depredarlo della libertà di decidere per la propria vita. Il loro modello di religiosità è profondamente diverso da quello coercitivo cui la Chiesa cattolica ci ha abituati da duemila anni.

Ma soprattutto, per i valdesi, le uniche leggi che valgono per tutti sono quelle dello Stato, non quelle della coscienza.


Non a caso, il modulo per il testamento biologico da loro proposto si chiude con l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.


L’istituzione di registri per il testamento biologico sta dilagando un po’ ovunque in tutta l’Italia laica, ad anticipare la discussione parlamentare  su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se verrà approvato, è probabile che le dichiarazioni dei cittadini fino ad allora raccolte diventeranno solo carta straccia. Per il momento, però, danno un segnale forte che in un Paese civile non dovrebbe essere sottovalutato. In un Paese civile, appunto.


Cecilia M. Calamani - Cronache laiche


 


Commento: La laicità perduta

Se la Chiesa Valdese, ispirata agli stessi principi (o dogmi?) della Chiesa cattolica, dichiara la legittimità delle dichiarazioni di volontà dei cittadini circa i trattamenti sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e volere, di fatto si sostituisce alla inerzia se non alla contrarietà delle istituzioni dello Stato che ne avrebbero il dovere secondo la Costituzione. Ciò significa che lo Stato italiano non è più laico, ma teocratico cattolico.

Non dipenderà forse dal fatto che in Italia le elezioni si vincono con 24.000 voti di scarto e la Chiesa cattolica può contare su oltre 27.000 parrocchie ed oltre 100.000 chiese?


LiberaUscita


PS. Si allegano il modulo per il testamento biologico della Chiesa Valdese e le motivazioni che lo accompagnano


 




***************************************************

LiberaUscita

Associazione nazionale laica e apartitica

per la legalizzazione del testamento biologico

e la depenalizzazione dell'eutanasia

Via Magenta, 24 - 00185 Roma

telefono (provvisorio): 338.9595790

fax (provvisorio): 06.69924050

sito web: www.liberauscita.it

email: info@liberauscita.it

Testamento biologico della Chiesa valdese

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro

 

“Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Con questo principio ispiratore, tratto dal Vangelo, la Chiesa valdese di Milano ha attivato uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, valdesi e non.


Nel modulo da riempire, si può dare o negare l’autorizzazione a trattamenti sanitari nel caso ci si trovasse “in situazione di perdita della capacità di decidere o di impossibilità di comunicare, temporaneamente o permanentemente le decisioni ai medici”. Tra i trattamenti, anche idratazione e alimentazione forzata, trasfusioni di sangue, respirazione meccanica, chirurgia d’urgenza.


Tutt’altra posizione rispetto alla Chiesa cattolica (e di conseguenza alla maggioranza parlamentare). Eppure i testi ispiratori sono gli stessi, Bibbia e Vangelo. La differenza è che la Chiesa cattolica si pone come intermediario – attraverso il Papa – tra l’uomo e Dio, mentre per i valdesi il filo è diretto. Il che significa sfrondare la “parola di Dio” da tutte le infallibili interpretazioni  papali trasformate nei secoli in “leggi divine”.

E infatti i Valdesi promuovono la ricerca scientifica e sulle staminali (bollata da Santa Romana Chiesa), la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia. E ora anche il testamento biologico.


Già nel 2007, il Sinodo della Chiesa valdese aveva dichiarato in un documento: “E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione“.


I Valdesi ci dimostrano, ancora una volta, che credere nel dio cristiano non significhi necessariamente  negare all’uomo i diritti fondamentali o depredarlo della libertà di decidere per la propria vita. Il loro modello di religiosità è profondamente diverso da quello coercitivo cui la Chiesa cattolica ci ha abituati da duemila anni.

Ma soprattutto, per i valdesi, le uniche leggi che valgono per tutti sono quelle dello Stato, non quelle della coscienza.


Non a caso, il modulo per il testamento biologico da loro proposto si chiude con l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.


L’istituzione di registri per il testamento biologico sta dilagando un po’ ovunque in tutta l’Italia laica, ad anticipare la discussione parlamentare  su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se verrà approvato, è probabile che le dichiarazioni dei cittadini fino ad allora raccolte diventeranno solo carta straccia. Per il momento, però, danno un segnale forte che in un Paese civile non dovrebbe essere sottovalutato. In un Paese civile, appunto.


Cecilia M. Calamani - Cronache laiche


 


Commento: La laicità perduta

Se la Chiesa Valdese, ispirata agli stessi principi (o dogmi?) della Chiesa cattolica, dichiara la legittimità delle dichiarazioni di volontà dei cittadini circa i trattamenti sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e volere, di fatto si sostituisce alla inerzia se non alla contrarietà delle istituzioni dello Stato che ne avrebbero il dovere secondo la Costituzione. Ciò significa che lo Stato italiano non è più laico, ma teocratico cattolico.

Non dipenderà forse dal fatto che in Italia le elezioni si vincono con 24.000 voti di scarto e la Chiesa cattolica può contare su oltre 27.000 parrocchie ed oltre 100.000 chiese?


LiberaUscita


PS. Si allegano il modulo per il testamento biologico della Chiesa Valdese e le motivazioni che lo accompagnano


 




***************************************************

LiberaUscita

Associazione nazionale laica e apartitica

per la legalizzazione del testamento biologico

e la depenalizzazione dell'eutanasia

Via Magenta, 24 - 00185 Roma

telefono (provvisorio): 338.9595790

fax (provvisorio): 06.69924050

sito web: www.liberauscita.it

email: info@liberauscita.it

martedì 1 dicembre 2009

Da vedere

 

Altracitta Le Piagge 



Altracitta Le Piagge domani 2 dicembre su RAI 3 Alessandro Santoro sara' ospite della trasmissione "Le storie - Diario italiano" condotto da Corrado Augias. ore 12,25.


Da vedere

 

Altracitta Le Piagge 



Altracitta Le Piagge domani 2 dicembre su RAI 3 Alessandro Santoro sara' ospite della trasmissione "Le storie - Diario italiano" condotto da Corrado Augias. ore 12,25.


sabato 28 novembre 2009

Geografia della speranza in Colombia

Comunità dell’Isolotto

Incontro comunitario 29 novembre 2009

 

Geografia della speranza in Colombia

 

Letture corali

Il tempo messianico

 

Gesù si recò a Nazaret dove era stato allevato.

Come al solito entrò nella sinagoga

in giorno di sabato per la lettura.

Gli fu presentato il volume del profeta Isaia.

Aperto che l'ebbe, trovò questo brano:

"Lo spirito del Signore è su di me,

egli mi ha inviato ad annunciare il vangelo ai poveri.

Mi ha mandato a rinfrancare i cuori sfiduciati,

a proclamare la libertà ai prigionieri,

a restituire ai ciechi la vista,

a rendere liberi gli oppressi,

a proclamare il tempo della liberazione".

Richiuse il volume, lo restituì, poi si sedette.

Gli sguardi di tutti erano fissi sopra di lui.

Incominciò dunque a dir loro:

"Oggi si compie questa scrittura

che avete udito poco fa con i vostri orecchi".

All'udir queste parole,

tutti i presenti nella sinagoga

si sentirono pieni di sdegno

e, levatisi in piedi, lo cacciarono fuori dalla città.

(dal vangelo di Luca)

*****

 

Il lupo dimorerà presso l'agnello

e la tigre si accovaccierà accanto al capretto,

il vitello e il leone pascoleranno insieme

e un bimbo piccolo li condurrà per mano.

La mucca e l’orsa staranno insieme al pascolo

e i loro piccoli si sdraieranno insieme

e il leone come il bue mangerà l’erba.

Un bambino lattante giocherà sul covo dell'aspide

e un bambino appena svezzato

stenderà la sua mano nella tana della vipera...

Non si farà più del male né si compierà più strage.

                                               (dal profeta Isaia)






 

 

Preghiera della eucarestia

 

 

La memoria di Gesù

e del movimento di gente umile di cui egli faceva parte

c’induce a guardare la storia con occhi nuovi.

Educati dal Vangelo della tradizione cristiana

e insieme da tante altre tradizioni di sapienza umana,

il divenire storico ci appare come un incessante cammino.

Donne e uomini di tutti i tempi, luoghi e popoli

procedono verso la liberazione

spinti da una forza che si sprigiona dall’interno della vita

e dall’intimo delle relazioni.

Non più la storia come marcia trionfale del dominio,

segnata dalle gesta di eroi, di santi, di potenti,

negata alla gente comune chiamata “senza storia”,

ma la storia come immenso movimento dal basso

incerto, fluttuante, con alti e bassi,

conquiste e arretramenti, scoraggiamenti e speranze,

spinto da una forza che sembra sempre sopraffatta

e che invece non è mai distrutta.

E’ la storia di una perenne resurrezione.

Come ci ha testimoniato Gesù.

Prima di essere ucciso,

mentre sedeva a tavola con i suoi apostoli

prese del pane, lo spezzò, lo distribuì loro dicendo:

"prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo".

Poi, preso un bicchiere, rese grazie,

lo diede loro e tutti ne bevvero.

E disse loro: "questo è il mio sangue

sparso per tutti i popoli".

Fate questo in memoria di me.

La condivisione del pane e del vino in memoria di Gesù

sia segno reale della condivisione della vita intera,

anima della trasformazione continua della storia,

spirito intimo della lotta inesausta per la giustizia.

 






Dal libro della Genesi

 

Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo. …Caino disse al fratello Abele: “Andiamo in campagna!”. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello? ”. Egli rispose: “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello? ”. Riprese: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!

 

Spunti di riflessione

 

Il grido del sangue di Abele è immagine mitica del grido di tutte le vittime della violenza e di tutti gli oppressi della storia.

Ma ci sono due modi di spiegare il senso di quel grido. C’è anzitutto la spiegazione che viene data dalla teologia dominante. Che in sostanza è questa: il grido del sangue di Abele non avrà mai fine nella storia. Ci saranno per sempre carnefici e vittime, oppressori e oppressi. Perché questo? Perché il peccato originale ha reso impotenti gli sforzi umani per la giustizia. Per quante lotte per la giustizia si siano fatte e si possano fare la violenza avrà sempre la meglio.

Ma allora Dio che ci sta a fare? Dio si è incarnato. Il Padre ha mandato il suo figlio perché col suo sangue, col suo sacrificio, portasse la giustizia.

Ma di quale giustizia si tratta? Non di quella terrena ma di quella celeste nell’al di là. A noi in terra non resta che la carità, aiutar le vittime, far del bene. Per dirla con una immagine semplice: non possiamo eliminare la guerra ma possiamo e dobbiamo assistere i feriti. La croce rossa. Il grido del sangue di Abele può e deve sciogliere i cuori ma non può intaccare i meccanismi del potere che opprime. Questa si chiama teologia sacrificale.

La risposta della teologia sacrificale, sebbene da un certo punto in poi sia stata quella dominante, quella dei riti e dei catechismi, non è però l’unica. Nel profondo dell’anima cristiana si è da sempre sviluppata un’altra risposta: quella che il teologo della liberazione padre Ignacio Ellacuria ha chiamata con una parola difficile: soteriologia storica. Che tradotta vuol dire teologia della salvezza storica.

A differenza della teologia sacrificale, per la teologia della salvezza storica il grido del sangue di Abele non è solo lamento impotente che chiede carità senza riscatto storico. E’ anche grido di lotta per non dire di rivoluzione. Di conseguenza i “poveri” e gli “oppressi” non sono solo destinatari del vangelo della salvezza in cielo. Sono essi stessi soggetti storici del proprio riscatto e del riscatto universale che comprende anche la conversione e la fine di Caino, la fine del sistema della oppressione, la fine del sistema di guerra. E il “Regno di Dio” promesso ai poveri da Gesù non è il paradiso nell’al di là ma l’utopia di una società nuova dove sono “rovescitati i potenti ed elevati gli umili…saziati di beni gli affamati e rimandati a mani vuote i ricchi”.

 

In un libro intitolato: “Conversione della Chiesa al Regno di Dio per annunciarlo e realizzarlo nella storia”, padre Ellacuria descrive così la teologia della salvezza storica: “Noi teologi della soteriologia storica sottolineiamo il carattere storico della salvezza annunciata dal Vangelo”. Una simile visione della storia della salvezza però crea scandalo sia nel mondo religioso che in quello laico: “E’ scandaloso proporre i bisognosi e gli oppressi come salvezza storica del mondo. Risulta scandaloso a molti credenti. E risulta scandaloso anche per i rivoluzionari laici e per i politici. E’ facile vedere gli oppressi e i bisognosi come coloro che cercano di essere salvati, ma non lo è vederli come salvatori e liberatori. Ad esempio il marxismo ortodosso considera i dannati della terra, che chiama “proletariato straccione”, come freno alla rivoluzione. “Nel Vangelo il centro resta sempre il Regno, cioè la società nuova, e non la resurrezione personale di Gesù. La identificazione del Regno con la resurrezione di Gesù lascerebbe senza compimento il messaggio di Gesù stesso…egli fu ucciso per la vita storica che condusse …non è adatto lo schema espiatorio (peccato-offesa-vittima-espiazione-perdono)…il morto per i nostri peccati non può essere spacciato facilmente per la vittima espiatoria che lascia intatto il corso storico…è la sua vita che dà significato alla sua morte, perciò c’è da chiedersi chi continua a realizzare nella storia ciò che fu la sua vita e la sua morte…”.

Questo grande testimone dell’Esodo come liberazione nel nostro tempo ha pagato col sangue le sue scelte di vita ecclesiale e sociale. Fu ucciso il 16 novembre 1989 insieme a due donne inservienti e a cinque confratelli gesuiti nella Università Centroamericana a San Salvador. Erano sacerdoti di origine spagnola da molto tempo impegnati in un lavoro di coscientizzazione della gente. Con loro l’Università cattolica di San Salvador era diventata un centro di analisi, di ricerca e di orientamento pratico a cui si ispiravano le realtà sociali e politiche orientate alla giusitizia, al dialogo e alla pace e in particolare le comunità di base di tutto il Centroamerica. Puntavano però ben oltre l’orizzonte regionale. Il loro impegno era di spingere tutta la Compagnia di Gesù e tutta la Chiesa cattolica, a livello mondiale, a fare la scelta dei poveri. Nel luogo dove furono massacrati, ora c’è un giardino di rose rosse. Ma quella mattina di venti anni fa c’erano solo corpi straziati, deturpati, sfigurati e tanto sangue. In quello stesso periodo con l’esplosione di alcune bombe era stata fatta una strage di sindacalisti salvadoregni.






E’ con noi Peppino Coscione che ci darà testimonianza di comunità vive che portano avanti in pratica oggi quel messaggio di liberazione. Per dire che l’utopia non si uccide.

Peppino è socio, con la comunità di Oregina di Genova, della "Rete italiana di Solidarietà Colombia Vive" e ci parlerà della Geografia della speranza in Colombia testimoniata dalla vita di comunità di pace e nonviolenza ed in particolare della Comunità di San José de Apartadó nella regione di Urabá del Dipartimento di Antioquia.

In Colombia, un paese afflitto da un lungo conflitto armato, vi sono comunità che riescono a trasformare la geografia del terrore in geografia della speranza di pace e di giustizia. Sono comunità, senza ambizione di grandezza e di raffigurazione politica, che tessono la vita costruendo modelli alternativi di convivenza con la pratica di resistenza civile nonviolenta. Sono comunità che, pur avendo conosciuto e conoscendo ancora dolore e assassinio, non cessano di collocare quotidianamente tra gli interstizi della violenza bellica il cemento della pace con giustizia sociale e con la garanzia di non ripetizione della barbarie.