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lunedì 2 novembre 2009

4 NOVEMBRE

Con preghiera di massima diffusione,


U.S. Citizens for Peace and Justice - Rome


info@peaceandjustice.it www.peaceandjustice.it


 



 


COMUNICATO STAMPA


del Patto Permanente contro la Guerra


 

 


MERCOLEDI 4 NOVEMBRE GIORNATA DI  MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN E IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI.


 INIZIATIVE si svolgeranno a TORINO, GENOVA, NOVARA, VICENZA,  TRIESTE, BOLOGNA, FIRENZE, PISA, LIVORNO, ROMA, TARANTO, NAPOLI, CATANIA.


 


A ROMA, DALLE ORE 15.00 ALLE 19 INIZIATIVA A PIAZZA NAVONA



CON PRESIDIO INFORMATIVO, COMIZI VOLANTI, VOLANTINAGGIO, MOSTRE


MUSICA E PAROLE


(partecipano Un ponte per..., Statunitensi per la pace e la giustizia, le reti Disarmiamoli e Semprecontrolaguerra e le organizzazioni del Patto permanente controlaguerra)


 



  


Il consiglio dei ministri ha appena votato il rifinanziamento delle missioni militari all’estero compresa quella dell’Afghanistan, e il ministro della guerra La Russa prevede che le truppe italiane resteranno in Afghanistan per altri 5 anni.


A otto anni dall’inizio dei bombardamenti su Kabul, la resistenza all’occupazione si è notevolmente rafforzata mettendo in crisi gli obiettivi politici e militari della Nato e delle potenze occidentali alleate degli Usa. Le recenti elezioni presidenziali si sono rivelate una farsa con un milione di schede annullate su 5 milioni di votanti,  e la commedia del voto continuerà con il ballottaggio tra Karzai e Abdullah fissato per il 7 novembre prossimo.


Intanto sono circa 40.000 i morti civili che nessuno commemora, e dal 2001 ad oggi c’è stata una progressiva crescita, anno dopo anno, dei soldati stranieri morti.


Nell’opinione pubblica internazionale è cresciuta la convinzione che la cosa giusta da fare è porre fine alla guerra.


 


Il 4 Novembre – festa delle forze armate e della retorica militarista – giornata di mobilitazione nazionale per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il taglio delle spese militari, per non dimenticare le centinaia di migliaia di civili ignoti morti in Afghanistan, Iraq, Palestina, effetti non collaterali  della guerra di cui siamo complici.


 


Patto Permanente contro la Guerra


info: Roberto Luchetti (3381028120); Nella Ginatempo (3772110687)





4 NOVEMBRE

Con preghiera di massima diffusione,


U.S. Citizens for Peace and Justice - Rome


info@peaceandjustice.it www.peaceandjustice.it


 



 


COMUNICATO STAMPA


del Patto Permanente contro la Guerra


 

 


MERCOLEDI 4 NOVEMBRE GIORNATA DI  MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN E IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI.


 INIZIATIVE si svolgeranno a TORINO, GENOVA, NOVARA, VICENZA,  TRIESTE, BOLOGNA, FIRENZE, PISA, LIVORNO, ROMA, TARANTO, NAPOLI, CATANIA.


 


A ROMA, DALLE ORE 15.00 ALLE 19 INIZIATIVA A PIAZZA NAVONA



CON PRESIDIO INFORMATIVO, COMIZI VOLANTI, VOLANTINAGGIO, MOSTRE


MUSICA E PAROLE


(partecipano Un ponte per..., Statunitensi per la pace e la giustizia, le reti Disarmiamoli e Semprecontrolaguerra e le organizzazioni del Patto permanente controlaguerra)


 



  


Il consiglio dei ministri ha appena votato il rifinanziamento delle missioni militari all’estero compresa quella dell’Afghanistan, e il ministro della guerra La Russa prevede che le truppe italiane resteranno in Afghanistan per altri 5 anni.


A otto anni dall’inizio dei bombardamenti su Kabul, la resistenza all’occupazione si è notevolmente rafforzata mettendo in crisi gli obiettivi politici e militari della Nato e delle potenze occidentali alleate degli Usa. Le recenti elezioni presidenziali si sono rivelate una farsa con un milione di schede annullate su 5 milioni di votanti,  e la commedia del voto continuerà con il ballottaggio tra Karzai e Abdullah fissato per il 7 novembre prossimo.


Intanto sono circa 40.000 i morti civili che nessuno commemora, e dal 2001 ad oggi c’è stata una progressiva crescita, anno dopo anno, dei soldati stranieri morti.


Nell’opinione pubblica internazionale è cresciuta la convinzione che la cosa giusta da fare è porre fine alla guerra.


 


Il 4 Novembre – festa delle forze armate e della retorica militarista – giornata di mobilitazione nazionale per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il taglio delle spese militari, per non dimenticare le centinaia di migliaia di civili ignoti morti in Afghanistan, Iraq, Palestina, effetti non collaterali  della guerra di cui siamo complici.


 


Patto Permanente contro la Guerra


info: Roberto Luchetti (3381028120); Nella Ginatempo (3772110687)





L'Iran ieri e oggi

Domenica 1 Novembre 2009

Paola e Urbano fanno una

relazione con audio e video sul recente viaggio attraverso l'Iran.


 

La tomba di Ciro a Pasargade, l'antica capitale, poi sostituita da Persepoli (che è non molto distante).

Nota: Le 4 persone a sinistra nella foto sono Paola, Nicola, Soheila e Mariolina.


 Appunti distribuiti all'assemblea

1 - Storia dell’Iran


Elamiti e Medi (terzo-primo millennio a.C.)

Achemenidi e il primo Impero persiano 550-330 a.C.

Ciro Il (il Grande) periodo di regno 559-530 a.c.

Cambise periodo di regno 529-522 a.c.

Dario I (il Grande) periodo di regno 522-486 a.c.: sconfitto a Maratona dai greci.

Serse  486-465 a.c.: sconfitto a Salamina.

Artaserse l periodo di regno 465-425 a.c.

Dario Il periodo di regno 424-405 a.c.

Artaserse Il periodo di regno 405-359 a.c.

Capitali: Shush (Susa), Babilonia e Persepoli



Alessandro Magno e la fine di Persepoli



Seleuco, generale di Alessandro  323-162 a.C.



L’ascesa dei Parti 247 a.c.- 224 d.C.

Popolo “laico”, vendicarono Spartaco, uccidendo, 20 anni dopo, Crasso (battaglia di Carre, 53 a.C.)



I Sasanidi e il secondo Impero persiano  224-642 d.C.

I periodo di regno 241-272 Shahpur (Sapore): nel 260 d.C. a Edessa sconfigge Valeriano, imperatore romano.

Lo Zoroastrismo= viene dichiarato religione di stato.

 310-379 Khusro (Cosroe) Il : conquista di Egitto, Siria, Palestina,Turchia.



Gli Arabi e l’Islam



642-1051 Califfato degli Omayyadi: 642-750, capitale Damasco

Califfato degli Abbasidi: 750-830, capitale Baghdad;

L’avvento dei Selgiuchidi 1051-1220

1072-92 Capitale: Isfahan

Gengis Khan e Tamerlano 1256-1335

I Safavidi e il terzo Impero persiano 1502-1795

Abbas I (Abbas il Grande) periodo di regno 1587-1629

 

Capitali: Tabriz e poi Isfahan 

 


Capitale: Shiraz (palazzo reale di Isfahan)

I Qagiari:

Nasser AI-Din Capitale: Teheran mal governo 1848-96

Tentativo di riforma costituzionale, interferenze di Russia, Inghilterra, Turchia 1795-1925

I Pahlavi 1925-79

Reza periodo di regno 1925-41 (brutta copia di Ataturk, suo presunto modello)

1941 Russia e Inghilterra occupano l’Iraq come retrovia in difesa di Stalingrado…

Mohammad Reza periodo di regno 1941-79: al servizio dell’Inghilterra (Anglo-Iranian Oil Company, poi BP)

Mossadegh spodestato da un colpo di stato CIA – 1953 –

Gli Stati Uniti prendono per sé il 40% dei proventi della BP, sostituendo poi l'Inghilterra...

1971 – grande festa dei 2500 anni dell’impero

1974 – boom del petrolio: da 4 a 20 miliardi di dollari: li regala alla lobby dei mercanti di armi statunitensi. Con la recessione seguente mancano i soldi per le riforme sociali promesse. Scappa negli USA e muore in Egitto.



Khomeini 1979-1989

Guerra Iraq-Iran 1980-1988

Khamenei-Rafsanjani 1988-1997

1995 Stati Uniti decretano il blocco contro lo “stato canaglia”

Khatami e i riformisti 1997-2005 grande progresso nel campo dei diritti civili, fallimento in economia…

Ahmadinejad-Khamenei  e i fondamentalisti 2005-2009

Ahmadinejad-Khamenei    c.s. giugno 2009 secondo mandato su decisione di Khamenei.



Zoroastro


Il fuoco

Simbolo dello zoroastrismo contemporaneo

Il simbolo riprende l'altare-fuoco degli Achemenidi di 2500 anni fa. E' costituito da fiamme che escono da un vaso con 3 rigonfiamenti. Le fiamme sono 6 e rappresentano i 6 principi vitali, i 6 arcangeli :

- Buon Pensiero (Vohu Manah),

- Miglior Giustizia(Asha Vahishta), Supremo Asha

- Dominio delle scelte (Khshathra Vairya),

- Serenità Crescente o Santa devozione (Spentâ Aramaiti),

- Pienezza, Perfezione , Salvezza(Haurvatât),

- Immortalità (Ameretât)

Il fuoco

- nasce dalla Divina Ispirazione (Seraosha)

- irraggia Luce Calore ed Energia (Atar)

Da un triplo basamento di Buon Pensiero (Humata), Buona Parola (Hûkhta), e Buone Azioni (Hvarshta).



Faravahar or Farohar


Il faravahar  è uno dei simboli meglio noti dello Zoroastrismo, la religione di stato degli antichi Imperi persiani. In Iran, al giorno d'oggi dove lo stato è successore delle antiche dinastie persiane, lo zoroastrismo non è ormai da tempo la religione ufficiale di stato; tuttavia il faravahar è adesso venuto a rappresentare un simbolo nazionale persiano che riflette sia l'antica che la moderna Persia, attualmente conosciuta come Iran.


Amesha Spentas

(Phl. Amahraspandan) ("Arcangeli")

Letteralmente, "Immortali Beneficenti ", gli esseri spirituali più elevati creati da Ahura Mazda. Essi manifestano l'energia di Dio e mantengono in ordine la creazione. Si dice che volino come uccelli e sono rappresentati da un disco alato a volte con una figura antropomorfa sovraimpressa.

I loro nomi sono:

Buon Pensiero. Presiede al bestiame.

Miglior Giustizia, l' Arcangelo che Presiede al fuoco.

Dominio delle scelte', l' Arcangelo che Presiede ai metalli.

'Santa devozione', l' Arcangelo che Presiede alla terra.

'Perfezione o Salvezza'. che Presiede alle acque..

'Immortalità', l'Arcangelo che Presiede alla Terra.



Nel Vicino Oriente antico (Egitto, Mesopotamia, Anatolia, e Persia), Il sole alato è un simbolo di Horus  associato con la divinità, la regalità e il potere. Il "sole alato" appare sui sigilli reali nell'età del bronzo

 

  La cerimonia del Ringraziamento

Jashan è la cerimonia di ringraziamento che assicura il benessere del corpo e dello spirito.

I 7 generosi immortali , cielo,acqua,terra,piante,bestiame,uomini e fuoco sono rappresentati dagli utensili.

Frutta, vino latte ed acqua rappresentano piante, uomini, bestiame ed acqua.

I boccioli di fiore rappresentano la generosità degli Immortali. Gli utensili di metallo rappresentano il Cielo.

Il legno di sandalo che brucia rappresenta Dio, la fonte della Luce e della Vita . Il legno viene offerto insieme all'incenso al fuoco dal sacerdote per mezzo di un cucchiaio piatto.



 

L'Iran ieri e oggi

Domenica 1 Novembre 2009

Paola e Urbano fanno una

relazione con audio e video sul recente viaggio attraverso l'Iran.


 

La tomba di Ciro a Pasargade, l'antica capitale, poi sostituita da Persepoli (che è non molto distante).

Nota: Le 4 persone a sinistra nella foto sono Paola, Nicola, Soheila e Mariolina.


 Appunti distribuiti all'assemblea

1 - Storia dell’Iran


Elamiti e Medi (terzo-primo millennio a.C.)

Achemenidi e il primo Impero persiano 550-330 a.C.

Ciro Il (il Grande) periodo di regno 559-530 a.c.

Cambise periodo di regno 529-522 a.c.

Dario I (il Grande) periodo di regno 522-486 a.c.: sconfitto a Maratona dai greci.

Serse  486-465 a.c.: sconfitto a Salamina.

Artaserse l periodo di regno 465-425 a.c.

Dario Il periodo di regno 424-405 a.c.

Artaserse Il periodo di regno 405-359 a.c.

Capitali: Shush (Susa), Babilonia e Persepoli



Alessandro Magno e la fine di Persepoli



Seleuco, generale di Alessandro  323-162 a.C.



L’ascesa dei Parti 247 a.c.- 224 d.C.

Popolo “laico”, vendicarono Spartaco, uccidendo, 20 anni dopo, Crasso (battaglia di Carre, 53 a.C.)



I Sasanidi e il secondo Impero persiano  224-642 d.C.

I periodo di regno 241-272 Shahpur (Sapore): nel 260 d.C. a Edessa sconfigge Valeriano, imperatore romano.

Lo Zoroastrismo= viene dichiarato religione di stato.

 310-379 Khusro (Cosroe) Il : conquista di Egitto, Siria, Palestina,Turchia.



Gli Arabi e l’Islam



642-1051 Califfato degli Omayyadi: 642-750, capitale Damasco

Califfato degli Abbasidi: 750-830, capitale Baghdad;

L’avvento dei Selgiuchidi 1051-1220

1072-92 Capitale: Isfahan

Gengis Khan e Tamerlano 1256-1335

I Safavidi e il terzo Impero persiano 1502-1795

Abbas I (Abbas il Grande) periodo di regno 1587-1629

 

Capitali: Tabriz e poi Isfahan 

 


Capitale: Shiraz (palazzo reale di Isfahan)

I Qagiari:

Nasser AI-Din Capitale: Teheran mal governo 1848-96

Tentativo di riforma costituzionale, interferenze di Russia, Inghilterra, Turchia 1795-1925

I Pahlavi 1925-79

Reza periodo di regno 1925-41 (brutta copia di Ataturk, suo presunto modello)

1941 Russia e Inghilterra occupano l’Iraq come retrovia in difesa di Stalingrado…

Mohammad Reza periodo di regno 1941-79: al servizio dell’Inghilterra (Anglo-Iranian Oil Company, poi BP)

Mossadegh spodestato da un colpo di stato CIA – 1953 –

Gli Stati Uniti prendono per sé il 40% dei proventi della BP, sostituendo poi l'Inghilterra...

1971 – grande festa dei 2500 anni dell’impero

1974 – boom del petrolio: da 4 a 20 miliardi di dollari: li regala alla lobby dei mercanti di armi statunitensi. Con la recessione seguente mancano i soldi per le riforme sociali promesse. Scappa negli USA e muore in Egitto.



Khomeini 1979-1989

Guerra Iraq-Iran 1980-1988

Khamenei-Rafsanjani 1988-1997

1995 Stati Uniti decretano il blocco contro lo “stato canaglia”

Khatami e i riformisti 1997-2005 grande progresso nel campo dei diritti civili, fallimento in economia…

Ahmadinejad-Khamenei  e i fondamentalisti 2005-2009

Ahmadinejad-Khamenei    c.s. giugno 2009 secondo mandato su decisione di Khamenei.



Zoroastro


Il fuoco

Simbolo dello zoroastrismo contemporaneo

Il simbolo riprende l'altare-fuoco degli Achemenidi di 2500 anni fa. E' costituito da fiamme che escono da un vaso con 3 rigonfiamenti. Le fiamme sono 6 e rappresentano i 6 principi vitali, i 6 arcangeli :

- Buon Pensiero (Vohu Manah),

- Miglior Giustizia(Asha Vahishta), Supremo Asha

- Dominio delle scelte (Khshathra Vairya),

- Serenità Crescente o Santa devozione (Spentâ Aramaiti),

- Pienezza, Perfezione , Salvezza(Haurvatât),

- Immortalità (Ameretât)

Il fuoco

- nasce dalla Divina Ispirazione (Seraosha)

- irraggia Luce Calore ed Energia (Atar)

Da un triplo basamento di Buon Pensiero (Humata), Buona Parola (Hûkhta), e Buone Azioni (Hvarshta).



Faravahar or Farohar


Il faravahar  è uno dei simboli meglio noti dello Zoroastrismo, la religione di stato degli antichi Imperi persiani. In Iran, al giorno d'oggi dove lo stato è successore delle antiche dinastie persiane, lo zoroastrismo non è ormai da tempo la religione ufficiale di stato; tuttavia il faravahar è adesso venuto a rappresentare un simbolo nazionale persiano che riflette sia l'antica che la moderna Persia, attualmente conosciuta come Iran.


Amesha Spentas

(Phl. Amahraspandan) ("Arcangeli")

Letteralmente, "Immortali Beneficenti ", gli esseri spirituali più elevati creati da Ahura Mazda. Essi manifestano l'energia di Dio e mantengono in ordine la creazione. Si dice che volino come uccelli e sono rappresentati da un disco alato a volte con una figura antropomorfa sovraimpressa.

I loro nomi sono:

Buon Pensiero. Presiede al bestiame.

Miglior Giustizia, l' Arcangelo che Presiede al fuoco.

Dominio delle scelte', l' Arcangelo che Presiede ai metalli.

'Santa devozione', l' Arcangelo che Presiede alla terra.

'Perfezione o Salvezza'. che Presiede alle acque..

'Immortalità', l'Arcangelo che Presiede alla Terra.



Nel Vicino Oriente antico (Egitto, Mesopotamia, Anatolia, e Persia), Il sole alato è un simbolo di Horus  associato con la divinità, la regalità e il potere. Il "sole alato" appare sui sigilli reali nell'età del bronzo

 

  La cerimonia del Ringraziamento

Jashan è la cerimonia di ringraziamento che assicura il benessere del corpo e dello spirito.

I 7 generosi immortali , cielo,acqua,terra,piante,bestiame,uomini e fuoco sono rappresentati dagli utensili.

Frutta, vino latte ed acqua rappresentano piante, uomini, bestiame ed acqua.

I boccioli di fiore rappresentano la generosità degli Immortali. Gli utensili di metallo rappresentano il Cielo.

Il legno di sandalo che brucia rappresenta Dio, la fonte della Luce e della Vita . Il legno viene offerto insieme all'incenso al fuoco dal sacerdote per mezzo di un cucchiaio piatto.



 

L'ultima Messa

Firenze, l'ultima Messa

di Don Santoro

Un abbraccio di umanità

Nell'omelia davanti a un migliaio di persone il prete ha confermato: "Obbedisco al vescovo anche se non so perché lo faccio"


IL SACERDOTE RIMOSSO: Don Santoro non è più cappellano delle Piagge. Cosa ne pensate?


Firenze, 2 novembre 2009 - Uno schiaffo e una carezza. Il lungo, commosso abbraccio della Comunità delle Piagge e di oltre un migliaio di persone con don Alessandro Santoro, rimosso dall’arcivescovo per aver sposato domenica scorsa Sandra Alvino, donna nata uomo, con Fortunato Talotta, già suo marito per il codice civile, è legato a filo doppio con la frase simbolo del testamento spirituale di don Serafino Ceri, il sacerdote morto nel luglio del ’93, amico e primo maestro di don Santoro nella parrocchia del Galluzzo: "E’ nella Messa che mi trovate: non sarò il primo a venire, ma da ultimo quando sentite uno schiaffo e una carezza".


Prima dell’inizio, "del segno della croce nel nome dell’altro da noi" che, ha detto don Alessandro, unisce al di là dell’essere credenti o meno, il sacerdote ha parlato a lungo con i bambini, ha cercato di spiegare loro il perchè del suo allontanamento: li ha tenuti sulle ginocchia, ha asciugato molte lacrime, come quelle di una mamma rom: "Al centro dell’attenzione devono stare persone come lei — ha sussurrato in un soffio Ale, come lo chiamano tutti — non io".


Ma gli abbracci, le lacrime, il dolore per un distacco ormai deciso sono stati tutti per lui. La liturgia sotto il sole, iniziata con una ventina di minuti di ritardo, è durata due ore e mezzo. Ed è stata più volte interrotta dagli applausi, fin da quando il sacerdote ha indossato i paramenti mentre il coro cantava Edorardo Bennato: "Un giorno credi di esser giusto... In un altro ti svegli e devi cominciare da zero".

Al Gloria, Ale ha ricordato Sant’Ireneo di Lione e ha dato la prima carezza al suo gregge: "La vera Gloria a Dio è nei vostri nomi e nei vostri volti". Lo schiaffo, alle gerarchie, è arrivato all’omelia sulle Beatitudini, un colloquio che ha stentato a iniziare per la commozione del sacerdote, interrotto da Sandra Alvino, la sposa del matrimonio ‘dello scandalo’: "Fatemi parlare, so che pensate che Alessandro se ne va per colpa mia".

Dopo un altro applauso il prete è riuscito a iniziare: "Sono umiliato, profondamente, sono devastato dall’umiliazione. A chi mi ha chiesto lo rifaresti? Ho risposto: cento volte sì. Voglio che sia chiaro: ho imparato con il Vangelo fra le mani che non esistono mezze misure nell’amore. Gesù “amò fino alla fine” e io a quel Vangelo devo obbedire. Quello che rimprovero alla mia casta è di non avermi dato la possibilità di avere un figlio. Vado via — ha continuato — perché obbedisco a quello che il vescovo mi chiede anche se non so il motivo preciso per cui obbedisco, ma lo farò. La Chiesa è un gigante invincibile. Posso ancora celebrare Messa, ma non ho più un popolo".

Don Santoro che nell’omelia ha citato 'Le città invisibili' di Italo Calvino, il suo libro preferito, Saint Exupery e Gandhi, ancora non sa dove finirà "ma il vescovo mi ha chiesto di andare in una comunità religiosa a rivedere la mia vita: sono come i ragazzi che ho cercato di sostenere. In pratica dovrei andare in comunità terapeutica. Venerdì prossimo lascerò la casa. Il vescovo mi ha detto di fargli proposte, ci parlerò in settimana, poi vedremo quanto durerà l’esilio".

"Quando mi ha sollevato dall’incarico gli ho chiesto: 'Sono in un limbo?' E il vescovo mi ha risposto: 'Bravo, hai detto bene, te sei e rimani in un limbo fin quando non imparerai a non dare scandalo ai fedeli e all’opinione pubblica'. Il problema è - ha proseguito con un sorriso amaro - che non imparerò mai". Don Santoro lascerà la casa dove abita in via dell’Osteria ad un ragazzo rom, Rico, 19 anni, da lui in pratica adottato bambino e definito il futuro ‘portabandiera delle Piagge’ e a Elisabetta una volontaria padovana. Ha anche ricordato a tutti che dovrà lasciare le sue cariche sociali legate alle iniziative della Comunità e il lavoro di operaio.

La preghiera dei fedeli è durata un’ora per dare spazio alle riflessioni, alle lacrime, alla rabbia dei partecipanti, tra i quali Elisabetta Baldi, vedova del giudice Caponnetto. Fra i tanti che si sono fatti avanti, esponenti della Comunità dell’Isolotto, amici, la stessa Sandra Alvino, ha parlato don Paolo Tofani, parroco di Santomato e San Piero a Pistoia, che ha concelebrato: "Come nel caso di don Milani è una chiesa che non sa leggere la profezia, che ha paura".

E’ intervenuto anche Silvio Salvestrini, pratese, parroco dimissionario che opera nel volontariato e che ha promesso di dedicarsi alle Piagge: "Mi sono fatto prete per la legge dell’amore e mi sono trovato a dover fare il parroco per amore della legge". Don Santoro ha ricordato che la sua ultima Messa coincide con il quindicesimo anniversario del suo arrivo alle Piagge.

Da domenica prossima tocca a don Renzo Rossi, 84 anni, a sua volta prete dei diseredati. "Su di lui non abbiamo nulla da eccepire - ha detto il portavoce della Comunità Cristiano Lucchi - ma poteva non accettare. Faremo riunioni per stabilire come rapportarsi con lui. Di sicuro non useremo la violenza che abbiamo subito dalla curia". L’ultimo segno, dopo la benedizione, Ale lo ha chiesto alla Comunità: "Adesso beneditemi voi", sulle note di 'Todavia cantamos', dedicata ai desaparecidos argentini e di 'Verranno a chiederti del nostro amore' di De Andrè. Dori Ghezzi, la vedova, ha mandato un messaggio di saluto. Per tutta la giornata è proseguita la raccolta di firme per un appello alle autorità ecclesiastiche affinché rivedano la decisione.


Duccio Moschella

Fonte

L'ultima Messa

Firenze, l'ultima Messa

di Don Santoro

Un abbraccio di umanità

Nell'omelia davanti a un migliaio di persone il prete ha confermato: "Obbedisco al vescovo anche se non so perché lo faccio"


IL SACERDOTE RIMOSSO: Don Santoro non è più cappellano delle Piagge. Cosa ne pensate?


Firenze, 2 novembre 2009 - Uno schiaffo e una carezza. Il lungo, commosso abbraccio della Comunità delle Piagge e di oltre un migliaio di persone con don Alessandro Santoro, rimosso dall’arcivescovo per aver sposato domenica scorsa Sandra Alvino, donna nata uomo, con Fortunato Talotta, già suo marito per il codice civile, è legato a filo doppio con la frase simbolo del testamento spirituale di don Serafino Ceri, il sacerdote morto nel luglio del ’93, amico e primo maestro di don Santoro nella parrocchia del Galluzzo: "E’ nella Messa che mi trovate: non sarò il primo a venire, ma da ultimo quando sentite uno schiaffo e una carezza".


Prima dell’inizio, "del segno della croce nel nome dell’altro da noi" che, ha detto don Alessandro, unisce al di là dell’essere credenti o meno, il sacerdote ha parlato a lungo con i bambini, ha cercato di spiegare loro il perchè del suo allontanamento: li ha tenuti sulle ginocchia, ha asciugato molte lacrime, come quelle di una mamma rom: "Al centro dell’attenzione devono stare persone come lei — ha sussurrato in un soffio Ale, come lo chiamano tutti — non io".


Ma gli abbracci, le lacrime, il dolore per un distacco ormai deciso sono stati tutti per lui. La liturgia sotto il sole, iniziata con una ventina di minuti di ritardo, è durata due ore e mezzo. Ed è stata più volte interrotta dagli applausi, fin da quando il sacerdote ha indossato i paramenti mentre il coro cantava Edorardo Bennato: "Un giorno credi di esser giusto... In un altro ti svegli e devi cominciare da zero".

Al Gloria, Ale ha ricordato Sant’Ireneo di Lione e ha dato la prima carezza al suo gregge: "La vera Gloria a Dio è nei vostri nomi e nei vostri volti". Lo schiaffo, alle gerarchie, è arrivato all’omelia sulle Beatitudini, un colloquio che ha stentato a iniziare per la commozione del sacerdote, interrotto da Sandra Alvino, la sposa del matrimonio ‘dello scandalo’: "Fatemi parlare, so che pensate che Alessandro se ne va per colpa mia".

Dopo un altro applauso il prete è riuscito a iniziare: "Sono umiliato, profondamente, sono devastato dall’umiliazione. A chi mi ha chiesto lo rifaresti? Ho risposto: cento volte sì. Voglio che sia chiaro: ho imparato con il Vangelo fra le mani che non esistono mezze misure nell’amore. Gesù “amò fino alla fine” e io a quel Vangelo devo obbedire. Quello che rimprovero alla mia casta è di non avermi dato la possibilità di avere un figlio. Vado via — ha continuato — perché obbedisco a quello che il vescovo mi chiede anche se non so il motivo preciso per cui obbedisco, ma lo farò. La Chiesa è un gigante invincibile. Posso ancora celebrare Messa, ma non ho più un popolo".

Don Santoro che nell’omelia ha citato 'Le città invisibili' di Italo Calvino, il suo libro preferito, Saint Exupery e Gandhi, ancora non sa dove finirà "ma il vescovo mi ha chiesto di andare in una comunità religiosa a rivedere la mia vita: sono come i ragazzi che ho cercato di sostenere. In pratica dovrei andare in comunità terapeutica. Venerdì prossimo lascerò la casa. Il vescovo mi ha detto di fargli proposte, ci parlerò in settimana, poi vedremo quanto durerà l’esilio".

"Quando mi ha sollevato dall’incarico gli ho chiesto: 'Sono in un limbo?' E il vescovo mi ha risposto: 'Bravo, hai detto bene, te sei e rimani in un limbo fin quando non imparerai a non dare scandalo ai fedeli e all’opinione pubblica'. Il problema è - ha proseguito con un sorriso amaro - che non imparerò mai". Don Santoro lascerà la casa dove abita in via dell’Osteria ad un ragazzo rom, Rico, 19 anni, da lui in pratica adottato bambino e definito il futuro ‘portabandiera delle Piagge’ e a Elisabetta una volontaria padovana. Ha anche ricordato a tutti che dovrà lasciare le sue cariche sociali legate alle iniziative della Comunità e il lavoro di operaio.

La preghiera dei fedeli è durata un’ora per dare spazio alle riflessioni, alle lacrime, alla rabbia dei partecipanti, tra i quali Elisabetta Baldi, vedova del giudice Caponnetto. Fra i tanti che si sono fatti avanti, esponenti della Comunità dell’Isolotto, amici, la stessa Sandra Alvino, ha parlato don Paolo Tofani, parroco di Santomato e San Piero a Pistoia, che ha concelebrato: "Come nel caso di don Milani è una chiesa che non sa leggere la profezia, che ha paura".

E’ intervenuto anche Silvio Salvestrini, pratese, parroco dimissionario che opera nel volontariato e che ha promesso di dedicarsi alle Piagge: "Mi sono fatto prete per la legge dell’amore e mi sono trovato a dover fare il parroco per amore della legge". Don Santoro ha ricordato che la sua ultima Messa coincide con il quindicesimo anniversario del suo arrivo alle Piagge.

Da domenica prossima tocca a don Renzo Rossi, 84 anni, a sua volta prete dei diseredati. "Su di lui non abbiamo nulla da eccepire - ha detto il portavoce della Comunità Cristiano Lucchi - ma poteva non accettare. Faremo riunioni per stabilire come rapportarsi con lui. Di sicuro non useremo la violenza che abbiamo subito dalla curia". L’ultimo segno, dopo la benedizione, Ale lo ha chiesto alla Comunità: "Adesso beneditemi voi", sulle note di 'Todavia cantamos', dedicata ai desaparecidos argentini e di 'Verranno a chiederti del nostro amore' di De Andrè. Dori Ghezzi, la vedova, ha mandato un messaggio di saluto. Per tutta la giornata è proseguita la raccolta di firme per un appello alle autorità ecclesiastiche affinché rivedano la decisione.


Duccio Moschella

Fonte

giovedì 29 ottobre 2009

Rimozione dalle cariche civili

Comunicato stampa

Comunità delle Piagge




Ad un anno dalla nomina Betori non è mai venuto alle Piagge.


Il vescovo non conosce la Comunità ma la colpisce
.

Scandalizzati dalla rimozione di Alessandro Santoro.

Nessun inganno per Sandra e Fortunato


Il sacerdote rimosso anche dalle cariche "civili".

Si vogliono forse azzerare le attività a favore degli ultimi?




Firenze, 28 ottobre - «Scandalo e indignazione» per l’allontanamento di Alessandro Santoro, prete alle Piagge, deciso lunedì scorso dal vescovo Giuseppe Betori. E’ il sentimento espresso dalla Comunità di base delle Piagge riunita in assemblea ieri sera al centro sociale Il Pozzo nella periferia ovest di Firenze. L’incontro era stato organizzato per conoscere la decisione presa nei confronti di Santoro, anticipata invece dalla curia alla stampa prima ancora che lo stesso sacerdote potesse comunicarla alla sua gente.



L’assemblea ha prodotto un documento in cui si afferma: «In quanto parte della comunità cristiana non ci sentiamo né “sconcertati” né “confusi”, come dichiarato da Betori in merito alla celebrazione del sacramento del matrimonio di Sandra e Fortunato. Eravamo invece partecipi della scelta presa. Siamo, al contrario, estremamente “sconcertati”, “confusi”, oltreché scandalizzati, che la decisione di allontanare Alessandro dalle Piagge sia arrivata senza che il vescovo, ad un anno dalla nomina a Firenze, abbia sentito la necessità di incontrare e conoscere da vicino la nostra realtà.»



«Il vescovo ha inoltre affermato che il matrimonio tra Sandra è Fortunato “genera inganno” nei loro riguardi. Vorremmo chiarire invece - dice il documento - che i due sposi erano pienamente consapevoli che il matrimonio sarebbe stato purtroppo invalidato dalla Chiesa. E anche noi lo eravamo. Nonostante questa consapevolezza è stato comunque deciso di celebrarlo.»



«Vogliamo dire altrettanto chiaramente a tutte e a tutti, anche al vescovo, che il nostro lavoro sul territorio, condiviso e costruito quotidianamente con gli abitanti del quartiere, e non solo, va avanti» – continua la nota. «E’ per noi inconcepibile fermare anche solo per un’ora quel laboratorio di innovazione sociale, quel mosaico di attività che ogni giorno si ricrea lungo la via Pistoiese: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracittà alla casa editrice Edizioni Piagge. Quel luogo di aggregazione e di sostegno rappresentato dal centro sociale Il Pozzo è la spina dorsale della Comunità e non sarà piegato da nessuna volontà esterna».



«Ci chiediamo quindi - continua il documento - perché queste attività debbano essere colpite, invocando il diritto canonico, sollevando Alessandro anche dagli incarichi sociali rivestiti all’interno dell’associazione Il Muretto e delle cooperative Il Cerro e Il Pozzo».



«Vorremmo che da oggi, ancor più che nel passato - conclude la Comunità delle Piagge -  tutto il nostro impegno possa diventare sempre più patrimonio condiviso e partecipato di chi vive la città di Firenze, di coloro che credono in una Chiesa capace di sporcarsi le mani con gli ultimi, di tutti quelli che difendono la dignità umana.»