Translate

mercoledì 14 novembre 2007

Parola di Dio


«Le comunità cristiane non devono mettere a disposizione chiese e ambienti destinati ad attività parrocchiali per incontri religiosi di fedi non cristiane». Ascoltaci, Signore.


Questo dice la nota della Cei del 1993


Don Aldo Danieli, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Treviso, ha deciso di riservare, ogni venerdì, alcuni locali della parrocchia (quelli che vengono prestati anche per le feste di compleanno dei ragazzini, presumo) alla preghiera e all'incontro degli immigrati musulmani. L'iniziativa risale a più di un anno fa e non è la prima volta che accade qualcosa di simile in quei locali: già in passato alcune volontarie, insieme ad alcune donne immigrate, hanno avviato una collaborazione con il Centro islamico di Treviso, riuscendo a far "incontrare culture ed esperienze diverse, abbattendo i muri dell'incomprensione e dell'intolleranza".


Leggi un po' di storia qui.


 


 

Parola di Dio


«Le comunità cristiane non devono mettere a disposizione chiese e ambienti destinati ad attività parrocchiali per incontri religiosi di fedi non cristiane». Ascoltaci, Signore.


Questo dice la nota della Cei del 1993


Don Aldo Danieli, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta a Treviso, ha deciso di riservare, ogni venerdì, alcuni locali della parrocchia (quelli che vengono prestati anche per le feste di compleanno dei ragazzini, presumo) alla preghiera e all'incontro degli immigrati musulmani. L'iniziativa risale a più di un anno fa e non è la prima volta che accade qualcosa di simile in quei locali: già in passato alcune volontarie, insieme ad alcune donne immigrate, hanno avviato una collaborazione con il Centro islamico di Treviso, riuscendo a far "incontrare culture ed esperienze diverse, abbattendo i muri dell'incomprensione e dell'intolleranza".


Leggi un po' di storia qui.


 


 

venerdì 9 novembre 2007

diario online dei ragazzi soli

Stragi annunciate, biografie virtuali di carnefici e vittime:

nel cuore della Rete dove si perdono sempre più spesso i giovani

YouTube Generation


Giovani aspiranti omicidi che fanno le prove su YouTube

Non c'è fatto di cronaca che non abbia aggancio su Internet




<B>YouTube Generation</B>

di GABRIELE ROMAGNOLI

La repubblica 9.11.2007



Esistono gli universi paralleli. Non c'è bisogno di dimostrazioni scientifiche, è sotto gli occhi di tutti, a distanza di un clic. Molto di quel che accade è già avvenuto prima. E dopo essere accaduto può essere replicato all'infinito. La realtà è una profezia che si autoavvera. Nonché, spesso, uno spettacolo di seconda visione. Un momento incidentale tra la prova generale su You tube e le infinite riproposizioni in altri siti. È la messinscena di una sceneggiatura chiamata blog. Ha, con questi universi paralleli, un rapporto di dipendenza, a parti invertite. Non è la realtà a condizionarli, ma viceversa. Qualunque cosa esiste solo se può essere mostrata. E se la tv non viene da noi, noi andiamo alla tv. Non c'è ormai fatto di cronaca che non abbia un aggancio con questi mondi: l'assassino ha mostrato come preparava la strage su You Tube, la vittima è apparsa, la sera dell'omicidio, su Facebook, la polizia ha trovato indizi nel blog.

Continua qui

diario online dei ragazzi soli

Stragi annunciate, biografie virtuali di carnefici e vittime:

nel cuore della Rete dove si perdono sempre più spesso i giovani

YouTube Generation


Giovani aspiranti omicidi che fanno le prove su YouTube

Non c'è fatto di cronaca che non abbia aggancio su Internet




<B>YouTube Generation</B>

di GABRIELE ROMAGNOLI

La repubblica 9.11.2007



Esistono gli universi paralleli. Non c'è bisogno di dimostrazioni scientifiche, è sotto gli occhi di tutti, a distanza di un clic. Molto di quel che accade è già avvenuto prima. E dopo essere accaduto può essere replicato all'infinito. La realtà è una profezia che si autoavvera. Nonché, spesso, uno spettacolo di seconda visione. Un momento incidentale tra la prova generale su You tube e le infinite riproposizioni in altri siti. È la messinscena di una sceneggiatura chiamata blog. Ha, con questi universi paralleli, un rapporto di dipendenza, a parti invertite. Non è la realtà a condizionarli, ma viceversa. Qualunque cosa esiste solo se può essere mostrata. E se la tv non viene da noi, noi andiamo alla tv. Non c'è ormai fatto di cronaca che non abbia un aggancio con questi mondi: l'assassino ha mostrato come preparava la strage su You Tube, la vittima è apparsa, la sera dell'omicidio, su Facebook, la polizia ha trovato indizi nel blog.

Continua qui

Parrocchia di S.Carlo Borromeo

Ti ricorda niente?



Tre preti estromessi dalla Parrocchia, i locali consegnati alla Caritas, i "fedeli" che rimangono fedeli a se stessi e ai loro preti, preti e laici che dichiarano: la ricchezza della chiesa nasce dalla unità nella diversità, il messaggio del vangelo è offerto a tutti gli esseri umani senza distinzione, mobilitazione e solidarietà a Madrid e dintorni, noi compresi attraverso due post -v.***NOTA- e qualche email, ed ecco che il 4 novembre u.s. il card. Florit al secolo D. Antonio Mª Rouco Varela cardinale arcivescovo di Madrid, ha visitato i preti nella loro parrocchia e li ha confermati nel loro ruolo ministeriale, dando il nome di "centro pastorale" a quella che si chiamava "Parrocchia". Tutti al loro posto. La Caritas spagnola e l'opus dei non avranno problemi a trovare un centro distribuzione viveri da un'altra parte.


DECLARACION DE LA PARROQUIA DE S. CARLOS BORROMEO



Ante la situación de desconcierto creada en estos meses y como seguimos sin entender la necesidad de cerrar nuestra parroquia, ofrecemos a la Iglesia y a cuantos nos habéis apoyado durante este tiempo, una visión de lo que hemos experimentado y estamos viviendo y el camino que vamos a seguir recorriendo, en comunión y diálogo con la Iglesia, cuya riqueza nace de la unidad en la diversidad, ya que el mensaje del Evangelio es una oferta para todos los seres humanos sin distinción...


Nota de Prensa - Comunicato stampa del 7 novembre


Madrid, 7 de Noviembre de 2007

Constituido el Centro Pastoral San Carlos Borromeo


Madrid. Infomadrid, 07-11-2007.- El pasado día 4 de novembre el Cardenal-Arzobispo de Madrid, D. Antonio Mª Rouco Varela, ha visitado a los presbíteros D. Javier Baeza Atienza, D. Enrique de Castro López-Cortijo y D. José Díaz Ortiz, con ministerio pastoral hasta ahora en la parroquia de San Carlos Borromeo.

Después de un prolongado y fraterno diálogo, con el fin de asegurar la atención pastoral integral al mundo de la marginación al que de modo preferente han venido dedicándose, y dispuestos a superar positivamente el conflicto existente, el Cardenal- Arzobispo ha acordado:

Constituir el Centro Pastoral San Carlos Borromeo, adscrito a la Vicaría IVª de la Archidiócesis de Madrid, el cual será atendido por los tres capellanes reseñados, los cuales prestarán la adecuada atención catequética, litúrgica y social con todas las facultades concedidas por el Derecho, procurando en toda su acción pastoral visibilizar la comunión eclesial.


Nota dei parrocchiani:



Ringraziamo tutti coloro che, singolarmente o in gruppo, ci hanno aiutato durante i mesi passati. La comunità continuerà il suo cammino in solidarietà con gli esclusi in questa nuova veste.


Tras la reunión mantenida el pasado domingo con el Cardenal de Madrid D. Antonio M. Rouco Varela, desde el Arzobispado se ha emitido la nota informativa adjunta donde se constituye el “Centro Pastoral San Carlos Borromeo”. La comunidad continuará su caminar en solidaridad con los excluidos en este nuevo marco.

Queremos agradecer a todos -particulares y colectivos- el apoyo mostrado a lo largo de estos meses pasados.


-***- NOTA


Nostri riferimenti passati:


L'Arcivescovato di Madrid ha deciso di chiudere la Parrocchia di San Carlos Borromeo, situata nel quartiere di Entrevias. Si tratta di una parrocchia di vecchia e profonda tradizione solidale, appoggiata per il lavoro di tre curati (Enrique di Castro) Pepe Díaz e Javi Baeza, e di un mucchio di gente di molto diversa fortuna e condizione. La parrocchia ha dato appoggio e, contemporaneamente, si è nutrito della partecipazione di molta gente esclusa, e di un'altra disposta a rompere col

l'esclusione. A Madrid ha raggiunto particolare notorietà il lavoro che i tre curati hanno realizzato nel sostegno a molti ragazzi della strada.


La parrocchia di San Carlos Borromeo sta nel quartiere di Scartamenti (Vallecas) e è conosciuta come la Parrocchia degli emarginati.

Da quasi 30 anni i locali della parrocchia sono stati un soffitto per i "senza soffitto": insubordinati, tossicomani, giudici, "senza carte", madri ed ex-carcerati, cristiani, atei, agnostici o musulmani, sufrientes tutti che la prassi dei curati della parrocchia è stata capace di trasformare in strumenti per il superamento collettivo dei suoi mali individuali in Madri contro la Droga, Straccivendoli di Emaús, Coordinatrice di Quartieri, Fondazione Radici, Scuola su marginalità, etc.


Primo post


Secondo post

Parrocchia di S.Carlo Borromeo

Ti ricorda niente?



Tre preti estromessi dalla Parrocchia, i locali consegnati alla Caritas, i "fedeli" che rimangono fedeli a se stessi e ai loro preti, preti e laici che dichiarano: la ricchezza della chiesa nasce dalla unità nella diversità, il messaggio del vangelo è offerto a tutti gli esseri umani senza distinzione, mobilitazione e solidarietà a Madrid e dintorni, noi compresi attraverso due post -v.***NOTA- e qualche email, ed ecco che il 4 novembre u.s. il card. Florit al secolo D. Antonio Mª Rouco Varela cardinale arcivescovo di Madrid, ha visitato i preti nella loro parrocchia e li ha confermati nel loro ruolo ministeriale, dando il nome di "centro pastorale" a quella che si chiamava "Parrocchia". Tutti al loro posto. La Caritas spagnola e l'opus dei non avranno problemi a trovare un centro distribuzione viveri da un'altra parte.


DECLARACION DE LA PARROQUIA DE S. CARLOS BORROMEO



Ante la situación de desconcierto creada en estos meses y como seguimos sin entender la necesidad de cerrar nuestra parroquia, ofrecemos a la Iglesia y a cuantos nos habéis apoyado durante este tiempo, una visión de lo que hemos experimentado y estamos viviendo y el camino que vamos a seguir recorriendo, en comunión y diálogo con la Iglesia, cuya riqueza nace de la unidad en la diversidad, ya que el mensaje del Evangelio es una oferta para todos los seres humanos sin distinción...


Nota de Prensa - Comunicato stampa del 7 novembre


Madrid, 7 de Noviembre de 2007

Constituido el Centro Pastoral San Carlos Borromeo


Madrid. Infomadrid, 07-11-2007.- El pasado día 4 de novembre el Cardenal-Arzobispo de Madrid, D. Antonio Mª Rouco Varela, ha visitado a los presbíteros D. Javier Baeza Atienza, D. Enrique de Castro López-Cortijo y D. José Díaz Ortiz, con ministerio pastoral hasta ahora en la parroquia de San Carlos Borromeo.

Después de un prolongado y fraterno diálogo, con el fin de asegurar la atención pastoral integral al mundo de la marginación al que de modo preferente han venido dedicándose, y dispuestos a superar positivamente el conflicto existente, el Cardenal- Arzobispo ha acordado:

Constituir el Centro Pastoral San Carlos Borromeo, adscrito a la Vicaría IVª de la Archidiócesis de Madrid, el cual será atendido por los tres capellanes reseñados, los cuales prestarán la adecuada atención catequética, litúrgica y social con todas las facultades concedidas por el Derecho, procurando en toda su acción pastoral visibilizar la comunión eclesial.


Nota dei parrocchiani:



Ringraziamo tutti coloro che, singolarmente o in gruppo, ci hanno aiutato durante i mesi passati. La comunità continuerà il suo cammino in solidarietà con gli esclusi in questa nuova veste.


Tras la reunión mantenida el pasado domingo con el Cardenal de Madrid D. Antonio M. Rouco Varela, desde el Arzobispado se ha emitido la nota informativa adjunta donde se constituye el “Centro Pastoral San Carlos Borromeo”. La comunidad continuará su caminar en solidaridad con los excluidos en este nuevo marco.

Queremos agradecer a todos -particulares y colectivos- el apoyo mostrado a lo largo de estos meses pasados.


-***- NOTA


Nostri riferimenti passati:


L'Arcivescovato di Madrid ha deciso di chiudere la Parrocchia di San Carlos Borromeo, situata nel quartiere di Entrevias. Si tratta di una parrocchia di vecchia e profonda tradizione solidale, appoggiata per il lavoro di tre curati (Enrique di Castro) Pepe Díaz e Javi Baeza, e di un mucchio di gente di molto diversa fortuna e condizione. La parrocchia ha dato appoggio e, contemporaneamente, si è nutrito della partecipazione di molta gente esclusa, e di un'altra disposta a rompere col

l'esclusione. A Madrid ha raggiunto particolare notorietà il lavoro che i tre curati hanno realizzato nel sostegno a molti ragazzi della strada.


La parrocchia di San Carlos Borromeo sta nel quartiere di Scartamenti (Vallecas) e è conosciuta come la Parrocchia degli emarginati.

Da quasi 30 anni i locali della parrocchia sono stati un soffitto per i "senza soffitto": insubordinati, tossicomani, giudici, "senza carte", madri ed ex-carcerati, cristiani, atei, agnostici o musulmani, sufrientes tutti che la prassi dei curati della parrocchia è stata capace di trasformare in strumenti per il superamento collettivo dei suoi mali individuali in Madri contro la Droga, Straccivendoli di Emaús, Coordinatrice di Quartieri, Fondazione Radici, Scuola su marginalità, etc.


Primo post


Secondo post

Fratelli monaci, perdonateci...

p. Fausto Martinetti



Cari fratelli monaci di Myanmar,

La feroce repressione vi da la caccia, giorno e notte, come delinquenti comuni: sequestrati, torturati, uccisi. La vostra risposta? Una processione di centinaia, migliaia di Giovanni Battista, che, sotto la pioggia battente, gridano in silenzio ai nuovi Erodi: "Non vi è lecito massacrare il popolo con il prezzo del cibo alle stelle". Migliaia di ciotole vuote, sollevate sul mondo, simbolo della pancia vuota dei fratelli. Uomini inermi, che turbano, intralciano i generali abituati a falciare i dimostranti con le ruote dei camion.

Si teme un ammutinamento dei soldati, i quali, armati fino ai denti, hanno paura di voi, inermi uomini di pace. La vostra "forza" morale mette in crisi il regime, non i benpensanti... Dove sono i pacifisti, i digiunatori di fronte alle ambasciate dell'ex-Birmania? Non dovrebbero scendere al vostro fianco coloro che predicano il vangelo a chiacchiere: "Non vi è amore più grande di chi da la vita per gli altri"?

Esponenti cristiani ("esperti in umanità", "migliori amici dell'uomo") c'è opportunità migliore di questa per marciare con quei monaci e dire al mondo che l'uomo viene prima delle ideologie e delle religioni? Troppo intenti a difendere "radici cristiane" e privilegi cattolici? Troppo occupati in "Catene di preghiera, digiuni e adorazione perpetua del Santissimo Sacramento", secondo i dettami della Conferenza episcopale birmana, in ossequio al centralismo romano?

E voi, cattolici, se volete fare l'adorazione perpetua, ricordate: ogni uomo è l'ostensorio di Dio".

I monaci buddisti, vere icone evangeliche, vi hanno strappato di mano il vangelo, il fuoco, la profezia, l'amore eversivo?

Come è eloquente quella tunica rosso-sangue! Uomini ridotti a preghiera, dichiarano guerra alla giunta militare con il sorriso, brandendo ciotole vuote. Digiunano ad oltranza. Fanno voto di protestare fino a che «la dittatura sanguinaria non sarà spazzata via». Gridano senza voce: "Uccidete noi, non i nostri figli e fratelli".

Continuate a marciare, fratelli, armati di ciotola vuota, per le strade di Yangoon, di Mandalay, di tutti i villaggi del pianeta. Invadete i meandri della coscienza delle nazioni. Camminate senza sosta per i palazzi delle religioni; attraversate i loro templi, le loro teologie funzionali alla globalizzazione dell'ingiustizia istituzionalizzata.

Grazie!  P. F. Marinetti