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sabato 26 dicembre 2009

Veglia di Natale

Veglia significa non dormire, non abbandonarsi al sonno della coscienza e della responsabilità, esserci, dentro ai problemi della vita, con tutta la consapevolezza possibile; significa attesa vigile nella notte, scrutando i segni di una possibile ripresa della luce e della speranza. In questo senso la veglia della Comunità dell’Isolotto di Firenze, che aveva per tema principale il lavoro, possiamo dire che è riuscita in pieno.

La sala delle storiche "baracche" di via degli Aceri non ha potuto contenere le tante persone desiderose di vivere il Natale in forma un po’ diversa dalla consueta ritualità considerata alienante. "Non ci appartiene il Natale – è stato detto nell’introduzione da Giampaolo Pazzi e da Enzo Mazzi – come incarnazione miracolosa di un Dio che a un certo momento della storia si fa uomo per salvare il mondo dell’al di là dalla maledizione del peccato. Celebriamo il Natale piuttosto come vangelo/annuncio di un Dio presente da sempre nello sforzo umano di liberazione, come motivo di speranza per quanti lottano in particolare per liberare il lavoro dalla oppressione, dallo sfruttamento, dalla denigrazione, dalla pena della precarietà e della negazione. C’è speranza qui in terra e non solo in cielo.

L’attore Saverio Tommasi con una beve performace tratta dal suo libro/testo teatrale "Cambio Lavoro", ha portato nella Veglia i problemi e sentimenti di lavoratori da lui intervistati.

Un gruppo di bambini ha raccontato l’esperienza educativa che hanno fatta sul tema del "dono" anche in relazione al Natale e hanno offerto in dono alla comunità il pane fatto da loro stessi.

Moreno Biagioni ha introdotto la testimonianza di un operaio della SEVES, fabbrica fiorentina di mattoni di vetro, che ha emozionato raccontando le condizioni di sofferenza e di preoccupazione e la lotta di 170 lavoratori, 110 dei quali in cassa integrazione, che rischiano il posto di lavoro.

Giuliano Pelfer, ricercatore precario, ci ha detto della situazione e della lotta di tanti precari che vedono annullata la loro professionalità e competenza da una politica suicida.

Beppe Banchi e Luigi Carpentiero, due medici di "Medicina democratica, che operano con competenza e senso di responsabilità nel campo della sicurezza/insicurezza del lavoro, hanno testimoniato la gravità della situazione anche in Toscana, le morti bianche e le invalidità permanenti, e offerto indicazioni per uscirne.

Paolo Mencarelli, insegnante nel carcere di Sollicciano, ha portato la voce e il sogno dei detenuti a cui viene per lo più negato il diritto al lavoro.

Mercedes Frias, orginaria di Santo Domingo, ex-parlamentare e amministratrice, partecipe di progetti di cooperazione ha dato testimonianza delle lotte delle donne, specialmente di quelle immigrate, per la dignità del loro lavoro tanto prezioso quanto disconosciuto e sfruttato.

Le testimonianze si sono chiuse con un motivo di speranza per tutti: dopo lunghi travagli, la paura della perdita del lavoro, le manifestazioni di piazza, si realizza la riconversione della Electrolux di Scandicci in una impresa proiettata nel futuro, Italia Solare Industrie, fabbrica di pannelli fotovoltaici, che riassume tutti i 370 lavoratori.

Tutto questo svolgersi della Veglia arricchito da canti del lavoro, letture, preghiere, memoria eucaristica, convivialità, per celebrare un Natale con tutta la poesia della vita che nasce, della lotta per la dignità del lavoro e come spiritualità e luce che viene dal basso, dalle mani che lavorano a contatto con la materia, dai piedi che camminano su una terra che vive, dai cuori che battono, dalla vita che nasce, invece che sempre e solo dall’alto.

 

La Comunità dell’Isolotto

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