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lunedì 5 aprile 2010

8 PER MILLE

8 PER MILLE:
proposta della Comunità dell’Isolotto al Coordinamento cdb – Tirrenia 14-15 aprile 2010.
 


In comunità ci siamo interrogati sulla destinazione dell’8 per mille che siamo costretti di fatto a sottoscrivere con la scadenza della denuncia dei redditi. Abbiamo discusso l’argomento in modo problematico cercando di mettere insieme dubbi, perplessità, convinzioni ed opportunità.
Tutti abbiamo convenuto che:
- rimane primario il nostro impegno contro ogni forma di concordato fra chiese e poteri
- riaffermiamo il nostro impegno per la laicità dello stato
- continueremo a contestare il concordato fra la chiesa cattolica e lo stato italiano per le caratteristiche di privilegio e di connivenza con i poteri che continua ad esprimere.
Abbiamo però anche constatato che le nostre indicazioni su questi temi non trovano una sponda credibile né capacità di mobilitazione da parte dei partiti politici, mentre cresce l’attenzione, la consapevolezza e la mobilitazione da parte della cultura, dell’associazionismo di base e della società civile (vedi crocifisso – insegnamento della religione nella scuola – laicità delle istituzioni – laicità dei tribunali – matrimoni civili – fine vita – ecc….)
Inoltre, considerato il contesto attuale in cui si dibatte la chiesa istituzionale ed il momento critico in cui finalmente le contraddizioni si fanno sempre più evidenti,a molti di noi è sembrato che nasca l’esigenza di andare incontro ai tanti che dovranno dichiarare a chi sottoscrivere il proprio 8x1000 con la prossima denuncia dei redditi, poiché sia che si sottoscriva per lo stato italiano sia che si ometta di sottoscrivere, i soldi vanno comunque a soddisfare interessi non condivisi da parte di tanti cittadini.
 
Abbiamo alla fine convenuto sulla opportunità di sottoporre alla discussione del prossimo Coordinamento nazionale cdb del 17-18 aprile a Tirrenia la proposta di prendere in esame la opportunità di formulare un accordo/convenzione fra le cdb–coordinamento nazionale e l’Unione delle Chiese valdese/metodista per promuovere nel nostro ambito, in modo trasparente e rispettoso della piena libertà dei singoli (persone e comunità), la sottoscrizione dell’8x1000 alla Chiesa valdese la quale si potrebbe impegnare, secondo forme e norme da concordare, a sostenere e finanziare progetti promossi dalle cdb sia come realtà nazionale che come singole realtà locali impegnate ad affrontare iniziative culturali, di solidarietà, di inclusione……
 
Una simile scelta avrebbe certamente caratteri di contraddizione e dunque potrebbe essere una esperienza ridiscutibile di anno in anno. Essa però oggi trova secondo molti di noi (con perplessità espresse da alcuni/e) un suo significato e valore perché:
- toglierebbe ossigeno economico alla chiesa cattolica
- orienterebbe i contribuenti incerti ed indecisi
- ci potrebbe permettere di pensare al progetto di un archivio storico nazionale delle cdb e/o un coordinamento di archivi, ufficialmente riconosciuto e notificato (come è del nostro archivio dell’Isolotto a cui molti giovani studenti stanno attingendo), realizzabile e gestibile attraverso contratti di collaborazione con giovani competenti magari della nostra area.
Tale archivio potrebbe essere un luogo di memoria creativa. Il nostro movimento è portatore di una grande ricchezza di materiali capaci di comunicare esperienze e  messaggi che abbiamo elaborato insieme in questi cinquanta anni della nostra storia. Pensiamo che sia nostro dovere lasciare alle generazioni più giovani la memoria dello spirito e della prassi del nostro cammino comunitario perché chi vuole possa servirsene per progettare nuove esperienze di vita. Un archivio dunque che abbia il carattere della modernità e della memoria allo stesso tempo, un archivio che metta a disposizione, nei luoghi della memoria, la voce dei sapienti ma anche  di coloro che non hanno voce. Se ci siamo interrogati su quale futuro per le cdb, se ci sta stretta ogni ipotesi di continuità che si basi su una organizzazione in qualche modo istituzionalizzata, forse ci potrebbe piacere trovare un modo di comunicare lo spirito che ha soffiato e continua a soffiare in mezzo a noi, comunicare cioè un messaggio che poi…produrrà i suoi frutti, e non potrà o dovrà essere imprigionato dentro strutture e regole chiuse.
Non è questo che abbiamo fatto riappropriandoci del Vangelo e della Bibbia?
 
Inoltre una fonte di finanziamento potrebbe:
- permettere alle realtà locali del nostro movimento una maggiore partecipazione agli incontri ed ai convegni nazionali ed europei contribuendo con un sostegno alle spese dei singoli e dei gruppi (per esempio presentando i nostri Convegni nazionali come progetti culturali e richiedendo finanziamenti appositi);
- dare una capacità economica ai giovani che intendono organizzare loro momenti di autogestione e crescita;
- mettere a disposizioni delle generazioni più giovani del nostro movimento un sostegno economico che permetta loro di progettare creativamente esperienze locali, promosse dal basso, per affrontare le precarietà dell’oggi che, fra l’altro, vede coinvolti molti di loro (es: cooperative di lavoro multietniche, cooperative sociali di servizi, associazioni di sostegno a problematiche di vario genere, attività culturali e di socializzazione ecc..).
 
Queste ipotesi ci sembrano motivanti per aprirci ad una esperienza di questo genere che, fra l’altro, potrebbe vedere un maggiore interesse e partecipazione ai coordinamenti nazionali dei più giovani che in questo ambito possono avere un  ruolo progettuale e creativo.
 
Nota: Prima di formulare la presente proposta abbiamo contattato Domenico Maselli e Maria Bonafede moderatora dell’unione delle Chiese Valdese/Metodista per verificare la loro disponibilità a discutere la cosa nella eventualità che la proposta venga accolta dal Coordinamento cdb. La loro risposta è stata affermativa.

 
Allegato
(dal Foglio di Comunità di Pinerolo n. 4 – aprile 2010)

 
L'OTTO PER MILLE CI COSTA UN OCCHIO!
 
Probabilmente pensi che, quando fai la scelta per l'otto per mille, l'otto per mille delle tue tasse vada a chi decidi tu.  Sbagliato!
Lo Stato ogni anno raccoglie l'IRPEF e ne mette l'otto per mille in un calderone. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi: circa un miliardo di euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse: insomma la tua firma conta come un voto e ha lo stesso valore di quella degli uomini più ricchi d'Italia.
 
Queste sono state le scelte nella dichiarazione dei redditi del 2000(ultimi dati pubblicati dal Ministero):
Nessuna scelta     60,40%          Chiesa Cattolica     34,56%                  Stato     4,07%      
Valdesi     0,50%                        Ebrei     0,16%                           Luterani     0,12%
Avventisti     0,10%                             Assemblee di Dio     0,08%
 
Che fine fanno i soldi di chi non firma per nessuno?   Anche quelli finiscono nel calderone, e vengono ripartiti a seconda dei voti di chi ha espresso la scelta. Sempre con la dichiarazione dei redditi del 2001, i soldi sono stati spartiti così:
Chiesa Cattolica     87,25%                  Stato     10,28%               Valdesi     1,27%
Ebrei     0,42%                          Luterani     0,31%            Avventisti     0,27%                   
Assemblee di Dio     0,20%
 
Negli ultimi anni circa quattro contribuenti su dieci hanno firmato esplicitamente per l'otto per mille. Visto che la maggior parte di chi firma (circa l'80% di loro) sceglie la Chiesa Cattolica, questa riceve ogni anno l'80% della torta, cioè più di 900 milioni di euro. Invece sei persone su dieci non scelgono niente, e la loro quota viene gestita dagli altri!
 
Cos'ha che non va questo meccanismo, all'apparenza così democratico?





  • Quasi nessuno sa come funziona e i mezzi di informazione si guardano bene dal dirlo.


  • Lo Stato non si fa nessuna pubblicità e tra le confessioni religiose solo la Chiesa Cattolica può permettersi grandi campagne.


  • Chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi (alcuni lavoratori dipendenti o i pensionati) spesso non sa come scegliere a chi destinare l'otto per mille.


  • L'otto per mille potrebbe essere modificato ogni tre anni (ad esempio portandolo al sei per mille), ma questo non è mai stato neanche preso in considerazione.


  • Il Ministero delle Finanze agisce in modo ben poco trasparente: sono anni, ormai, che comunica i risultati solo alle confessioni religiose.



 
L'otto per mille è il meccanismo adottato dallo Stato italiano per il finanziamento delle confessioni religiose. Possono accedere all'otto per mille solo le confessioni che hanno stipulato un'intesa con lo Stato e che abbiano avanzato apposita richiesta. I destinatari, al 2009, sono:
Stato,  Chiesa cattolica,  Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,  Chiesa Evangelica Luterana in Italia,  Unione Comunità Ebraiche Italiane,  Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia

 
Dai Patti lateranensi fino al 1984 la Chiesa Cattolica riceveva dallo Stato la cosiddetta "congrua", a risarcimento dei beni confiscati alla Chiesa e per il mantenimento dei preti. Nel 1984, con la revisione del Concordato firmata da Craxi, è stata eliminata la congrua ed introdotto l'otto per mille, che è poi stato concesso anche ad altre confessioni religiose. Da allora l'aumento delle tasse e del reddito degli italiani ha fatto salire vertiginosamente le cifre in gioco,passando dai 398 milioni di euro del 1990 ai 1.002 del 2008.
 
In teoria ogni tre anni una commissione potrebbe modificare la percentuale (da otto per mille a sei per mille, ad esempio), ma in realtà questo non è mai stato fatto, nonostante le recenti crisi e nonostante con un miliardo di euro si possano effettuare svariati interventi, ad esempio a favore della scuola o dei lavoratori.  Anche altre religioni (come i Testimoni di Geova) hanno firmato con lo Stato delle intese, che però non sono ancora state ratificate dal Parlamento. Tramite il meccanismo delle firme inespresse bastano poche altre confessioni con fedeli molto disciplinati per far diminuire di decine di milioni di euro il gettito della Chiesa. Che sia per questo che il Parlamento prende tempo?

Cosa ne fanno...

Lo Stato dovrebbe destinare il suo otto per mille a interventi per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali. In pratica, dal 2004 una buona fetta viene rigirata al bilancio generale e anche prima finiva spesso alle iniziative più disparate, come la controversa "missione arcobaleno" del governo D'Alema. Buona parte dell'otto per mille dello Stato finisce poi alla Chiesa: dai restauri di chiese e conventi, al finanziamento delle scuole cattoliche, all'associazionismo cattolico.
 
La Chiesa Cattolica punta molto, nella sua campagna pubblicitaria, sull'aiuto ai poveri e al terzo mondo. In realtà riceve la fetta più grossa dell'otto per mille (991 milioni di euro nel 2007, dati CEI) ma ne spende solo il 12,1% per beneficenza in Italia e l'8,6% all'estero. Una buona parte (il 35,7%) va agli stipendi dei preti, e una analoga (il 43,7%) alle "esigenze di culto" (restauri e nuove chiese, catechesi, tribunali ecclesiastici...).
 
L'Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi destina l'otto per mille interamente a progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Il 30% inoltre è riservato ai Paesi in via di sviluppo.  Per info:
www.ottopermillevaldese.org
 
L'Unione Comunità Ebraiche Italiane utilizza i fondi per formazione culturale ebraica, tutela delle minoranze e attività sociali, conservazione dei beni artistici ebraici.
 
L'Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno impiega la somma ricevuta per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero.
 
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia destina l'otto per mille ad evangelizzazione, stipendi dei ministri di culto, opere sociali, missioni, iniziative culturali e spese di amministrazione.
 
Le Assemblee di Dio in Italia utilizzano l'otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all'estero. Non accettano le quote delle firme non espresse. Non pubblicano un rendiconto dettagliato.
UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

 
 


8 PER MILLE

8 PER MILLE:
proposta della Comunità dell’Isolotto al Coordinamento cdb – Tirrenia 14-15 aprile 2010.
 


In comunità ci siamo interrogati sulla destinazione dell’8 per mille che siamo costretti di fatto a sottoscrivere con la scadenza della denuncia dei redditi. Abbiamo discusso l’argomento in modo problematico cercando di mettere insieme dubbi, perplessità, convinzioni ed opportunità.
Tutti abbiamo convenuto che:
- rimane primario il nostro impegno contro ogni forma di concordato fra chiese e poteri
- riaffermiamo il nostro impegno per la laicità dello stato
- continueremo a contestare il concordato fra la chiesa cattolica e lo stato italiano per le caratteristiche di privilegio e di connivenza con i poteri che continua ad esprimere.
Abbiamo però anche constatato che le nostre indicazioni su questi temi non trovano una sponda credibile né capacità di mobilitazione da parte dei partiti politici, mentre cresce l’attenzione, la consapevolezza e la mobilitazione da parte della cultura, dell’associazionismo di base e della società civile (vedi crocifisso – insegnamento della religione nella scuola – laicità delle istituzioni – laicità dei tribunali – matrimoni civili – fine vita – ecc….)
Inoltre, considerato il contesto attuale in cui si dibatte la chiesa istituzionale ed il momento critico in cui finalmente le contraddizioni si fanno sempre più evidenti,a molti di noi è sembrato che nasca l’esigenza di andare incontro ai tanti che dovranno dichiarare a chi sottoscrivere il proprio 8x1000 con la prossima denuncia dei redditi, poiché sia che si sottoscriva per lo stato italiano sia che si ometta di sottoscrivere, i soldi vanno comunque a soddisfare interessi non condivisi da parte di tanti cittadini.
 
Abbiamo alla fine convenuto sulla opportunità di sottoporre alla discussione del prossimo Coordinamento nazionale cdb del 17-18 aprile a Tirrenia la proposta di prendere in esame la opportunità di formulare un accordo/convenzione fra le cdb–coordinamento nazionale e l’Unione delle Chiese valdese/metodista per promuovere nel nostro ambito, in modo trasparente e rispettoso della piena libertà dei singoli (persone e comunità), la sottoscrizione dell’8x1000 alla Chiesa valdese la quale si potrebbe impegnare, secondo forme e norme da concordare, a sostenere e finanziare progetti promossi dalle cdb sia come realtà nazionale che come singole realtà locali impegnate ad affrontare iniziative culturali, di solidarietà, di inclusione……
 
Una simile scelta avrebbe certamente caratteri di contraddizione e dunque potrebbe essere una esperienza ridiscutibile di anno in anno. Essa però oggi trova secondo molti di noi (con perplessità espresse da alcuni/e) un suo significato e valore perché:
- toglierebbe ossigeno economico alla chiesa cattolica
- orienterebbe i contribuenti incerti ed indecisi
- ci potrebbe permettere di pensare al progetto di un archivio storico nazionale delle cdb e/o un coordinamento di archivi, ufficialmente riconosciuto e notificato (come è del nostro archivio dell’Isolotto a cui molti giovani studenti stanno attingendo), realizzabile e gestibile attraverso contratti di collaborazione con giovani competenti magari della nostra area.
Tale archivio potrebbe essere un luogo di memoria creativa. Il nostro movimento è portatore di una grande ricchezza di materiali capaci di comunicare esperienze e  messaggi che abbiamo elaborato insieme in questi cinquanta anni della nostra storia. Pensiamo che sia nostro dovere lasciare alle generazioni più giovani la memoria dello spirito e della prassi del nostro cammino comunitario perché chi vuole possa servirsene per progettare nuove esperienze di vita. Un archivio dunque che abbia il carattere della modernità e della memoria allo stesso tempo, un archivio che metta a disposizione, nei luoghi della memoria, la voce dei sapienti ma anche  di coloro che non hanno voce. Se ci siamo interrogati su quale futuro per le cdb, se ci sta stretta ogni ipotesi di continuità che si basi su una organizzazione in qualche modo istituzionalizzata, forse ci potrebbe piacere trovare un modo di comunicare lo spirito che ha soffiato e continua a soffiare in mezzo a noi, comunicare cioè un messaggio che poi…produrrà i suoi frutti, e non potrà o dovrà essere imprigionato dentro strutture e regole chiuse.
Non è questo che abbiamo fatto riappropriandoci del Vangelo e della Bibbia?
 
Inoltre una fonte di finanziamento potrebbe:
- permettere alle realtà locali del nostro movimento una maggiore partecipazione agli incontri ed ai convegni nazionali ed europei contribuendo con un sostegno alle spese dei singoli e dei gruppi (per esempio presentando i nostri Convegni nazionali come progetti culturali e richiedendo finanziamenti appositi);
- dare una capacità economica ai giovani che intendono organizzare loro momenti di autogestione e crescita;
- mettere a disposizioni delle generazioni più giovani del nostro movimento un sostegno economico che permetta loro di progettare creativamente esperienze locali, promosse dal basso, per affrontare le precarietà dell’oggi che, fra l’altro, vede coinvolti molti di loro (es: cooperative di lavoro multietniche, cooperative sociali di servizi, associazioni di sostegno a problematiche di vario genere, attività culturali e di socializzazione ecc..).
 
Queste ipotesi ci sembrano motivanti per aprirci ad una esperienza di questo genere che, fra l’altro, potrebbe vedere un maggiore interesse e partecipazione ai coordinamenti nazionali dei più giovani che in questo ambito possono avere un  ruolo progettuale e creativo.
 
Nota: Prima di formulare la presente proposta abbiamo contattato Domenico Maselli e Maria Bonafede moderatora dell’unione delle Chiese Valdese/Metodista per verificare la loro disponibilità a discutere la cosa nella eventualità che la proposta venga accolta dal Coordinamento cdb. La loro risposta è stata affermativa.

 
Allegato
(dal Foglio di Comunità di Pinerolo n. 4 – aprile 2010)

 
L'OTTO PER MILLE CI COSTA UN OCCHIO!
 
Probabilmente pensi che, quando fai la scelta per l'otto per mille, l'otto per mille delle tue tasse vada a chi decidi tu.  Sbagliato!
Lo Stato ogni anno raccoglie l'IRPEF e ne mette l'otto per mille in un calderone. Sembra una quota piccola, ma in realtà sono molti soldi: circa un miliardo di euro. Questi soldi vengono poi ripartiti a seconda delle scelte che sono state espresse: insomma la tua firma conta come un voto e ha lo stesso valore di quella degli uomini più ricchi d'Italia.
 
Queste sono state le scelte nella dichiarazione dei redditi del 2000(ultimi dati pubblicati dal Ministero):
Nessuna scelta     60,40%          Chiesa Cattolica     34,56%                  Stato     4,07%      
Valdesi     0,50%                        Ebrei     0,16%                           Luterani     0,12%
Avventisti     0,10%                             Assemblee di Dio     0,08%
 
Che fine fanno i soldi di chi non firma per nessuno?   Anche quelli finiscono nel calderone, e vengono ripartiti a seconda dei voti di chi ha espresso la scelta. Sempre con la dichiarazione dei redditi del 2001, i soldi sono stati spartiti così:
Chiesa Cattolica     87,25%                  Stato     10,28%               Valdesi     1,27%
Ebrei     0,42%                          Luterani     0,31%            Avventisti     0,27%                   
Assemblee di Dio     0,20%
 
Negli ultimi anni circa quattro contribuenti su dieci hanno firmato esplicitamente per l'otto per mille. Visto che la maggior parte di chi firma (circa l'80% di loro) sceglie la Chiesa Cattolica, questa riceve ogni anno l'80% della torta, cioè più di 900 milioni di euro. Invece sei persone su dieci non scelgono niente, e la loro quota viene gestita dagli altri!
 
Cos'ha che non va questo meccanismo, all'apparenza così democratico?





  • Quasi nessuno sa come funziona e i mezzi di informazione si guardano bene dal dirlo.


  • Lo Stato non si fa nessuna pubblicità e tra le confessioni religiose solo la Chiesa Cattolica può permettersi grandi campagne.


  • Chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi (alcuni lavoratori dipendenti o i pensionati) spesso non sa come scegliere a chi destinare l'otto per mille.


  • L'otto per mille potrebbe essere modificato ogni tre anni (ad esempio portandolo al sei per mille), ma questo non è mai stato neanche preso in considerazione.


  • Il Ministero delle Finanze agisce in modo ben poco trasparente: sono anni, ormai, che comunica i risultati solo alle confessioni religiose.



 
L'otto per mille è il meccanismo adottato dallo Stato italiano per il finanziamento delle confessioni religiose. Possono accedere all'otto per mille solo le confessioni che hanno stipulato un'intesa con lo Stato e che abbiano avanzato apposita richiesta. I destinatari, al 2009, sono:
Stato,  Chiesa cattolica,  Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,  Chiesa Evangelica Luterana in Italia,  Unione Comunità Ebraiche Italiane,  Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia

 
Dai Patti lateranensi fino al 1984 la Chiesa Cattolica riceveva dallo Stato la cosiddetta "congrua", a risarcimento dei beni confiscati alla Chiesa e per il mantenimento dei preti. Nel 1984, con la revisione del Concordato firmata da Craxi, è stata eliminata la congrua ed introdotto l'otto per mille, che è poi stato concesso anche ad altre confessioni religiose. Da allora l'aumento delle tasse e del reddito degli italiani ha fatto salire vertiginosamente le cifre in gioco,passando dai 398 milioni di euro del 1990 ai 1.002 del 2008.
 
In teoria ogni tre anni una commissione potrebbe modificare la percentuale (da otto per mille a sei per mille, ad esempio), ma in realtà questo non è mai stato fatto, nonostante le recenti crisi e nonostante con un miliardo di euro si possano effettuare svariati interventi, ad esempio a favore della scuola o dei lavoratori.  Anche altre religioni (come i Testimoni di Geova) hanno firmato con lo Stato delle intese, che però non sono ancora state ratificate dal Parlamento. Tramite il meccanismo delle firme inespresse bastano poche altre confessioni con fedeli molto disciplinati per far diminuire di decine di milioni di euro il gettito della Chiesa. Che sia per questo che il Parlamento prende tempo?

Cosa ne fanno...

Lo Stato dovrebbe destinare il suo otto per mille a interventi per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali. In pratica, dal 2004 una buona fetta viene rigirata al bilancio generale e anche prima finiva spesso alle iniziative più disparate, come la controversa "missione arcobaleno" del governo D'Alema. Buona parte dell'otto per mille dello Stato finisce poi alla Chiesa: dai restauri di chiese e conventi, al finanziamento delle scuole cattoliche, all'associazionismo cattolico.
 
La Chiesa Cattolica punta molto, nella sua campagna pubblicitaria, sull'aiuto ai poveri e al terzo mondo. In realtà riceve la fetta più grossa dell'otto per mille (991 milioni di euro nel 2007, dati CEI) ma ne spende solo il 12,1% per beneficenza in Italia e l'8,6% all'estero. Una buona parte (il 35,7%) va agli stipendi dei preti, e una analoga (il 43,7%) alle "esigenze di culto" (restauri e nuove chiese, catechesi, tribunali ecclesiastici...).
 
L'Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi destina l'otto per mille interamente a progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Il 30% inoltre è riservato ai Paesi in via di sviluppo.  Per info:
www.ottopermillevaldese.org
 
L'Unione Comunità Ebraiche Italiane utilizza i fondi per formazione culturale ebraica, tutela delle minoranze e attività sociali, conservazione dei beni artistici ebraici.
 
L'Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno impiega la somma ricevuta per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero.
 
La Chiesa Evangelica Luterana in Italia destina l'otto per mille ad evangelizzazione, stipendi dei ministri di culto, opere sociali, missioni, iniziative culturali e spese di amministrazione.
 
Le Assemblee di Dio in Italia utilizzano l'otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all'estero. Non accettano le quote delle firme non espresse. Non pubblicano un rendiconto dettagliato.
UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

 
 


Attività presenti nei locali “ baracche verdi”

 
ASSEMBLEA ANNUALE CENTRO EDUCATIVO POPOLARE (CEP)
29 marzo 2010



Premessa


L’assemblea del centro Educativo Popolare è iniziata con una riflessione ed un esplicito riferimento culturale ed umano all’esperienza della Comunità dell’Isolotto da cui ha avuto origine. In particolare è stato evidenziato da parte dei soci presenti che questa nostra associazione si fonda su:
- relazioni comunitarie condivise
- disponibilità ad un impegno individuale socializzato e sostenuto dal gruppo
- apertura alla collaborazione operativa con tutti coloro che sul territorio e oltre si impegnano a promuovere iniziative ed esperienze a sostegno dei valori di inclusione sociale, solidarietà, promozione umana, condivisione dei saperi…
- valore della promozione di una comunità/quartiere e non autoreferenzialità
- consapevolezza che solo coniugando insieme l’assunzione di responsabilità e la crescita culturale e umana  è possibile promuovere una società più attiva e responsabile.
Tutte queste considerazioni  servono per capire meglio la specificità della caratterizzazione del CEP che si esprime in un impegno operativo su più fronti anche molto diversi, in collaborazione con altri soggetti.
 



Attività presenti nei locali “ baracche verdi”


 
- sede Comunità dell’Isolotto
- sede Centro Educativo popolare
- sede Archivio storico
- sede di residenza anagrafica e postale per senza fissa dimora
- autogestione per motivi di studio da parte di un gruppo di giovani universitari
- attività settimanale di ginnastica Yoga per sostegno sociale
- attività settimanale di teatro per anziani
- attività settimanale di teatro-animazione per bambini
- assemblea settimanale della Comunità dell’Isolotto
- esperienza di percorsi educativi con bambini e genitori, compreso un percorso di educazione religiosa.
- sede occasionale per incontri ed assemblee promosse da gruppi ed associazioni culturali o di impegno sociale
- sede occasionale di assemblee promosse dallo SPI Q 4
- sede occasionale per assemblee di quartiere o di condominio

Relazione sulle attività ed iniziative svolte nell’anno 2009
 
(settore da completare)
 



C.E.P. e laboratorio Kimeta


 
L’esperienza Kimeta continua il suo percorso verso l’autosufficienza e l’autodeterminazione. Oggi le socie lavoratrici sono sette e proseguono l’attività in buona autonomia. Il  CEP continua a seguire e a sostenere il Laboratorio con una presenza assidua e costante di volontarie che contribuiscono a promuovere l’attività in vario modo. Grazie a tale collaborazione è stato possibile in questi ultimi mesi aiutare la figlia ventenne di una delle socie rom del campo del Poderaccio a superare l’esame di guida ed a prendere la patente, ciò le permetterà di trovare un lavoro per la conferma del permesso di soggiorno. Inoltre grazie al nostro impegno uscirà presto la pubblicazione, da parte della casa editrice EDIESSE, di un libro, “Donne per le donne”, che racconta lo spirito e la storia dell’esperienza Kimeta.
 



C.E.P. e il Coordinamento Rifiuti Zero


 
Il Coordinamento Isolotto Rifiuti Zero si è costituito per iniziativa del C.E.P. nel 2008 come rete di persone e associazioni del Quartiere 4 interessate alla crescita di un senso di consapevolezza, responsabilità e partecipazione rispetto ai grandi temi dei rifiuti, degli stili di vita sobri e dell’ambiente. Insieme associazioni ed istituzioni abbiamo promosso una serie di incontri ed iniziative e attivato una segreteria presso le baracche gestita ed animata da volontari del C.E.P.
Nel 2009. abbiamo promosso:
          la visita collettiva alla stazione ecologica Charta 77;
          l’esperienza del Kantiere di uso di stoviglie in PLA (materiali biodegradabili e compostabili) e di azione di informazione e educazione all’uso di questi prodotti.
          l’iniziativa Fondo essere-Quartiere 4 sulla “raccolta dei tappi di plastica”;
      l’esperienza dell’Ecofurgone nella Piazza dell’Isolotto presente tutti i venerdì mattina, una presenza che per l’animazione della Comunità dell’Isolotto e del C.E.P. è diventata occasione oltre che di “raccolta differenziata”, anche di informazione e socializzazione su questi temi.



Archivio storico e sito

(Enzo-Tina-Paola-Urbano)


CEP e Fondo essere


(Carlo - Maurizio)


CEP e Coordinamento carcere


(Paola Ricciardi)
 
      CEP – relazione economica
(Carlo)
 

Programmazione attività future         
          (settore da completare)
 
Progetto di formazione – lavoro
 
Il C.E.P. si fa promotore di un progetto di formazione-lavoro in collaborazione con l’associazione Consumattori.


Titolo del progetto

ETHNIC LOOK STYLIST: corso e tirocinio per professionalizzare i saperi femminili e interculturali.

Obiettivo del progetto

Favorire la promozione e la valorizzazione della condizione femminile socio-economica. Favorire la valorizzazione della figura femminile e dei suoi saperi.
Valorizzare le differenze tra le culture attraverso lo studio e la capacità di riprodurre acconciature, tatuaggi, bigiotterie e le diverse combinazioni di tali ornamenti, che reinterpretano e mescolano continuamente le culture di origine con le culture del territorio in cui le donne vivono. Le donne infatti, attraverso la cura del loro corpo e del loro aspetto, ornandosi i capelli, la pelle, e aggiungendo monili e altri accessori, trasmettono la consapevolezza di chi sono e di chi desiderano essere, conservando antiche competenza, continuamente tese a meticciare il presente.
 
Progetto di accompagnamento
 
Il C.E.P. si fa promotore della creazione di  una rete di  accompagnamento ed  interscambio fra soggetti in cerca di collaborazioni e servizi per la risoluzione socializzata di bisogni personali.
- risorse personali: assunzione di responsabilità individuale – incontro di bisogni e servizi – reciprocità
- risorse comunitarie:intreccio di competenze – intreccio di bisogni – intreccio di opportunità che favorisca l’accompagnamento e la risoluzione di problemi.
Specificità dell’esperienza: coordinamento e comunicazione fra persone che si conoscono, che riscuotono fiducia,che alimentano le loro relazioni a partire da condivisione di idee ma anche di vissuti….
- caratteristiche del progetto: si aderisce al presente progetto in modo personale esprimendo la propria volontà di far parte di una lista di disponibilità a collaborare.
Chi è protagonista di una esperienza di accompagnamento si mette in gioco in prima persona e dunque chiede collaborazione ma non si tratta di scaricare “il soggetto” su altri.
Accompagnare vuol dire mettere in comune competenze, professionalità, ma anche risorse che si intrecciano con altri bisogni.
Non elemosina ma solidarietà reciproca.
Non si tratta di costituire un’ agenzia di servizi perché ce ne sono già molte e forse anche utili da conoscere e utilizzare. Dunque non segnalazioni generiche, per sentito dire, ma intreccio di percorsi responsabili, con la consapevolezza dei nostri limiti ma anche per favorire e potenziare risorse e opportunità che ciascuno decide di mettere a disposizione.
 
Coordinamento rifiuti zero
 
Il C.E.P. continuerà a mantenere viva la segreteria Rifiuti Zero ed il coordinamento delle associazioni che si impegnano su questo tema, promuovendo iniziative in collaborazione con l’associazionismo di base e con la commissione ambiente del Q:4
 
Archivio storico e sito
 
aggiornamento (Enzo Paola Tina Urbano)
 

Rapporto CEP - Fondo Essere 
aggiornamento (Carlo e Maurizio)

Attività presenti nei locali “ baracche verdi”

 
ASSEMBLEA ANNUALE CENTRO EDUCATIVO POPOLARE (CEP)
29 marzo 2010



Premessa


L’assemblea del centro Educativo Popolare è iniziata con una riflessione ed un esplicito riferimento culturale ed umano all’esperienza della Comunità dell’Isolotto da cui ha avuto origine. In particolare è stato evidenziato da parte dei soci presenti che questa nostra associazione si fonda su:
- relazioni comunitarie condivise
- disponibilità ad un impegno individuale socializzato e sostenuto dal gruppo
- apertura alla collaborazione operativa con tutti coloro che sul territorio e oltre si impegnano a promuovere iniziative ed esperienze a sostegno dei valori di inclusione sociale, solidarietà, promozione umana, condivisione dei saperi…
- valore della promozione di una comunità/quartiere e non autoreferenzialità
- consapevolezza che solo coniugando insieme l’assunzione di responsabilità e la crescita culturale e umana  è possibile promuovere una società più attiva e responsabile.
Tutte queste considerazioni  servono per capire meglio la specificità della caratterizzazione del CEP che si esprime in un impegno operativo su più fronti anche molto diversi, in collaborazione con altri soggetti.
 



Attività presenti nei locali “ baracche verdi”


 
- sede Comunità dell’Isolotto
- sede Centro Educativo popolare
- sede Archivio storico
- sede di residenza anagrafica e postale per senza fissa dimora
- autogestione per motivi di studio da parte di un gruppo di giovani universitari
- attività settimanale di ginnastica Yoga per sostegno sociale
- attività settimanale di teatro per anziani
- attività settimanale di teatro-animazione per bambini
- assemblea settimanale della Comunità dell’Isolotto
- esperienza di percorsi educativi con bambini e genitori, compreso un percorso di educazione religiosa.
- sede occasionale per incontri ed assemblee promosse da gruppi ed associazioni culturali o di impegno sociale
- sede occasionale di assemblee promosse dallo SPI Q 4
- sede occasionale per assemblee di quartiere o di condominio

Relazione sulle attività ed iniziative svolte nell’anno 2009
 
(settore da completare)
 



C.E.P. e laboratorio Kimeta


 
L’esperienza Kimeta continua il suo percorso verso l’autosufficienza e l’autodeterminazione. Oggi le socie lavoratrici sono sette e proseguono l’attività in buona autonomia. Il  CEP continua a seguire e a sostenere il Laboratorio con una presenza assidua e costante di volontarie che contribuiscono a promuovere l’attività in vario modo. Grazie a tale collaborazione è stato possibile in questi ultimi mesi aiutare la figlia ventenne di una delle socie rom del campo del Poderaccio a superare l’esame di guida ed a prendere la patente, ciò le permetterà di trovare un lavoro per la conferma del permesso di soggiorno. Inoltre grazie al nostro impegno uscirà presto la pubblicazione, da parte della casa editrice EDIESSE, di un libro, “Donne per le donne”, che racconta lo spirito e la storia dell’esperienza Kimeta.
 



C.E.P. e il Coordinamento Rifiuti Zero


 
Il Coordinamento Isolotto Rifiuti Zero si è costituito per iniziativa del C.E.P. nel 2008 come rete di persone e associazioni del Quartiere 4 interessate alla crescita di un senso di consapevolezza, responsabilità e partecipazione rispetto ai grandi temi dei rifiuti, degli stili di vita sobri e dell’ambiente. Insieme associazioni ed istituzioni abbiamo promosso una serie di incontri ed iniziative e attivato una segreteria presso le baracche gestita ed animata da volontari del C.E.P.
Nel 2009. abbiamo promosso:
          la visita collettiva alla stazione ecologica Charta 77;
          l’esperienza del Kantiere di uso di stoviglie in PLA (materiali biodegradabili e compostabili) e di azione di informazione e educazione all’uso di questi prodotti.
          l’iniziativa Fondo essere-Quartiere 4 sulla “raccolta dei tappi di plastica”;
      l’esperienza dell’Ecofurgone nella Piazza dell’Isolotto presente tutti i venerdì mattina, una presenza che per l’animazione della Comunità dell’Isolotto e del C.E.P. è diventata occasione oltre che di “raccolta differenziata”, anche di informazione e socializzazione su questi temi.



Archivio storico e sito

(Enzo-Tina-Paola-Urbano)


CEP e Fondo essere


(Carlo - Maurizio)


CEP e Coordinamento carcere


(Paola Ricciardi)
 
      CEP – relazione economica
(Carlo)
 

Programmazione attività future         
          (settore da completare)
 
Progetto di formazione – lavoro
 
Il C.E.P. si fa promotore di un progetto di formazione-lavoro in collaborazione con l’associazione Consumattori.


Titolo del progetto

ETHNIC LOOK STYLIST: corso e tirocinio per professionalizzare i saperi femminili e interculturali.

Obiettivo del progetto

Favorire la promozione e la valorizzazione della condizione femminile socio-economica. Favorire la valorizzazione della figura femminile e dei suoi saperi.
Valorizzare le differenze tra le culture attraverso lo studio e la capacità di riprodurre acconciature, tatuaggi, bigiotterie e le diverse combinazioni di tali ornamenti, che reinterpretano e mescolano continuamente le culture di origine con le culture del territorio in cui le donne vivono. Le donne infatti, attraverso la cura del loro corpo e del loro aspetto, ornandosi i capelli, la pelle, e aggiungendo monili e altri accessori, trasmettono la consapevolezza di chi sono e di chi desiderano essere, conservando antiche competenza, continuamente tese a meticciare il presente.
 
Progetto di accompagnamento
 
Il C.E.P. si fa promotore della creazione di  una rete di  accompagnamento ed  interscambio fra soggetti in cerca di collaborazioni e servizi per la risoluzione socializzata di bisogni personali.
- risorse personali: assunzione di responsabilità individuale – incontro di bisogni e servizi – reciprocità
- risorse comunitarie:intreccio di competenze – intreccio di bisogni – intreccio di opportunità che favorisca l’accompagnamento e la risoluzione di problemi.
Specificità dell’esperienza: coordinamento e comunicazione fra persone che si conoscono, che riscuotono fiducia,che alimentano le loro relazioni a partire da condivisione di idee ma anche di vissuti….
- caratteristiche del progetto: si aderisce al presente progetto in modo personale esprimendo la propria volontà di far parte di una lista di disponibilità a collaborare.
Chi è protagonista di una esperienza di accompagnamento si mette in gioco in prima persona e dunque chiede collaborazione ma non si tratta di scaricare “il soggetto” su altri.
Accompagnare vuol dire mettere in comune competenze, professionalità, ma anche risorse che si intrecciano con altri bisogni.
Non elemosina ma solidarietà reciproca.
Non si tratta di costituire un’ agenzia di servizi perché ce ne sono già molte e forse anche utili da conoscere e utilizzare. Dunque non segnalazioni generiche, per sentito dire, ma intreccio di percorsi responsabili, con la consapevolezza dei nostri limiti ma anche per favorire e potenziare risorse e opportunità che ciascuno decide di mettere a disposizione.
 
Coordinamento rifiuti zero
 
Il C.E.P. continuerà a mantenere viva la segreteria Rifiuti Zero ed il coordinamento delle associazioni che si impegnano su questo tema, promuovendo iniziative in collaborazione con l’associazionismo di base e con la commissione ambiente del Q:4
 
Archivio storico e sito
 
aggiornamento (Enzo Paola Tina Urbano)
 

Rapporto CEP - Fondo Essere 
aggiornamento (Carlo e Maurizio)

sabato 3 aprile 2010

Don Gallo


Ha lavorato, Don Gallo, alla luce fioca delle tenebre, per portare in superficie i dimenticati. I suoi amici sono diseredati, no global, clochard, detenuti. Lui dice che riconosce le loro lettere dai caratteri e dalla carta. Gli scrivono e il prete “comunista” ricambia, portando in libreria (in testa alla classica, per quanto valga) “Così in terra, come in Cielo”(Mondadori,135pag.,17euro), istantanea di più di mezzo secolo fuori dalle regole.
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Don Gallo


Ha lavorato, Don Gallo, alla luce fioca delle tenebre, per portare in superficie i dimenticati. I suoi amici sono diseredati, no global, clochard, detenuti. Lui dice che riconosce le loro lettere dai caratteri e dalla carta. Gli scrivono e il prete “comunista” ricambia, portando in libreria (in testa alla classica, per quanto valga) “Così in terra, come in Cielo”(Mondadori,135pag.,17euro), istantanea di più di mezzo secolo fuori dalle regole.
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giovedì 25 marzo 2010

A Enrico Rossi

A Enrico Rossi, candidato a Presidente della Regione Toscana


    le inviamo alcune considerazioni che sono scaturite dalla socializzazione comunitaria nell'incontro svolto dalla Comunità domenica scorsa 14 marzo dedicato al tema dell'accoglienza: per una primavera antirazzista, per non aver paura, per aprirsi agli altri, per fondare la convivenza sui diritti.

    Abbiamo esaminato fra l'altro la situazione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). Sulla base di esperienze concrete, di una vastissima documentazione (testimonianze, filmati, reportages giornalistici, documenti di giuristi etc.), della denuncia di varie associazioni, come Amnesty International e Medici senza frontiere, e dell'ampia relazione redatta da una Commissione istituita dal Governo Prodi durante la sua seconda breve esperienza, la Commissione De Mistura, composta da funzionari statali, tecnici, esperti, esponenti del volontariato e dell'associazionismo, risulta che i CIE rientrano appieno - anzi ne sono un cardine - nelle politiche di esclusione, di respingimento, di chiusura degli attuali governanti, politiche che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo nel Paese di un razzismo sempre più diffuso e radicato; costituiscono secondo molti giuristi un'aberrazione giuridica al di fuori della Costituzione; sono oggettivamente incompatibili con l'ispirazione di fondo della legge regionale sull'immigrazione (quella legge, avversata dal Governo, che riconosce alcuni elementari diritti anche ai migranti irregolari).

    Di fronte a questa realtà ci risultano poco comprensibili alcune sue affermazioni in campagna elettorale, riguardanti i CIE.

A nostro parere, è giunto all'opinione pubblica il messaggio che il candidato Rossi, in discontinuità con la presente Amministrazione regionale, ha espresso una apertura verso la possibilità di una collaborazione della Regione, se il Governo decidesse di realizzare un CIE anche in Toscana, sebbene a patto che vi venissero rispettati i diritti umani e ne venissero rafforzate le dimensioni di accoglienza ed integrazione nel contesto sociale.

Ci riesce difficile comprendere come un carcere per immigrati irregolari, finalizzato alla loro espulsione, basato su normative nazionali, possa trasformarsi, se calato sul territorio toscano, in un centro che sostiene i migranti perché si regolarizzino e si integrino nel tessuto sociale. E infatti l'accordo di programma della coalizione che sostiene la sua candidatura "esprime un giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei centri di identificazione ed espulsione in quanto si sono dimostrati inefficaci e non rispettosi dei diritti umani".

Riteniamo che se la Toscana - istituzioni e società civile attiva uniti come nel passato - continuerà a dire un chiaro "no" ai CIE darà un segnale importante per l'intero Paese, un segnale che può fare da punto di riferimento per quanti sul territorio cercano di contrastare, con esperienze volte a tutelare i diritti ed a sviluppare la convivenza, i provvedimenti governativi ed il clima d'intolleranza che ne deriva. Avendo coscienza che il razzismo e la xenofobia stanno minando alle radici il nostro assetto democratico (costituzionalmente democratico).

Perciò speriamo in un suo impegno, da Presidente, che tenga conto, in primo luogo, del giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei CIE - contenuto nel programma di "Toscana democratica" - e che sia rivolto ad applicare, con energia e coerenza, la buona legge che, a proposito d'immigrazione, la Regione Toscana si è data.


Con i saluti più cordiali e con senso di stima


la Comunità dell'Isolotto