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sabato 26 febbraio 2011

Costituzione e Precariato - Vangelo e Precariato


Costituzione e Precariato - Vangelo e Precariato. 



Questo il tema della Assemblea domenicale della Comunità dell'Isolotto, via Aceri 1 Firenze, domenica 27 febbraio 2011 ore 10.30: parleremo della realtà dei lavoratori precari alla luce della articoli della Costituzione Italiana anche  vedendo uno stralcio del documentario di Giacomo Faenza "Caro Parlamento",  e  parleremo con Chiara Mellini e Marta Garro di Corrente Alternata delle possibili strade da percorrere per reagire alla situazione attuale. Il Vangelo di Marco può essere oggi integrato con le parole "ero precario e mi avete sostenuto, incoraggiato, e avete partecipato alle mie lotte e rivendicazioni” o al contrario “ero precario e mi avete deriso, sfruttato, negato ogni dignità e futuro”.


venerdì 11 febbraio 2011

ILLEGALITÀ E BIOPOLITICA

 





ILLEGALITÀ E BIOPOLITICA NEL NOME DI ELUANA- DI STEFANO RODOTÀ

da: il Manifesto di giovedì 10 febbraio 2011 – Intervista di Eleonora Martini

Stefano Rodotà è stato fin dalle prime ore uno dei più lucidi testimoni della dolorosa vicenda di Eluana Englaro, e di come il governo Berlusconi due anni fa, all'epilogo della terribile storia; si «infognò sempre più nell'illegalità» — per usare le sue stesse parole — cercando di non rispettare nessuna delle sentenze emesse dalla Corte costituzionale, dalla Cassazione, dal Tar. E da quel corpo di donna, manipolato a piacimento del raìs, perfetto esempio della deriva bio-politica del centrodestra, ripercorriamo con lui il filo nero che ci porta fino ai giorni nostri.

Professor Rodotà, cosa pensa di questa prima "Giornata degli stati vegetativi" celebrata ieri, inventata dal governo per tornare a flagellare la memoria della povera Eluana?

È’ l'ennesima prova del pessimo gusto e della pessima cultura di questa maggioranza e della mancanza di rispetto delle persone. Basti ricordare quando il Presidente del consiglio arrivò a dire che Eluana poteva avere dei figlio quando nel primo anniversario della morte mandò una lettera all'istituto di suore dove la donna era stata ricoverata per anni dicendosi dispiaciuto per non aver potuto salvare la vita di Eluana. Qui c'è un'espressione proprietaria della vita delle persone: non è il re taumaturgo che si è visto negare il diritto di imporre le mani, ma l'autocrate che vuole avere il potere sulla vita. Questa è la vicenda. E questo è lo stile e la politica che ancora ci vengono riproposti: con una "Giornata" indetta quasi contro coloro che hanno voluto percorrere fino in fondo una strada di legalità per ottenere il rispetto massimo della dignità e della volontà di Eluana. E con un ddl sul testamento biologico che va su una via esattamente opposta, di totale mancanza di rispetto delle persone.

Non le sembra che la storia di Eluana sia emblematica almeno per due motivi: lo sdoganamento Istituzionale dell'illegalità diffusa e la biopolitica del centrodestra?

Certo, Beppino Englaro dovrebbe essere preso ad esempio di cittadino modello: si rifiutò di pubblicare una foto recente della figlia, cosa che avrebbe convinto l'opinione pubblica, e non ha mai voluto seguire i consigli dei tanti che, anche dalle colonne dei maggiori quotidiani, gli suggerivano di evitare la prova di forza e risolvere invece il problema come fanno tutti: senza clamore, di nascosto. E invece proprio di fronte allo scempio quotidiano di legalità lui ha voluto correre tutti i rischi della legalità, presentando anche ricorsi che potevano trasformarsi in un boomerang. Ha detto semplicemente: ci sono i giudici. Beppino Englaro non voleva a tutti i costi avere ragione, ma consacrare Il diritto. Dall'altra parte Invece c'era un governo che avrebbe fatto qualunque cosa pur di vincere.

È esattamente così. Governo e maggioranza si sono sempre più infognati nell'illegalità Faccio tre esempi quando sollevarono davanti alla Corte costituzionale il conflitto tra poteri dello Stato sostenendo che la Cassazione aveva invaso il potere del legislatore, e naturalmente ricevendo una fortissima bacchettata. E poi quando si cercò di forzare la mano con un decreto legge che non venne firmato da Napolitano, o quando Sacconi tentò di intimidire le cliniche con una direttiva. Per quanto riguarda la deriva biopolitica -che per fare un esempio sta nella lettera citata prima o nel ddl attualmente all'analisi della Camera- diciamo la verità, è però a un livello infimo.

In breve, cosa pensa del testo di legge sulle "Dichiarazioni anticipate di trattamento" nella versione in cui approderà In Aula alla Camera li 21 febbraio?

Lo definirei con cinque aggettivi: è un ddl ideologico, autoritario, menzognero, sgrammaticato e soprattutto incostituzionale. A questo punto si apre di nuovo un fronte di illegalità perché si entra di nuovo in rotta di collisione con sentenze recenti della Corte costituzionale, e si manifesta appunto la pura volontà di un governo che vuole espropriare i cittadini dal diritto di decidere liberamente della loro vita.

Entriamo nel merito.

La legge è ideologica perché nell'articolo t si dice che la vita è indisponibile, cosa che dal punto di vista giuridico è del tutto falsa, come dimostrano un'infinità di casi: da quello dei Testimoni di Geova a chi rifiuta le cure e si lascia morire. La vita dunque è disponibile e, partendo da questa falsa premessa, si vuole impone un puro punto di vista: la legge è perciò autoritaria. Poi è menzognera perché sbugiarda perfino il titolo: malgrado un delirio burocratico, queste "direttive anticipate" non valgono nulla. E scaricando le responsabilità sul medico, anziché evitare aprirà molti contenziosi giuridici. Avremo non uno, ma 100, 1000 casi Englaro. È sgrammaticata perché si contraddice in più punti, come quando dice che le direttive possono essere revocate in ogni momento e poi afferma che bisogna farlo in forma scritta e davanti a un medico generalista (che non si sa cosa sia). Ciò vuoi dire che se in televisione dichiaro di aver cambiato idea rispetto a quanto scritto nel testamento biologico, e subito dopo ho un incidente che mi riduce in stato vegetativo, quella mia dichiarazione davanti a milioni di persone non vale. Infine, è anticostituzionale perché, tra i tanti motivi, limita la libertà di cura e il diritto fondamentale all'autodeterminazione. Ed è perciò destinata a subire numerose sentenze di bocciatura da parte della Corte costituzionale.

Succederà come con la legge 40 sulla fecondazione artificiale, per la quale si evocava il rischio di eugenetica come ora si evoca l'eutanasia: sarà inapplicabile, verrà smontata pezzo per pezzo dalle sentenze, e farà vittime proprio nelle famiglie. Non crede?

Il parallelo è assolutamente azzeccato, e mostra appunto l'ideologia che c'è dietro questa maggioranza. E non parliamo solo di proibizionismo, ma del governo autoritario dei corpi delle persone. C'è una linea costante che accompagna la biopolitica in tutto l'arco dell'esistenza: non solo sul nascere e sul morire, ma anche sul vivere. Infatti si è riaperta in questi giorni, anche all'interno del Pd, la questione delle unioni di fatto. Anche in questo caso si cerca di impedire il libero governo della vita. E anche qui c'è una sentenza della Corte costituzionale che l'anno scorso ha riconosciuto il «diritto fondamentale» delle persone anche dello stesso sesso a scegliere le forme di convivenza, e ha intimato al legislatore di dare attuazione a questo diritto. Al momento, quindi, di nuovo, il rifiuto di dare seguito a una sentenza costituzionale mostra che il potere politico vuole mantenere il controllo sul. la vita delle persone, disconoscendo i loro diritti fondamentali.

Da Eluana al giorni nostri: non vede un filo che unisce quel corpo esanime di donna che nella realtà manipolata da Berlusconi »aveva le mestruazioni e poteva ancora procreare», con l'uso strumentale delle donne restituito dalle ultime cronache?

C'è una linea, è vero, non è una forzatura. Il fatto è che Berlusconi non è proprio capace di concepire le donne e il loro corpo se non come un oggetto di possesso. Sul corpo di Eluana c'era un'idea di possesso totale. «È tutto mio», diceva Benigni nella trasmissione di Saviano e Fato. È così: lui non è capace di concepire gli altri, e specificamente le donne e il loro corpo, come qualcosa che possa essere sottratto al suo dominio personale.

La "Giornata degli stati vegetativi", il testamento biologico, le imposte municipali cancellate per gli immobili della Chiesa: cosa cerca di ottenere Berlusconi?

In questo momento di forte difficoltà la maggioranza cerca di apparire di nuovo come la parte politica di riferimento per il Vaticano. Ma è un gioco strumentale così evidente che è stato svelato e contrastato anche da Famiglia Cristiano. E perfino Casini ha detto no, non si possono coinvolgere questioni così importanti nella miserabile faccenda della sopravvivenza del governo.

 

Commento. In verità, nell’incontro tenuto il 9 febbraio a Roma, presso l’Aula Magna della Facoltà Valdese, ove è stato uno dei relatori sul tema “Chi decide sul fine-vita?”, ai  cinque aggettivi con i quali ha definito il ddl Calabrò nella suddetta intervista (ideologico, autoritario, menzognero, sgrammaticato e soprattutto incostituzionale) Stefano Rodotà ne aveva aggiunti altri due: truffaldino e contraddittorio, anch’essi adeguatamente motivati.

Gli altri relatori al convegno, coordinato da Paolo Flores d’Arcais, sono stati dom Giovanni Franzoni (altro socio onorario di LiberaUscita), il sen. Ignazio Marino, lo scienziato Giorgio Parisi ed il teologo valdese Daniele Garrone, il quale ha annunciato che tutti i mercoledì, dal 26 gennaio al 30 marzo, dalle ore 18:00 alle 19:30, presso i locali della Chiesa evangelica valdese di via Marianna Dionigi 59 (Piazza Cavour) sarà possibile avere informazioni e sottoscrivere il proprio testamento biologico. Il modello proposto dalla Chiesa valdese può essere scaricato da: www.chiesavaldese.org/romapiazzacavour/

Giampietro Sestini






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giovedì 10 febbraio 2011

IL POTERE E IL CORPO DELLE DONNE


IL POTERE E IL CORPO DELLE DONNE


Questo è il tema che domenica 13  febbraio alle ore 10,30, alle "Baracche" dell'Isolotto, via Aceri 1 Firenze, un gruppo di donne tenterà di approfondire.


L’obiettivo sarà socializzare conoscenze, esperienze, riflessioni di donne e uomini per elaborare nuove consapevolezze e cercare insieme di valorizzare un’etica fondata su relazioni libere e paritarie.


Ci troveremo poi tutti insieme, alle 14,40 in piazza dei Giudici per la manifestazione.


 


                                                        La Comunità dell'Isolotto

giovedì 3 febbraio 2011

Incontro con Alessio Gramolati



E’ nostalgica riesumazione di un passato sepolto o apertura a un futuro possibile vedere nel riemergere della classe operaia, unita ai nuovi movimenti, il soggetto dell’emancipazione capace di tenere insieme "strategia dei diritti ed etica della responsabilità"?



Su questo tema si svolgerà l’incontro con Alessio Gramolati, segretario toscano CGIL, alle "Baracche" dell’Isolotto in via degli Aceri 1 Firenze, domenica 6 febbraio ore 10,30.



                                                    La Comunità dell'Isolotto



Sembrava che la mitica classe operaia, la "classe generale", fosse svanita nel nulla, ridotta ad arrampicarsi sulla cima delle ciminiere o delle gru per far valere qualche brandello di diritto. Chi avrebbe pensato, oltre agli addetti, che esisteva ancora l’altrettanto mitica catena di montaggio immortalata da Charlie Chaplin in Tempi moderni? La vicenda Fiat, il coraggio di decine di migliaia di operai di dire No a Marchionne, salvato ancora una volta dai colletti bianchi, lo sciopero del 28 gennaio e le piazze d’Italia gremite di operai, hanno ridato speranza a un’Italia in ginocchio, immersa in un fetido pantano, priva di ogni barlume di speranza.



Dal Big Bang alla vita sulla Terra

 

Comunità dell’Isolotto – Firenze, domenica 30 gennaio 2011

 

I marziani siamo noi? Dal Big Bang alla vita sulla Terra

 

(riflessioni di Maria, Giulia, Elena, Gian Paolo, Roberto, Sergio)

 

 

Letture bibliche: Apocalisse 21, 1-8; Matteo 12, 25-28; Luca 17, 20-21.







L'umanità si è sempre confrontata con queste domande: quale è l’origine dell’Universo? quale è l’origine della vita sulla terra?  la vita sulla terra finirà?  finirà l’Universo?

Anche la Bibbia ha cercato di dare alcune risposte, nel libro della Genesi e nell’Apocalisse.

Se ci basiamo sull’ormai famosa profezia Maja siamo molto vicini alla fine: 21 dicembre 2012, alle ore 12, ma per fortuna l’ora X non è così vicina; del resto i Maja, proprio loro che non seppero predire neanche la loro stessa fine avvenuta nel 1600 per opera dei conquistadores spagnoli, non avrebbero mai potuto calcolare la fine del Mondo. Gli scienziati di maggior rilievo pongono l’ora X della fine della Terra tra 5 miliardi di anni, anche se non escludono gravi rischi nel frattempo.

Guardando il cielo stellato in una limpida notte di estate, con sentimenti che vanno dallo stupore alla curiosità profonda mista talvolta ad un’angoscia indefinibile, può capitare di fantasticare sulla nostra solitudine nel cosmo e sull’esistenza di altri esseri intelligenti, in qualche angolo dell'Universo. Ben prima dei moderni scrittori di fantascienza, già Giordano Bruno e Giacomo Leopardi hanno cercato di rispondere immaginando mondi al di fuori del nostro. Giordano Bruno finì sul rogo come eretico per avere sostenuto nel 1584 che “esistono innumerevoli soli e innumerevoli terre girano attorno…. Questi mondi sono abitati da esseri viventi”, anche se questa non fu la sola eresia che gli fu attribuita.

 

Dalla fine del 1700 sono iniziate le ricerche di pianeti intorno ad altre stelle, ma le osservazioni erano troppo difficili per gli strumenti di cui si disponeva. Da qualche decennio siamo passati dall'immaginazione all'azione: dapprima ascoltando i segnali cosmici mediante potenti antenne e osservando il cielo con potenti telescopi. Ogni anno cadono sulla Terra circa 40000 tonnellate di materiale extraterrestre di varie dimensioni. Dall’analisi dei meteoriti che arrivano sulla Terra (astronomia di contatto) si sono trovati minerali di varia natura e sostanze organiche. Quello che può stupire è lo scambio di materiale roccioso fra i vari pianeti: per esempio, da Marte giungono sulla terra circa una mezza tonnellata di rocce grandi e piccole; in quantità molto inferiori anche su Marte giungono rocce che provengono dalla Terra, dalla quale si sono staccate a seguito delle collisioni cosmiche dei primordi della Terra.

 

Ma non ci siamo limitati ad un contatto “passivo” con i corpi celesti. A partire dal 14 Settembre 1959, quando la sonda sovietica Luna 2 toccò la superficie lunare, si sono susseguiti sbarchi su pianeti e asteroidi del sistema solare che ci hanno fornito informazioni dirette con fotografie, con analisi sulle composizioni chimiche delle loro atmosfere, del tipo di rocce di cui sono composte, sia con analisi in loco sia riportando a Terra le rocce (in totale 380 Kg solo di rocce lunari). Purtroppo, in mezzo secolo di esplorazioni spaziali abbiamo inquinato lo spazio lasciando sui sette corpi celesti esplorati ben 213 tonnellate di materiale terrestre (meccanico, elettronico, ecc.). Di tutti i pianeti del sistema solare, e dei loro satelliti, abbiamo una ricca documentazione fotografica ravvicinata; manca solo Plutone, le cui immagini arriveranno da una sonda che lo raggiungerà nel 2015. Nel 2006, dopo una missione interplanetaria (NASA Stardust) durata 7 anni, abbiamo potuto analizzare a terra la polvere catturata nella chioma di una cometa. Nel 2009 è stato annunciato il risultato più importante delle analisi effettuate su questa polvere: si è trovata la glicina, il più semplice dei venti aminoacidi usati dagli  organismi viventi sulla Terra.

 

Non abbiamo ancora trovato una prova convincente della vita al di fuori della Terra, anche se abbiamo trovato certi importanti “mattoni” della vita, nel Sistema Solare e anche molto oltre. Però, come dai mattoni si arrivi alla vita vera e propria è ancora da capire. La scienza ancora non è  riuscita a dare risposte a due fondamentali domande: cos’è la vita e come è cominciata. La vita è nata per caso o secondo un ordine prestabilito?  Una delle ipotesi più condivise è che le molecole più complesse, e forse la vita, arrivino dalle comete provenienti anche da zone lontane dell’Universo, che però non dà risposte a queste domande.Si comprende quindi l’affermazione di Margherita Hack: siamo figli delle stelle.

 L'impressione (e la speranza) è che presto non solo avremo una risposta alla domanda se siamo soli nell'Universo, ma conosceremo anche la storia dell’origine della vita sulla Terra.

Nel 1995 due astronomi svizzeri scoprirono il primo satellite extraterreste (esopianeta) che ruota intorno al proprio Sole, nella costellazione di Pegaso, in quattro giorni.

 

«In meno di dieci anni troveremo un'altra Terra». Ne è certo Giovanni Bignami, astrofisico italiano, autore del libro: “I marziani siamo noi -  Un filo rosso dal Big Bang alla vita”. Edizione Zanichelli (2010). Il titolo del libro è volutamente provocatorio. Per l’argomento che trattiamo ci riferiamo molto a questo libro.

Giovanni Fabrizio Bignami, Accademico dei Lincei e membro dell'Accademia di Francia, è tra gli scienziati più autorevoli nel settore della ricerca astrofisica e spaziale. Ha identificato Geminga, nuova stella di neutroni, e ha diretto progetti internazionali e istituti di ricerca in Italia e all'estero, tra cui l'Agenzia Spaziale Italiana. Attualmente è presidente del Comitato Mondiale della Ricerca Spaziale (Cospar). Bignami è molto attivo nella divulgazione con libri, articoli, conferenze e programmi televisivi.  Bignami, a partire dall'8 dicembre 2010, sul canale 402 di Sky (cioè National Geographic Channel) ha realizzato una nuova serie (5 puntate) intitolata "I Marziani siamo noi". Insieme a lui, in scena, un sasso marziano di due chili, il più grosso pezzo di Marte sulla Terra.

Se a prima vista le parole di Bignami potrebbero scatenare paure o facili entusiasmi, le speranze di trovare un E.T. a qualche galassia di distanza restano però molto remote. Precisa subito lo scienziato: «Non aspettiamoci uomini verdi, alieni o astronavi. Al più, troveremo dei batteri. Al momento conosciamo già circa 500 pianeti con caratteristiche simili alla Terra: in poco tempo, analizzando lo spettro della loro atmosfera, riusciremo a scovare la clorofilla». Dunque alberi, piante, e vita vegetale? «Di sicuro batteri - frena lo scienziato - non certo la presenza di forme di vita intelligenti». Che, oltretutto, durano molto poco: gli umanoidi intelligenti, se così possiamo definirci, vivono sulla Terra da appena un decimillesimo della sua storia. Se pensiamo che da appena 40 anni siamo in grado di costruire radiotelescopi per metterci in contatto con altre possibili forme di vita, il periodo di tempo nel quale possono coincidere la vita sulla terra con la vita su un altro pianeta diventa brevissimo, magari alternandosi la vita su pianeti diversi.

 

Il libro inizia con la cronaca di una partita di calcio tra l'umanità e l'universo.

Un match a colpi di rivoluzioni scientifiche. Aristotele e Platone avevano posto la terra al centro del sistema solare: il Sole e tutti i pianeti giravano intorno alla Terra. Nel 1543 Niccolò Copernico, per primo, mette il Sole al centro e gli fa girare intorno la Terra e gli altri pianeti. Galileo Galilei, con il suo cannocchiale, nel 1623 osserva e disegna (nel Saggiatore) le fasi di Venere dando evidenza sperimentale alla teoria di Copernico. Charles Darwin, nel 1859 con la sua teoria dell’evoluzione, dimostra che l’uomo non è più al centro fisico dell’Universo e ora sappiamo di essere soltanto un “caso particolare di scimmia”.
Nel 1929 Edwin PowellHubble formulò la legge empirica relativa allo spostamento verso il rosso della luce emessa da partedelle galassie (rispetto alla luce emessa dal Sole), oggi nota come legge di Hubble, che portò al concetto di universo in espansione.  Questa scoperta successivamente ha portato alla formulazione della teoria del Big Bang da parte di George Gamow. A partire dal 1946 Fred Hoyle (quando pubblicò un articolo su La Sintesidegli elementi a partire dall'Idrogeno) lavorò allo studio della formazione degli elementi chimici attraverso reazioni nucleari nei nuclei delle stelle. Negli anni successivi si è scoperto che il 96% dell’Universo è costituito da materia o energia che chiamiamo “oscure” perché non hanno niente a che fare con la materia ordinaria. Nel 1995 è stato osservato il primo pianeta extrasolare. Oggi (2011) ne conosciamo circa 500 e tra pochi anni ne conosceremo migliaia. Si sta cercando di scoprire se ce ne sono di simili alla Terra.

Nella partita di calcio che l’umanità gioca contro l'Universo perde cinque a zero.

 

Per 4000 anni l’Uomo ha fatto astronomia credendosi al centro dell’Universo. Da 400 anni

 Galileo ha iniziato l’astronomia col telescopio, confermando Copernico: è la Terra che gira intorno al Sole. (Universo:1 – Uomo:0).

Due secoli dopo, Darwin dimostra che siamo scimmie. (Universo:2 – Uomo:0).

Da 40 anni facciamo astronomia dallo spazio e sappiamo che gli elementi chimici sono tutti costruiti dalle stelle. (Universo:3 – Uomo:0)

 Oggi sappiamo che la materia di cui siamo fatti è solo un pizzico (4 %) della materia universale. (Universo:4 – Uomo:0).

Con i telescopi moderni scopriamo centinaia di pianeti extrasolari: aveva ragione Giordano Bruno, non siamo né unici né speciali. (Universo:5 – Uomo:0).

 

OVVERO: sia la Terra che l’Uomo non sono più al centro dell’Universo.

 

 

L’Universo ha i suoi 13,7 miliardi di anni: si parte dal Big Bang, la grande esplosione, e si arriva alla comparsa dell’uomo. Sebbene la specie umana, secondo i parametri evoluzionistici, sia ancora piuttosto giovane (ha “solo” 150-200 mila anni), in questo arco di tempo la sua evoluzione culturale e tecnologica è stata rapidissima con una forte accelerazione delle scoperte scientifiche nell’ultimo secolo.

Cosa sia successo proprio all’inizio dell’Universo non lo sa (ancora) nessuno. Ma subito dopo un tempo brevissimo, inimmaginabile, l’Universo appena nato era confinato in uno spazio piccolissimo con altissime temperature. Quando le sue dimensioni crescono un po’ compare la luce, la materia e l’antimateria (quando la materia incontra l’antimateria si “annichila”, ovvero spariscono entrambe trasformandosi in luce). Ma la quantità di materia è di poco superiore all’antimateria così che non tutta si annichila e dà origine all’Universo (questa asimmetria non è ancora spiegata). Dopo un secondo dal Big Bang la materia è costituita da protoni, elettroni e neutroni, la temperatura è scesa a un miliardo di gradi ed occupa lo spazio di una sfera con un diametro pari a un quarto della distanza Terra-Luna. Da qui inizia la fusione termonucleare cosmologica, ovvero la costruzione dei nuclei dei primi elementi più complessi, come l’elio e il litio costituiti da un numero maggiore di protoni e neutroni, le dimensioni dell’Universo crescono e sono pari alla distanza Terra-Sole e la temperatura è di quasi un milione di gradi. Tutta questa costruzione avviene nei primi tre minuti di vita dell’Universo.

Per i successivi 380000 anni l’Universo continua ad espandersi ma la luce non esce perché viene bloccata dagli elettroni. L’Universo si espande ancora e la sua temperatura media scende a 3000 gradi. Gli elettroni vengono catturati dai protoni e cominciano a giravi intorno, così si formano i primi atomi neutri, stabili: gli atomi di idrogeno, che è l’elemento chimico più semplice costituito da un protone e un elettrone e quindi gli atomi di elio (Fig. 1). Oggi, dopo 13,7 miliardi di anni, la temperatura media dell’Universo è di circa -270 °C, che è esattamente la temperatura prevista dalla teoria dell’espansione dell’Universo. La materia non è distribuita uniformemente nell’Universo e qua e là si formano centri di condensazione con un fenomeno opposto a quello del Big Bang, ovvero si formano le stelle con alta concentrazione di massa ed alte temperature per effetto del collasso gravitazionale: il materiale della nube interstellare cade su se stesso verso il proprio centro.

Riparte la fusione termonucleare questa voltalocalizzata nelle stelle, attraverso la quale in un tempo molto lungo si formano, a partire dall’idrogeno e l’elio, gli elementi più pesanti (nucleo sintesi), fra i quali l’ossigeno, il carbonio, l’azoto, fino al ferro, elementi fondamentali per la materia che costituisce il nostro corpo. Quando la stella ha finito tutta la materia che può sintetizzare collassa su se stessa, producendo gli elementi più pesanti del ferro, e quindi esplode – supernova – lanciando nello spazio tutti gli elementi che ha formato. L’onda d’urto dell’esplosione  può dare origine a concentrazioni di materia localizzate che, a sua volta, danno origine a nuove stelle. La nascita della nostra stella, il Sole, risale a 5 miliardi di anni fa, da una nuvola ricca di elementi pesanti (prodotti da altre stelle “esplose”); se ne prevede il collasso e l’esplosione fra 5 miliardi di anni. Nella Fig. 2 è riportato il ciclo del Sole. Le stelle si legano a quelle vicine per attrazione gravitazionale formando grandi agglomerati di almeno cento miliardi di stelle, le galassie, alcune con forme particolari a spirale che ruotano intorno al centro. La nostra galassia è la ViaLatteae ruota su se stessa. Tutte le galassie, come tutto nell’Universo, hanno dei movimenti di rotazione: se fossero ferme cadrebbero le une sulle altre. Come facciamo a sapere di cosa è fatta una stella?  Da un secolo e mezzo, dall’esame dei vari “colori” della luce emessa siamo in grado di trovare la “impronte digitali” degli elementi di cui è costituita, la cosiddetta spettroscopia astronomica (Fig. 3). Dalle caratteristiche della luce emessa da parte di una stella si determina il suo movimento: per l’effetto Doppler le righe spettrali della luce vengono spostate verso il rosso quando la stella sta allontanandosi oppure verso il blu quando la stella sta avvicinandosi (Fig. 4).

I telescopi lanciati nello spazio su satelliti artificiali ci hanno permesso di esaminare anche le emissioni non visibili da Terra perché non ce la fanno ad attraversare l’atmosfera terrestre. Si sono scoperti fino a oggi molti degli elementi chimici conosciuti e più di 120 molecole organiche, compresi gli aminoacidi, i “mattoni della vita”, che in alcune zone dello spazio hanno trovato le giuste condizioni di temperatura e densità per formarsi, come in un laboratorio chimico.

Come si è formata la Terra? Non esistono teorie valide che spieghino la formazione dei pianeti, anzi ci sono molti astronomi che sostengono l’impossibilità di trovarne una. Un’ipotesi: nella rotazione della nube a forma di disco, al centro della quale si è formato il Sole, i piccoli grani interstellari e gli elementi pesanti si sono aggregati in orbite di diametro diverso formando  il nostro sistema planetario (in un periodo “breve” di pochi milioni di anni). Mentre Mercurio, Venere, Terra e Marte sono solidi, gli altri pianeti sono gassosi. Il Sole è nato 5 miliardi di anni fa e la Terra è nata 4,67 miliardi di anni fa, dapprima caldissima e poi si è lentamente raffreddata. La Luna si è formata 150 milioni di anni dopo, quando un grosso oggetto come Marte ha sbattuto contro la Terra lanciando una massa in un orbita intorno alla Terra, appunto la Luna. Le prime masse continentali solide si sono formate 4,42 Miliardi di anni fa. La massa della Terra le ha permesso di attrarre il gas che ha formato la prima atmosfera con vapore d’acqua, anidride carbonica, azoto e idrogeno con una temperatura di 2000 °C. Pian piano la Terra si è raffreddata, l’acqua è diventata liquida, la quantità di anidride carbonica si è ridotta. E’ quindi cominciata la fase che ha prodotto reazioni chimiche fra le molecole organiche e i vari elementi chimici che aveva ereditato dai collassi stellari e che ancora cadevano sulla sua superficie. Mancava l’ossigeno che ha cominciato ad essere prodotto 4 miliardi di anni fa quando sono comparse le prime forme di vita.

 

 

Il Festival delle Scienze.

Dal 20 al 23 Gennaio 2011 a Roma, all’auditorium Parco della Musica, si è tenuta la sesta edizione del Festival delle Scienze (Direttore scientifico Vittorio Bo). Il tema del festival è stato  “La fine del mondo, istruzioni per l’uso”. Un grande momento culturale che ha messo in campo lezioni importanti, incontri, dibattiti, eventi per le scuole, mostre e spettacoli, filmati per esorcizzare queste funeree previsioni della fine del mondo.  Le previsioni scientifiche dicono che il sistema solare potrebbe finire tra circa cinque miliardi di annieforse già prima la nostra galassia avrà iniziato a scontrarsi con quella di Andromeda. Fra un miliardo di anni la Terra sarà completamente arida e priva di vita. Lo ha detto l'astronomo Robert Smith, dell'Università del Sussex. Il festival ha affrontato la teoria della trasformazione del Sole in una “gigante rossa”più grande, luminosa e più calda di oggi, capace di distruggere tutti i pianeti più interni, e poi arriverà ad una massa e temperatura media. Infine si spegnerà. Fra un miliardo di anni  la Terra sarà caldissima, arida e senza vita.I documentari ipotizzano scenari possibili determinati dall’esaurimento delle risorse petrolifere, dallo spegnimento del Sole, dalla crescita esponenziale della popolazione e dalla cessazione del movimento terrestre. Nel frattempo potrebbe esserci il rischio di una pandemia dovuta alla comparsa di un nuovo virus mutante, di conflitti generati da una possibile crescita a dismisura del prezzo del petrolio. E ancora: attacchi terroristici, guerre nucleari, improvvise glaciazioni, sovrappopolamento e crisi climatiche. Il vero pericolo per il momento siamo noi stessi con le crisi economiche, le guerre e primo tra tutti l’effetto serra, ovvero il surriscaldamento del globo causato dall’uomo. Basta pensare che tra circa 50 anni il clima della Libia potrebbe spostarsi al Nord e quindi l’Italia rischierebbe la desertificazione. Quindi ci si deve preoccupare, per il momento, della nostra attività sulla Terra  perché:

 IL VERO PERICOLO È L’UOMO!

Sono intervenuti circa 60 personalità importanti della ricerca scientifica, italiana ed internazionale. Nel corso del Festival, la fine del mondo non è stata valutata solo come evento od ipotesi, ma anche con il suo evento etico e psicologico. Gli incontri hanno spaziato dalla filosofia alla scienza: “Guida alla fine del mondo”; “Descrescita felice o depressione”; “Quando la felicità dipende o non dipende dal PIL”.Hanno partecipato, tra gli altri,  il fisico Brandon Carter, famoso per i suoi studi sui buchi neri, i filosofi John Leslie e Remo Bodei, nonché Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, la docente di Fisica di Harvard Lisa Randall (studiosa dei modelli più avanzati dell'universo, compreso quello che ipotizza l'esistenza di nuove dimensioni), il geofisico dell’University College di Londra Bill McGuire, il biologo e ambientalista Bill Streever, il fisico teorico del Cem Gian Francesco Giudice, l’astrofisico Giovanni Bignami, il demografo Massimo Livi Bacci,  fino agli scrittori Ian McEwan, Alan Weisman e l’attore Stefano Benni

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Intervista allo scrittore Ian  McEwan, autore del libroBlues della fine del mondo”,Einaudi - 2008.

 (Leonetta Bentivoglio, LA REPUBBLICA -Giovedì 20 Gennaio 2011).

 

“Per quanto riguarda la comprensione del mondo, stiamo indiscutibilmente meglio rispetto a cinquecento anni fa. Ma ciò che trovo interessante e suggestivo è il dilagare dei fanatici dell’apocalisse all’interno delle comunità religiose specialmente negli Stati Uniti, ed è stupefacente la quantità di fili che legano questo fenomeno ai movimenti millenaristi diffusi in Europa tra l’undicesimo e il sedicesimo secolo. È incredibile che tanta gente, in un paese così tecnologicamente avanzato, resti aggrappata alle profezie del Libro della Rivelazione, ultimo capitolo della Bibbia, privo di qualsiasi credibilità scientifica, proiettandosi in immagini che, nelle rappresentazioni contemporanee, hanno l’appeal puerile di un videogioco fantasy, con cataclismi, draghi, angeli che danno fiato alle trombe, cabale numeriche e quant’altro….. Viviamo in un mondo che cambia a una velocità pazzesca: nessuno, vent’anni fa, avrebbe potuto immaginare le rivoluzioni di Internet e del telefono cellulare. Per un verso siamo responsabili dei mutamenti e per l’altro non sappiamo dove ci portano. Mentre nel quattordicesimo secolo, pur nel variare degli eventi, l’uomo viveva in modo molto simile a quello dei propri nonni e bisnonni, la nostra dimensione temporale sembra correre sulle montagne russe, scandita da sconvolgenti accelerazioni repentine. Abbiamo un’enorme difficoltà a dire cosa sarà del nostro mondo fra trent’anni, e questo ci imprime una relazione angosciosa con il tempo. Perciò molti si rifugiano nelle profezie religiose. So che un giorno il nostro sole si espanderà – forse tra sei bilioni di anni - fino a diventare un gigante scarlatto….. La mia speranza è che il progetto umano riesca a lanciare un seme nello spazio e che trovi una nuova casa da qualche parte nell’universo, portando con sé alcune delle bellissime creazioni della nostra civiltà: le idee di Einstein, la musica di Bach, la letteratura di Dante e Shakespeare”.

 

Galileo si confronta con Fulgenzio, un frate che vuole abbandonare il ramo della fisica, per timore di scontrarsi con la religione cristiana e per non togliere ai credenti la speranza dell’esistenza di Dio. Cerca di fargli capire che il suo compito è quello di mostrare agli altri la verità ma il frate non sembra voler lasciare le sue idee.(Scena VIII della “Vita di Galileo” di   Bertolt Brecht) V. sotto 

 Sempre caro mi fu quest'ermo colle,

e questa siepe, che da tanta parte

dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

spazi di là da quella, e sovrumani

silenzi, e profondissima quïete

io nel pensier mi fingo, ove per poco

il cor non si spaura. E come il vento

odo stormir tra queste piante, io quello

infinito silenzio a questa voce

vo comparando: e mi sovvien l'eterno,

e le morte stagioni, e la presente

e viva, e il suon di lei. Così tra questa

immensità s'annega il pensier mio:

e il naufragar m'è dolce in questo mare.



(Giacomo Leopardi – Infinito)







 

 

 

Uomini, nella truce ora dei lupi,

pensate all'ombra del destino ignoto che ne circonda, e a' silenzi cupi



che regnano oltre il breve suon del moto

vostro e il fragore della vostra guerra,

ronzio d'un'ape dentro il bugno vuoto.



Uomini, pace! Nella prona terra

troppo è il mistero; e solo chi procaccia

d'aver fratelli in suo timor, non erra.



Pace, fratelli! e fate che le braccia

ch'ora o poi tenderete ai più vicini,

non sappiano la lotta e la minaccia.



E buoni veda voi dormir nei lini

placidi e bianchi, quando non intesa,

quando non vista, sopra voi si chini



la Morte con la sua lampada accesa.

 

(Giovanni Pascoli – I due fanciulli,

terza strofa



 

 



 

 Fig. 1 -  Atomo di Elio. Nel nucleo: due protoni (+)  e due neutroni. Nell’orbita due elettroni (-).

 

 



 

Fig. 2 - Il ciclo del Sole, dalla nascita alla fine (gigante rossa). La scala è in miliardi di anni.

 

 

 



 

Fig. 3 - Le quattro righespettrali di emissione dell'idrogeno nella zona del visibile

 

 

 



Fig. 4 – Effetto Doppler

 

La vita di Galileo - B.Brecht (scena VIII)




VIII.

Un colloquio.                                 



Galileo lesse il verdetto                              

e un monacello venne a trovarlo.                                  

Era figlio di poveri contadini,                                       

voleva sapere come acquistare il sapere,

voleva saperlo, voleva saperlo.



Palazzo dell'ambasciata fiorentina a Roma.



Galileo sta parlando con frate Fulgenzio.



GALILEO  Parlate pure: il vostro abito vi dà diritto di dire tutto quel che volete.

FULGENZIO    Ho studiato matematica, signor Galilei.

GALILEO Questo può tornarci utile, se vi induce ad ammettere che due e due possono anche fare quattro.

FULGENZIO   Signor Galilei, non ho chiuso occhio da tre notti per tentar di conciliare il decreto, che ho letto, con le lune di Giove, che ho viste. Stamattina ho deciso di dire la messa e poi di venirvi a trovare.

GALILEO    Per dirmi che le lune di Giove non esistono?

FULGENZIO    No. Sono riuscito a convincermi che il decre¬to è stato saggio. È servito a rivelarmi quanto possa essere rischiosa per l'umanità un'indagine libera da ogni freno: tanto, che ho preso la decisione di abbandonare l'astronomia. Ma ho pure sentito il bisogno di esporvi alcuni motivi che possono spingere anche un astronomo, quale ero io, a interrompere lo studio delle scienze esatte.

GALILEO    So benissimo quali sono questi motivi.

FULGENZIO   Capisco la vostra amarezza. Alludete a certi poteri straordinari di cui dispone la Chiesa.

GALILEO    Chiamateli pure strumenti di tortura.

FULGENZIO  Ma non si tratta solo di questo. Permettete che vi parli di me? Sono cresciuto in campagna, figlio di genitori contadini: gente semplice, che sa tutto della coltivazione dell'ulivo, ma del resto ben poco istruita. Quando osservo le fasi di Venere, ho sempre loro dinanzi agli occhi. Li vedo seduti, insieme a mia sorella, sulla pietra del focolare, mentre consumano il loro ma¬gro pasto. Sopra le loro teste stanno le travi del soffitto, annerite dal fumo dei secoli, e le loro mani spossate dal lavoro reggono un coltelluccio. Certo, non vivono bene; ma nella loro miseria esiste una sorta di ordine riposto, una serie di scadenze: il pavimento della casa da lavare, le stagioni che variano nell'uliveto, le decime da paga¬re... Le sventure piovono loro addosso con regolarità, quasi seguendo un ciclo. La schiena di mio padre non s'è incurvata tutta in una volta, ma un poco più ogni primavera, lavorando nell'uliveto: allo stesso modo che i parti, succedendosi a intervalli sempre uguali, sempre più facevano di mia madre una creatura senza sesso. Donde traggono la forza necessaria per la loro faticosa esistenza? per salire i sentieri petrosi con le gerle colme sul dorso, per far figli, per mangiare perfino? Dal senso di continuità, di necessità, che infonde in loro lo spetta¬colo degli alberi che rinverdiscono ogni anno, la vista del campicello e della chiesetta, la spiegazione del Van¬gelo che ascoltano la domenica. Si son sentiti dire e ri¬petere che l'occhio di Dio è su di loro, indagatore e qua¬si ansioso; che intorno a loro è stato costruito il grande teatro del mondo perché vi facciano buona prova reci¬tando ciascuno la grande o piccola parte che gli è asse¬gnata... Come la prenderebbero ora, se andassi a dirgli che vivono su un frammento di roccia che rotola ininter¬rottamente attraverso lo spazio vuoto e gira intorno a un astro, uno fra tanti, e neppure molto importante? Che scopo avrebbe tutta la loro pazienza, la loro soppor¬tazione di tanta infelicità? Quella Sacra Scrittura, che tutto spiega e di tutto mostra la necessità: il sudore, la pazienza, la fame, l'oppressione, a che potrebbe ancora servire se scoprissero che è piena di errori? No: vedo i loro sguardi velarsi di sgomento, e il coltelluccio cadere sulla pietra del focolare; vedo come si sentono traditi, ingannati. Dunque, dicono, non c'è nessun occhio sopra di noi? Siamo noi che dobbiamo provvedere a noi stes¬si, ignoranti, vecchi, logori come siamo? Non ci è stata assegnata altra parte che di vivere cosi, da miserabili abitanti di un minuscolo astro, privo di ogni autonomia e niente affatto al centro di tutte le cose? Dunque, la nostra miseria non ha alcun senso, la fame non è una prova di forza, è semplicemente non aver mangiato! E la fatica è piegar la schiena e trascinar pesi, non un me¬rito! Così direbbero; ed ecco perché nel decreto del San¬t'Uffizio ho scorto una nobile misericordia materna, una grande bontà d'animo.

GALILEO Bontà d'animo! Forse intendete dire che, dal momento che non c'è più niente, che tutto il vino è be¬vuto e che le loro labbra sono secche, non gli resta che baciare la tonaca! Ma perché non c'è più niente? Perché mai l'ordine che regna in questo paese è l'ordine che esi¬ste in un magazzino vuoto? Perché non v'è altra neces¬sità che quella di lavorare fino a crepare? In mezzo a vi¬gneti carichi di grappoli, ai campi folti di grano! Sono i vostri parenti contadini quelli che pagano le guerre scatenate dal vicario del pio Gesù in Spagna e in Ger¬mania! Perché Gesù ha posto la terra al centro dell'uni¬verso? Ma perché la cattedra di Pietro possa essere il centro della terra! È solo di questo che si tratta. Avete ragione voi: non si tratta dei pianeti, ma dei contadini dell'Agro Romano. E non venite a parlarmi dell'alone di bellezza che emana dalla vecchiaia! Sapete come si svi¬luppa la perla nell'ostrica? Un corpo estraneo insoppor¬tabile, per esempio un granello di sabbia, penetra den¬tro al guscio, e l'ostrica, per seppellire quel granello, secerne calce; e in questo processo rischia la morte. Allo¬ra, dico io, al diavolo la perla, purché l'ostrica resti sana! Le virtù non sono appannaggio unicamente della mise¬ria, caro mio. Se i vostri genitori vivessero prosperi e felici, potrebbero sviluppare le virtù della prosperità e della felicità. Oggi, invece, i campi esausti producono coteste virtù di esaurimento, ed io le rifiuto. Amico, le mie nuove pompe idrauliche potrebbero operare miraco¬li ben maggiori di tutto quel grottesco affaccendarsi ol¬tre l'umana capacità... Crescete e moltiplicatevi! perché le guerre spopolano i territori e i nostri campi sono sterili. Bisogna dunque proprio mentire alla tua gente?

FULGENZIO (con grande agitazione)  Dobbiamo tacere per il più nobile dei motivi: la pace spirituale dei diseredati!

GALILEO    Vuoi che ti mostri una pendola del Cellini? Me l'ha portata stamane il cocchiere del cardinale Bellarmino. Caro mio, come contentino per non turbare la pace spirituale dei tuoi genitori, le autorità mi offrono la mia porzione del vino che hanno vendemmiato dal sudore dei loro volti, i quali, come tu ben sai, sono fatti a im¬magine e somiglianza di Dio. Se mi adattassi a tacere, potrei anche ricavarne qualche utilità: vita facile, nien-te persecuzioni e via dicendo.

FULGENZIO    Signor Galilei, io sono un ecclesiastico.

GALILEO    Sei anche un fisico. E che le fasi di Venere esi¬stono, lo vedi. Guarda! (Indica oltre la finestra) Vedi là il piccolo Priapo, alla fonte vicino al lauro? Il dio degli orti, degli uccelli e dei ladri, l'osceno idolo contadino, vecchio di duemil'anni? Ha detto meno bugie di loro! Va bene, non ne parliamo, anch'io sono un figlio della Chiesa. Ma non avete mai letto l'ottava satira di Orazio? Proprio in questi giorni me la sto rileggendo, per ritrovare un po' d'equilibrio. (Afferra un libriccino) Sen¬tite come fa parlare una statuetta di Priapo che si trova¬va negli orti Esquilini. Comincia cosi:



Ero un ceppo di fico, un legno poco servibile

quando il mio falegname, incerto se fare di me

Priapo od uno sgabello, finì col scegliere il dio...



Credete che Orazio, se per esempio gli avessero imposto di non parlare di uno sgabello, ma di mettere nella poe¬sia un tavolo, lo avrebbe tollerato? Messere, il preten¬dere che, nel mio quadro dell'universo, Venere debba essere senza fasi, è recare offesa al mio senso estetico! Come possiamo scoprire le macchine che regolano il corso dei fiumi, se ci si fa divieto di studiare la più grande macchina che sta innanzi ai nostri occhi, quella del firmamento! E la somma degli angoli di un triangolo non può variare a seconda degli interessi della Curia. E non posso calcolare le traiettorie dei corpi volanti in maniera da spiegare anche i voli delle streghe sui manici di scopa!

FULGENZIO    Ma non credete che la verità - se verità è – si farà strada anche senza di noi?

GALILEO    No, no, no! La verità riesce ad imporsi solo nel¬la misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può essere che la vittoria di coloro che ragionano. Tu parli dei contadini dell'Agro come se fossero il mu¬schio che alligna sulle loro capanne! A chi mai può passare per la mente che ciò che a loro interessa, non vada d'accordo con la somma degli angoli di un triangolo? Certo che, se non si agitano, se non imparano a pensare, poco può aiutarli anche il più efficace sistema d'irriga¬zione. Per tutti i diavoli, vedo bene che sono ricchi di divina pazienza; ma la loro divina furia, dov'è?

FULGENZIO    Sono stanchi.

GALILEO  (gettandogli un fascio di manoscritti)  Sei o non sei un fisico, figlio mio? Qui sta scritto com'è che negli oceani avvengono le alte e le basse maree. Non lo puoi leggere, hai capito? To', e invece lo leggi? Sei un fisico, allora? (Frate Fulgenzio è sprofondato nella lettura). Il frutto dell'albero della conoscenza! Ecco, lo azzanna subito. Sarà dannato in eterno, ma non può far a meno di azzannarlo, sciagurato ghiottone! A volte penso che mi lascerei rinchiudere in una prigione dieci tese sotterra, dove non penetrasse un filo di luce, purché in cambio po¬tessi scoprire di che cosa la luce è fatta. E il peggio è che, tutto quello che scopro, devo gridarlo intorno: come un amante, come un ubriaco, come un traditore. È un vizio maledetto, mi trascinerà alla rovina. Quanto potrò resistere a parlare solo coi muri? Questo è il problema.

FULGENZIO   (indicando un passo del manoscritto)  C'è una frase che non capisco.

GALILEO    Te la spiegherò. Te la spiegherò.       





 


FEDE, AFFARI E POLITICA


LA LOBBY DI DIO: FEDE, AFFARI E POLITICA - DI GRAZIELLA STURARO (*)

Dopo l’enorme successo di “Vaticano S.p.A.” del giornalista Gianluigi Nuzzi sugli scandali finanziari e politici della Chiesa, sempre per l’edizione di Chiarelettere, recentemente è uscita in libreria un’altra interessante pubblicazione intitolata “La lobby di Dio” ossia la prima inchiesta su Comunione e Liberazione e La Compagnia delle Opere dell’autore Ferruccio Pinotti.

Una lucida analisi sul potere di questo movimento nell’economia e nella società italiana. Una potente lobby, per l’appunto, di politici, banchieri, imprenditori ma anche docenti e giornalisti, più potente dell’Opus Dei, più organizzata della massoneria e più “connessa” di Confindustria che sta vivendo la sua espansione in Italia e all’estero.

Per avere un’idea precisa di che cosa sia Comunione e Liberazione, sempre secondo Pinotti, è sufficiente recarsi nel mese di agosto al Meeting di Rimini in cui si incontrano migliaia di giovani fedeli ed entusiasti proprio come avviene in certi movimenti evangelici americani dove si può vivere un’atmosfera gioiosa e comunitaria tra canti, musiche e preghiere.

D’obbligo è la partecipazione dei grandi esponenti di questo mondo, titolari della sua offerta sociale, umana, politica, culturale, economica e finanziaria a tal punto che ci si chiede se prevalga il valore della fede o quello degli affari e della finanza.

Grandi leader ma anche molti indagati a livello giudiziario tanto che Eugenio Scalfari, alcuni anni fa, disse su Comunione e Liberazione in Lombardia : ”Un sistema di potere come quello di Comunione e Liberazione non esiste in alcun punto del paese, nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere. Negli ospedali, nell’assistenza, nell’università, tutto è diretto da quattro o cinque persone che hanno anche una specie di cenobio dove ogni tanto si ritirano, sotto voti di castità o qualcosa di simile”.

La sua è una lunga storia, legata alla realtà politica del nostro paese, a partire dalla battaglia promossa sul referendum per il divorzio del 1974 in cui il fronte cattolico si presentò già diviso in quanto le Acli erano favorevoli, altre formazioni ecclesiali non presero posizione mentre Comunione e Liberazione si dichiarò fermamente contraria mostrando come il “fare politica” non consisteva più nel confronto con l’esperienza cristiana ma nel consolidare ed espandere i propri interessi grazie al “trasversalismo politico” che permise alleanze sia a destra che a sinistra ed in particolare con la figura di Silvio Berlusconi il cui rapporto risale alla fine degli anni Settanta e alla nascita del settimanale “Il Sabato” da lui finanziato per iniziativa di un gruppo di giornalisti ciellini.

I rapporti continueranno anche dopo la scissione del Partito popolare italiano, quando Rocco Buttiglione fonderà i Cristiani democratici uniti alleandosi con il Polo e aprendo, in seguito, il dialogo con la Lega ma anche con il segretario del Pd Pierluigi Bersani per finire poi nell’uscita della componente laica dei seguaci di Gianfranco Fini.

Riguardo a questa superlobby, impressionanti sono i numeri riportati relativi  alla Compagnia delle Opere che, tra l’altro, svolge un ruolo determinante.

Secondo un’inchiesta effettuata nel 2009 da Filippo Astone su “Il Mondo”, le cifre sono le seguenti: 41 sedi in Italia, 17 all’estero, 34.000 imprese, 1000 associazioni “non-profit” per un fatturato di circa 70 miliardi di euro senza considerare le migliaia di società e di professionisti che rientrano in tale sfera di operato sia in forma diretta che indiretta.

Gli addetti sono solamente 300 ma si tratta di un network che sta crescendo a livello internazionale e si sta espandendo anche in America latina, nell’Europa dell’Est, in Spagna, in Portogallo, in Israele e nei territori palestinesi.

La Compagnia delle Opere nasce nel 1986 grazie al lavoro di don Giussani come applicazione del pensiero cattolico in rapporto alla società e all’economia, mantenendo le distanze tanto dal socialismo reale quanto dal liberismo, il cui manifesto verrà presentato da Roberto Formigoni al Meeting di Rimini del 1987 alla presenza di ospiti illustri come il Dalai Lama, Madre Teresa di Calcutta, Ronald Reagan, Silvio Berlusconi, Raul Gardini, Giulio Andreotti e molti altri.

Il caso eclatante rimane proprio quello della Lombardia.

Solo nella regione governata da Formigoni vi sono numerose società gestite da manager ciellini i cui affari ammontano a milioni di euro.

Infatti il loro potere si espande dal campo sanitario a quello assistenziale attraverso le case di riposo, gli hospice, le partecipazioni in strutture di vario genere, in particolare quelle geriatriche, le comunità per minori, i centri per malati di Aids, le onlus non-profit come il Banco alimentare o il Banco farmaceutico per finire gloriosamente con la presidenza e l’amministrazione della Fiera Internazionale di Milano.

E’ presente anche un’alleanza con i poteri della finanza e sono state stipulate convenzioni con numerose banche: da Unicredit Banca a Monte dei Paschi di Siena e Intesa Sanpaolo (per elencarne alcune) senza tralasciare le varie compagnie di assicurazione. Sicuramente il business più appetitoso è rappresentato dalla sanità.

Solo per la Lombardia viene descritto un giro di affari di oltre 16 miliardi di euro in cui si è ormai affermata una prerogativa a sostegno del settore privato rispetto a quello pubblico per cui la stessa Corte dei Conti ha manifestato più volte seri dubbi riguardo a tale equilibrio considerando insufficienti i controlli soprattutto dopo una serie di truffe nei confronti del servizio sanitario nazionale da cui sono emersi casi aberranti e deplorevoli di medici e personale paramedico senza scrupoli che lasciano pensare ad una “povera Italia” da Terzo Mondo.

E qui si giunge al nocciolo della questione.

La politica socio-sanitaria sostenuta da una realtà del genere, prodotto del cosiddetto “trinomio confessionalismo-politica-affari” come definito dallo stesso autore, in che modo va a gestire la sfera dei diritti individuali?

A tale proposito, la Cellula Coscioni di Milano ha raccolto una serie di testimonianze e di esperienze di alcune donne che si sono viste rifiutare la prescrizione della “pillola del giorno dopo” in diversi ospedali mentre risulta molto ridotto il numero delle strutture ospedaliere che hanno fatto richiesta per la fornitura della Ru486.

Ma non solo. Si è giunti addirittura al tentativo di interferire nella competenza legittima parlamentare in materia di interruzione di gravidanza con un “atto di indirizzo” emanato dalla Regione Lombardia in contrasto con la legge nazionale sul periodo limite previsto per l’aborto terapeutico.

Ancora più drammatica è la situazione dei numerosi medici obiettori.

In alcuni casi è presente un solo medico non obiettore che deve garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza quando non si tratta di un esterno all’ospedale pagato per effettuarla periodicamente mentre sono tantissime le strutture ospedaliere che si rifiutano di fornire tale assistenza.

Anche riguardo alla delicata questione dei feti, sulla quale non intendo fare commenti lasciando ad ognuno di pensare secondo propria coscienza, la Regione Lombardia ha preso una posizione molto rigida attraverso una decisione in contrasto con la legge nazionale la quale prevede che solo dopo le venti settimane possano essere inviati al cimitero mentre nel 2008, sempre Formigoni, dichiarava che la sua regione non avrebbe rispettato le linee guida della legge 40 sulla procreazione assistita.

Tali orientamenti hanno influenzato notevolmente anche il dibattito sulla questione di fine vita. Esemplare è il caso di Eluana Englaro sul quale non mi soffermo ma sicuramente, come l’autore ha precisato, se le altre regioni avessero seguito l’esempio lombardo le conseguenze sarebbero state ben diverse.

Un altro business di grande interesse per Comunione e Liberazione, su cui vale la pena di soffermarsi, è quello dell’istruzione ed in particolare il mondo dell’università e tutto ciò che ruota intorno a livello affaristico come l’esempio dato dalla realtà bolognese ed il mercato degli affitti nonché quello dell’assistenza universitaria dei collegi e le varie attività formative, l’egemonia alla Cattolica di Milano, la rappresentanza universitaria di Student Office a Verona grazie alla cooperativa Cusl che offre tutta una serie di vantaggi agli studenti e l’Help Point come appoggio alle nuove matricole che svolge un’attività di apostolato vero e proprio per concludere con l’Udu al Politecnico di Torino in cui si fa Scuola di comunità e contemporaneamente tramite una fondazione, si portano avanti affari molto vantaggiosi nell’ambito del mercato immobiliare.

Uscendo dalla sfera universitaria è noto come l’attività di Comunione e Liberazione sia presente anche nelle scuole private cattoliche riproponendo la diatriba fra Stato e Chiesa sui finanziamenti pubblici alle scuole paritarie ed “infiltrandosi” subdolamente anche negli istituti pubblici, come è risultato il caso di Cesena e la dibattuta questione dell’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica oltre che segnalare come in questi ultimi anni si è potuto assistere alla proliferazione di numerosi centri di formazione professionale ad impronta tutt’altro che laica.

Una parte del volume è dedicata alle inchieste giudiziarie tra le quali spicca quella della Procura di Catanzaro denominata “Why Not” contro un sistema che ha commesso reali truffe ai danni della Comunità europea in materia di appalti e gare coinvolgendo tutta una serie di politici locali e loschi affaristi. Un vero impero economico nel quale il ruolo della Compagnia delle Opere si è rivelato determinante ed il suo nome è comparso ben 30 volte nel relativo decreto di perquisizione.

Un altro caso divenuto giallo internazionale è lo scandalo “Oil for Food” che ha visto il coinvolgimento dello stesso Roberto Formigoni insieme ad altri imprenditori e professionisti i quali avrebbero pagato a funzionari iracheni oltre un milione di dollari per ottenere la fornitura di petrolio violando le norme del programma che consentivano all’Iraq di venderlo in cambio di aiuti umanitari e forniture varie per la popolazione.

Altra inchiesta degna di nota dai risvolti raccapriccianti è quella relativa alla Cooperativa La Cascina (un’azienda che si occupa di ristorazione collettiva annoverando quasi 6000 dipendenti) con tanto di cibi scaduti, danneggiati, contenenti anche sostanze velenose, somministrati in una serie di mense, senza avere come ente i requisiti per la partecipazione ad una gara di appalti per finire con arresti e reazioni varie da parte della popolazione coinvolta ma pur continuando la propria scalata economica grazie ad importanti appoggi politici.

Significativo è come all’interno di questo movimento sia nata una serie di esperienze di vita religiosa consacrata ed in particolare va ricordato il gruppo dei Memores Domini, i guerrieri di Dio, l’élite per eccellenza dal vago aspetto settario e totalitario che intende vivere secondo i precetti dettati dal Vangelo osservando un rigidissimo codice morale nonché sostenendo l’idea di portare avanti una “missione purificatrice” della società e la “santificazione del lavoro” donando ovviamente tutto il proprio guadagno all’organizzazione.

Emerge spontanea una domanda: “Dove vanno a finire questi lauti guadagni?”.

Ed ecco il contrasto tra l’obbligo di castità, di povertà e di obbedienza e la gestione delle società pubblico-private da parte di ciellini che mettono in movimento affari da milioni di euro, tra l’esigenza dichiarata di vita monastica e la competizione fra i vari movimenti laicali con l’appoggio della gerarchia ecclesiastica.

Qual è il futuro per Comunione e Liberazione?

Indubbiamente sempre più partecipazione nei vari settori della società consentendo al Vaticano maggiore potere e controllo nonché la tenuta di un freno al processo di laicizzazione e di difesa delle istituzioni democratiche anche se la Chiesa, inserita sempre più nel mondo, è spesso esposta a scandali e procedimenti giudiziari dove sicuramente non troveremo mai i nomi di don Andrea Gallo o don Franco Barbero.

Una via molto più rischiosa che ha un suo prezzo ma sicuramente anche più redditizia.

Concludendo, Pinotti racconta come nel corso dell’inchiesta abbia tentato d’intervistare lo stesso Roberto Formigoni rivolgendogli una serie di domande riportate nelle ultime pagine del suo libro.

Purtroppo sono rimaste lì in attesa di risposte.

(*) Graziella Sturaro è la responsabile di LiberaUscita per il Piemonte



(Da IL PUNTO     Le notizie di LiberaUscita     Gennaio 2011 - n° 79)


sabato 29 gennaio 2011

Lettera al nipote


  


Lucia Antonietta e Paola, prima seconda e quarta da destra, sedute dietro la tavola.

Comunità dell’Isolotto

Domenica 16.01.2011

riflessioni di Paola, Lucia Antonietta:

 

….e come possiamo non  raccontare…

Come stelle cadenti nel cielo sospese

Da continenti lontani lasciati e mai dimenticati

Voci dolenti di donne e uomini

Voci tenere di bimbi

Il vento le raccoglie

Cura ferite e offese

Lontano in una terra libera

Senza frontiere, ospitale,

braccia aperte che accolgono,

mani che preparano il pane.

C’è attesa e festa.

Lieve, il vento realizza un sogno,

regala speranza:

non più voci perdute

ma persone per nome chiamate.

(Mirial)

 

Ecclesiastico 4,11

La sapienza ascoltata è una grande educatrice

La sapienza istruisce i suoi figli

E si prende cura di quanti la cercano

Chi l’ama, ama la vita

E quelli che la cercano si ricolmano di gioia...

Chi in lei confida, l’avrà come sua porzione

E i suoi discendenti ne conservano il possesso

Ecclesiastico 51, 13

Venite a me e studiate questo libro

Quando ero ancor giovane

Prima dei miei viaggi nel mondo,

io chiesi apertamente la sapienza

nella mia preghiera;

alle porte del Tempio

cominciai ad apprezzarla,

e la cercherò fino a quando avrò vita.

Dal suo fiorire, come di un grappolo

Che comincia a maturare,

il mio cuore metteva in lei la sua delizia:

Il mio piede camminò nella retta via.

E fin dalla mia prima età ho seguito le sue orme.

A lei per un certo tempo

Tesi l’orecchio intento ad ascoltarla

E trovai grandi insegnamenti.

In grazia sua feci dei progressi.

E darò gloria al maestro che me l’ha insegnata

Ho deciso di metterla in pratica

Ho cercato il bene con ardore

E confido che non rimarrò confuso

L’anima mia si è allenata

Nella sapienza con energia.

 

 

COME POSSO NON RACCONTARE...

(Antonietta)


In occasione del natale ho pensato di regalare a mio nipote delle poesie, canzoni o brani di qualche libro o racconto – pezzi letterari  che erano stati importanti per me in qualche modo, per trasmettergli qualcosa….delle emozioni. Sentivo proprio il bisogno di trasmettere qualcosa di me, trasmettere emozioni……….Come posso NON RACCONTARE a lui che mi è tanto caro tutte o alcune delle cose che mi sono state e mi stanno tanto a cuore……..A lui che guarda alla televisione quei telefilm americani di ragazzi e ragazze delle sua età,  frequentanti college….telefilm che sono di una pochezza infinita.Al cinema tutti i suoi coetanei vanno pazzi per “””vampiri”” o roba simile.L’impresa comunque era un po’ utopica, diciamo  ardua … perché l’età e tutto rendeva la cosa abbastanza difficile…quello che era stato o è importante per me, sicuramente per lui non significa niente…non interessa assolutamente.Ciononostante ho cominciato a sfogliare nella memoria….. nei miei fogli….. nei miei libri….. su internet…Non volevo venisse fuori una cosa pesante…una cosa che a 15 anni uno butta  ( se va bene) nel cassetto e non leggerà mai.Così ho cominciato con le canzoni.Gli ho scritto che non occorreva che lui le leggesse tutte insieme  e le leggesse subito, ma le poteva sfogliare e mettere da una parte come una “riserva” …che le leggesse quando fosse stato dell’umore giusto…chissàVolevo stimolare anche la sua possibilità di critica.Le mie ricerche mi hanno portato subito al nostro librettino dei Canti dell’Isolotto e gliene ho trascritte alcune come-…eppure il vento soffia ancora di Bertoli….scompiglia le donne fra i capelli ..corre a gara in volo con  g li uccelli….bacia i fiori, li bacia e non li coglie..…chiama piano sempre di Bertoli ….ed io arriverò in un attimo quanto credi essere solo….. Quante le strade che un uomo farà …..di Bon Dylan…..e quando fermarsi potrà E la gente del mondo riavrà per sempre la sua libertà--- di Guccini …Dio è morto nei campi di sterminio Dio è morto, ma tutti ormai sappiamo che se Dio muore, muore   per 3 giorni e poi risorge in ciò che noi crediamo Dio risorge……We shall over come….noi ce la faremo ….vecchio canti degli schiavi neri di america che la voce di Jaen Beaz ci ha fatto sciogliere il cuore…Ed infine  “Imagine” di John Lenon dei Beatles che era ha un inno di battaglia per tanti giovani – di allora – alla ricerca di un mondo migliore.Ho fatto questo elenco per farvi capire meglio cosa intendevo.Sono tutte canzoni bellissime...sono state così importanti per tutti noi e lo sono ancora.Ho passato un pomeriggio a risentire questi canti su Internet ….ci sono tutti ... mi sono commossa….c’è anche la voce di Martin Luther King che recita We shall over come, noi ce la faremo………. era una profezia dell’elezione di un Presidente Nero? Poi ho pensato perché solo a Mattia e così ho inviato queste poesie-canzoni a mia sorella che sta lassù in montagna e sono stata tanto contenta della sua reazione. E’ stata una cosa bellissima un auspicio per iniziare il nuovo anno,così forte, così sentito…….. poi….ho pensato alla Comunità ……ne ho parlato con Lucia e Paola…abbiamo pensato che potevamo parlarne con Voi, CHIEDENDOVI altre poesie, altre canzoni, altri brani importanti e particolari-.Proprio nei giorni passati Luciana ci ha appena regalato questo di Elli Michler sul tempo …. E chissà quanti altri ne abbiamo nella nostra memoria.Formare come una antologia di brani significativi per noi.Ho promesso a Mattia che in seguito gli avrei inviato altri brani o poesie, – magari uno per volta …affinché siano almeno letti…ne ho preparati altri, ma vorrei averne da Voi

Ho preparato:

un’altra canzone:L’isola che non c’è di Bennato

la poesia Itaca di Costantino Kavafis,

Lentamente muore di Pablo Neruda

che conosciamo tutti molto bene, invece adesso parleremo di altri brani meno noti che abbiamo trovato e desideriamo condividere.

Lettera ai ragazzi

Roberto Saviano


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..Scrivo questa lettera ai ragazzi, molti sono miei coetanei, che stanno occupando le università, che stanno manifestando nelle strade d’Italia. Alle persone che hanno in questi giorni fatto cortei pieni di vita, pacifici, democratici. Mi si dirà e la rabbia dove la metti? La rabbia di tutti i giorni dei precari e la rabbia di chi non arriva a fine mese e aspetta da vent’anni che qualcosa nella propria vita cambi, la rabbia di chi non vede un futuro. Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini, ma ti spinge a fare cose serie,, scelte importanti…..…..C’era allegria nei ragazzi che avevano avuto l’idea dei Book Block, libri come difesa, che vogliono dire crescita, presa di coscienza. Vogliono dire che le parole sono lì a difenderci, che tutto parte dai libri, dalla scuola, dall’istruzione…..…..le parole stanno arrivando in tutto il mondo, perché si manifesta per dimostrare al Paese, e a chi magari è a casa, ai balconi, dietro  le persiane che ci sono diritti da difendere anche per loro….

La guerra di Piero

Fabrizio de André

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Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall'ombra dei fossi

ma son mille papaveri rossi

lungo le sponde del mio torrente

voglio che scendano i lucci argentati

non più i cadaveri dei soldati

portati in braccio dalla corrente

così dicevi ed era inverno

e come gli altri verso l'inferno

te ne vai triste come chi deve

il vento ti sputa in faccia la neve

fermati Piero , fermati adesso

lascia che il vento ti passi un po' addosso

dei morti in battaglia ti porti la voce

chi diede la vita ebbe in cambio una croce

ma tu non lo udisti e il tempo passava

con le stagioni a passo di giava

ed arrivasti a varcar la frontiera

in un bel giorno di primavera

e mentre marciavi con l'anima in spalle

vedesti un uomo in fondo alla valle

che aveva il tuo stesso identico umore

ma la divisa di un altro colore

sparagli Piero , sparagli ora

e dopo un colpo sparagli ancora

fino a che tu non lo vedrai esangue

cadere in terra a coprire il suo sangue

e se gli sparo in fronte o nel cuore

soltanto il tempo avrà per morire

ma il tempo a me resterà per vedere

vedere gli occhi di un uomo che muore

e mentre gli usi questa premura

quello si volta , ti vede e ha paura

ed imbracciata l'artiglieria

non ti ricambia la cortesia

cadesti in terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che il tempo non ti sarebbe bastato

a chiedere perdono per ogni peccato

cadesti interra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che la tua vita finiva quel giorno

e non ci sarebbe stato un ritorno

Ninetta mia crepare di maggio

ci vuole tanto troppo coraggio

Ninetta bella dritto all'inferno

avrei preferito andarci in inverno

e mentre il grano ti stava a sentire

dentro alle mani stringevi un fucile

dentro alla bocca stringevi parole

troppo gelate per sciogliersi al sole

dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall'ombra dei fossi

ma sono mille papaveri rossi.

 

Cantata da Gianni Morandi  e anche da Jean Baez in Italiano

C'era un ragazzo

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che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

girava il mondo,veniva dagli Stati Uniti d'America.

Non era belloma accanto a séaveva mille donne se

cantava "Help" e "Ticket to ride"o "Lady Jane" o "Yesterday".

Cantava "Viva la libertà"ma ricevette una lettera,

la sua chitarra mi regalòfu richiamato in America.

Stop! coi Rolling Stones!Stop! coi Beatles. Stop!

Gli han detto vai nel Vietname spara ai Vietcong...

C'era un ragazzoche come meamava i Beatlese i Rolling Stones

girava il mondo,ma poi finìa far la guerra nel Vietnam.

Capelli lunghi non porta più,non suona la chitarra ma

uno strumento che sempre dà la stessa nota ratatata.

Non ha più amici, non ha più fans,vede la gente cadere giù:

nel suo paese non torneràadesso è morto nel Vietnam.

Stop! coi Rolling Stones!Stop coi Beatles. Stop!

Nel petto un cuore più non hama due medaglie o tre.

IMAGINE

 DI John Lennon

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Testo della canzone (traduzione italiana)

Immagina

Immagina non ci sia il Paradiso       

prova, è facile

Nessun inferno sotto i piedi

Sopra di noi solo il Cielo

Immagina che la gente

viva al presente...

Immagina non ci siano paesi

non è difficile

Niente per cui uccidere e morire

e nessuna religione

Immagina che tutti

vivano la loro vita in pace...

Puoi dire che sono un sognatore

ma non sono il solo

Spero che ti unirai anche tu un giorno

e che il mondo diventi uno

Immagina un mondo senza possessi

mi chiedo se ci riesci

senza necessità di avidità o fame

La fratellanza tra gli uomini

Immagina tutta le gente

condividere il mondo intero... Puoi dire che sono un sognatore

ma non sono il solo

Spero che ti unirai anche tu un giorno

e che il mondo diventi uno

 

Testo di Gino Paoli

Immagina nel mondo la gente senza dei

E senza più l’inferno

E il cielo sopra di noi

Immagina che il mondo sia dell’umanità

Immagina un bel mondo

Senza nazioni e idee

Nessuna da ammazzare

Per fede o per bontà

Immagina un bel mondo

Che vive in pace e poi

Potrai dire che sogno

Che è soltanto utopia

Ma può darsi che un giorno

Sia per tutti così

Immagina soltanto la generosità  la fratellanza  il sogno l’amore e la poesia

Immagina il tuo mondo che  vive

In armonia

Potrai dire che sogno

Che è soltanto utopia,

ma può darsi che un giorno sia per tutti così

 

Erma Bombeck

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  “I figli sono come gli aquiloni,

passi la vita a cercare di farli alzare da terra.

Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato.

Come gli aquiloni essi finiscono a terra .... e tu

rappezzi e conforti, aggiusti ed insegni.

Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare.

Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne:

ad ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre di più

e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,

come è giusto che sia, libera e sola.

Allora soltanto saprai di aver assolto il tuo compito”

 

Ti auguro Tempo(di Elli Michler)

 “Non ti auguro un dono qualsiasi,

ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non

solo per te stesso,ma anche per donarlo agli altri.

ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,

ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,

ti auguro tempo perché te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle

e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.

Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,

per vivere ogni tuo giorno , ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

 

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni

giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non

rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su

bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno

sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti

all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul

lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un

sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai

consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi

non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente

chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i

giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non

fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli

chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di

respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(P. Neruda)

Chiama piano

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(Bertoli - Bonaffini)

Quando credi d'essere solo su un atollo in mezzo al mare

Quando soffia la tempesta e hai paura di annegare

Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano

Chiama, tu, chiama piano

Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio

Quando crolla il tuo universo tra le righe di un giornale

Quando tutto intorno è perso e hai finito di sperare

Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano

Chiama, tu, chiama piano

Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio

Quando il fuoco sembra spento e non pensi d'aspettare

Quando il giorno resta fermo e decidi di volare

Quando certo d'aver vinto sulla nube di veleno

E il tuo cielo è già dipinto di un crescente arcobaleno

Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano

Chiama, tu, chiama piano

Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio.



L’isola che non c’è (Bennato)

Seconda stella a destra

questo è il cammino

e poi dritto, fino al mattino

poi la strada la trovi da te

porta all'isola che non c'è.

Forse questo ti sembrerà strano

ma la ragione

ti ha un po' preso la mano

ed ora sei quasi convinto che

non può esistere un'isola che non c'è

E a pensarci, che pazzia

è una favola, è solo fantasia

e chi è saggio, chi è maturo lo sa

non può esistere nella realtà!....

Son d'accordo con voi

non esiste una terra

dove non ci son santi né eroi

e se non ci son ladri

se non c'è mai la guerra

forse è proprio l'isola

che non c'è.... che non c'è!...

E non è un'invenzione

e neanche un gioco di parole

se ci credi ti basta perché

poi la strada la trovi da te...

Son d'accordo con voi

niente ladri e gendarmi

ma che razza di isola è?

Niente odio e violenza

né soldati né armi

forse è proprio l'isola

che non c'è.... che non c'è!

Seconda stella a destra

questo è il cammino

e poi dritto, fino al mattino

poi la strada la trovi da te

porta all'isola che non c'è

... E ti prendono in giro

se continui a cercarla

ma non darti per vinto perché

chi ci ha già rinunciato

e ti ride alle spalle

forse è ancora più pazzo di te!

DIO è MORTO

(.I Nomadi- f.Guccini)

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Recitata

Ho visto

la gente della mia età andare via

lungo le strade che non portano mai a niente,

cercare il sogno che conduce alla pazzia

nella ricerca di qualcosa che non trovano

nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,

dentro alle stanze da pastiglie trasformate,

lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,

essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà

e un dio che è morto,

ai bordi delle strade dio è morto,

nelle auto prese a rate dio è morto,

nei miti dell' estate dio è morto...

 Mi han detto

che questa mia generazione ormai non crede

in ciò che spesso han mascherato con la fede,

nei miti eterni della patria o dell' eroe

perchè è venuto ormai il momento di negare

tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,

una politica che è solo far carriera,

il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,

l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto

e un dio che è morto,

nei campi di sterminio dio è morto,

coi miti della razza dio è morto

con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso

che questa mia generazione è preparata

 a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,

ad un futuro che ha già in mano,

a una rivolta senza armi,

perchè noi tutti ormai sappiamo

che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,

in ciò che noi crediamo dio è risorto,

in ciò che noi vogliamo dio è risorto,

nel mondo che faremo dio è risorto...

 Quante strade deve percorrere un uomo

prima che tu possa definirlo un uomo?

E su quanti mari deve volare una colomba (1)

prima di riposare sulla terraferma? (2)

E quante volte devono fischiare le palle di cannone

prima di essere proibite per sempre?

La risposta, amico mio, ascoltala nel vento, (3)

la risposta ascoltala nel vento

E su quanti mari deve volare una colomba (1)

prima di riposare sulla terraferma? (2)

E quante volte devono fischiare le palle di cannone

prima di essere proibite per sempre?

La risposta, amico mio, ascoltala nel vento, (3)

la risposta ascoltala nel vento

Per quanti anni può resistere una montagna (4)

prima di essere erosa dal mare?

E quanti anni possono resistere gli uomini

prima che sia consentito loro di essere liberi?

E per quante volte un uomo può distogliere lo sguardo

e fingere di non vedere?

La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,

la risposta ascoltala nel vento

Quante volte un uomo deve guardare in alto

prima che possa vedere il cielo?

E quante orecchie deve avere un uomo

prima di poter sentire gli altri che piangono?

E quante morti ci vorranno prima che (l'uomo) riconosca

che troppi sono morti?

La risposta, amico mio, ascoltala nel vento,

la risposta ascoltala nel vento

 Quando dal mare un'onda verrà

che i monti lavare potrà?

Quante volte un uomo dovrà litigar

sapendo che è inutile odiar?

E poi quante persone dovranno morir

perché siano troppe a morir?...

 Risposta non c'è o forse chi lo sa,

caduta nel vento sarà.

Risposta non c'è o forse chi lo sa,

caduta nel vento sarà.

 Quanti cannoni dovranno sparar

e quando la pace verrà?

Quanti bimbi innocenti dovranno morir

e senza saperne il perché?

Quanto giovane sangue versato sarà

finché un'alba nuova verrà?

 

WE SHALL OVERCOME

Video

Audio e parole


Noi ce la faremo (2volte)

Noi ce la faremo in di

  Oh,oh oh, dal profondo del cuor

  Nasce la mia certezza

  Che noi ce la faremo un di

Bianco e nero insieme

Bianco e nero insieme un dì

  Oh ,oh oh, dal profondo del cuor

  ………..

Per un mondo più giusto

Per un mondo più giusto

   Oh. Oh oh dal profondo del cuor…..

Noi ce la faremo

noi ce la faremo un dì

   oh, oh oh dal profondo del cuor

   nasce la mia certezza

  che noi ce la faremo un dì

Costantino Kavafis

               Itaca

 cantata

 

recitata

 


Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sara` questo il genere di incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,

ne' nell'irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d'estate siano tanti

quando nei porti - finalmente e con che gioia -

toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, anche profumi

penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,

va in molte citta` egizie

impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull'isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

 

Da “ LE CITTA’ INVISIBILI” di Italo Calvino

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A ottanta miglia incontro al vento di maestro l’uomo raggiunge la città di Eufemia, dove i mercanti di sette nazioni convengono ad ogni solstizio ed equinozio. La barca che vi approva con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero, e la carovana che ha appena scaricato sacchi di noce moscata e di zibibbo già affastella i suoi basti per il ritorno con rotoli di mussola dorata. Ma ciò che spinge a risalire fiumi ed attraversare deserti per venire fin qui non è solo lo scambio di mercanzie che ritrovi sempre le stesse in tutti i bazar fuori e dentro l’impero del Gran Kan, sparpagliate ai tuoi piedi sulle stesse stuoie gialle, all’ombra delle stesse tende scacchiamosche, offerte con gli stessi ribassi menzionieri. Non solo a vendere ed a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt’intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati su mucchi di tappeti, ad ogni parola che uno dice – come “lupo”, “sorella”, “tesoro nascosto” , “battaglia”, “scabbia”, “amanti”- gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, a ritorno da Eufemia la città in cui ci si scambia la memoria ad ogni solstizio ed a ogni equinozio.

….sono tutte città inventate ….per spunti di riflessione

Questo libro “Le città invisibili” si presenta come una serie di relazioni di viaggio che Marco polo fa a Kublai kan imperatore dei Tartari.

Ho scelto questa città perché mi piaceva molto la descrizione e se un giorno potrai viaggiare ed andare nelle città orientali spero che ritroverai questa atmosfera…………

..Eppure soffia

Pierangelo Bertoli

P: A. Bertoli

(1977)

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E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi

la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi

uccelli che volano a stento malati di morte

il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte

un'isola intera ha trovato nel mare una tomba

il falso progresso ha voluto provare una bomba

poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita

invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora

spruzza l'acqua alle navi sulla prora

e sussurra canzoni tra le foglie

bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale

ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale

ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario

e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario

e presto la chiave nascosta di nuovi segreti

così copriranno di fango persino i pianeti

vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli

i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora

spruzza l'acqua alle navi sulla prora

e sussurra canzoni tra le foglie

bacia i fiori li bacia e non li coglie

eppure sfiora le campagne

accarezza sui fianchi le montagne

e scompiglia le donne fra i capelli

corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!

Neruda in Palazzo Vecchio a Firenze (1951)

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