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venerdì 7 maggio 2010

L’esperimento LHC al Cern di Ginevra

 Domenica 18 Aprile 2010
COMUNITA’ DELL’ISOLOTTO
(gruppo Elena, Gian Paolo, Giulia, Maria, Roberto, Sergio)
L’esperimento LHC al Cern di Ginevra
Lettura biblica:  Genesi, 1.   Il Corano: Sura 16.
 
L’eresia del Big Bang
            ( Da: Enzo Mazzi – Il valore dell’eresia, Ediz. manifestolibri (2010), pag. 34).
 
Il sogno, razionale, di molti scienziati ci avverte che all’origine dell’universo c’è una grande esplosione. L’hanno chiamata Big Bang. Ebbene quel grande botto avrebbe interrotto “ereticamente” il presumibile stato di implosione precedente dando origine all’espansione della materia e rendendo possibile ogni trasformazione.
E’ questa la prima eresia, creatrice di tutto, animatrice di tutto? L’arché primaria?
La mia è solo una intuizione frutto di molte socializzazioni alla ricerca di un senso alle tante contraddizioni della vita
Fino ai primi decenni del secolo scorso si pensava che l'Universo fosse una realtà statica. C’erano dubbi fra gli scienziati ma solo a livello teorico. Ad esempio, nei primi anni '20 i teorici Alexander Friedman e Georges Lemaître avevano già proposto modelli cosmologici nei quali l'Universo evolve e Lemaître aveva anche previsto la legge di espansione poi verificata sperimentalmente. Fu nel 1929 che uno scienziato, l'astronomo Edwin Hubble, scoprì sperimentalmente che le galassie si stanno tutte allontanando le une dalle altre. Fu una specie di seconda rivoluzione copernicana. Tutti i modelli statici dell’Universo, fino ad allora largamente favoriti, furono ribaltati. Come per tutte le rivoluzioni, ci volle tempo perché i suoi principi si consolidassero. Fu solo alla fine degli anni '60, quando avvenne la scoperta della radiazione cosmica di fondo come residuo del Big Bang, che si cessò definitivamente di considerare la teoria dello stato stazionario dell’Universo come una valida alternativa.
Dopo la scoperta di Hubble le teorie che postulavano la nascita dell'universo dal Big Bang ricevettero sempre più consensi. Ormai è consolidata la teoria secondo la quale all’inizio di tutto ci sarebbe un bruscolo infinitesimale, denominato “singolarità”, una situazione estrema, in cui le leggi della fisica non sarebbero più valide. A un certo momento questo bruscolo cosmico esplode. Detto in termini profani e dissacratori. E’ stato mostruosamente calcolato perfino il tempo che ci separa da quella esplosione, 13,73 miliardi di anni. Sulle primissime fasi del Big Bang esistono molte speculazioni. Lasciamole agli esperti. A noi qui interessa la sostanza: l’Universo si sta espandendo, a partire da un'epoca in cui tutta la materia era condensata in un punto a energia infinita.
E dove starebbe l’eresia?
Proseguiamo in questa rognosa e pericolosa invasione nel campo della cosmologia. La seconda rivoluzione copernicana, che prevede un modello di Universo in espansione a partire da un inizio, rende inevitabile e fondata la questione di capire cosa c'era prima del Big Bang. Sembra un modo per non affrontare il problema una risposta del tipo “il ‘prima’ e il ‘dopo’ sono categorie temporali nate col Bin Bang e quindi la questione del prima non si pone, perché se spazio e tempo sono nati con la grande esplosione domandarsi cosa c'era prima non ha senso”. Ed eccoci al punto: ha senso. Qualcuno ha provato a pensare cosa potesse esserci prima. Secondo alcuni studi-simulazione, prima del Big Bang c’era un Universo in fase di contrazione caratterizzato da una geometria spazio-temporale simile a quella dell’Universo attuale. Quando l’Universo si è contratto fino a diventare un punto, le proprietà quantistiche dello spazio-tempo hanno trasformato la gravità da forza attrattiva a forza repulsiva e l’Universo è ‘rimbalzato’ espandendosi a partire dal Big Bang, nello stato che ancora oggi osserviamo. E’ questo rimbalzo che chiamo eresia creativa. E mi sembra perfettamente legittimo.
………
L’eresia espansiva dunque non come realtà a sé stante contrapposta a stabilità. Ma l’eresia vista nei suoi aspetti creativi, profetici, positivi. Non quindi solo come specchio negativo dell'intolleranza. Non frutto dello sguardo dei vincitori sulla storia né sentimento del vittimismo dei vinti. Ma riscatto della vitalità creativa delle esperienze eretiche animate dalla forza creativa che ha generato l’universo e che continua a generarlo senza sosta.
Queste intuizioni, che a qualcuno possono apparire un po’ ostiche e ardite, non nascono però dal nulla. Non sono elucubrazioni di una mente troppo fertile. S’inseriscono piuttosto nel lungo e affaticato cammino riflessivo dell’umanità e si alimentano alle fonti della sapienza di ogni epoca.
……..
E’ per me stupefacente, ad esempio, riscontrare certe affinità simboliche fra quello che ho chiamato sogno dei sogni e cioè la teoria del big bang e il mito tahitiaho che narra la nascita dell'universo da una entità “pesante e minuscola che si dilatò per ogni dove”.
 


L’esperimento LHC al Cern di Ginevra: scontri di protoni ad energie elevatissime.


Il Large Hadron Collider (LHC) è la macchina più grande del mondo. E’ stata costruita per cercare di scoprire di che cosa è fatta la stragrande maggioranza della materia e dell’energia contenuta nell’Universo. Oggi sappiamo solo che esiste molta materia oscura e molta energia oscura, ma non sappiamo di che cosa sono fatte. LHC potrebbe “vedere” anche il famoso bosone di Higgs, la particella il cui campo permette a tutte le particelle di avere una massa.
Al Cern di Ginevra (Conseil Européen pour la recherche nucléaire), il centro di ricerca europeo diretto dal prof. Rolf Heuer, pochi minuti dopo le 13 del 30 Marzo 2010 è accaduto l’evento tanto atteso: dopo giornate di lavoro di preparazione, i due treni di protoni hanno iniziato a circolare stabilmente nel tunnel dell’LHC, uno in senso orario e l'altro in senso antiorario, a una velocità vicina a quella della luce. Poi, quando gli scienziati hanno iniziato a vedere che i due fasci erano stabili e controllabili, li hanno orientati fino a farli scontrare. La collisione è avvenuta a un’energia di 7 TeV (Tera elettronvolt, ovvero 7 mila miliardi di elettronvolt), 3,5 TeV per fascio. Un’energia 3 volte e mezzo più alta di quella ottenuta fino ad oggi nel laboratorio Tevatron di Chicago.
Nelle cose più semplici della vita quotidiana disponiamo di questi livelli di energia. Nell’LHC però questa energia è concentrata in un volume così piccolo da riprodurre le condizioni che si avevano una frazione infinitesima di secondo dopo l’esplosione da cui ebbe origine il nostro universo, il Big Bang, con temperature 1000 miliardi di volte superiore a quella del cuore del Sole. Potremo far tornare in vita quelle particelle che oggi non ci sono più e che hanno dato origine al mondo che oggi noi osserviamo.
LHC è un anello lungo 27 chilometri scavato a 100 metri sotto il livello del suolo, a cavallo tra la Svizzera e la Francia, all'interno del quale ci sono i tubi (nei quali è praticato il vuoto) ove circolano i protoni a velocità vicinissime a quelle della luce per poi scontrarsi. La traiettoria circolare dei protoni nel tunnel è resa possibile da 9300 magneti, realizzati con filo superconduttore immerso in elio liquido, ovvero alla temperatura di meno 271 °C.  Il consiglio del Cern approvò il progetto della sua costruzione nel 1994 e successivamente furono definiti i quattro esperimenti da realizzare per vedere le particelle, prima che si disintegrino, “sprizzate” dalle collisioni dei protoni, particelle elementari che compongono gli atomi. I quattro immensi macchinari che permettono di vedere le particelle sono CMS – coordinatoGuido Tonelli dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ALICE – coordinato da Paolo Giubellino (INFN), ATLAS – coordinato da Fabiola Gianotti (Università di Milano) e LHCb. Nel 2008 LHC è stato completato con il lavoro di migliaia di persone che in tutto il mondo si sono dedicate a progettare e realizzare un gigantesco “puzzle” di apparecchiature. L’Italia partecipa a questo progetto con 500 scienziati coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il costo è stato di 2 Miliardi di Euro, suddivisi fra i 20 paesi partecipanti (38 paesi partecipano agli esperimenti). Dal 2008 c’è voluto molto tempo per arrivare al momento dell’accensione, perché la macchina è così complessa che, appena inaugurata, bastò un piccolo difetto nel funzionamento per bloccarla per mesi, durante i quali è stata effettuata una grande quantità di verifiche. I fisici delle particelle sono convinti che in futuro sarà impossibile costruire una macchina più grande di questa.
L’opinione pubblica si pone la domanda se tutti questi sforzi economici e questo lavoro di migliaia di scienziati trovi giustificazione negli obbiettivi che si vogliono raggiungere con LHC. Forse ne è valsa la pena perché l’esperimento si propone di capire come ha avuto origine l’universo, come si è evoluto e come si sta evolvendo per apparirci come noi lo vediamo oggi.
Molte cose dell’universo ci sono ancora poco chiare. Ad esempio, perché le particelle elementari (come ad esempio i protoni e gli elettroni) sono dotate di massa e perché le loro masse sono diverse le une dalle altre. La fisica teorica ha supposto l’esistenza di una particella, chiamata il bosone di Higgs, che spiegherebe questo fatto: l’interazione delle particelle con questo bosone determinerebbe la loro massa. Questa particella però non è stata mai osservata sperimentalmente. Un altro mistero riguarda l’antimateria. L’antimateria è l’immagine speculare della materia. I fisici ritengono che al momento della nascita dell’universo materia e antimateria siano state prodotte nella stessa quantità. Quando materia e antimateria si scontravano si annullavano a vicenda. Oggi però il nostro universo è fatto tutto di materia. Perché? Se potessimo vedere l’antimateria prodotta dal Big Bang, forse ne sapremmo di più. C’è poi il problema della materia oscura. Secondo i calcoli dei fisici, tutta la materia che noi vediamo è solo il 4% della massa totale dell’universo. Per spiegare alcuni effetti gravitazionali si deve supporre l’esistenza di una materia oscura della quale osserviamo soltanto gli effetti sulla materia che vediamo, come le rotazioni delle galassie. Inoltre, alcuni fisici teorici ipotizzano che le nostre quattro dimensioni (le tre conosciute più il tempo) siano troppo poche per descrivere l’universo. Si ipotizza che aumentando l’energia con la quale interagiscono le particelle saremo in grado di individuare altre dimensioni.

Per avere le risposte che i fisici si attendono ci vorrà molto tempo: devono essere registrate miliardi di immagini delle tracce lasciate dalle particelle e dalle radiazioni che si generano nelle collisioni. L’analisi sarà effettuata mediante supercalcolatori situati in varie parti del mondo, collegati in rete (GRID), che con elaborazioni molto complesse scarteranno un altissimo numero di immagini dovute a particelle note per cercare gli eventi rari che potrebbero presentare un nuovo stato della materia o nuove particelle. Delle migliaia di collisioni registrate già nei primi giorni circa il 99 % sarà scartato. I circa 5000 fisici del Cern faranno i turni giorno e notte e ogni “scheggia” dalla forma interessante verrà "fotografata" quando apparirà sui monitor dei quattro grandi macchinari. Aumentando ancora l’energia si potrà ottenere risultati ancora più interessanti. Fino al 2011 si continuerà a registrare gli effetti delle collisioni fino a 7 TeV. Poi LHC verrà spento per un anno per prepararsi al grande salto: collisioni a 14 TeV (7 TeV per fascio). Poi si passera' ai nuclei di piombo, quelli che ad ''Alice'' interessano di più. Utilizzando collisioni fra nuclei (una grande quantità di protoni e neutroni) sarà possibile creare un plasma di quark e gluoni, che sono i componenti dei protoni e dei neutroni: sono i “mattoni” della materia. Così si vedranno un gran numero di particelle emesse e dalle loro caratteristiche si potrà risalire alla storia dei primi istanti dell'Universo. Si studieranno le interazioni tra quark e gluoni, quando sono liberi, e come si associano in una frazione infinitesima di secondo per formare le particelle “ordinarie”, gli adroni, come è successo all’origine dell’Universo.
 


Dall’articolo dell’Unità del 31/03/2010 (Cristiana Pulcinelli: Al Cern di Ginevra si scatena l’energia primordiale, pag. 40-41), integrato con informazioni ricavate dagli articoli di Elena Dusi su La Repubblica del 30/03/2010 (Cern, maxi-scontri tra protoni. Generata energia da record) e del 31/03/2010 (Cern, il Big Bang in laboratorio che svelerà un nuovo mondo, pag. 55) e dell’articolo di Gabriele Beccaria su La Stampa del 31/03/2010 (Parte l’acceleratore LHC di Ginevra. Un team internazionale di mille scienziati  indagherà l’origine della materia,Tuttoscienze,pag. 31); www.cern.ch, www.infn.it/lhcitalia/.


 
Glossario
Atomo: è composto da un nucleo centrale e da elettroni periferici ed è la più piccola parte di ogni elemento esistente in natura che ne conserva le caratteristiche chimiche.
Nucleo: composto da protoni, particelle cariche positivamente, e da neutroni, particelle prive di carica.
Adrone (dal greco adrós, forte) è una particella subatomica soggetta alla forza nucleare forte, come i protoni e i neutroni.
Bosone di Higgs: “particella” portatrice di forza del campo di Higgs che si ritiene permei l'universo e dia massa a tutte le particelle (chiamata ironicamente la particella di Dio in un libro di Leon Lederman e Dick Teresi), venne previsto per la prima volta negli anni Sessanta dal fisico scozzese Peter Higgs.
 
 






 




L’esperimento LHC al Cern di Ginevra

 Domenica 18 Aprile 2010
COMUNITA’ DELL’ISOLOTTO
(gruppo Elena, Gian Paolo, Giulia, Maria, Roberto, Sergio)
L’esperimento LHC al Cern di Ginevra
Lettura biblica:  Genesi, 1.   Il Corano: Sura 16.
 
L’eresia del Big Bang
            ( Da: Enzo Mazzi – Il valore dell’eresia, Ediz. manifestolibri (2010), pag. 34).
 
Il sogno, razionale, di molti scienziati ci avverte che all’origine dell’universo c’è una grande esplosione. L’hanno chiamata Big Bang. Ebbene quel grande botto avrebbe interrotto “ereticamente” il presumibile stato di implosione precedente dando origine all’espansione della materia e rendendo possibile ogni trasformazione.
E’ questa la prima eresia, creatrice di tutto, animatrice di tutto? L’arché primaria?
La mia è solo una intuizione frutto di molte socializzazioni alla ricerca di un senso alle tante contraddizioni della vita
Fino ai primi decenni del secolo scorso si pensava che l'Universo fosse una realtà statica. C’erano dubbi fra gli scienziati ma solo a livello teorico. Ad esempio, nei primi anni '20 i teorici Alexander Friedman e Georges Lemaître avevano già proposto modelli cosmologici nei quali l'Universo evolve e Lemaître aveva anche previsto la legge di espansione poi verificata sperimentalmente. Fu nel 1929 che uno scienziato, l'astronomo Edwin Hubble, scoprì sperimentalmente che le galassie si stanno tutte allontanando le une dalle altre. Fu una specie di seconda rivoluzione copernicana. Tutti i modelli statici dell’Universo, fino ad allora largamente favoriti, furono ribaltati. Come per tutte le rivoluzioni, ci volle tempo perché i suoi principi si consolidassero. Fu solo alla fine degli anni '60, quando avvenne la scoperta della radiazione cosmica di fondo come residuo del Big Bang, che si cessò definitivamente di considerare la teoria dello stato stazionario dell’Universo come una valida alternativa.
Dopo la scoperta di Hubble le teorie che postulavano la nascita dell'universo dal Big Bang ricevettero sempre più consensi. Ormai è consolidata la teoria secondo la quale all’inizio di tutto ci sarebbe un bruscolo infinitesimale, denominato “singolarità”, una situazione estrema, in cui le leggi della fisica non sarebbero più valide. A un certo momento questo bruscolo cosmico esplode. Detto in termini profani e dissacratori. E’ stato mostruosamente calcolato perfino il tempo che ci separa da quella esplosione, 13,73 miliardi di anni. Sulle primissime fasi del Big Bang esistono molte speculazioni. Lasciamole agli esperti. A noi qui interessa la sostanza: l’Universo si sta espandendo, a partire da un'epoca in cui tutta la materia era condensata in un punto a energia infinita.
E dove starebbe l’eresia?
Proseguiamo in questa rognosa e pericolosa invasione nel campo della cosmologia. La seconda rivoluzione copernicana, che prevede un modello di Universo in espansione a partire da un inizio, rende inevitabile e fondata la questione di capire cosa c'era prima del Big Bang. Sembra un modo per non affrontare il problema una risposta del tipo “il ‘prima’ e il ‘dopo’ sono categorie temporali nate col Bin Bang e quindi la questione del prima non si pone, perché se spazio e tempo sono nati con la grande esplosione domandarsi cosa c'era prima non ha senso”. Ed eccoci al punto: ha senso. Qualcuno ha provato a pensare cosa potesse esserci prima. Secondo alcuni studi-simulazione, prima del Big Bang c’era un Universo in fase di contrazione caratterizzato da una geometria spazio-temporale simile a quella dell’Universo attuale. Quando l’Universo si è contratto fino a diventare un punto, le proprietà quantistiche dello spazio-tempo hanno trasformato la gravità da forza attrattiva a forza repulsiva e l’Universo è ‘rimbalzato’ espandendosi a partire dal Big Bang, nello stato che ancora oggi osserviamo. E’ questo rimbalzo che chiamo eresia creativa. E mi sembra perfettamente legittimo.
………
L’eresia espansiva dunque non come realtà a sé stante contrapposta a stabilità. Ma l’eresia vista nei suoi aspetti creativi, profetici, positivi. Non quindi solo come specchio negativo dell'intolleranza. Non frutto dello sguardo dei vincitori sulla storia né sentimento del vittimismo dei vinti. Ma riscatto della vitalità creativa delle esperienze eretiche animate dalla forza creativa che ha generato l’universo e che continua a generarlo senza sosta.
Queste intuizioni, che a qualcuno possono apparire un po’ ostiche e ardite, non nascono però dal nulla. Non sono elucubrazioni di una mente troppo fertile. S’inseriscono piuttosto nel lungo e affaticato cammino riflessivo dell’umanità e si alimentano alle fonti della sapienza di ogni epoca.
……..
E’ per me stupefacente, ad esempio, riscontrare certe affinità simboliche fra quello che ho chiamato sogno dei sogni e cioè la teoria del big bang e il mito tahitiaho che narra la nascita dell'universo da una entità “pesante e minuscola che si dilatò per ogni dove”.
 


L’esperimento LHC al Cern di Ginevra: scontri di protoni ad energie elevatissime.


Il Large Hadron Collider (LHC) è la macchina più grande del mondo. E’ stata costruita per cercare di scoprire di che cosa è fatta la stragrande maggioranza della materia e dell’energia contenuta nell’Universo. Oggi sappiamo solo che esiste molta materia oscura e molta energia oscura, ma non sappiamo di che cosa sono fatte. LHC potrebbe “vedere” anche il famoso bosone di Higgs, la particella il cui campo permette a tutte le particelle di avere una massa.
Al Cern di Ginevra (Conseil Européen pour la recherche nucléaire), il centro di ricerca europeo diretto dal prof. Rolf Heuer, pochi minuti dopo le 13 del 30 Marzo 2010 è accaduto l’evento tanto atteso: dopo giornate di lavoro di preparazione, i due treni di protoni hanno iniziato a circolare stabilmente nel tunnel dell’LHC, uno in senso orario e l'altro in senso antiorario, a una velocità vicina a quella della luce. Poi, quando gli scienziati hanno iniziato a vedere che i due fasci erano stabili e controllabili, li hanno orientati fino a farli scontrare. La collisione è avvenuta a un’energia di 7 TeV (Tera elettronvolt, ovvero 7 mila miliardi di elettronvolt), 3,5 TeV per fascio. Un’energia 3 volte e mezzo più alta di quella ottenuta fino ad oggi nel laboratorio Tevatron di Chicago.
Nelle cose più semplici della vita quotidiana disponiamo di questi livelli di energia. Nell’LHC però questa energia è concentrata in un volume così piccolo da riprodurre le condizioni che si avevano una frazione infinitesima di secondo dopo l’esplosione da cui ebbe origine il nostro universo, il Big Bang, con temperature 1000 miliardi di volte superiore a quella del cuore del Sole. Potremo far tornare in vita quelle particelle che oggi non ci sono più e che hanno dato origine al mondo che oggi noi osserviamo.
LHC è un anello lungo 27 chilometri scavato a 100 metri sotto il livello del suolo, a cavallo tra la Svizzera e la Francia, all'interno del quale ci sono i tubi (nei quali è praticato il vuoto) ove circolano i protoni a velocità vicinissime a quelle della luce per poi scontrarsi. La traiettoria circolare dei protoni nel tunnel è resa possibile da 9300 magneti, realizzati con filo superconduttore immerso in elio liquido, ovvero alla temperatura di meno 271 °C.  Il consiglio del Cern approvò il progetto della sua costruzione nel 1994 e successivamente furono definiti i quattro esperimenti da realizzare per vedere le particelle, prima che si disintegrino, “sprizzate” dalle collisioni dei protoni, particelle elementari che compongono gli atomi. I quattro immensi macchinari che permettono di vedere le particelle sono CMS – coordinatoGuido Tonelli dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ALICE – coordinato da Paolo Giubellino (INFN), ATLAS – coordinato da Fabiola Gianotti (Università di Milano) e LHCb. Nel 2008 LHC è stato completato con il lavoro di migliaia di persone che in tutto il mondo si sono dedicate a progettare e realizzare un gigantesco “puzzle” di apparecchiature. L’Italia partecipa a questo progetto con 500 scienziati coordinati dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il costo è stato di 2 Miliardi di Euro, suddivisi fra i 20 paesi partecipanti (38 paesi partecipano agli esperimenti). Dal 2008 c’è voluto molto tempo per arrivare al momento dell’accensione, perché la macchina è così complessa che, appena inaugurata, bastò un piccolo difetto nel funzionamento per bloccarla per mesi, durante i quali è stata effettuata una grande quantità di verifiche. I fisici delle particelle sono convinti che in futuro sarà impossibile costruire una macchina più grande di questa.
L’opinione pubblica si pone la domanda se tutti questi sforzi economici e questo lavoro di migliaia di scienziati trovi giustificazione negli obbiettivi che si vogliono raggiungere con LHC. Forse ne è valsa la pena perché l’esperimento si propone di capire come ha avuto origine l’universo, come si è evoluto e come si sta evolvendo per apparirci come noi lo vediamo oggi.
Molte cose dell’universo ci sono ancora poco chiare. Ad esempio, perché le particelle elementari (come ad esempio i protoni e gli elettroni) sono dotate di massa e perché le loro masse sono diverse le une dalle altre. La fisica teorica ha supposto l’esistenza di una particella, chiamata il bosone di Higgs, che spiegherebe questo fatto: l’interazione delle particelle con questo bosone determinerebbe la loro massa. Questa particella però non è stata mai osservata sperimentalmente. Un altro mistero riguarda l’antimateria. L’antimateria è l’immagine speculare della materia. I fisici ritengono che al momento della nascita dell’universo materia e antimateria siano state prodotte nella stessa quantità. Quando materia e antimateria si scontravano si annullavano a vicenda. Oggi però il nostro universo è fatto tutto di materia. Perché? Se potessimo vedere l’antimateria prodotta dal Big Bang, forse ne sapremmo di più. C’è poi il problema della materia oscura. Secondo i calcoli dei fisici, tutta la materia che noi vediamo è solo il 4% della massa totale dell’universo. Per spiegare alcuni effetti gravitazionali si deve supporre l’esistenza di una materia oscura della quale osserviamo soltanto gli effetti sulla materia che vediamo, come le rotazioni delle galassie. Inoltre, alcuni fisici teorici ipotizzano che le nostre quattro dimensioni (le tre conosciute più il tempo) siano troppo poche per descrivere l’universo. Si ipotizza che aumentando l’energia con la quale interagiscono le particelle saremo in grado di individuare altre dimensioni.

Per avere le risposte che i fisici si attendono ci vorrà molto tempo: devono essere registrate miliardi di immagini delle tracce lasciate dalle particelle e dalle radiazioni che si generano nelle collisioni. L’analisi sarà effettuata mediante supercalcolatori situati in varie parti del mondo, collegati in rete (GRID), che con elaborazioni molto complesse scarteranno un altissimo numero di immagini dovute a particelle note per cercare gli eventi rari che potrebbero presentare un nuovo stato della materia o nuove particelle. Delle migliaia di collisioni registrate già nei primi giorni circa il 99 % sarà scartato. I circa 5000 fisici del Cern faranno i turni giorno e notte e ogni “scheggia” dalla forma interessante verrà "fotografata" quando apparirà sui monitor dei quattro grandi macchinari. Aumentando ancora l’energia si potrà ottenere risultati ancora più interessanti. Fino al 2011 si continuerà a registrare gli effetti delle collisioni fino a 7 TeV. Poi LHC verrà spento per un anno per prepararsi al grande salto: collisioni a 14 TeV (7 TeV per fascio). Poi si passera' ai nuclei di piombo, quelli che ad ''Alice'' interessano di più. Utilizzando collisioni fra nuclei (una grande quantità di protoni e neutroni) sarà possibile creare un plasma di quark e gluoni, che sono i componenti dei protoni e dei neutroni: sono i “mattoni” della materia. Così si vedranno un gran numero di particelle emesse e dalle loro caratteristiche si potrà risalire alla storia dei primi istanti dell'Universo. Si studieranno le interazioni tra quark e gluoni, quando sono liberi, e come si associano in una frazione infinitesima di secondo per formare le particelle “ordinarie”, gli adroni, come è successo all’origine dell’Universo.
 


Dall’articolo dell’Unità del 31/03/2010 (Cristiana Pulcinelli: Al Cern di Ginevra si scatena l’energia primordiale, pag. 40-41), integrato con informazioni ricavate dagli articoli di Elena Dusi su La Repubblica del 30/03/2010 (Cern, maxi-scontri tra protoni. Generata energia da record) e del 31/03/2010 (Cern, il Big Bang in laboratorio che svelerà un nuovo mondo, pag. 55) e dell’articolo di Gabriele Beccaria su La Stampa del 31/03/2010 (Parte l’acceleratore LHC di Ginevra. Un team internazionale di mille scienziati  indagherà l’origine della materia,Tuttoscienze,pag. 31); www.cern.ch, www.infn.it/lhcitalia/.


 
Glossario
Atomo: è composto da un nucleo centrale e da elettroni periferici ed è la più piccola parte di ogni elemento esistente in natura che ne conserva le caratteristiche chimiche.
Nucleo: composto da protoni, particelle cariche positivamente, e da neutroni, particelle prive di carica.
Adrone (dal greco adrós, forte) è una particella subatomica soggetta alla forza nucleare forte, come i protoni e i neutroni.
Bosone di Higgs: “particella” portatrice di forza del campo di Higgs che si ritiene permei l'universo e dia massa a tutte le particelle (chiamata ironicamente la particella di Dio in un libro di Leon Lederman e Dick Teresi), venne previsto per la prima volta negli anni Sessanta dal fisico scozzese Peter Higgs.
 
 






 




I novelli mercanti del tempio


Il potere economico del Vaticano


ovvero : I novelli mercanti del tempio


 


su questo tema il gruppo: Carlo, Chiara, Claudia, Gisella, Luisella, Maurizio, animerà l'incontro della Comunità dell'Isolotto domenica mattina 9 maggio ore 10,30, via degli Aceri 1 Firenze.


Documentazione e consapevolezza ma anche ricerca di che cosa fare insieme per una liberazione, anche a piccoli passi, dai poteri che dominano e opprimono e spremono la nostra vita, compreso l'immenso potere che si regge sull'allenza fra il sacro e il danaro.


 


Vogliamo raccontare e discutere insieme del potere economico del Vaticano mettendo in risalto le enormi contraddizioni tra il richiamo evangelico e la situazione reale: una notevole quantità di beni finanziari; un grandissimo patrimonio immobiliare dislocato al di fuori della Città del Vaticano; una grande libertà di gestire questi beni senza dover essere soggetti alle leggi italiane (il Vaticano in questo senso si configura come un paradiso fiscale); la concessione di una serie di privilegi di stampo “feudale” da parte dello Stato Italiano e la gestione spregiudicata, talvolta anche malaccorta, spesso penalmente rilevante quando non di tipo mafioso di grandi quantità di denaro; infine le operazioni illegali di “lavaggio” e “riciclaggio” di titoli e denaro sporchi.


Tutte le nostre informazioni sono tratte dalla seguente bibliografia:

·        “La Questua”, Curzio Maltese, Ed. Feltrinelli, 2008
·        Il dossier de “L’Europeo” - “Il premier Ratzinger. La più antica monarchia assoluta d’Occidente. Finanze disinvolte (Ior e Banca Rasini) e vantaggi fiscali dal 1929 ad oggi”, ottobre 2009
·        “Vaticano S.p.a.”, Giunluigi Nuzzi, Ed. Chiare Lettere, 2009
·        www.chiarelettere.itvedere lavoce : Vaticano SpA

 
Divagazione letteraria (Urbano)


  O Simon mago, o miseri seguaci



che le cose di Dio, che di bontate



deon essere spose, e voi rapaci



      per oro e per argento avolterate,



or convien che per voi suoni la tromba,



però che ne la terza bolgia state. (Inizio del canto XIX dell'Inferno)



 
Di voi pastor s'accorse il Vangelista,
quando colei che siede sopra l'acque
puttaneggiar coi regi a lui fu vista;  108
  quella che con le sette teste nacque,
e da le diece corna ebbe argomento,
fin che virtute al suo marito piacque.  111
  Fatto v'avete dio d'oro e d'argento;
e che altro è da voi a l'idolatre,
se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? 
114
  Ahi, Mussolin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre!".  117
  E mentr'io li cantava cotai note,
o ira o coscïenza che 'l mordesse,
forte spingava con ambo le piote.  120
  I' credo ben ch'al mio duca piacesse,
con sì contenta labbia sempre attese
lo suon de le parole vere espresse.  123
  Però con ambo le braccia mi prese;
e poi che tutto su mi s'ebbe al petto,
rimontò per la via onde discese.  126
  Né si stancò d'avermi a sé distretto,
sì men portò sovra 'l colmo de l'arco
che dal quarto al quinto argine è tragetto.  129
  Quivi soavemente spuose il carco,
soave per lo scoglio sconcio ed erto
che sarebbe a le capre duro varco.  132
  Indi un altro vallon mi fu scoperto. 
Inferno XIX 106-133


Viaggio di Dante.
 sabato 9 aprile 1300, presso il levar del sole
 cerchio VIII, bolgia III: pareti e fondo rocciosi, di difficile accesso; nella pietra si aprono fori regolari molto profondi.
 Niccolò III
Inquilini:

 simoniaci: ecclesiastici che hanno sfruttato la loro posizione per arricchire se stessi e la propria famiglia; sono capovolti nei fori e i piedi bruciano di una fiamma rossastra; quando sopraggiunge un nuovo dannato, prende posto facendo sprofondare in basso gli altri.
 

 Fonte
 

I novelli mercanti del tempio


Il potere economico del Vaticano


ovvero : I novelli mercanti del tempio


 


su questo tema il gruppo: Carlo, Chiara, Claudia, Gisella, Luisella, Maurizio, animerà l'incontro della Comunità dell'Isolotto domenica mattina 9 maggio ore 10,30, via degli Aceri 1 Firenze.


Documentazione e consapevolezza ma anche ricerca di che cosa fare insieme per una liberazione, anche a piccoli passi, dai poteri che dominano e opprimono e spremono la nostra vita, compreso l'immenso potere che si regge sull'allenza fra il sacro e il danaro.


 


Vogliamo raccontare e discutere insieme del potere economico del Vaticano mettendo in risalto le enormi contraddizioni tra il richiamo evangelico e la situazione reale: una notevole quantità di beni finanziari; un grandissimo patrimonio immobiliare dislocato al di fuori della Città del Vaticano; una grande libertà di gestire questi beni senza dover essere soggetti alle leggi italiane (il Vaticano in questo senso si configura come un paradiso fiscale); la concessione di una serie di privilegi di stampo “feudale” da parte dello Stato Italiano e la gestione spregiudicata, talvolta anche malaccorta, spesso penalmente rilevante quando non di tipo mafioso di grandi quantità di denaro; infine le operazioni illegali di “lavaggio” e “riciclaggio” di titoli e denaro sporchi.


Tutte le nostre informazioni sono tratte dalla seguente bibliografia:

·        “La Questua”, Curzio Maltese, Ed. Feltrinelli, 2008
·        Il dossier de “L’Europeo” - “Il premier Ratzinger. La più antica monarchia assoluta d’Occidente. Finanze disinvolte (Ior e Banca Rasini) e vantaggi fiscali dal 1929 ad oggi”, ottobre 2009
·        “Vaticano S.p.a.”, Giunluigi Nuzzi, Ed. Chiare Lettere, 2009
·        www.chiarelettere.itvedere lavoce : Vaticano SpA

 
Divagazione letteraria (Urbano)


  O Simon mago, o miseri seguaci



che le cose di Dio, che di bontate



deon essere spose, e voi rapaci



      per oro e per argento avolterate,



or convien che per voi suoni la tromba,



però che ne la terza bolgia state. (Inizio del canto XIX dell'Inferno)



 
Di voi pastor s'accorse il Vangelista,
quando colei che siede sopra l'acque
puttaneggiar coi regi a lui fu vista;  108
  quella che con le sette teste nacque,
e da le diece corna ebbe argomento,
fin che virtute al suo marito piacque.  111
  Fatto v'avete dio d'oro e d'argento;
e che altro è da voi a l'idolatre,
se non ch'elli uno, e voi ne orate cento? 
114
  Ahi, Mussolin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre!".  117
  E mentr'io li cantava cotai note,
o ira o coscïenza che 'l mordesse,
forte spingava con ambo le piote.  120
  I' credo ben ch'al mio duca piacesse,
con sì contenta labbia sempre attese
lo suon de le parole vere espresse.  123
  Però con ambo le braccia mi prese;
e poi che tutto su mi s'ebbe al petto,
rimontò per la via onde discese.  126
  Né si stancò d'avermi a sé distretto,
sì men portò sovra 'l colmo de l'arco
che dal quarto al quinto argine è tragetto.  129
  Quivi soavemente spuose il carco,
soave per lo scoglio sconcio ed erto
che sarebbe a le capre duro varco.  132
  Indi un altro vallon mi fu scoperto. 
Inferno XIX 106-133


Viaggio di Dante.
 sabato 9 aprile 1300, presso il levar del sole
 cerchio VIII, bolgia III: pareti e fondo rocciosi, di difficile accesso; nella pietra si aprono fori regolari molto profondi.
 Niccolò III
Inquilini:

 simoniaci: ecclesiastici che hanno sfruttato la loro posizione per arricchire se stessi e la propria famiglia; sono capovolti nei fori e i piedi bruciano di una fiamma rossastra; quando sopraggiunge un nuovo dannato, prende posto facendo sprofondare in basso gli altri.
 

 Fonte
 

sabato 1 maggio 2010

Liberare la città dal carcere

 LINKS
 
Ristretti Orizzonti – sito di cultura e informazione dal carcere
http://www.ristretti.it/
 
Associazione Antigone – Per i diritti e le garanzie nel sistema penale
http://www.associazioneantigone.it/
 
A Buon Diritto – Associazione per le libertà
http://www.abuondiritto.it/
 
Innocenti Evasioni – la privazione della libertà e le libertà possibili
http://www.innocentievasioni.net/
 
Radio Carcere
http://www.radiocarcere.com/index.php
 
Associazione Papillon – Rebibbia – Per la difesa dei diritti e della dignità dei cittadini detenuti
http://www.papillonrebibbia.org/
 
Associazione Pantagruel
http://www.informacarcere.it/pantagruel.php
 
Associazione Il detenuto ignoto
http://detenutoignoto.blogspot.com/
 
L’altro Diritto – Centro documentazione su carcere, devianza e marginalità
http://www.altrodiritto.unifi.it/
 
Fondazione Michelucci
http://www.michelucci.it/
 
Dentro e fuori le mura
http://www.inventati.org/dentroefuori/
 
Le Urla dal Silenzio
http://urladalsilenzio.wordpress.com/
 Comunità dell’Isolotto - Firenze
Incontro comunitario
Domenica 2 maggio 2010
 
 
"E il velo del Tempio si squarciò" (Marco)
“Liberare la città dal carcere non è per me un'utopia quanto restituire alla città i suoi problemi vitali” (Michelucci)
 
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: “Ecco, chiama Elia! ”. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce”. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”.
 


                                                                 Marco 15


 
Spunti di riflessione
(da “Comunità Isolotto Oltre i Confini”)
 
Un velo, nei tempi antichi, impediva di entrare nel "Sancta sanctorum", il recesso più intimo e inaccessibile del Tempio di Gerusalemme, il luogo della presenza divina. Poteva superare il velo solo il sommo sacerdote, una volta all'anno, ma dopo essersi adeguatamente purificato. Il velo separava il puro dall'impuro. E questa separazione suprema penetrava nella vita sociale. Il velo consentiva al "Sancta sanctorum", cioè allo spazio sacro, di imporre alla società il proprio ordine, assoluto, imprescindibile, indiscutibile. E l'ordine stava nella divisione appunto del popolo in base alle categorie di "puro/impuro". Erano ben dentro il recinto dei "puri" le caste dominanti: sacerdoti, leviti, dottori della legge, scribi, farisei. "Impuro" era invece il popolino nella sua maggioranza: poveri, lebbrosi, ciechi, storpi, peccatori, prostitute, puerpere e donne mestruate, e ancora altre categorie. Quando morì Gesù, il Vangelo riferisce che "il velo del Tempio si squarciò in due parti da cima a fondo". Nessuno può dire se la cosa sia accaduta davvero. Può anche essere che il velo sia rimasto lì dov'era e non si sia nemmeno accorto della morte di Gesù. Forse l'autore del Vangelo di Marco ha usato una metafora. Per lui, si era squarciato non il velo fisico del tempio di mura, ma il velo morale e sociale. Il nuovo Popolo di Dio era nato dalla dissoluzione dei confini invalicabili dello spazio sacro. Le prime comunità cristiane erano composte da una mescolanza incredibile, scandalosa e inaccettabile per il vecchio ordine del Tempio. Schiavi e liberi, prostitute e vergini, peccatori e asceti, possidenti e spiantati, rivoluzionari e moderati: tutti insieme e tutti sullo stesso piano. Non c'erano "né padri né maestri né dottori" e "non vi era chi dicesse suo quello che possedeva, ma tutto era fra loro comune".

La 'città-carcere' e la 'città-tenda'
Giovanni Michelucci (da Testimonianze 304 1988)
 
La 'città-carcere' e la 'città-tenda' non sono solo dei luoghi identificabili nello spazio, sono due metafore che stanno ad indicare tutto ciò che nella città esiste come edificio, talvolta persino di pregevole fattura, senza per questo avere con la città alcun rapporto attivo, rappresentando anzi la negazione stessa della città. Da questo punto di vista un condominio di periferia è 'carcere' forse assai di più di un vero e proprio penitenziario. Non c'è nulla di peggio infatti che vivere una condizione carceraria, non come pena inflitta, ma come condizione mentale, come abitudini di vita, come atteggiamenti verso gli altri.
Il carcere diventa allora o tende a diventare il normale modo di vivere della condizione urbana, una successione di spazi e situazioni che tra loro non comunicano e producono, se non attraverso le istituzioni preposte ognuna a seconda delle determinate funzioni, da quelle della pubblica sicurezza, della salute, del commercio, financo del tempo libero, per l'organizzazione di determinate manifestazioni e spettacoli. …
La 'città-carcere' è per me dunque l'esatto opposto del «problema carcere », anche se questa e quello si alimentano a vicenda.
Per questo la mia ipotesi di liberarci dall'edificio carcerario non ha solo a che fare con un comportamento etico e morale, quanto piuttosto con il tentativo di scavare sempre di più nella mia professione di architetto.
Liberare la città dal carcere non è per me un'utopia quanto restituire alla città i suoi problemi vitali che vivono attualmente nella forma latente dell'emarginazione, della disperazione o ancora peggio in quella cronicità considerata inevitabile che è il fenomeno della devianza\organizzata.
Opporre la 'città-tenda' alla 'città-carcere' significa per me creare forma e spazio per una città che non esiste ancora, ma della cui non-esistenza soffriamo tutti le conseguenze.
La sfida che propongo alla città attuale è dunque la sfida di saper accogliere al suo interno i diversi di ogni tipo, non per dovere di ospitalità, ma come speranza progettuale.
Solo a questo punto la sfida che propongo alla città di oggi potrebbe diventare «la sfida delle città» contro gli equilibri del terrore che si svolgono e si risolvono sempre al di sopra di ogni possibilità di decisione dei popoli.
Il modello di una società civile che accetta dentro di sé il diverso, come ipotesi positiva di cambiamento rappresenta di fatto una cultura superiore rispetto agli equilibri militari che ci sovrastano.
La società del sospetto, dell'isolamento con cui sono regolate le nostre città rappresentano purtroppo una agghiacciante analogia a quegli equilibri.

          Socializzazione in anteprima del dossier
 
 

 
 
Emergenza carcere: la risposta non è costruirne di nuovi.
 


          Premessa


 
Il governo si sta preparando a varare un “piano carceri” per la costruzione di 18 nuove strutture penitenziarie, di cui una anche nel territorio fiorentino, dove si prevede anche la realizzazione di un nuovo padiglione nell’area di Sollicciano, riducendone così gli spazi verdi.
Per giustificare un impegno economico imponente (si parla di 1.600 MLN €, di cui 600 già individuati fra Finanziaria 2010 e bilancio della Giustizia) si fa riferimento alla insostenibile situazione di sovraffollamento delle carceri italiane: 65.067 detenuti presenti a gennaio 2010, a fronte di una capienza “regolamentare” di 44.055 unità.
Che la situazione sia insostenibile lo diciamo in tanti, da tanto tempo. In primo luogo i detenuti stessi, che denunciano le condizioni invivibili in cui sono costretti. Lo denunciano anche drammaticamente gli oltre 50 suicidi e 600 tentati suicidi di ogni anno, e i 4-5.000 episodi di autolesionismo.
 
Il numero dei detenuti al dicembre 2009 ammonta a 65.774 unità, 20 mila in più rispetto alla capienza regolamentare. E aumenta di quasi 1.000 unità al mese (negli ultimi 3 anni si è registrato un saldo “positivo” di quasi 9.000 presenze all’anno)
Scrive Antigone nel suo rapporto annuale: “In 19 anni sia i numeri percentuali che quelli assoluti sono raddoppiati. Nel 1990 i detenuti erano poco più di 30 mila. Gli ingressi in carcere nel 2008 sono stati 92.900, ossia 15 mila in più nel giro di dieci anni. Eppure siamo ben lontani oggi dai 3.909 omicidi denunciati nel 1991 o dai quasi 2 milioni di furti del 1999. La crescita del numero di detenuti sta tutta nella maggiore repressione penale del consumo e del traffico di sostanze stupefacenti, nella criminalizzazione degli immigrati senza permesso di soggiorno e nella punizione di quelli che non ottemperano all’obbligo di espulsione (varie migliaia sono gli ingressi in carcere dovuti a questa norma), nella maggiore severità nel trattamento dei recidivi.”
Parallelamente all’aumento del numero dei detenuti le risorse investite per il funzionamento delle strutture diminuiscono (dal 2000 al 2008 ci sono stati 34 Milioni di € in meno per la sanità penitenziaria; il costo medio di un detenuto è intorno ai 157 € al giorno, ma solo 3 € vanno per i tre pasti, e 5 € per la sanità).
 
Di fronte ad uno scenario così drammatico, quello che proprio non torna è il rimedio proposto: la costruzione di nuove carceri
 
1. L’impennata nelle presenze di detenuti nelle strutture carcerarie coincide con il progressivo affermarsi della ossessione securitaria, con i vari “pacchetti sicurezza”, e leggi “carcerogene” come la Bossi Fini sull’immigrazione, la Fini Giovanardi sugli stupefacenti, la ex Cirielli sulla recidiva, ecc., che hanno una impostazione punitiva e criminalizzante, anche nei confronti di comportamenti semplicemente “non omologati” (basta pensare al consumo di droghe leggere) che non può che far aumentare la popolazione carceraria.
Come pure è determinante il continuo ampliamento del divario nella distribuzione della ricchezza dovuto alle politiche neoliberiste perseguite negli ultimi decenni, situazione aggravata ora da una crisi economica che ricade quasi esclusivamente sulle fasce deboli della popolazione.
 
2. L’ampliamento della capienza ha rappresentato ovunque una spinta alla crescita dell’incarcerazione, in una rincorsa che non si arresta mai. Peraltro al tasso di crescita attuale della popolazione carceraria i 20.000 nuovi posti del piano Alfano rappresentano una corsa già persa in partenza: con circa 63.000 detenuti attuali e un saldo di 800-1000 persone in più in cella ogni mese gli ottantamila posti di capienza totale previsti al termine del piano saranno superati già nel 2011.
La Corte dei Conti il 28 giugno 2005 sostenne ufficialmente che “la costruzione di nuove carceri, la ristrutturazione e l’ampliamento di quelle esistenti assorbono ingenti risorse finanziarie, ma non riescono a migliorare in modo tangibile le condizioni di vita dei detenuti, a causa del continuo aumento del loro numero.”

        Titoli del sommario del dossier
 
1 - I “piani carcere” italiani degli ultimi trent’anni.


     Cosa succede all’estero …


2. La costruzione di nuove carceri non ha migliorato le condizioni di vita dietro le sbarre.
3. Ma buona parte delle persone che si trovano in carcere potrebbero non starci affatto: le misure alternative penitenziarie.
4. Ma svuotare le carceri non interessa al governo: il giro di miliardi senza controllo messi in gioco dal “piano carceri”.
5. Il ragionamento del ministro Alfanoe dei suoi colleghi che optano per la costruzione di nuove carceri è del tipo: la criminalità aumenta, quindi aumenta la repressione da parte dello Stato, quindi aumenta il ricorso al carcere, quindi aumenta il numero dei detenuti, quindi occorre costruire nuove celle. E’ un ragionamento che “naturalizza” l’intera questione carceraria, facendo sembrare l’aumento dei detenuti e la costruzione di nuove carceri come un destino a cui non si può sfuggire.


6. La condizione di vita nelle carceri … Le leggi”cancerogene”…Suicidi e tentativi di suicidio nella popolazione detenuta dal 1990 al 2009     Detenuti presenti e nuovi ingressi dal 1990 al 2008     Misure alternative alla detenzione e presenze in carcere dal 1990 al 2008     Misure alternative alla detenzione e tossicodipendenze.


   Anni 2006 – 2008   (Elaborazione Centro Studi di Ristretti Orizzonti su dati del Ministero della Giustizia).
 
 
 
Nota: Il dossier sarà presentato pubblicamente in un prossimo incontro in via di organizzazione.
 
 LINKS
 
Ristretti Orizzonti – sito di cultura e informazione dal carcere
http://www.ristretti.it/
 
Associazione Antigone – Per i diritti e le garanzie nel sistema penale
http://www.associazioneantigone.it/
 
A Buon Diritto – Associazione per le libertà
http://www.abuondiritto.it/
 
Innocenti Evasioni – la privazione della libertà e le libertà possibili
http://www.innocentievasioni.net/
 
Radio Carcere
http://www.radiocarcere.com/index.php
 
Associazione Papillon – Rebibbia – Per la difesa dei diritti e della dignità dei cittadini detenuti
http://www.papillonrebibbia.org/
 
Associazione Pantagruel
http://www.informacarcere.it/pantagruel.php
 
Associazione Il detenuto ignoto
http://detenutoignoto.blogspot.com/
 
L’altro Diritto – Centro documentazione su carcere, devianza e marginalità
http://www.altrodiritto.unifi.it/
 
Fondazione Michelucci
http://www.michelucci.it/
 
Dentro e fuori le mura
http://www.inventati.org/dentroefuori/
 
Le Urla dal Silenzio
http://urladalsilenzio.wordpress.com/

Liberare la città dal carcere

 LINKS
 
Ristretti Orizzonti – sito di cultura e informazione dal carcere
http://www.ristretti.it/
 
Associazione Antigone – Per i diritti e le garanzie nel sistema penale
http://www.associazioneantigone.it/
 
A Buon Diritto – Associazione per le libertà
http://www.abuondiritto.it/
 
Innocenti Evasioni – la privazione della libertà e le libertà possibili
http://www.innocentievasioni.net/
 
Radio Carcere
http://www.radiocarcere.com/index.php
 
Associazione Papillon – Rebibbia – Per la difesa dei diritti e della dignità dei cittadini detenuti
http://www.papillonrebibbia.org/
 
Associazione Pantagruel
http://www.informacarcere.it/pantagruel.php
 
Associazione Il detenuto ignoto
http://detenutoignoto.blogspot.com/
 
L’altro Diritto – Centro documentazione su carcere, devianza e marginalità
http://www.altrodiritto.unifi.it/
 
Fondazione Michelucci
http://www.michelucci.it/
 
Dentro e fuori le mura
http://www.inventati.org/dentroefuori/
 
Le Urla dal Silenzio
http://urladalsilenzio.wordpress.com/
 Comunità dell’Isolotto - Firenze
Incontro comunitario
Domenica 2 maggio 2010
 
 
"E il velo del Tempio si squarciò" (Marco)
“Liberare la città dal carcere non è per me un'utopia quanto restituire alla città i suoi problemi vitali” (Michelucci)
 
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: “Ecco, chiama Elia! ”. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce”. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”.
 


                                                                 Marco 15


 
Spunti di riflessione
(da “Comunità Isolotto Oltre i Confini”)
 
Un velo, nei tempi antichi, impediva di entrare nel "Sancta sanctorum", il recesso più intimo e inaccessibile del Tempio di Gerusalemme, il luogo della presenza divina. Poteva superare il velo solo il sommo sacerdote, una volta all'anno, ma dopo essersi adeguatamente purificato. Il velo separava il puro dall'impuro. E questa separazione suprema penetrava nella vita sociale. Il velo consentiva al "Sancta sanctorum", cioè allo spazio sacro, di imporre alla società il proprio ordine, assoluto, imprescindibile, indiscutibile. E l'ordine stava nella divisione appunto del popolo in base alle categorie di "puro/impuro". Erano ben dentro il recinto dei "puri" le caste dominanti: sacerdoti, leviti, dottori della legge, scribi, farisei. "Impuro" era invece il popolino nella sua maggioranza: poveri, lebbrosi, ciechi, storpi, peccatori, prostitute, puerpere e donne mestruate, e ancora altre categorie. Quando morì Gesù, il Vangelo riferisce che "il velo del Tempio si squarciò in due parti da cima a fondo". Nessuno può dire se la cosa sia accaduta davvero. Può anche essere che il velo sia rimasto lì dov'era e non si sia nemmeno accorto della morte di Gesù. Forse l'autore del Vangelo di Marco ha usato una metafora. Per lui, si era squarciato non il velo fisico del tempio di mura, ma il velo morale e sociale. Il nuovo Popolo di Dio era nato dalla dissoluzione dei confini invalicabili dello spazio sacro. Le prime comunità cristiane erano composte da una mescolanza incredibile, scandalosa e inaccettabile per il vecchio ordine del Tempio. Schiavi e liberi, prostitute e vergini, peccatori e asceti, possidenti e spiantati, rivoluzionari e moderati: tutti insieme e tutti sullo stesso piano. Non c'erano "né padri né maestri né dottori" e "non vi era chi dicesse suo quello che possedeva, ma tutto era fra loro comune".

La 'città-carcere' e la 'città-tenda'
Giovanni Michelucci (da Testimonianze 304 1988)
 
La 'città-carcere' e la 'città-tenda' non sono solo dei luoghi identificabili nello spazio, sono due metafore che stanno ad indicare tutto ciò che nella città esiste come edificio, talvolta persino di pregevole fattura, senza per questo avere con la città alcun rapporto attivo, rappresentando anzi la negazione stessa della città. Da questo punto di vista un condominio di periferia è 'carcere' forse assai di più di un vero e proprio penitenziario. Non c'è nulla di peggio infatti che vivere una condizione carceraria, non come pena inflitta, ma come condizione mentale, come abitudini di vita, come atteggiamenti verso gli altri.
Il carcere diventa allora o tende a diventare il normale modo di vivere della condizione urbana, una successione di spazi e situazioni che tra loro non comunicano e producono, se non attraverso le istituzioni preposte ognuna a seconda delle determinate funzioni, da quelle della pubblica sicurezza, della salute, del commercio, financo del tempo libero, per l'organizzazione di determinate manifestazioni e spettacoli. …
La 'città-carcere' è per me dunque l'esatto opposto del «problema carcere », anche se questa e quello si alimentano a vicenda.
Per questo la mia ipotesi di liberarci dall'edificio carcerario non ha solo a che fare con un comportamento etico e morale, quanto piuttosto con il tentativo di scavare sempre di più nella mia professione di architetto.
Liberare la città dal carcere non è per me un'utopia quanto restituire alla città i suoi problemi vitali che vivono attualmente nella forma latente dell'emarginazione, della disperazione o ancora peggio in quella cronicità considerata inevitabile che è il fenomeno della devianza\organizzata.
Opporre la 'città-tenda' alla 'città-carcere' significa per me creare forma e spazio per una città che non esiste ancora, ma della cui non-esistenza soffriamo tutti le conseguenze.
La sfida che propongo alla città attuale è dunque la sfida di saper accogliere al suo interno i diversi di ogni tipo, non per dovere di ospitalità, ma come speranza progettuale.
Solo a questo punto la sfida che propongo alla città di oggi potrebbe diventare «la sfida delle città» contro gli equilibri del terrore che si svolgono e si risolvono sempre al di sopra di ogni possibilità di decisione dei popoli.
Il modello di una società civile che accetta dentro di sé il diverso, come ipotesi positiva di cambiamento rappresenta di fatto una cultura superiore rispetto agli equilibri militari che ci sovrastano.
La società del sospetto, dell'isolamento con cui sono regolate le nostre città rappresentano purtroppo una agghiacciante analogia a quegli equilibri.

          Socializzazione in anteprima del dossier
 
 

 
 
Emergenza carcere: la risposta non è costruirne di nuovi.
 


          Premessa


 
Il governo si sta preparando a varare un “piano carceri” per la costruzione di 18 nuove strutture penitenziarie, di cui una anche nel territorio fiorentino, dove si prevede anche la realizzazione di un nuovo padiglione nell’area di Sollicciano, riducendone così gli spazi verdi.
Per giustificare un impegno economico imponente (si parla di 1.600 MLN €, di cui 600 già individuati fra Finanziaria 2010 e bilancio della Giustizia) si fa riferimento alla insostenibile situazione di sovraffollamento delle carceri italiane: 65.067 detenuti presenti a gennaio 2010, a fronte di una capienza “regolamentare” di 44.055 unità.
Che la situazione sia insostenibile lo diciamo in tanti, da tanto tempo. In primo luogo i detenuti stessi, che denunciano le condizioni invivibili in cui sono costretti. Lo denunciano anche drammaticamente gli oltre 50 suicidi e 600 tentati suicidi di ogni anno, e i 4-5.000 episodi di autolesionismo.
 
Il numero dei detenuti al dicembre 2009 ammonta a 65.774 unità, 20 mila in più rispetto alla capienza regolamentare. E aumenta di quasi 1.000 unità al mese (negli ultimi 3 anni si è registrato un saldo “positivo” di quasi 9.000 presenze all’anno)
Scrive Antigone nel suo rapporto annuale: “In 19 anni sia i numeri percentuali che quelli assoluti sono raddoppiati. Nel 1990 i detenuti erano poco più di 30 mila. Gli ingressi in carcere nel 2008 sono stati 92.900, ossia 15 mila in più nel giro di dieci anni. Eppure siamo ben lontani oggi dai 3.909 omicidi denunciati nel 1991 o dai quasi 2 milioni di furti del 1999. La crescita del numero di detenuti sta tutta nella maggiore repressione penale del consumo e del traffico di sostanze stupefacenti, nella criminalizzazione degli immigrati senza permesso di soggiorno e nella punizione di quelli che non ottemperano all’obbligo di espulsione (varie migliaia sono gli ingressi in carcere dovuti a questa norma), nella maggiore severità nel trattamento dei recidivi.”
Parallelamente all’aumento del numero dei detenuti le risorse investite per il funzionamento delle strutture diminuiscono (dal 2000 al 2008 ci sono stati 34 Milioni di € in meno per la sanità penitenziaria; il costo medio di un detenuto è intorno ai 157 € al giorno, ma solo 3 € vanno per i tre pasti, e 5 € per la sanità).
 
Di fronte ad uno scenario così drammatico, quello che proprio non torna è il rimedio proposto: la costruzione di nuove carceri
 
1. L’impennata nelle presenze di detenuti nelle strutture carcerarie coincide con il progressivo affermarsi della ossessione securitaria, con i vari “pacchetti sicurezza”, e leggi “carcerogene” come la Bossi Fini sull’immigrazione, la Fini Giovanardi sugli stupefacenti, la ex Cirielli sulla recidiva, ecc., che hanno una impostazione punitiva e criminalizzante, anche nei confronti di comportamenti semplicemente “non omologati” (basta pensare al consumo di droghe leggere) che non può che far aumentare la popolazione carceraria.
Come pure è determinante il continuo ampliamento del divario nella distribuzione della ricchezza dovuto alle politiche neoliberiste perseguite negli ultimi decenni, situazione aggravata ora da una crisi economica che ricade quasi esclusivamente sulle fasce deboli della popolazione.
 
2. L’ampliamento della capienza ha rappresentato ovunque una spinta alla crescita dell’incarcerazione, in una rincorsa che non si arresta mai. Peraltro al tasso di crescita attuale della popolazione carceraria i 20.000 nuovi posti del piano Alfano rappresentano una corsa già persa in partenza: con circa 63.000 detenuti attuali e un saldo di 800-1000 persone in più in cella ogni mese gli ottantamila posti di capienza totale previsti al termine del piano saranno superati già nel 2011.
La Corte dei Conti il 28 giugno 2005 sostenne ufficialmente che “la costruzione di nuove carceri, la ristrutturazione e l’ampliamento di quelle esistenti assorbono ingenti risorse finanziarie, ma non riescono a migliorare in modo tangibile le condizioni di vita dei detenuti, a causa del continuo aumento del loro numero.”

        Titoli del sommario del dossier
 
1 - I “piani carcere” italiani degli ultimi trent’anni.


     Cosa succede all’estero …


2. La costruzione di nuove carceri non ha migliorato le condizioni di vita dietro le sbarre.
3. Ma buona parte delle persone che si trovano in carcere potrebbero non starci affatto: le misure alternative penitenziarie.
4. Ma svuotare le carceri non interessa al governo: il giro di miliardi senza controllo messi in gioco dal “piano carceri”.
5. Il ragionamento del ministro Alfanoe dei suoi colleghi che optano per la costruzione di nuove carceri è del tipo: la criminalità aumenta, quindi aumenta la repressione da parte dello Stato, quindi aumenta il ricorso al carcere, quindi aumenta il numero dei detenuti, quindi occorre costruire nuove celle. E’ un ragionamento che “naturalizza” l’intera questione carceraria, facendo sembrare l’aumento dei detenuti e la costruzione di nuove carceri come un destino a cui non si può sfuggire.


6. La condizione di vita nelle carceri … Le leggi”cancerogene”…Suicidi e tentativi di suicidio nella popolazione detenuta dal 1990 al 2009     Detenuti presenti e nuovi ingressi dal 1990 al 2008     Misure alternative alla detenzione e presenze in carcere dal 1990 al 2008     Misure alternative alla detenzione e tossicodipendenze.


   Anni 2006 – 2008   (Elaborazione Centro Studi di Ristretti Orizzonti su dati del Ministero della Giustizia).
 
 
 
Nota: Il dossier sarà presentato pubblicamente in un prossimo incontro in via di organizzazione.
 
 LINKS
 
Ristretti Orizzonti – sito di cultura e informazione dal carcere
http://www.ristretti.it/
 
Associazione Antigone – Per i diritti e le garanzie nel sistema penale
http://www.associazioneantigone.it/
 
A Buon Diritto – Associazione per le libertà
http://www.abuondiritto.it/
 
Innocenti Evasioni – la privazione della libertà e le libertà possibili
http://www.innocentievasioni.net/
 
Radio Carcere
http://www.radiocarcere.com/index.php
 
Associazione Papillon – Rebibbia – Per la difesa dei diritti e della dignità dei cittadini detenuti
http://www.papillonrebibbia.org/
 
Associazione Pantagruel
http://www.informacarcere.it/pantagruel.php
 
Associazione Il detenuto ignoto
http://detenutoignoto.blogspot.com/
 
L’altro Diritto – Centro documentazione su carcere, devianza e marginalità
http://www.altrodiritto.unifi.it/
 
Fondazione Michelucci
http://www.michelucci.it/
 
Dentro e fuori le mura
http://www.inventati.org/dentroefuori/
 
Le Urla dal Silenzio
http://urladalsilenzio.wordpress.com/

venerdì 23 aprile 2010

La Comunione


Comunione ai divorziati: due pesi e due misure?




Lettera aperta al Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente Cei, e al Card.Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano.

di Paolo Farinella, prete

Molti cristiani, tra cui alcuni divorziati mi informano che nei funerali di Raimondo Vianello celebrati il giorno 17 aprile 2010 a Milano e officiati da uno degli ausiliari di Milano, Silvio Berlusconi, attuale presidente del consiglio, non solo ha trasformato l’austerità della morte in uno show personale di bassa lega con tv attaccata alle sue calcagna, ma ha addirittura fatto la Comunione durante la Messa.

E’ notorio che egli sia pluridivorziato, e quindi in uno stato non compatibile con la dottrina della Chiesa cattolica, quotidianamente affermata dai vescovi e dal papa. E’ già la seconda volta che si fa vedere in pubblico a fare la Comunione, falsamente compunto e oscenamente mostrato dalle sue tv, programmate allo scopo.

Poiché è un uomo pubblico, malato di protagonismo eccentrico, egocentrico ed esclusivamente dedito al culto della sua persona, prefigurando lo scandalo che ne sarebbe emerso, i celebranti avevano l’obbligo di non dargli la Comunione, rimandandolo al suo posto e invitandolo a non trasformare la serietà della morte in uno spettacolo da circo.

Lo scandalo c’è stato e la nostra gente pensa che la regola severa della esclusione dai sacramenti che la gerarchia cattolica impone ai divorziati non valga per il potente Berlusconi, notorio frequentatore di prostitute e di minorenni e uomo senza scrupoli morali, corrotto e corruttore. Sembra che facendo la Comunione mentre si offre fintamente compunto alle sue tv, voglia essere un messaggio alle gerarchie cattoliche, quasi a dire: Io sono superiore a qualsiasi legge. Nessuno potrà mia giudicarmi perché “Io sono la legge”: sono anche superiore alle leggi della Chiesa che io posso disattendere quando voglio.

Poiché lo scandalo si è compiuto in modo pubblico per scelta dell’interessato, che si è fatto seguire dalle sue tv, è urgente che il presidente della Cei e il segretario di Stato dicano chiaramente e apertamente, con nome e cognome che il sig. Berlusconi Silvio ha commesso un sacrilegio, accostandosi alla Comunione in quanto divorziato e in procinto di divorziare una seconda volta. 

E’ intollerabile che la sua sicumera e protervia arrivino a tanto, quasi facendo credere a tutti che egli è sciolto da ogni legge ecclesiastica così come provvede da solo a sciogliersi da ogni legge umana, facendosele approvare su misura. Il «bonum fidelium» esige una sconfessione pubblica e quest’uomo capace di ogni bassezza per suo tornaconto deve essere diffidato dal proseguire su questa strada pena la scomunica definitiva per disprezzo pubblico e ostentato della legge canonica.

Se la gerarchia cattolica non interviene subito, sarà giudicata dal popolo di Dio come connivente e complice di un immondo comportamento che si regge e si nutre dell’appoggio implicito ed esplicito di larga parte della gerarchia e dei cattolici organizzati che troppi interessi materiali hanno in combutta con un uomo che più di ogni altro ha degradato l’Italia e i «principi non negoziabili» ad un livello di bassezza inaudita.

Se l’etica non è un’opinione, vogliamo sentire i vescovi dissentire, altrimenti, come insegna la morale compresa dal nostro popolo «è tanto ladro chi ruba, quanto chi para il sacco».
In attesa di un riscontro, porgo distinti saluti.

Paolo Farinella, prete 
Parrocchia di San Torpete - Genova


(20 aprile 2010)