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mercoledì 7 novembre 2012
Beniamino Deidda
domenica 16 gennaio 2011
Da la Repubblica Firenze 15 gennaio 2011 pag. 1
La notizia
L’inaugurazione: Per ricordare La Pira una statua io marmo rosso (all’Isolotto)
Il Commento:
Io lo preferisco vivo in mezzo a noi
Enzo Mazzi
Non posso in coscienza accogliere l’invito del sindaco Matteo Renzi alla cerimonia di scoprimento della scultura dedicata a Giorgio La Pira situata nel piazzale della Chiesa dell’Isolotto. I motivi sono diversi.
Il primo riguarda il senso della mitizzazione statuaria e della santificazione di soggetti umani che emergono per il loro eroismo. A guardar bene oltre la superficie della consuetudine, non si può evitare di domandarsi se queste elevazioni non creino nella massa sensi di frustrazione morale di fronte a modelli di eroismo e santità irraggiungibili, producendo personalità insicure, dipendenti e quindi inclini alla eterodirezione e alla ubbidienza. Ecco emergere uno dei motivi profondi della erezione di statue e della santificazione ufficiale: favorire il dominio.
Un secondo rilievo critico riguarda il bisogno che la persona di Giorgio La Pira resti viva in mezzo a noi. Immortalarlo in una effigie marmorea lo ritengo come una seconda morte. La Pira è un testimone di una società-crogiuolo di forze diverse tese alla trasformazione nel senso della giustizia, della solidarietà e della pace fin dal tempo della Costituente e in particolare è testimone di una Firenze trainante nel grande sforzo di unificazione del pianeta nel segno della pace e del senso critico e creativo dopo che la guerra e l’equilibrio del terrore avevano dato sì al mondo la coscienza della interdipendenza globale ma nel segno tragico della distruzione e della paura. Egli è vivo ovunque oggi una tale transizione procede nonostante le rovinose involuzioni e i drammatici arretramenti che ci angustiano.
Un terzo rilievo riguarda l’anima dell’Isolotto e della città.
Quando La Pira seppe che ero stato nominato parroco dell'Isolotto, la sua « città satellite », volle incontrarmi a Palazzo Vecchio e mi chiese di contribuire a «rendere lieto il cuore della gente e a organizzare tante feste ». Eravamo nel novembre 1954.
Facemmo le feste, ma vennero ben presto i guai caratteristici delle periferie urbane. Non sapevamo ancora che ogni aula scolastica, ogni servizio, ogni spazio sociale, avremmo dovuto conquistarcelo con la lotta. Così anche per l’affermazione del diritto al lavoro nel tempo della crisi industriale: Pignone, Galileo, Fivre, Confi, ecc. Nacquero i primi comitati unitari, dove persone di varia estrazione ideologica, di varia militanza politica, di fedi diverse, si ritrovavano insieme sui bisogni comuni e scoprivano il valore e la forza dell'unità. E fu lì che incontrammo un nuovo La Pira. Fu la sua seconda nascita. Lo testimonia lui stesso: “Finché non mi trovai a contatto con i movimenti dei lavoratori, occupati e disoccupati, dei senza casa, dei poveri, ero come un turista. Il turista che viene a Firenze passa accanto alla città e non sa cos’è la città. Così io, ero passato accanto a tante cose, anche al lavoro, ma non l’avevo capito. Facevo preghiere affettuose al Signore ma non mi arrabbiavo. Ora mi arrabbio anche nella preghiera”.
Ritengo questa confessione del 1951 il fulcro per capire la vicenda di un uomo con cui ho avuto una frequentazione di amicizia già da quei primi tempi del suo impegno ecclesiale, sociale e politico. Non avrebbe mai detto: “io sto con Marchionne”. Forse lo avrebbe incontrato per indurlo a soluzioni meno drastiche. Lo so, lo so, c’è anche il suo “ubi episcopus ibi ecclesia” detto nell’agosto 1969 davanti alla chiesa dell’Isolotto. Un senso dell’assoluto primato gerarchico, che io considero preconciliare, privo della nuova centralità conciliare del Popolo di Dio, poneva nella sua coscienza limiti invalicabili, ma solo a livello ecclesiale. Nessun Marchionne o Berlusconi o altro erogatore di benefici economici in linea col capitalismo della globalizzazione neoliberista lo avrebbero incantato.
Il cortocircuito fra le sue belle idee, fra le sue affettuose preghiere e la forza umana, vitale e storica dei movimenti del dopoguerra fu la sua ricchezza e la sua rovina.
La sua ricchezza perché divenne un altro uomo: restò un contemplativo ma con gli occhi e la sensibilità della gente umile che contempla dal basso, laicamente, cioè con le mani, con i piedi, col sangue, con la collera, con la lotta.
Fu la sua rovina perché i poteri del tempo lo considerarono pericoloso per i disegni restaurativi e lo emarginarono in senso politico, sociale, ecclesiale.
E lui scelse: prima la vita, la dignità, i diritti a partire dal basso e dalla Costituzione e poi la convenienza economica e la poltrona.
Enzo Mazzi
Firenze 13 gennaio 2011
mercoledì 19 maggio 2010
Un altro mondo è possibile
Presentazione del volume:
Firenze crocevia di culture
Polistampa, 2010
a cura dell'Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze, della Comunità dell'Isolotto, della Fondazione Michelucci
Interventi di:
Luigi Remaschi, Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze
Urbano Cipriani Comunità dell'Isolotto
Corrado Marcetti Direttore Fondazione Michelucci
Paolo Mencarelli storico
Presiede il Sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini
Sarà presente l'Assessore Laura Guerrini
Mercoledì 19 maggio ore 17
presso la sala conferenze della Biblioteca
Via di Belmonte 38 - Ponte a Niccheri (Bagno a Ripoli)
Il Volume, che vuol essere una guida ad un'altra Firenze, traccia una storia incentrata sulla solidarietà, sui movimenti di base, sulla partecipazione, sul protagonismo popolare e sull'integrazione fra culture diverse, all'insegna dello slogan un altro mondo è possibile.
Un altro mondo è possibile
Presentazione del volume:
Firenze crocevia di culture
Polistampa, 2010
a cura dell'Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze, della Comunità dell'Isolotto, della Fondazione Michelucci
Interventi di:
Luigi Remaschi, Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze
Urbano Cipriani Comunità dell'Isolotto
Corrado Marcetti Direttore Fondazione Michelucci
Paolo Mencarelli storico
Presiede il Sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini
Sarà presente l'Assessore Laura Guerrini
Mercoledì 19 maggio ore 17
presso la sala conferenze della Biblioteca
Via di Belmonte 38 - Ponte a Niccheri (Bagno a Ripoli)
Il Volume, che vuol essere una guida ad un'altra Firenze, traccia una storia incentrata sulla solidarietà, sui movimenti di base, sulla partecipazione, sul protagonismo popolare e sull'integrazione fra culture diverse, all'insegna dello slogan un altro mondo è possibile.
martedì 24 marzo 2009
Testamento biologico e amore per la vita
questo il tema
che socializzeremo nell'incontro eucaristico comunitario domenica prossima 29 marzo 2009 ore 10,30, a cui parteciperà Beppino Englaro.
Parteciperanno anche rappresentanti di altre comunità ecclesiali e parrocchie e dell'Associazione Liberi di decidere. L'incontro si svolgerà alle "Baracche" dell'Isolotto, via degli Aceri 1 Firenze, autobus n. 9, tel. 055711362.
"La morte fa parte della vita: amare la vita vuol dire amare anche la sua finitezza": è questo il messaggio più pregnante che ci ha offerto e continuerà a donarci Eluana. Beppino Englaro ha raccolto quelle precise parole da "Eluana nel pieno della giovinezza" e ha speso la vita per liberarle dagli impedimenti culturali contribuendo in maniera decisa e produttiva a farle divenire senso comune, capaci di informare positivamente le relazioni e la politica. Ma la consapevolezza di Eluana non è piovuta dal cielo. Al tempo in cui lei poco più che ventenne esprimeva quella consapevolezza, il tema della riapproriazione della morte come parte della vita stava diffondendosi sull'onda lunga del vento del '68. A dimostrazione che il '68 fu veramente un imponente processo storico di trasformazione globale della società che andava a incidere nel profondo fino al senso della vita e della morte e non una folata velleitaria senza passato e senza futuro. L'Archivio storico della Comunità dell'Isolotto conserva un numero del Notiziario (n.251 - giugno 1990) dal titolo "La morte fra tabù e riappropriazione: il tema della morte nella Bibbia e nel percorso comunitario di ricerca esistenziale". Quella socializzazione fu una tappa importante della crescita comunitaria. Del tutto inconsapevolmente ci animava una sorprendente consonanza con Eluana che a quel tempo aveva vent'anni: era nata nel 1970. E' una dimostrazione che la consapevolezza di Eluana non era isolata ma faceva parte di una maturazione collettiva che stava lentamente penetrando negli ambienti più aperti della società, sia laici che religiosi.
Ma la consapevolezza è la grande nemica del potere. Il quale si nutre di disperazione, paura, rassegnazione e sottomissione. Come la speranza prendeva forma di consapevolezza a livello mondiale, così anche la strategia per annullarla fu globale. Ed ora siamo alla resa dei conti decisiva. Tutto questo è in gioco oggi nel confronto estremo sul senso della vita e della morte e sulla sovranità della persona nutrita di relazioni come soggetto morale titolare di un diritto inalienabile a decidere di se stesso.
L'etica laica è una pratica che, includendo questo cruciale aspetto delle scelte personali, si spinge oltre, supera con la forza della "normalità" le barriere erette dai poteri assoluti. Il "se stesso" entra in una stretta e vitale relazione con gli altri "se", in una faticosa ricerca collettiva di risposte sul senso più profondo e generale dell'esperienza umana: la vita, la morte, la giustizia sociale ed economica, la riconciliazione con la natura.
Beppino e con lui Eluana, saranno con noi tra noi in questo spirito di continua e positiva ricerca.
La Comunità dell'Isolotto - Firenze
Testamento biologico e amore per la vita
questo il tema
che socializzeremo nell'incontro eucaristico comunitario domenica prossima 29 marzo 2009 ore 10,30, a cui parteciperà Beppino Englaro.
Parteciperanno anche rappresentanti di altre comunità ecclesiali e parrocchie e dell'Associazione Liberi di decidere. L'incontro si svolgerà alle "Baracche" dell'Isolotto, via degli Aceri 1 Firenze, autobus n. 9, tel. 055711362.
"La morte fa parte della vita: amare la vita vuol dire amare anche la sua finitezza": è questo il messaggio più pregnante che ci ha offerto e continuerà a donarci Eluana. Beppino Englaro ha raccolto quelle precise parole da "Eluana nel pieno della giovinezza" e ha speso la vita per liberarle dagli impedimenti culturali contribuendo in maniera decisa e produttiva a farle divenire senso comune, capaci di informare positivamente le relazioni e la politica. Ma la consapevolezza di Eluana non è piovuta dal cielo. Al tempo in cui lei poco più che ventenne esprimeva quella consapevolezza, il tema della riapproriazione della morte come parte della vita stava diffondendosi sull'onda lunga del vento del '68. A dimostrazione che il '68 fu veramente un imponente processo storico di trasformazione globale della società che andava a incidere nel profondo fino al senso della vita e della morte e non una folata velleitaria senza passato e senza futuro. L'Archivio storico della Comunità dell'Isolotto conserva un numero del Notiziario (n.251 - giugno 1990) dal titolo "La morte fra tabù e riappropriazione: il tema della morte nella Bibbia e nel percorso comunitario di ricerca esistenziale". Quella socializzazione fu una tappa importante della crescita comunitaria. Del tutto inconsapevolmente ci animava una sorprendente consonanza con Eluana che a quel tempo aveva vent'anni: era nata nel 1970. E' una dimostrazione che la consapevolezza di Eluana non era isolata ma faceva parte di una maturazione collettiva che stava lentamente penetrando negli ambienti più aperti della società, sia laici che religiosi.
Ma la consapevolezza è la grande nemica del potere. Il quale si nutre di disperazione, paura, rassegnazione e sottomissione. Come la speranza prendeva forma di consapevolezza a livello mondiale, così anche la strategia per annullarla fu globale. Ed ora siamo alla resa dei conti decisiva. Tutto questo è in gioco oggi nel confronto estremo sul senso della vita e della morte e sulla sovranità della persona nutrita di relazioni come soggetto morale titolare di un diritto inalienabile a decidere di se stesso.
L'etica laica è una pratica che, includendo questo cruciale aspetto delle scelte personali, si spinge oltre, supera con la forza della "normalità" le barriere erette dai poteri assoluti. Il "se stesso" entra in una stretta e vitale relazione con gli altri "se", in una faticosa ricerca collettiva di risposte sul senso più profondo e generale dell'esperienza umana: la vita, la morte, la giustizia sociale ed economica, la riconciliazione con la natura.
Beppino e con lui Eluana, saranno con noi tra noi in questo spirito di continua e positiva ricerca.
La Comunità dell'Isolotto - Firenze
martedì 18 novembre 2008
Comunità e mondo
Comunità e mondo
giovedì 6 novembre 2008
Enzo Mazzi a RAI-TV tre
Cristianesimo ribelle
Cosa vuol dire essere cristiani oggi? E qual è il loro rapporto con la Chiesa intesa come "gerarchia"?
Corrado Augias ne parla a Le Storie - Diario Italiano con un sacerdote "scomodo": Don Enzo Mazzi.
In onda su Rai-TV terzo canale: Mercoledì 5 novembre 2008
Video prima parte (clicca sull'immagine):
Video (seconda parte).
Enzo Mazzi a RAI-TV tre
Cristianesimo ribelle
Cosa vuol dire essere cristiani oggi? E qual è il loro rapporto con la Chiesa intesa come "gerarchia"?
Corrado Augias ne parla a Le Storie - Diario Italiano con un sacerdote "scomodo": Don Enzo Mazzi.
In onda su Rai-TV terzo canale: Mercoledì 5 novembre 2008
Video prima parte (clicca sull'immagine):
Video (seconda parte).
martedì 4 novembre 2008
5 novembre - ore 12,45 - Rai TV terzo c.
Da non mancare!
Mercoledì 5 novembre 2008 In onda alle 12.45 su Rai-TV terzo canale:
Cosa vuol dire essere cristiani oggi? E qual è il loro rapporto con la Chiesa intesa come "gerarchia"?
Corrado Augias ne parla a Le Storie - Diario Italiano con un sacerdote "scomodo": Don Enzo Mazzi.
http://www.lestorie.rai.it/category/0,1067207,1067002-1080830,00.html
5 novembre - ore 12,45 - Rai TV terzo c.
Da non mancare!
Mercoledì 5 novembre 2008 In onda alle 12.45 su Rai-TV terzo canale:
Cosa vuol dire essere cristiani oggi? E qual è il loro rapporto con la Chiesa intesa come "gerarchia"?
Corrado Augias ne parla a Le Storie - Diario Italiano con un sacerdote "scomodo": Don Enzo Mazzi.
http://www.lestorie.rai.it/category/0,1067207,1067002-1080830,00.html
domenica 2 novembre 2008
31 ottobre 1968-31 ottobre 2008
Oggi è il quarantesimo compleanno del parto della Comunità dell'Isolotto. E' avvenuto infatti il 31 ottobre 1968 dopo una felice e laboriosa gestazione di 180 mesi! Nello stesso periodo storico nascevano in Italia e nel mondo centinaia per non dire migliaia di comunità di base.
Non facciamo festa? L'abbiamo anticipata a fine settembre con tre affollati incontri, in piazza Isolotto, alla Casa del popolo, alle "baracche", su: "Leggere il ’68 con gli occhi di oggi - l’Isolotto un quartiere protagonista - tre serate per rivisitare la storia con i soggetti di allora e con le generazioni che non l’hanno vissuta - filmati, immagini, canzoni microfono aperto per socializzare interrogativi, ricordi, pensieri".
La nostra festa di compleanno la stiamo celebrando ora con la partecipazione al movimento in difesa della scuola di tutti e per tutti. Siamo spinti dal bisogno di esserci ancora una volta, di fronte a questo sconsiderato attacco alla scuola. Cercano in ogni modo di rendere le persone più deboli, impaurite, isolate. La solitudine rende inermi, incapaci di reagire, ripiegati su se stessi, toglie coraggio. Al contrario, il fare insieme, il lottare insieme per qualcosa di comune, ci rende forti ed anche "pericolosi " per chi vuole il silenzio.
E' la storia di questi nostri quarant'anni.
Portiamo con noi nel movimento la testimonianza di chi ha partecipato con determinazione alla lotta per la trasformazione della società e della scuola fin dal secolo scorso. Questa continuità resistente è solo un piccolo segno. Testimonia la densità culturale del movimento attuale. Esso non nasce dal nulla ma è una fase di un grande processo storico di trasformazione della società e della scuola che potrà essere ostacolato, rallentato ma non fermato dalle attuali politiche di restaurazione. Lo diciamo senza troppa enfasi perché non è una certezza fideistica ma una speranza e una scommessa. Un augurio denso di una lunga storia.
La Comunità dell'Isolotto
Firenze 31 ottobre 2008
(Risposte giunte ad oggi 2 novembre 2008)
Vi seguo da quando avevo 15 anni, nel 1968 appunto. Vi ho conosciuti attraverso il prete del mio oratorio e nonostante io mi dichiari dal 1972 atea non ho mai smesso di guardare con attenzione e riflettere sui vostri messaggi.
In realtà sono agnostica e "in cammino" ma vivo in un microscopico paese della pianura bergamasca e la mia scelta, che aveva un senso allora, mi aiuta ancora costantemente a misurarmi con la concretezza della vita, la mia e quella di cui mi curo, nella scuola e oltre. Grazie di tutto
Caro Enzo, care sorelle e fratelli dell'Isolotto,
grazie sempre dell'informazione che ci mandate e soprattutto un augurio di pace e di speranza in questo vostro quarantennale.
L'Isolotto e la vostra Comunità di base hanno sempre costituito in questi anni, ben al di là di Firenze, un punto di riferimento per i credenti e per tutta la società civile, sia per le sue riflessioni sull'Evangelo sia per la sua pratica nel sociale e nel "fare memoria". Per quanto possa contare, sappiate che ci sentiamo parte del vostro impegno e della vostra ricerca e vi siamo grati per il vostro lavoro.
Un abbraccio di pace a nome di tutte e tutti di "Noi Siamo Chiesa"
I migliori auguri nella comunione di lotta e nella costante amicizia da parte della
Che bella festa.
Auguri dalla redazione di CARTA
Gianluca Carmosino
Segreteria Tecnica Nazionale Cdb Nord-Milano c/o Rosario Carlig
segrcdb@alice.it – www.cdbitalia.it
Carissime/i,
oggi in particolare ci sentiamo vicini a voi. La comunità dell'isolotto è sempre stata per tutti noi un punto di riferimento nel nostro cammino, un sostegno nei momenti difficili, una solida base nelle nostre ricerche teologiche e motivo di orgoglio nel nostro essere comunità cristiana di base.
A nome di tutte le CdB ci congratuliamo con voi per il vostro lungo e ammirevole cammino e vi auguriamo un futuro ancora più fecondo e splendente per voi e per tutti noi. Saluti carissimi.
Per la Segreteria Tecnica Nazionale delle CdB italiane
Rosario Carlig
Lidia Menapace
Buona strada
Elisabetta Guerrieri
Caro Enzo, mio fratello Daniele mi ha inviato le vostre ultime prese di posizione. Auguri in ritardo per l’anniversario 31 Ottobre 2008. Grazie. Fraterni Saluti
Carissimi amici, un grande augurio per il vostro quarantesimo compleanno, mi ritrovo in profonda sintonia culturale con la vostra storia e con il vostro pensare ed agire nel presente. La vostra lotta per vincere la paura, la solitudine di chi ci vorrebbe muti, inermi e subalterni è anche la mia lotta. Grazie di esistere. Un abbraccio a tutti voi e uno particolare con grande affetto e stima a Enzo Mazzi.
31 ottobre 1968-31 ottobre 2008
Oggi è il quarantesimo compleanno del parto della Comunità dell'Isolotto. E' avvenuto infatti il 31 ottobre 1968 dopo una felice e laboriosa gestazione di 180 mesi! Nello stesso periodo storico nascevano in Italia e nel mondo centinaia per non dire migliaia di comunità di base.
Non facciamo festa? L'abbiamo anticipata a fine settembre con tre affollati incontri, in piazza Isolotto, alla Casa del popolo, alle "baracche", su: "Leggere il ’68 con gli occhi di oggi - l’Isolotto un quartiere protagonista - tre serate per rivisitare la storia con i soggetti di allora e con le generazioni che non l’hanno vissuta - filmati, immagini, canzoni microfono aperto per socializzare interrogativi, ricordi, pensieri".
La nostra festa di compleanno la stiamo celebrando ora con la partecipazione al movimento in difesa della scuola di tutti e per tutti. Siamo spinti dal bisogno di esserci ancora una volta, di fronte a questo sconsiderato attacco alla scuola. Cercano in ogni modo di rendere le persone più deboli, impaurite, isolate. La solitudine rende inermi, incapaci di reagire, ripiegati su se stessi, toglie coraggio. Al contrario, il fare insieme, il lottare insieme per qualcosa di comune, ci rende forti ed anche "pericolosi " per chi vuole il silenzio.
E' la storia di questi nostri quarant'anni.
Portiamo con noi nel movimento la testimonianza di chi ha partecipato con determinazione alla lotta per la trasformazione della società e della scuola fin dal secolo scorso. Questa continuità resistente è solo un piccolo segno. Testimonia la densità culturale del movimento attuale. Esso non nasce dal nulla ma è una fase di un grande processo storico di trasformazione della società e della scuola che potrà essere ostacolato, rallentato ma non fermato dalle attuali politiche di restaurazione. Lo diciamo senza troppa enfasi perché non è una certezza fideistica ma una speranza e una scommessa. Un augurio denso di una lunga storia.
La Comunità dell'Isolotto
Firenze 31 ottobre 2008
(Risposte giunte ad oggi 2 novembre 2008)
Vi seguo da quando avevo 15 anni, nel 1968 appunto. Vi ho conosciuti attraverso il prete del mio oratorio e nonostante io mi dichiari dal 1972 atea non ho mai smesso di guardare con attenzione e riflettere sui vostri messaggi.
In realtà sono agnostica e "in cammino" ma vivo in un microscopico paese della pianura bergamasca e la mia scelta, che aveva un senso allora, mi aiuta ancora costantemente a misurarmi con la concretezza della vita, la mia e quella di cui mi curo, nella scuola e oltre. Grazie di tutto
Caro Enzo, care sorelle e fratelli dell'Isolotto,
grazie sempre dell'informazione che ci mandate e soprattutto un augurio di pace e di speranza in questo vostro quarantennale.
L'Isolotto e la vostra Comunità di base hanno sempre costituito in questi anni, ben al di là di Firenze, un punto di riferimento per i credenti e per tutta la società civile, sia per le sue riflessioni sull'Evangelo sia per la sua pratica nel sociale e nel "fare memoria". Per quanto possa contare, sappiate che ci sentiamo parte del vostro impegno e della vostra ricerca e vi siamo grati per il vostro lavoro.
Un abbraccio di pace a nome di tutte e tutti di "Noi Siamo Chiesa"
I migliori auguri nella comunione di lotta e nella costante amicizia da parte della
Che bella festa.
Auguri dalla redazione di CARTA
Gianluca Carmosino
Segreteria Tecnica Nazionale Cdb Nord-Milano c/o Rosario Carlig
segrcdb@alice.it – www.cdbitalia.it
Carissime/i,
oggi in particolare ci sentiamo vicini a voi. La comunità dell'isolotto è sempre stata per tutti noi un punto di riferimento nel nostro cammino, un sostegno nei momenti difficili, una solida base nelle nostre ricerche teologiche e motivo di orgoglio nel nostro essere comunità cristiana di base.
A nome di tutte le CdB ci congratuliamo con voi per il vostro lungo e ammirevole cammino e vi auguriamo un futuro ancora più fecondo e splendente per voi e per tutti noi. Saluti carissimi.
Per la Segreteria Tecnica Nazionale delle CdB italiane
Rosario Carlig
Lidia Menapace
Buona strada
Elisabetta Guerrieri
Caro Enzo, mio fratello Daniele mi ha inviato le vostre ultime prese di posizione. Auguri in ritardo per l’anniversario 31 Ottobre 2008. Grazie. Fraterni Saluti
Carissimi amici, un grande augurio per il vostro quarantesimo compleanno, mi ritrovo in profonda sintonia culturale con la vostra storia e con il vostro pensare ed agire nel presente. La vostra lotta per vincere la paura, la solitudine di chi ci vorrebbe muti, inermi e subalterni è anche la mia lotta. Grazie di esistere. Un abbraccio a tutti voi e uno particolare con grande affetto e stima a Enzo Mazzi.
mercoledì 1 ottobre 2008
leggere il 68 con gli occhi di oggi
Canzoni del 68
cantate in piazza Isolotto, al circolo Arci di via Maccari, alle baracche verdi di via degli Aceri
il 25,26,27 settembre.
http://it.youtube.com/watch?v=Lm924VE5Je8
Silvia: We shall overcome
http://it.youtube.com/watch?v=YbrSK-VKNaM
Giacomo, Marco, Michele: I tessitori di Lione, dio è morto.
http://it.youtube.com/watch?v=HjAbAZqJDGY
Il disertore, presentata da Giacomo
http://it.youtube.com/watch?v=5-vL7cBor-o
contessa: marco giacomo michele e compagnia
http://it.youtube.com/watch?v=o04sXafyHV4
Morti di Reggio Emilia: Marco
http://it.youtube.com/watch?v=YB5IDVHmSfk
C'era un ragazzo che come me
Giacomo, Marco, Michele
(Urbano)
leggere il 68 con gli occhi di oggi
Canzoni del 68
cantate in piazza Isolotto, al circolo Arci di via Maccari, alle baracche verdi di via degli Aceri
il 25,26,27 settembre.
http://it.youtube.com/watch?v=Lm924VE5Je8
Silvia: We shall overcome
http://it.youtube.com/watch?v=YbrSK-VKNaM
Giacomo, Marco, Michele: I tessitori di Lione, dio è morto.
http://it.youtube.com/watch?v=HjAbAZqJDGY
Il disertore, presentata da Giacomo
http://it.youtube.com/watch?v=5-vL7cBor-o
contessa: marco giacomo michele e compagnia
http://it.youtube.com/watch?v=o04sXafyHV4
Morti di Reggio Emilia: Marco
http://it.youtube.com/watch?v=YB5IDVHmSfk
C'era un ragazzo che come me
Giacomo, Marco, Michele
(Urbano)
venerdì 26 settembre 2008
“Periferie del ’68: la chiesa del dissenso”
giovedì 25 settembre, ore 21, piazza dell'Isolotto
“Periferie del ’68: la chiesa del dissenso”
Silvia canta "we shall leave in peace"
testo:
We shall overcome,
we shall overcome,
we shall overcome some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
We shall live in peace,
we shall live in peace,
we shall live in peace some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
We'll walk hand in hand
we'll walk hand in hand
we'll walk hand in hand some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
Black and White together,
black and white together.
black and white together some day.
Oh, deep in my heart, I do believe
we shall overcome some day.
NOI TRIONFEREMO
Noi trionferemo,
noi trionferemo,
noi trionferemo un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Noi vivremo in pace,
noi vivremo in pace,
noi vivremo in pace un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Noi cammineremo mano nella mano,
noi cammineremo mano nella mano,
noi cammineremo mano nella mano un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Neri e bianchi insieme,
neri e bianchi insieme,
neri e bianchi insieme un giorno.
Oh, in fondo al cuore ci credo,
noi trionferemo un giorno.
Secondo video: (clicca sull'immagine)
canzoni:
1 - Per cantare il Veni creator ci vogliono paramenti d'oro;
2 - Un dio che è morto.
Michele (basso), Marco (chitarra e voce), Giacomo (chitarra e voce)
Les Canuts, è una canzone che prende esplicitamente posizione contro il potere: forse oggi la più nota delle canzoni di Bruant, è un secco canto di rivolta dedicato ai lavoratori tessili in lotta contro rappresentanti del potere, preti e governanti: «...stiamo tessendo il sudario del vecchio mondo/perché già sentiamo la tempesta che si annuncia...».
I tessitori
[Traduzione di Le canuts ]
Per cantare il Veni Creator
bisogna portare mantelli d’oro.
Noi li tessiamo per i grandi della chiesa
però, poveri tessitori, non abbiamo una camicia.
Noi siamo i tessitori
noi siamo nudi
Per governare bisogna possedere
mantelli, ricami e nastri.
Noi li tessiamo per i grandi della terra
però, poveri tessitori, ci mettono nudi sotto terra.
Noi siamo i tessitori
noi siamo nudi
Ma il nostro regno arriverà
quando il vostro finirà.
Stiamo tessendo il sudario del vecchio mondo
perchè sentiamo già la tempesta che s’annuncia.
Noi siamo i tessitori
noi siamo nudi.
les canuts (tessitori di Lione)
Aug 12, 2007 "Pour chanter veni creator, il vous faut une chasuble d'or..." Par la chorale de l'échole Charenton
Pour chanter Veni Creator
Il faut une chasuble d'or
Pour chanter Veni Creator
Il faut une chasuble d'or
Nous en tissons pour vous, grands de l'église
Et nous, pauvres canuts, n'avons pas de chemise
C'est nous les canuts
Nous sommes tout nus
Pour gouverner, il faut avoir
Manteaux ou rubans en sautoir
Pour gouverner, il faut avoir
Manteaux ou rubans en sautoir
Nous en tissons pour vous grands de la terre
Et nous, pauvres canuts, sans drap on nous enterre
C'est nous les canuts
Nous sommes tout nus
Mais notre règne arrivera
Quand votre règne finira :
Mais notre règne arrivera
Quand votre règne finira :
Nous tisserons le linceul du vieux monde.
Dio è morto, di Francesco Guccini
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Ho visto / la gente della mia età andare via / lungo le strade che non portano mai a niente / cercare il sogno che conduce alla pazzia / nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già / lungo le notti che dal vino son bagnate / dentro alle stanze da pastiglie trasformate / dentro alle nuvole di fumo, nel mondo fatto di città, / essere contro od ingoiare la nostra stanca civiltà / e un Dio che è morto / ai bordi delle strade Dio è morto / nelle auto prese a rate Dio è morto / nei miti dell'estate Dio è morto.
Mi han detto / che questa mia generazione ormai non crede / in ciò che spesso han mascherato con la fede, / nei miti eterni della patria o dell'eroe / perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità / le fedi fatte di abitudini e paura / una politica che è solo far carriera / il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, / l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto / e un Dio che è morto / nei campi di sterminio Dio è morto / coi miti della razza Dio è morto / con gli odi di partito Dio è morto.
Io penso / che questa mia generazione è preparata / a un mondo nuovo e a una speranza appena nata / ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi / perché noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni / e poi risorge. / In ciò che noi crediamo Dio è risorto / in ciò che noi vogliamo Dio è risorto / nel mondo che vogliamo / Dio è risorto / Dio è risorto.