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mercoledì 15 settembre 2010

Quando la storia non va avanti


Un brano estratto dall’intervento di Camillo Benso Conte di Cavour al Parlamento subalpino a sostegno della Commissione di inchiesta sulle ingerenze del clero nelle elezioni del 1857, ossia 13 anni prima della presa di Porta Pia


 


"Ma quando il clero, riconquistata ed assicurata la libertà, vuol combattere per riacquistare gli antichi privilegi, per far tornare indietro la società, per impedire il normale e regolare sviluppo della civiltà moderna, allora è da deplorare il suo intervento nelle lotte politiche (...). Io ho troppa fede nel principio del progresso e della libertà per temere che possa essere posto a cimento in una lotta condotta con armi puramente legali. Se la libertà ha potuto fare dei progressi immensi quando aveva a lottare contro il clero e le classi privilegiate, e la libertà era in certo modo inerme, come mai potrei temere che ora essa potesse correre vero pericolo se avesse a combattere i suoi avversari ad armi uguali? (…) Ma se io non temo le lotte politiche, quando siano combattute con armi legali, non posso dire altrettanto, ove il clero potesse impunemente valersi delle armi spirituali di cui è investito per ben altri uffizi che per trionfare questo o quell’altro politico candidato. Oh! Allora veramente la lotta non sarebbe più uguale; ed ove si lasciasse in questo terreno pigliare piede e assoldarsi l’uso di queste armi spirituali, la società correrebbe i più gravi pericoli, la lotta da legale correrebbe rischio di trasformarsi in lotta materiale”. 

Quando la storia non va avanti


Un brano estratto dall’intervento di Camillo Benso Conte di Cavour al Parlamento subalpino a sostegno della Commissione di inchiesta sulle ingerenze del clero nelle elezioni del 1857, ossia 13 anni prima della presa di Porta Pia


 


"Ma quando il clero, riconquistata ed assicurata la libertà, vuol combattere per riacquistare gli antichi privilegi, per far tornare indietro la società, per impedire il normale e regolare sviluppo della civiltà moderna, allora è da deplorare il suo intervento nelle lotte politiche (...). Io ho troppa fede nel principio del progresso e della libertà per temere che possa essere posto a cimento in una lotta condotta con armi puramente legali. Se la libertà ha potuto fare dei progressi immensi quando aveva a lottare contro il clero e le classi privilegiate, e la libertà era in certo modo inerme, come mai potrei temere che ora essa potesse correre vero pericolo se avesse a combattere i suoi avversari ad armi uguali? (…) Ma se io non temo le lotte politiche, quando siano combattute con armi legali, non posso dire altrettanto, ove il clero potesse impunemente valersi delle armi spirituali di cui è investito per ben altri uffizi che per trionfare questo o quell’altro politico candidato. Oh! Allora veramente la lotta non sarebbe più uguale; ed ove si lasciasse in questo terreno pigliare piede e assoldarsi l’uso di queste armi spirituali, la società correrebbe i più gravi pericoli, la lotta da legale correrebbe rischio di trasformarsi in lotta materiale”. 

lunedì 13 settembre 2010

Laicità delle Istituzioni

Al Sindaco di Roma
Gianni Alemanno
sindaco@comune.roma.it
 
Al Presidente della Regione Lazio
Renata Polverini
presidente@regione.lazio.it
 
Al Presidente della provincia di Roma
Nicola Zingaretti
segreteria.presidente@provincia.roma.it
 
p.c.  Ai consiglieri comunali,regionali, provinciali.
 
La Consulta Romana, come rappresentante della realtà associativa laica romana,  richiede una serie di formali ed ufficiali contatti con le Istituzioni Comunali,  con la Provincia e con la Regione Lazio  per  presentare  alcuni quesiti ritenuti importanti e qualificanti per l’affermazione della laicità delle istituzioni nella nostra città, provincia, regione.
 
Richieste per l'affermazione della laicità delle istituzioni
 
Questo documento viene presentato dalla Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni in nome e per conto di tutte le associazioni laiche aderenti all’associazione ed a nome di tutti i cittadini che si riconoscono nei principi fondanti della Costituzione Italiana.
 



  1. In ordine ai riti di passaggio, si chiede:


 
a) Che nei singoli Municipi sia prevista una dignitosa sala per la celebrazione dei matrimoni civili, in modo da non obbligare i cittadini che scelgono questo rito non siano costretti a lunghe file al Campidoglio o alle Terme di Caracalla (soli luoghi oggi predisposti).
b) Che si prevedano norme apposite che consentano ai cittadini che scelgono il matrimonio civile di celebrarlo anche in luoghi privati così come consentito ai fedeli di religioni che abbiano stipulato un’Intesa con lo Stato (e ai Cattolici ai sensi del Concordato).
c)  Che nei singoli Municipi sia predisposta una Sala per il Commiato.
 
2.    In ordine al testamento biologico, si chiede:

L'istituzione presso tutti i Municipi di Roma ed in tutti i comuni del Lazio di un registro telematico per le dichiarazioni anticipate di volontà in tema di trattamenti sanitari e di sostegno vitale, onoranze funebri, cremazioni, dispersione delle ceneri, donazione degli organi.
 
3.    In ordine all’interruzione di gravidanza, si chiede:
 



  1. Che venga promossa all’interno delle strutture preposte la presenza di medici non obiettori in modo da garantire un servizio più adeguato a tutte le donne che richiedono un’interruzione di gravidanza.


 
b)   Che i protocolli clinici in merito alla pillola abortiva RU486 ne prevedano la somministrazione secondo il giudizio del personale medico e la volontà della donna e non richiedano necessariamente il ricovero ospedaliero. In subordine che vengano effettuati in day hospital in tutti i reparti di interruzione volontaria di gravidanza dove si applica la 194, che sono, pertanto, idonei a praticare l’aborto farmacologico, senza alcuna necessità nel numero di posti letto dedicati.
 
4.    In ordine ai finanziamenti e alle agevolazioni fiscali alle associazioni a carattere religioso
 
Si chiede una trasparenza completa sui trasferimenti alle associazioni a carattere religioso o gestite direttamente o indirettamente da associazioni a carattere religioso, comprendente un elenco esaustivo di tutti i finanziamenti diretti ed indiretti comprendenti fra l'altro:



  • Finanziamenti ad associazioni religiose.


  • Finanziamenti ad enti di cura.


  • Finanziamenti ad enti di istruzione, nella fattispecie a:


  • scuole materne,


  • scuole primarie e secondarie,


  • Enti di istruzione professionale


  • Università


  • Finanziamenti ad associazioni sportive.


  • Finanziamenti ad associazioni ed enti culturali


  • Concessione di esenzioni parziali o totali in materia fiscale.


  • Concessione di privilegi  relativamente all'utilizzo di beni e/o servizi.


  • Trasferimenti di bilancio da Istituzioni pubbliche ad Istituzioni religiose a qualunque titolo.


  • Ogni altro trasferimento, diretto o indiretto, non incluso nell'elenco precedente.


 



  1. In ordine al settore istruzione, si chiede:


 



  1. (Regione, Provincia, Comune) La promozione ed il sostegno di attività interculturali, che prescindano dalle diverse appartenenze religiose e rappresentino occasione di approccio a culture altre rispetto al pensiero dominante, senza tuttavia entrare nel merito di valutazioni didattico - educative di pertinenza delle singole istituzioni scolastiche (ad es. imposizione del tetto del 30% di alunni/e stranieri/e per classe).


  2. (Comune) L’introduzione di "menu etnici" nelle mense scolastiche, visti come momento di confronto tra mondi diversi, e conclusivi di attività didattiche.


  3. (Regione, Provincia, Comune) Provvedimenti rivolti agli alunni/e nomadi (in particolare, collegamenti e mezzi di trasporto adeguati), affinché i nuovi insediamenti non li privino della frequenza scolastica, ma anzi quest’ultima possa allargarsi a una scolarizzazione oltre quella di base.


  4. (Comune) L’attuazione di attività alternative alla religione cattolica per chi non si avvale dell’IRC nelle scuole dell’infanzia comunali, come previsto nella scheda di iscrizione.


  5. (Regione, Provincia, Comune) che ciascun organo nell’ambito delle proprie competenze si faccia garante della non esposizione ed ostentazione di simboli religiosi nei locali scolastici.


  6. Per quanto riguarda le Scuole dell'Infanzia comunali  chiediamo:


  7. Il pieno rispetto dei diritti di coloro che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica e l’attuazione delle attività  alternative,così come stabilito nei testi normativi.


  8. Che il Comune e i Municipi  controllino capillarmente se tale disposizione viene in realtà rispettata, e che sia istituito un apposito sportello dove i genitori,  possano far pervenire le denunce di inadempienze, affinché  non si vedano costretti a una scelta confliggente con la propria libertà di coscienza non avendo di fatto alternative.


 



  1. Istituzione di un “Sportello Informativo su temi laici”


 
Riteniamo che ciascuna Istituzione, nell'ambito del proprio livello di competenza istituzionale, debba farsi carico di istituire uno “sportello laico”  al quale tutti i cittadini possano accedere per trovare soluzioni o indicazioni concrete (procedure da seguire, logistica a disposizione, cerimonie, etc.) alle loro istanze su materie come:
 
Il commiato laico, l’accanimento terapeutico, la conservazione di cellule, cordone ombelicale, cremazione e dispersione delle ceneri, l’aborto, le adozioni, le celebrazioni di feste civili, il crocifisso nei locali pubblici, i diritti degli immigrati, i diritti degli omosessuali, la donazione di organi, la fecondazione assistita, l’insegnamento della religione e l’insegnamento alternativo, il matrimonio civile, la pillola abortiva e quella del giorno dopo,il registro delle dichiarazioni anticipate di volontà di fine vita, la separazione legale e il divorzio, le unioni di fatto, il 5 x 1000, etc.).
 



  • Richiediamo, pertanto, l’istituzione di uno “Sportello laico”  in grado di raccogliere le istanze di quei cittadini che abbiano esigenze sui temi elencati.


 
Carlo Cosmelli
Coordinatore della Consulta Laica Romana
Roma 31-8-2010
 
Le associazioni aderenti alla Consulta:
. AFFI Associazione Federativa Femminista Internazionale.
. Arcigay Roma.
. ARCo Associazione per la Ricerca e la Comunicazione.
. Associazione culturale Altrevie.
. Associazione Libera uscita – Sede di Roma.
. Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” - Sezione di Roma.
. Carta 89.
. Cemea del Mezzogiorno.
. CGIL Roma e Lazio - Ufficio Nuovi Diritti.
. Com Nuovi Tempi – Confronti.
. CRIDES Centro Romano d'Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola.
. Democrazia laica.
. FNISM - Federazione Nazionale Insegnanti Roma e Lazio.
. Fondazione Critica Liberale.
. Fondazione Religions-Free Bancale Onlus.
. Gruppo Martin Buber, Ebrei per la pace.
. Italialaica.it
. Lettera Internazionale.
. Liberacittadinanza – Sede di Roma.
. Libertà e Giustizia – Circolo di Roma.
. Noi siamo Chiesa – Roma.
. Società Laica e Plurale.
 


Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni


Sede: c/o Fondazione Critica liberale, Via delle Carrozze, 19  00187  Roma   Tel. 06 6796011    
 romalaica@gmail.com      http://romalaica.blogspot.com

Laicità delle Istituzioni

Al Sindaco di Roma
Gianni Alemanno
sindaco@comune.roma.it
 
Al Presidente della Regione Lazio
Renata Polverini
presidente@regione.lazio.it
 
Al Presidente della provincia di Roma
Nicola Zingaretti
segreteria.presidente@provincia.roma.it
 
p.c.  Ai consiglieri comunali,regionali, provinciali.
 
La Consulta Romana, come rappresentante della realtà associativa laica romana,  richiede una serie di formali ed ufficiali contatti con le Istituzioni Comunali,  con la Provincia e con la Regione Lazio  per  presentare  alcuni quesiti ritenuti importanti e qualificanti per l’affermazione della laicità delle istituzioni nella nostra città, provincia, regione.
 
Richieste per l'affermazione della laicità delle istituzioni
 
Questo documento viene presentato dalla Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni in nome e per conto di tutte le associazioni laiche aderenti all’associazione ed a nome di tutti i cittadini che si riconoscono nei principi fondanti della Costituzione Italiana.
 



  1. In ordine ai riti di passaggio, si chiede:


 
a) Che nei singoli Municipi sia prevista una dignitosa sala per la celebrazione dei matrimoni civili, in modo da non obbligare i cittadini che scelgono questo rito non siano costretti a lunghe file al Campidoglio o alle Terme di Caracalla (soli luoghi oggi predisposti).
b) Che si prevedano norme apposite che consentano ai cittadini che scelgono il matrimonio civile di celebrarlo anche in luoghi privati così come consentito ai fedeli di religioni che abbiano stipulato un’Intesa con lo Stato (e ai Cattolici ai sensi del Concordato).
c)  Che nei singoli Municipi sia predisposta una Sala per il Commiato.
 
2.    In ordine al testamento biologico, si chiede:

L'istituzione presso tutti i Municipi di Roma ed in tutti i comuni del Lazio di un registro telematico per le dichiarazioni anticipate di volontà in tema di trattamenti sanitari e di sostegno vitale, onoranze funebri, cremazioni, dispersione delle ceneri, donazione degli organi.
 
3.    In ordine all’interruzione di gravidanza, si chiede:
 



  1. Che venga promossa all’interno delle strutture preposte la presenza di medici non obiettori in modo da garantire un servizio più adeguato a tutte le donne che richiedono un’interruzione di gravidanza.


 
b)   Che i protocolli clinici in merito alla pillola abortiva RU486 ne prevedano la somministrazione secondo il giudizio del personale medico e la volontà della donna e non richiedano necessariamente il ricovero ospedaliero. In subordine che vengano effettuati in day hospital in tutti i reparti di interruzione volontaria di gravidanza dove si applica la 194, che sono, pertanto, idonei a praticare l’aborto farmacologico, senza alcuna necessità nel numero di posti letto dedicati.
 
4.    In ordine ai finanziamenti e alle agevolazioni fiscali alle associazioni a carattere religioso
 
Si chiede una trasparenza completa sui trasferimenti alle associazioni a carattere religioso o gestite direttamente o indirettamente da associazioni a carattere religioso, comprendente un elenco esaustivo di tutti i finanziamenti diretti ed indiretti comprendenti fra l'altro:



  • Finanziamenti ad associazioni religiose.


  • Finanziamenti ad enti di cura.


  • Finanziamenti ad enti di istruzione, nella fattispecie a:


  • scuole materne,


  • scuole primarie e secondarie,


  • Enti di istruzione professionale


  • Università


  • Finanziamenti ad associazioni sportive.


  • Finanziamenti ad associazioni ed enti culturali


  • Concessione di esenzioni parziali o totali in materia fiscale.


  • Concessione di privilegi  relativamente all'utilizzo di beni e/o servizi.


  • Trasferimenti di bilancio da Istituzioni pubbliche ad Istituzioni religiose a qualunque titolo.


  • Ogni altro trasferimento, diretto o indiretto, non incluso nell'elenco precedente.


 



  1. In ordine al settore istruzione, si chiede:


 



  1. (Regione, Provincia, Comune) La promozione ed il sostegno di attività interculturali, che prescindano dalle diverse appartenenze religiose e rappresentino occasione di approccio a culture altre rispetto al pensiero dominante, senza tuttavia entrare nel merito di valutazioni didattico - educative di pertinenza delle singole istituzioni scolastiche (ad es. imposizione del tetto del 30% di alunni/e stranieri/e per classe).


  2. (Comune) L’introduzione di "menu etnici" nelle mense scolastiche, visti come momento di confronto tra mondi diversi, e conclusivi di attività didattiche.


  3. (Regione, Provincia, Comune) Provvedimenti rivolti agli alunni/e nomadi (in particolare, collegamenti e mezzi di trasporto adeguati), affinché i nuovi insediamenti non li privino della frequenza scolastica, ma anzi quest’ultima possa allargarsi a una scolarizzazione oltre quella di base.


  4. (Comune) L’attuazione di attività alternative alla religione cattolica per chi non si avvale dell’IRC nelle scuole dell’infanzia comunali, come previsto nella scheda di iscrizione.


  5. (Regione, Provincia, Comune) che ciascun organo nell’ambito delle proprie competenze si faccia garante della non esposizione ed ostentazione di simboli religiosi nei locali scolastici.


  6. Per quanto riguarda le Scuole dell'Infanzia comunali  chiediamo:


  7. Il pieno rispetto dei diritti di coloro che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica e l’attuazione delle attività  alternative,così come stabilito nei testi normativi.


  8. Che il Comune e i Municipi  controllino capillarmente se tale disposizione viene in realtà rispettata, e che sia istituito un apposito sportello dove i genitori,  possano far pervenire le denunce di inadempienze, affinché  non si vedano costretti a una scelta confliggente con la propria libertà di coscienza non avendo di fatto alternative.


 



  1. Istituzione di un “Sportello Informativo su temi laici”


 
Riteniamo che ciascuna Istituzione, nell'ambito del proprio livello di competenza istituzionale, debba farsi carico di istituire uno “sportello laico”  al quale tutti i cittadini possano accedere per trovare soluzioni o indicazioni concrete (procedure da seguire, logistica a disposizione, cerimonie, etc.) alle loro istanze su materie come:
 
Il commiato laico, l’accanimento terapeutico, la conservazione di cellule, cordone ombelicale, cremazione e dispersione delle ceneri, l’aborto, le adozioni, le celebrazioni di feste civili, il crocifisso nei locali pubblici, i diritti degli immigrati, i diritti degli omosessuali, la donazione di organi, la fecondazione assistita, l’insegnamento della religione e l’insegnamento alternativo, il matrimonio civile, la pillola abortiva e quella del giorno dopo,il registro delle dichiarazioni anticipate di volontà di fine vita, la separazione legale e il divorzio, le unioni di fatto, il 5 x 1000, etc.).
 



  • Richiediamo, pertanto, l’istituzione di uno “Sportello laico”  in grado di raccogliere le istanze di quei cittadini che abbiano esigenze sui temi elencati.


 
Carlo Cosmelli
Coordinatore della Consulta Laica Romana
Roma 31-8-2010
 
Le associazioni aderenti alla Consulta:
. AFFI Associazione Federativa Femminista Internazionale.
. Arcigay Roma.
. ARCo Associazione per la Ricerca e la Comunicazione.
. Associazione culturale Altrevie.
. Associazione Libera uscita – Sede di Roma.
. Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” - Sezione di Roma.
. Carta 89.
. Cemea del Mezzogiorno.
. CGIL Roma e Lazio - Ufficio Nuovi Diritti.
. Com Nuovi Tempi – Confronti.
. CRIDES Centro Romano d'Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola.
. Democrazia laica.
. FNISM - Federazione Nazionale Insegnanti Roma e Lazio.
. Fondazione Critica Liberale.
. Fondazione Religions-Free Bancale Onlus.
. Gruppo Martin Buber, Ebrei per la pace.
. Italialaica.it
. Lettera Internazionale.
. Liberacittadinanza – Sede di Roma.
. Libertà e Giustizia – Circolo di Roma.
. Noi siamo Chiesa – Roma.
. Società Laica e Plurale.
 


Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni


Sede: c/o Fondazione Critica liberale, Via delle Carrozze, 19  00187  Roma   Tel. 06 6796011    
 romalaica@gmail.com      http://romalaica.blogspot.com

sabato 11 settembre 2010

La speranza in tempo di crisi


"Dare ragione dal basso alla speranza in questo tempo di crisi": è il tema dell'incontro domenica 12 settembre ore 10,30, alle "baracche" dell'Isolotto, via degli Aceri 1 Firenze, introdotto da Francesca Logli, Giuseppe Bettenzuoli, Francesco Vinanti.


 



La creatività, unica attività trasformatrice, può realizzarsi solo al di fuori del sistema, ai margini del mondo realmente esistente. In queste condizioni, quello che è creato può essere realmente diverso dall’istituito. Quella che chiamiamo crisi - nel significato più profondo, come crisi di civiltà - impone una lucidità di analisi critica per giungere a un nuovo equilibrio. Qualcosa che non può ottenersi dall’alto - forse neppure dal basso - ma da un altro luogo, che ancora non riusciamo a identificare con chiarezza ma che sicuramente unendo i nostri tentativi e percezioni possiamo individuare attraverso i segni dei tempi in una quantità di avvenimenti positivi.



 



                                                                                                La Comunità dell'Isolotto
 



Nota di Urbano:
Se la storia ha da essere creativa in modo da anticipare un possibile futuro senza negare il passato, essa dovrebbe, credo, mettere in evidenza nuove possibilità mettendo in luce quegli episodi del passato che sono stati tenuti nascosti, quando, anche se in brevi sprazzi, la gente dimostrò la sua capacità di resistere, di mettersi insieme, e qualche volta di saper vincere.

Io suppongo, o forse solo spero, che il nostro futuro può essere trovato  nei fuggevoli momenti di sofferenza solidale del nostro passato piuttosto che nei suoi ininterrotti secoli di  guerre.."

To be hopeful in bad times is not just foolishly romantic. It is based on the fact that human history is a history not only of cruelty, but also of compassion, sacriﬠce, courage, kindness. What we choose to emphasize in this complex history will determine our lives. If we see only the worst, it destroys our capacity to do something. If we remember those times and places—and there are so many—where people have behaved magniﬠcently, this gives us the energy to act, and at least the possibility of sending this spinning top of a world in a different direction. And if we do act, in however small a way, we don’t have to wait for some grand utopian future. The future is an inﬠnite succession of presents, and to live now as we think human beings should live, in deﬠance of all that is bad around us, is itself a marvelous victory.

Esser pieno di speranza in tempi cattivi non è poi così follemente romantico. Si basa sul fatto che la storia umana è una storia non solo di crudeltà, ma anche di passione comune, sacrificio, coraggio, gentilezza.  Quello che noi scegliamo di esaltare in questa storia così complicata determinerà le nostre vite. Se noi vediamo solo il peggio, questo distrugge la nostra capacità di fare qualcosa. Se noi ricordiamo quei tempi e luoghi - e ce ne sono tanti - dove la gente si è comportata magnificamente, questo ci dà l'energia  per agire, e almeno la possibilità di mandare questa trottola del mondo in una direzione differente. E se noi agiamo, per quanto in piccolo, noi non abbiamo da attendere qualche grande utopia futura. Il futuro è una infinita successione di presenti, e vivere ora come noi pensiamo che gli esseri umani dovrebbero vivere, a dispetto di tutto quello che c'è di male intorno a noi, è in se stesso una meravigliosa vittoria. (Howard Zinn).

 



La speranza in tempo di crisi


"Dare ragione dal basso alla speranza in questo tempo di crisi": è il tema dell'incontro domenica 12 settembre ore 10,30, alle "baracche" dell'Isolotto, via degli Aceri 1 Firenze, introdotto da Francesca Logli, Giuseppe Bettenzuoli, Francesco Vinanti.


 



La creatività, unica attività trasformatrice, può realizzarsi solo al di fuori del sistema, ai margini del mondo realmente esistente. In queste condizioni, quello che è creato può essere realmente diverso dall’istituito. Quella che chiamiamo crisi - nel significato più profondo, come crisi di civiltà - impone una lucidità di analisi critica per giungere a un nuovo equilibrio. Qualcosa che non può ottenersi dall’alto - forse neppure dal basso - ma da un altro luogo, che ancora non riusciamo a identificare con chiarezza ma che sicuramente unendo i nostri tentativi e percezioni possiamo individuare attraverso i segni dei tempi in una quantità di avvenimenti positivi.



 



                                                                                                La Comunità dell'Isolotto
 



Nota di Urbano:
Se la storia ha da essere creativa in modo da anticipare un possibile futuro senza negare il passato, essa dovrebbe, credo, mettere in evidenza nuove possibilità mettendo in luce quegli episodi del passato che sono stati tenuti nascosti, quando, anche se in brevi sprazzi, la gente dimostrò la sua capacità di resistere, di mettersi insieme, e qualche volta di saper vincere.

Io suppongo, o forse solo spero, che il nostro futuro può essere trovato  nei fuggevoli momenti di sofferenza solidale del nostro passato piuttosto che nei suoi ininterrotti secoli di  guerre.."

To be hopeful in bad times is not just foolishly romantic. It is based on the fact that human history is a history not only of cruelty, but also of compassion, sacrifice, courage, kindness. What we choose to emphasize in this complex history will determine our lives. If we see only the worst, it destroys our capacity to do something. If we remember those times and places—and there are so many—where people have behaved magnificently, this gives us the energy to act, and at least the possibility of sending this spinning top of a world in a different direction. And if we do act, in however small a way, we don’t have to wait for some grand utopian future. The future is an infinite succession of presents, and to live now as we think human beings should live, in defiance of all that is bad around us, is itself a marvelous victory.

Esser pieno di speranza in tempi cattivi non è poi così follemente romantico. Si basa sul fatto che la storia umana è una storia non solo di crudeltà, ma anche di passione comune, sacrificio, coraggio, gentilezza.  Quello che noi scegliamo di esaltare in questa storia così complicata determinerà le nostre vite. Se noi vediamo solo il peggio, questo distrugge la nostra capacità di fare qualcosa. Se noi ricordiamo quei tempi e luoghi - e ce ne sono tanti - dove la gente si è comportata magnificamente, questo ci dà l'energia  per agire, e almeno la possibilità di mandare questa trottola del mondo in una direzione differente. E se noi agiamo, per quanto in piccolo, noi non abbiamo da attendere qualche grande utopia futura. Il futuro è una infinita successione di presenti, e vivere ora come noi pensiamo che gli esseri umani dovrebbero vivere, a dispetto di tutto quello che c'è di male intorno a noi, è in se stesso una meravigliosa vittoria. (Howard Zinn).

 



sabato 21 agosto 2010

Al Presidente della Regione Toscana


Caro presidente Regione Toscana Rossi
Mi Chiamo Leonardo Rizzo
attualmente sono malato e ricoverato, ho un tumore in fase avanzata e ho solo 54 anni, ho anche esiti di poliomielite anteriore acuta e sono costretto a deambulare o con le canadesi o in carrozzina. Questo non mi ha impedito di laurearmi ne di vivere una vita regolare ( laurea in medicina, lavoro in ospedale, matrimonio, pubblicazioni, figli, separazione, ecc), ne di avere tante personali soddisfazioni.
lo, sono un suo ammiratore ed elettore, ho avuto attraverso altri miei amici informazioni su una delibera di cui posseggo gli estremi (N,890 del 03-2007) e una copia di una lettera dell'On. I. Marino dove si conferma che malgrado il contributo dell'8/oo la Regione Toscana concede ad un certo numero di religiosi cattolici un stipendio mensile, circa al lordo di 1670 €, per non si sa per quale funzione, distogliendo risorse ( suppongo alla Sanità).
Lei Sa meglio di me quanta necessità ci siano bisogno di assunzioni di personale assistenziale, non mi spiego questa scelta da parte della Regione. E' mia intenzione mandare via e-mail questa lettera,  perché tanti elettori ne vengano a conoscenza, e decidano se mandarLe  il loro dissenso o assenso. Certo è che secondo la mia coscienza l'assistenza religiosa dovrebbe essere volontaria e non pagata in proporzione al numero di ricoverati anche se non richiesta.
Spero che Lei abbia la possibilità di ripensare e correggere questa norma ( possibilmente non stipendiando preti di altre religioni) ma girare questa spesa per nuove assunzioni di personale assistenziale.
Cordiali saluti
Dott. Rizzo Leonardo