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lunedì 5 aprile 2010

Attività presenti nei locali “ baracche verdi”

 
ASSEMBLEA ANNUALE CENTRO EDUCATIVO POPOLARE (CEP)
29 marzo 2010



Premessa


L’assemblea del centro Educativo Popolare è iniziata con una riflessione ed un esplicito riferimento culturale ed umano all’esperienza della Comunità dell’Isolotto da cui ha avuto origine. In particolare è stato evidenziato da parte dei soci presenti che questa nostra associazione si fonda su:
- relazioni comunitarie condivise
- disponibilità ad un impegno individuale socializzato e sostenuto dal gruppo
- apertura alla collaborazione operativa con tutti coloro che sul territorio e oltre si impegnano a promuovere iniziative ed esperienze a sostegno dei valori di inclusione sociale, solidarietà, promozione umana, condivisione dei saperi…
- valore della promozione di una comunità/quartiere e non autoreferenzialità
- consapevolezza che solo coniugando insieme l’assunzione di responsabilità e la crescita culturale e umana  è possibile promuovere una società più attiva e responsabile.
Tutte queste considerazioni  servono per capire meglio la specificità della caratterizzazione del CEP che si esprime in un impegno operativo su più fronti anche molto diversi, in collaborazione con altri soggetti.
 



Attività presenti nei locali “ baracche verdi”


 
- sede Comunità dell’Isolotto
- sede Centro Educativo popolare
- sede Archivio storico
- sede di residenza anagrafica e postale per senza fissa dimora
- autogestione per motivi di studio da parte di un gruppo di giovani universitari
- attività settimanale di ginnastica Yoga per sostegno sociale
- attività settimanale di teatro per anziani
- attività settimanale di teatro-animazione per bambini
- assemblea settimanale della Comunità dell’Isolotto
- esperienza di percorsi educativi con bambini e genitori, compreso un percorso di educazione religiosa.
- sede occasionale per incontri ed assemblee promosse da gruppi ed associazioni culturali o di impegno sociale
- sede occasionale di assemblee promosse dallo SPI Q 4
- sede occasionale per assemblee di quartiere o di condominio

Relazione sulle attività ed iniziative svolte nell’anno 2009
 
(settore da completare)
 



C.E.P. e laboratorio Kimeta


 
L’esperienza Kimeta continua il suo percorso verso l’autosufficienza e l’autodeterminazione. Oggi le socie lavoratrici sono sette e proseguono l’attività in buona autonomia. Il  CEP continua a seguire e a sostenere il Laboratorio con una presenza assidua e costante di volontarie che contribuiscono a promuovere l’attività in vario modo. Grazie a tale collaborazione è stato possibile in questi ultimi mesi aiutare la figlia ventenne di una delle socie rom del campo del Poderaccio a superare l’esame di guida ed a prendere la patente, ciò le permetterà di trovare un lavoro per la conferma del permesso di soggiorno. Inoltre grazie al nostro impegno uscirà presto la pubblicazione, da parte della casa editrice EDIESSE, di un libro, “Donne per le donne”, che racconta lo spirito e la storia dell’esperienza Kimeta.
 



C.E.P. e il Coordinamento Rifiuti Zero


 
Il Coordinamento Isolotto Rifiuti Zero si è costituito per iniziativa del C.E.P. nel 2008 come rete di persone e associazioni del Quartiere 4 interessate alla crescita di un senso di consapevolezza, responsabilità e partecipazione rispetto ai grandi temi dei rifiuti, degli stili di vita sobri e dell’ambiente. Insieme associazioni ed istituzioni abbiamo promosso una serie di incontri ed iniziative e attivato una segreteria presso le baracche gestita ed animata da volontari del C.E.P.
Nel 2009. abbiamo promosso:
          la visita collettiva alla stazione ecologica Charta 77;
          l’esperienza del Kantiere di uso di stoviglie in PLA (materiali biodegradabili e compostabili) e di azione di informazione e educazione all’uso di questi prodotti.
          l’iniziativa Fondo essere-Quartiere 4 sulla “raccolta dei tappi di plastica”;
      l’esperienza dell’Ecofurgone nella Piazza dell’Isolotto presente tutti i venerdì mattina, una presenza che per l’animazione della Comunità dell’Isolotto e del C.E.P. è diventata occasione oltre che di “raccolta differenziata”, anche di informazione e socializzazione su questi temi.



Archivio storico e sito

(Enzo-Tina-Paola-Urbano)


CEP e Fondo essere


(Carlo - Maurizio)


CEP e Coordinamento carcere


(Paola Ricciardi)
 
      CEP – relazione economica
(Carlo)
 

Programmazione attività future         
          (settore da completare)
 
Progetto di formazione – lavoro
 
Il C.E.P. si fa promotore di un progetto di formazione-lavoro in collaborazione con l’associazione Consumattori.


Titolo del progetto

ETHNIC LOOK STYLIST: corso e tirocinio per professionalizzare i saperi femminili e interculturali.

Obiettivo del progetto

Favorire la promozione e la valorizzazione della condizione femminile socio-economica. Favorire la valorizzazione della figura femminile e dei suoi saperi.
Valorizzare le differenze tra le culture attraverso lo studio e la capacità di riprodurre acconciature, tatuaggi, bigiotterie e le diverse combinazioni di tali ornamenti, che reinterpretano e mescolano continuamente le culture di origine con le culture del territorio in cui le donne vivono. Le donne infatti, attraverso la cura del loro corpo e del loro aspetto, ornandosi i capelli, la pelle, e aggiungendo monili e altri accessori, trasmettono la consapevolezza di chi sono e di chi desiderano essere, conservando antiche competenza, continuamente tese a meticciare il presente.
 
Progetto di accompagnamento
 
Il C.E.P. si fa promotore della creazione di  una rete di  accompagnamento ed  interscambio fra soggetti in cerca di collaborazioni e servizi per la risoluzione socializzata di bisogni personali.
- risorse personali: assunzione di responsabilità individuale – incontro di bisogni e servizi – reciprocità
- risorse comunitarie:intreccio di competenze – intreccio di bisogni – intreccio di opportunità che favorisca l’accompagnamento e la risoluzione di problemi.
Specificità dell’esperienza: coordinamento e comunicazione fra persone che si conoscono, che riscuotono fiducia,che alimentano le loro relazioni a partire da condivisione di idee ma anche di vissuti….
- caratteristiche del progetto: si aderisce al presente progetto in modo personale esprimendo la propria volontà di far parte di una lista di disponibilità a collaborare.
Chi è protagonista di una esperienza di accompagnamento si mette in gioco in prima persona e dunque chiede collaborazione ma non si tratta di scaricare “il soggetto” su altri.
Accompagnare vuol dire mettere in comune competenze, professionalità, ma anche risorse che si intrecciano con altri bisogni.
Non elemosina ma solidarietà reciproca.
Non si tratta di costituire un’ agenzia di servizi perché ce ne sono già molte e forse anche utili da conoscere e utilizzare. Dunque non segnalazioni generiche, per sentito dire, ma intreccio di percorsi responsabili, con la consapevolezza dei nostri limiti ma anche per favorire e potenziare risorse e opportunità che ciascuno decide di mettere a disposizione.
 
Coordinamento rifiuti zero
 
Il C.E.P. continuerà a mantenere viva la segreteria Rifiuti Zero ed il coordinamento delle associazioni che si impegnano su questo tema, promuovendo iniziative in collaborazione con l’associazionismo di base e con la commissione ambiente del Q:4
 
Archivio storico e sito
 
aggiornamento (Enzo Paola Tina Urbano)
 

Rapporto CEP - Fondo Essere 
aggiornamento (Carlo e Maurizio)

Attività presenti nei locali “ baracche verdi”

 
ASSEMBLEA ANNUALE CENTRO EDUCATIVO POPOLARE (CEP)
29 marzo 2010



Premessa


L’assemblea del centro Educativo Popolare è iniziata con una riflessione ed un esplicito riferimento culturale ed umano all’esperienza della Comunità dell’Isolotto da cui ha avuto origine. In particolare è stato evidenziato da parte dei soci presenti che questa nostra associazione si fonda su:
- relazioni comunitarie condivise
- disponibilità ad un impegno individuale socializzato e sostenuto dal gruppo
- apertura alla collaborazione operativa con tutti coloro che sul territorio e oltre si impegnano a promuovere iniziative ed esperienze a sostegno dei valori di inclusione sociale, solidarietà, promozione umana, condivisione dei saperi…
- valore della promozione di una comunità/quartiere e non autoreferenzialità
- consapevolezza che solo coniugando insieme l’assunzione di responsabilità e la crescita culturale e umana  è possibile promuovere una società più attiva e responsabile.
Tutte queste considerazioni  servono per capire meglio la specificità della caratterizzazione del CEP che si esprime in un impegno operativo su più fronti anche molto diversi, in collaborazione con altri soggetti.
 



Attività presenti nei locali “ baracche verdi”


 
- sede Comunità dell’Isolotto
- sede Centro Educativo popolare
- sede Archivio storico
- sede di residenza anagrafica e postale per senza fissa dimora
- autogestione per motivi di studio da parte di un gruppo di giovani universitari
- attività settimanale di ginnastica Yoga per sostegno sociale
- attività settimanale di teatro per anziani
- attività settimanale di teatro-animazione per bambini
- assemblea settimanale della Comunità dell’Isolotto
- esperienza di percorsi educativi con bambini e genitori, compreso un percorso di educazione religiosa.
- sede occasionale per incontri ed assemblee promosse da gruppi ed associazioni culturali o di impegno sociale
- sede occasionale di assemblee promosse dallo SPI Q 4
- sede occasionale per assemblee di quartiere o di condominio

Relazione sulle attività ed iniziative svolte nell’anno 2009
 
(settore da completare)
 



C.E.P. e laboratorio Kimeta


 
L’esperienza Kimeta continua il suo percorso verso l’autosufficienza e l’autodeterminazione. Oggi le socie lavoratrici sono sette e proseguono l’attività in buona autonomia. Il  CEP continua a seguire e a sostenere il Laboratorio con una presenza assidua e costante di volontarie che contribuiscono a promuovere l’attività in vario modo. Grazie a tale collaborazione è stato possibile in questi ultimi mesi aiutare la figlia ventenne di una delle socie rom del campo del Poderaccio a superare l’esame di guida ed a prendere la patente, ciò le permetterà di trovare un lavoro per la conferma del permesso di soggiorno. Inoltre grazie al nostro impegno uscirà presto la pubblicazione, da parte della casa editrice EDIESSE, di un libro, “Donne per le donne”, che racconta lo spirito e la storia dell’esperienza Kimeta.
 



C.E.P. e il Coordinamento Rifiuti Zero


 
Il Coordinamento Isolotto Rifiuti Zero si è costituito per iniziativa del C.E.P. nel 2008 come rete di persone e associazioni del Quartiere 4 interessate alla crescita di un senso di consapevolezza, responsabilità e partecipazione rispetto ai grandi temi dei rifiuti, degli stili di vita sobri e dell’ambiente. Insieme associazioni ed istituzioni abbiamo promosso una serie di incontri ed iniziative e attivato una segreteria presso le baracche gestita ed animata da volontari del C.E.P.
Nel 2009. abbiamo promosso:
          la visita collettiva alla stazione ecologica Charta 77;
          l’esperienza del Kantiere di uso di stoviglie in PLA (materiali biodegradabili e compostabili) e di azione di informazione e educazione all’uso di questi prodotti.
          l’iniziativa Fondo essere-Quartiere 4 sulla “raccolta dei tappi di plastica”;
      l’esperienza dell’Ecofurgone nella Piazza dell’Isolotto presente tutti i venerdì mattina, una presenza che per l’animazione della Comunità dell’Isolotto e del C.E.P. è diventata occasione oltre che di “raccolta differenziata”, anche di informazione e socializzazione su questi temi.



Archivio storico e sito

(Enzo-Tina-Paola-Urbano)


CEP e Fondo essere


(Carlo - Maurizio)


CEP e Coordinamento carcere


(Paola Ricciardi)
 
      CEP – relazione economica
(Carlo)
 

Programmazione attività future         
          (settore da completare)
 
Progetto di formazione – lavoro
 
Il C.E.P. si fa promotore di un progetto di formazione-lavoro in collaborazione con l’associazione Consumattori.


Titolo del progetto

ETHNIC LOOK STYLIST: corso e tirocinio per professionalizzare i saperi femminili e interculturali.

Obiettivo del progetto

Favorire la promozione e la valorizzazione della condizione femminile socio-economica. Favorire la valorizzazione della figura femminile e dei suoi saperi.
Valorizzare le differenze tra le culture attraverso lo studio e la capacità di riprodurre acconciature, tatuaggi, bigiotterie e le diverse combinazioni di tali ornamenti, che reinterpretano e mescolano continuamente le culture di origine con le culture del territorio in cui le donne vivono. Le donne infatti, attraverso la cura del loro corpo e del loro aspetto, ornandosi i capelli, la pelle, e aggiungendo monili e altri accessori, trasmettono la consapevolezza di chi sono e di chi desiderano essere, conservando antiche competenza, continuamente tese a meticciare il presente.
 
Progetto di accompagnamento
 
Il C.E.P. si fa promotore della creazione di  una rete di  accompagnamento ed  interscambio fra soggetti in cerca di collaborazioni e servizi per la risoluzione socializzata di bisogni personali.
- risorse personali: assunzione di responsabilità individuale – incontro di bisogni e servizi – reciprocità
- risorse comunitarie:intreccio di competenze – intreccio di bisogni – intreccio di opportunità che favorisca l’accompagnamento e la risoluzione di problemi.
Specificità dell’esperienza: coordinamento e comunicazione fra persone che si conoscono, che riscuotono fiducia,che alimentano le loro relazioni a partire da condivisione di idee ma anche di vissuti….
- caratteristiche del progetto: si aderisce al presente progetto in modo personale esprimendo la propria volontà di far parte di una lista di disponibilità a collaborare.
Chi è protagonista di una esperienza di accompagnamento si mette in gioco in prima persona e dunque chiede collaborazione ma non si tratta di scaricare “il soggetto” su altri.
Accompagnare vuol dire mettere in comune competenze, professionalità, ma anche risorse che si intrecciano con altri bisogni.
Non elemosina ma solidarietà reciproca.
Non si tratta di costituire un’ agenzia di servizi perché ce ne sono già molte e forse anche utili da conoscere e utilizzare. Dunque non segnalazioni generiche, per sentito dire, ma intreccio di percorsi responsabili, con la consapevolezza dei nostri limiti ma anche per favorire e potenziare risorse e opportunità che ciascuno decide di mettere a disposizione.
 
Coordinamento rifiuti zero
 
Il C.E.P. continuerà a mantenere viva la segreteria Rifiuti Zero ed il coordinamento delle associazioni che si impegnano su questo tema, promuovendo iniziative in collaborazione con l’associazionismo di base e con la commissione ambiente del Q:4
 
Archivio storico e sito
 
aggiornamento (Enzo Paola Tina Urbano)
 

Rapporto CEP - Fondo Essere 
aggiornamento (Carlo e Maurizio)

sabato 3 aprile 2010

Don Gallo


Ha lavorato, Don Gallo, alla luce fioca delle tenebre, per portare in superficie i dimenticati. I suoi amici sono diseredati, no global, clochard, detenuti. Lui dice che riconosce le loro lettere dai caratteri e dalla carta. Gli scrivono e il prete “comunista” ricambia, portando in libreria (in testa alla classica, per quanto valga) “Così in terra, come in Cielo”(Mondadori,135pag.,17euro), istantanea di più di mezzo secolo fuori dalle regole.
Leggi l'articolo

Don Gallo


Ha lavorato, Don Gallo, alla luce fioca delle tenebre, per portare in superficie i dimenticati. I suoi amici sono diseredati, no global, clochard, detenuti. Lui dice che riconosce le loro lettere dai caratteri e dalla carta. Gli scrivono e il prete “comunista” ricambia, portando in libreria (in testa alla classica, per quanto valga) “Così in terra, come in Cielo”(Mondadori,135pag.,17euro), istantanea di più di mezzo secolo fuori dalle regole.
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giovedì 25 marzo 2010

A Enrico Rossi

A Enrico Rossi, candidato a Presidente della Regione Toscana


    le inviamo alcune considerazioni che sono scaturite dalla socializzazione comunitaria nell'incontro svolto dalla Comunità domenica scorsa 14 marzo dedicato al tema dell'accoglienza: per una primavera antirazzista, per non aver paura, per aprirsi agli altri, per fondare la convivenza sui diritti.

    Abbiamo esaminato fra l'altro la situazione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). Sulla base di esperienze concrete, di una vastissima documentazione (testimonianze, filmati, reportages giornalistici, documenti di giuristi etc.), della denuncia di varie associazioni, come Amnesty International e Medici senza frontiere, e dell'ampia relazione redatta da una Commissione istituita dal Governo Prodi durante la sua seconda breve esperienza, la Commissione De Mistura, composta da funzionari statali, tecnici, esperti, esponenti del volontariato e dell'associazionismo, risulta che i CIE rientrano appieno - anzi ne sono un cardine - nelle politiche di esclusione, di respingimento, di chiusura degli attuali governanti, politiche che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo nel Paese di un razzismo sempre più diffuso e radicato; costituiscono secondo molti giuristi un'aberrazione giuridica al di fuori della Costituzione; sono oggettivamente incompatibili con l'ispirazione di fondo della legge regionale sull'immigrazione (quella legge, avversata dal Governo, che riconosce alcuni elementari diritti anche ai migranti irregolari).

    Di fronte a questa realtà ci risultano poco comprensibili alcune sue affermazioni in campagna elettorale, riguardanti i CIE.

A nostro parere, è giunto all'opinione pubblica il messaggio che il candidato Rossi, in discontinuità con la presente Amministrazione regionale, ha espresso una apertura verso la possibilità di una collaborazione della Regione, se il Governo decidesse di realizzare un CIE anche in Toscana, sebbene a patto che vi venissero rispettati i diritti umani e ne venissero rafforzate le dimensioni di accoglienza ed integrazione nel contesto sociale.

Ci riesce difficile comprendere come un carcere per immigrati irregolari, finalizzato alla loro espulsione, basato su normative nazionali, possa trasformarsi, se calato sul territorio toscano, in un centro che sostiene i migranti perché si regolarizzino e si integrino nel tessuto sociale. E infatti l'accordo di programma della coalizione che sostiene la sua candidatura "esprime un giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei centri di identificazione ed espulsione in quanto si sono dimostrati inefficaci e non rispettosi dei diritti umani".

Riteniamo che se la Toscana - istituzioni e società civile attiva uniti come nel passato - continuerà a dire un chiaro "no" ai CIE darà un segnale importante per l'intero Paese, un segnale che può fare da punto di riferimento per quanti sul territorio cercano di contrastare, con esperienze volte a tutelare i diritti ed a sviluppare la convivenza, i provvedimenti governativi ed il clima d'intolleranza che ne deriva. Avendo coscienza che il razzismo e la xenofobia stanno minando alle radici il nostro assetto democratico (costituzionalmente democratico).

Perciò speriamo in un suo impegno, da Presidente, che tenga conto, in primo luogo, del giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei CIE - contenuto nel programma di "Toscana democratica" - e che sia rivolto ad applicare, con energia e coerenza, la buona legge che, a proposito d'immigrazione, la Regione Toscana si è data.


Con i saluti più cordiali e con senso di stima


la Comunità dell'Isolotto

A Enrico Rossi

A Enrico Rossi, candidato a Presidente della Regione Toscana


    le inviamo alcune considerazioni che sono scaturite dalla socializzazione comunitaria nell'incontro svolto dalla Comunità domenica scorsa 14 marzo dedicato al tema dell'accoglienza: per una primavera antirazzista, per non aver paura, per aprirsi agli altri, per fondare la convivenza sui diritti.

    Abbiamo esaminato fra l'altro la situazione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). Sulla base di esperienze concrete, di una vastissima documentazione (testimonianze, filmati, reportages giornalistici, documenti di giuristi etc.), della denuncia di varie associazioni, come Amnesty International e Medici senza frontiere, e dell'ampia relazione redatta da una Commissione istituita dal Governo Prodi durante la sua seconda breve esperienza, la Commissione De Mistura, composta da funzionari statali, tecnici, esperti, esponenti del volontariato e dell'associazionismo, risulta che i CIE rientrano appieno - anzi ne sono un cardine - nelle politiche di esclusione, di respingimento, di chiusura degli attuali governanti, politiche che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo nel Paese di un razzismo sempre più diffuso e radicato; costituiscono secondo molti giuristi un'aberrazione giuridica al di fuori della Costituzione; sono oggettivamente incompatibili con l'ispirazione di fondo della legge regionale sull'immigrazione (quella legge, avversata dal Governo, che riconosce alcuni elementari diritti anche ai migranti irregolari).

    Di fronte a questa realtà ci risultano poco comprensibili alcune sue affermazioni in campagna elettorale, riguardanti i CIE.

A nostro parere, è giunto all'opinione pubblica il messaggio che il candidato Rossi, in discontinuità con la presente Amministrazione regionale, ha espresso una apertura verso la possibilità di una collaborazione della Regione, se il Governo decidesse di realizzare un CIE anche in Toscana, sebbene a patto che vi venissero rispettati i diritti umani e ne venissero rafforzate le dimensioni di accoglienza ed integrazione nel contesto sociale.

Ci riesce difficile comprendere come un carcere per immigrati irregolari, finalizzato alla loro espulsione, basato su normative nazionali, possa trasformarsi, se calato sul territorio toscano, in un centro che sostiene i migranti perché si regolarizzino e si integrino nel tessuto sociale. E infatti l'accordo di programma della coalizione che sostiene la sua candidatura "esprime un giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei centri di identificazione ed espulsione in quanto si sono dimostrati inefficaci e non rispettosi dei diritti umani".

Riteniamo che se la Toscana - istituzioni e società civile attiva uniti come nel passato - continuerà a dire un chiaro "no" ai CIE darà un segnale importante per l'intero Paese, un segnale che può fare da punto di riferimento per quanti sul territorio cercano di contrastare, con esperienze volte a tutelare i diritti ed a sviluppare la convivenza, i provvedimenti governativi ed il clima d'intolleranza che ne deriva. Avendo coscienza che il razzismo e la xenofobia stanno minando alle radici il nostro assetto democratico (costituzionalmente democratico).

Perciò speriamo in un suo impegno, da Presidente, che tenga conto, in primo luogo, del giudizio fortemente critico nei confronti della Legge Bossi-Fini e dei CIE - contenuto nel programma di "Toscana democratica" - e che sia rivolto ad applicare, con energia e coerenza, la buona legge che, a proposito d'immigrazione, la Regione Toscana si è data.


Con i saluti più cordiali e con senso di stima


la Comunità dell'Isolotto

Ci mancava, oh, come ci mancava!

Riportiamo due riflessioni di don Paolo Farinella, prete a Genova, sulle recenti "esternazioni" del Presidente del Consiglio e del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Le riflessioni di don Farinella sono la dimostrazione della crescente "rivolta" all'interno della Chiesa cattolica contro le posizioni "politiche" e gli anatemi della Gerarchia, iniziati ai tempi del referendum sulla legge per la fecondazione assistita con il noto invito del Cardinale Ruini a non votare e proseguite sino ad oggi. Oggi Ruini non è più Presidente della CEI, ma Bagnasco non lo fa certo rimpiangere.

Cordiali saluti

Giampietro Sestini

 


Ci mancava, oh, come ci mancava! 

 

Lettera di Berlusconi al Papa sulla pedofilia

Il presidente del consiglio italiano, Silvio Berlusconi, si complimenta con il papa per la lettera agli Irlandesi sui preti pedofili: Benedetto XVI «è chiamato a confrontarsi con situazioni difficili, che diventano motivo di attacco alla Chiesa e perfino alla sostanza stessa della religione cristiana». Poverino! non riesce a pronunciare la parola «pedofilia». Si è sforzato, ma non ci riesce perché dovrebbe parlare di «sessualità scomposta» e abnorme perpetrata in luoghi e sedi istituzionali, esattamente come ha fatto lui, a dispetto e dileggio di quella morale cattolica di cui ogni giorno fa i gargarismi in pubblico, mentre in privato ne fa strage. Non può parlare di «sesso», lui che, mentre inneggia «alla sostanza stessa della religione cristiana», frequenta prostitute a pagamento dietro compenso in denaro e in posti in parlamento o al governo e dalla moglie è condotto in giudizio per separazione per colpa. Scrive al papa perché, da ruffiano qual è, vuole ingraziarselo.

Qual è il significato di questa lettera insulsa, senza senso, ridicola e immotivata? Io penso che voglia cavalcare il momento di difficoltà del Vaticano, criticato da larghissima parte della Chiesa che ha valutato la lettera agli Irlandesi inadeguata, insufficiente, scontata. Dopo il fallimento del raduno di Roma con precari pagati a cento euro cadauno, il debosciato ha bisogno di ricrearsi una verginità formale e vuole fare sapere al mondo intero che egli sta dalla parte del Vaticano, sempre e comunque. L’immondo travestito da agnello.

Ancora una volta assistiamo alla strumentalizzazione di un momento tragico e doloroso della Chiesa con responsabilità oggettive di papa Ratzinger e contorno e il Caimano ne approfitta subito per fare una genuflessione oscena ad uso personale, perché il fantoccio di uomo non sa vedere altro che usi personali, addomesticati alla sua bisogna. La lettera al papa, opportunamente divulgata, è una forma di propaganda elettorale verso quell’elettorato debole cattolico che si lascerà incantare da questo tronfio e immondo pifferaio e sul quale è piombato come un elefante in una cristalleria il cardinale Angelo Bagnasco.

Il tocco finale, da lupanare, è il riferimento all’efficacia della lettera dovuta secondo lui alla «umiltà e sincerità unita alla chiarezza delle ragioni che il Papa mette in campo». Riguardo all’umiltà, Berluskoniev è un maestro impareggiabile: umile, mite, altruista e, quello che più conta, fondatore del partito dell’amore a pagamento e delle prostitute affittate «a carrettate», con i cattolici che tengono bordone e reggono il moccolo.

Da cattolico inorridisco e vorrei sperare che il papa usasse le sue scarpette rosse per il tiro al bersaglio, nella certezza che questa volta lo Spirito Santo guiderebbe la santa mano per fare centro sul bersaglio catramato e inamidato. So anche, però, che l’Utopia in Vaticano è morta e sepolta da un pezzo, mentre regna e prospera la disonesta ricchezza. W l’umiltà! Parola di Berluskoniev, spergiuro di professione.

 

Prolusione del card. Bagnasco a ridosso delle elezioni: come da copione

Non era ancora arrivata in Vaticano la lettera di Berluskoniev che già nello stesso giorno, si sentiva il controcanto del card. Bagnasco al consiglio permanente della Cei. Egli con tempestività programmata degna di ben altre battaglie, a pochi giorni del voto, parla con il solito linguaggio aulico a supporto del governo e delle formazioni regionali di destra. Si direbbe che più dell’inesistenza di Dio, la Cei tema la vittoria della sinistra o di quella che ci si ostina a chiamare sinistra.

L’attacco frontale all’aborto come materia discriminante delle elezioni regionali è indebita, immorale e indecente. L’aborto è previsto da una legge dello Stato: cosa c’entrano le regioni? L’uscita di Bagnasco è calcolata e mira ad essere una diretta fucilata ad Emma Bonino e a Mercedes Bresso in Piemonte. Per la proprietà transitiva chi attacca Bonino e Bresso, appoggiate dal Pd, appoggia il Pdl che è contro il Pd. Povera gerarchia, ridotta a giocare questi mezzucci pur di vincere la Regione Lazio! Se una donna fa così paura, cosa farebbe un esercito di donne? Scrive il cardinale: «Sarà bene che la cittadinanza inquadri con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale sia locale e quindi regionale. L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso converrà trascurare … C’è una linea consolidata che … insieme a Benedetto XVI, chiamiamo «valori non negoziabili: … la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna» (Card. Angelo Bagnasco, presidente Cei, «Prolusione al consiglio permanente del 22-25 marzo 2010, n. 8).

Si può anche essere d’accordo su alcuni aspetti, ma perché proprio, in piena feroce campagna elettorale? Puro caso? C’è forse una relazione o un accordo preventivo tra la lettera di Berlusconi e la prolusione di Bagnasco? I brutti pensieri fanno temere di sì. Se così fosse, sarebbe grave e si conferma la strategia clericale di una alleanza «a prescindere» con il governo Berlusconi; così come si rafforza il sospetto che il silenzio tombale della presidenza della Cei, lo scorso anno, durante la teoria di scandali, personali e istituzionali, perpetrati da Berlusconi, sia stato il prezzo pagato sull’altare della «disonesta ricchezza» pur di tenere in vita un sostegno reciproco, Berlusocni/Vaticano-Cei anche a costo della morale, della verità, della divisione all’interno della Chiesa italiana, anche a costo del sacrificio di innocenti come il povero Dino Boffo.

Al card. Bagnasco risponde indirettamente alcuni giorni prima, quasi prevenendolo, Mons. Luigi Bettazzi che nell’editoriale «Principi non rinunciabili» di Mosaico di Pace(marzo 2010), annovera tra i «principi non negoziabili» tanto cari alla gerarchia ecclesiastica, anche il «bene comune» e i valori «della sincerità e della sobrietà, della legalità e della solidarietà»; così come tra quelli negativi ascrive: l’idolo della ricchezza in funzione del potere, il potere stesso, il permissivismo sociale e l’interesse privato e il fine che giustifica i mezzi.

Il card. Bagnasco, poi, continua: «Dinanzi a quel che va emergendo ad opera della Magistratura, noi Vescovi ci sentiamo di dover chiedere a tutti, con umiltà, di uscire dagli incatenamenti prodotti dall’egoismo e dalla ricerca esasperata del tornaconto e innalzarsi sul piano della politica vera. Questa è liberazione dai comportamenti iniqui, dalle contiguità affaristiche per riconoscere al prossimo tutto ciò di cui egli ha diritto … e innanzitutto la sua dignità di cittadino … al di fuori della morbosità per un certo accaparramento personale, si recuperi il senso di quello che è pubblico, che vuol dire di tutti e di cui nessuno deve approfittare causando grave scandalo dei cittadini comuni, di chi vive del proprio stipendio o della propria pensione ed è abituato a farseli bastare, stagione dopo stagione. C’è un impegno che … non può non riguardare tutti, politici e cittadini …: mettere fine a quella falsa indulgenza secondo la quale, poiché tutti sembrano rubare, ciascuno si ritiene autorizzato a sua volta a farlo senza più scrupoli. Non è vero che tutti rubano, ma se per assurdo ciò accadesse, non si attenuerebbe l’imperativo dell’onestà. Non cerchiamo alibi preventivi né coperture impossibili: sottrarre qualcosa a ciò che fa parte della cosa pubblica non è rubare di meno; semmai sarebbe un rubare di più. Per i credenti questo obbligo assurge alla dignità di comando del Signore, dunque non si può venir meno» (IBID. n. 9).

Come non essere d’accordo? Anche le pietre lo sono. Perché l’aborto deve essere criterio di valutazione elettorale il furto no? Non è un comandamento esplicito anch’esso? Come può il cardinale Bagnasco mettere d’accordo queste parole con il programma, le promesse mai mantenute e le realizzazioni delittuose del governo Berlusconi? Alla luce della parola del cardinale, non si dovrebbe come primo effetto immediato scomunicare l’operato del governo e della sua maggioranza che per disgrazia opprime l’Italia e tutti i cattolici che lo sostengono? Si rende conto il cardinale Bagnasco che il fondatore del partito dell’amore è un frequentatore abituale di minorenni e prostitute e un ladro di professione? Sa il presidente della Cei che Berlusconi ha candidato uomini appartenenti alle diverse mafie, senza distinzione di sorta? E’ a conoscenza il porporato che non meno di 26 inquisiti siedono in parlamento nelle fila del partito che difende «i principi non negoziabili»?

Lo sa che sono oltre trenta le leggi che Berlusconi ha imposto al parlamento a suo favore e della sua cricca e delle sue due famiglie? Perché sua eminenza non fa nomi e cognomi di chi ruba, di chi delinque, di chi corrompe, di chi si lascia corrompere? Si rende conto che il papa ha ricevuto Bertolaso nel momento stesso in cui lo convocava la magistratura della repubblica per chiedergli conto della corruzione di cui lui è artefice, beneficiario, mandante e controllore a danno e sulla pelle dei terremotati dell’Abruzzi, il cui vescovo, Molinari, è uso fare da scendiletto a Berlusconi? Sig. Cardinale perché lei ha taciuto per tutto l’anno quando tutto il mondo accusava Berlusconi di immoralità istituzionale e non solo per l’uso indiscriminato di prostitute e forse di droga, mentre oggi interviene, lesto come un fulmine, il giorno dopo la manifestazione/farsa del Pdl e una settimana prima delle elezioni e per buon peso, nello stesso giorno in cui Berlusconi solidarizza col papa in materia di pedofilia? Forse perché lui è esperto anche in materia? Lo avete assunto come consulente etico della Cei?

Sig. cardinale, la prego, ascolti quello che le dico: Io Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica, affermo con piena avvertenza e informata coscienza che ritengo peccato grave votare chiunque stia dalla parte di Berlusconi perché incompatibile con i principi del vangelo, della dottrina sociale della Chiesa, della morale cattolica e della dignità civile.

E’ un delitto, di cui rispondere davanti alla propria coscienza e a Dio votare per chi conculca i diritti dei poveri, senza differenza di cittadinanza, di chi incita all’odio razziale, di chi corrompe testimoni in tribunale e giudici per avere sentenze a suo favore, di chi compra senatori prezzolati per fare cadere governi democratici, di chi evade il fisco e incita ad evadere, di chi assalta le istituzioni di garanzia, di chi vara leggi a favore suo e della sua azienda, di chi non ha parvenza di morale e vive in modo oscenamente ricco, rubando sulla povertà dei poveri, di chi sperpera denaro pubblico pur di esaltare il culto della propria personalità (v. La Maddalena).

Io Paolo prete, cittadino sovrano residente in Liguria, in forza del criterio del bene comune e del rispetto dei diritti individuali, voterò Alessandra Ballerini, di professione avvocato degli ultimi e dei poveri che si batte per i diritti di tutti e che si presenta con una lista collegata a quella di Burlando Claudio del Pd.

Se votassi in Lazio o in Piemonte non esiterei a votare Bonino o Bresso e auguro all’Italia che Berlusconi e la sua compagnia teatrante siano sconfitti. Faccio gli auguri alla Bonino e alla Bresso, perché, anche se non mi piacciono su tanti punti, possano vincere democraticamente e possano portare un vero «rinascimento laico» nelle loro Regioni, specialmente nel campo della sanità e della scuola.

Sui problemi etici ci confronteremo apertamente, lealmente, democraticamente, senza interferenze e confusioni tra altare e seggio regionale.

Che Dio protegga l’Italia e le sue Regioni dalla peste del berlusconismo e dalla miopia della gerarchia cattolica.


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